{"id":53850,"date":"2019-10-31T09:00:38","date_gmt":"2019-10-31T08:00:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53850"},"modified":"2019-10-31T08:15:03","modified_gmt":"2019-10-31T07:15:03","slug":"un-nuovo-marx","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53850","title":{"rendered":"Un nuovo Marx"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/MARX_locandina-001.jpg\" alt=\"MARX locandina 001\" \/><\/p>\n<p><strong>di SINISTRA IN RETE (Roberto Fineschi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1. Il titolo del mio intervento \u00e8 \u201cUn nuovo Marx\u201d. Da una parte \u00e8 un titolo un po\u2019 paradossale perch\u00e9 Marx \u00e8 un autore ben noto, molto letto, molto interpretato. Su di lui si sono scritti fiumi di inchiostro e non solo: la sua faccia era impressa su bandiere politiche, il suo nome \u00e8 stato utilizzato da molti e in molte direzioni come bagaglio politico ideologico per legittimare movimenti storici, addirittura Stati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In questo senso, nella misura in cui lo si utilizzava politicamente, era in una certa misura inevitabile creare una ortodossia, perch\u00e9 i movimenti politici che diventano istituzioni hanno bisogno di una verit\u00e0 ufficiale, eterna che, chiaramente, per esigenze di identit\u00e0 e di autolegittimazione , tende irrimediabilmente ad irrigidirsi in formule che piano piano perdono appiglio alla realt\u00e0 e si trasformano in un formulario da ripetere negli anniversari e nelle celebrazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sicuramente questo \u00e8 in parte il destino che l\u2019opera di Marx ha subito in Unione Sovietica o nell\u2019est Europa dove era una dottrina ufficiale di una istituzione e non poteva che essere vera, immodificabile, sicura in secula seculorum. Il diamat ne \u00e8 l&#8217;esempio per antonomasia. Tra gli elementi cardine di queste varie formulazioni avevamo ovviamente che il socialismo reale costituiva l\u2019inveramento delle teorie di Marx: il socialismo reale realizzandosi verificava le previsioni di Marx, l\u2019esistenza di una intrinseca necessit\u00e0 storica per cui alla fine l\u00ec si doveva arrivare. Il presunto esito della evoluzione storica era quello che si era verificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa ideologia ebbe grande forza e direi quasi anche legittimit\u00e0 a suo tempo, perch\u00e9 dava coraggio e speranza ai militanti. Come dire: se il risultato della nostra lotta \u00e8 quello verso cui tende il corso storico e ci\u00f2 inevitabilmente accadr\u00e0, noi siamo forti perch\u00e9 cavalchiamo l\u2019onda della storia; tutto ci\u00f2 ci legittima nella nostra azione politica. Questa ideologia che pareva positivamente legittimare il movimento storico-politico nel momento dell\u2019espansione, nel momento del collasso, della fine del socialismo reale (gi\u00e0 nel periodo della sua difficile vita almeno dal secondo dopoguerra) suonava come una controevidenza: se Marx prima aveva ragione perch\u00e9 avrebbe sostenuto che il cosiddetto socialismo reale era la verifica delle sue previsioni, il suo crollo schiacciava sotto le macerie del muro non solo quell\u2019esperienza, ma Marx stesso, anche Marx finiva nella spazzatura della storia insieme al socialismo reale. Quindi, il convitato di pietra a queste discussioni su Marx \u00e8 spesso proprio il socialismo reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gran parte di questi nuovi studi che anche io sto portando avanti e anche altri, come punto di partenza mirano a mostrare che il socialismo reale nel bene e nel male, perch\u00e9 anche di cose positive ne sono successe, non \u00e8 tutt\u2019uno con Marx.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ovviamente non \u00e8 vero che il socialismo reale non c\u2019entra niente con Marx, semplicemente non sono la stessa cosa. Se si parte da questa premessa, la sua teoria, probabilmente, ha ancora qualcosa da dire al presente. Questo \u00e8 un po\u2019 lo sforzo. Anche perch\u00e9 a ben vedere Marx parla pochissimo del socialismo reale o, meglio, della societ\u00e0 futura. Se si vanno a leggere le molte opere di Marx, la societ\u00e0 futura \u00e8 accennata, indicata con poche frasi, non \u00e8 teorizzata nella sua complessit\u00e0. Ci sono alcuni spunti come la gestione razionale, per\u00f2 tra l\u2019enunciare il bisogno di una gestione razionale dell\u2019economia e poi mostrare come questa funzioni, sia strutturabile, ce ne corre, e Marx non lo fa. In realt\u00e0, Marx sostanzialmente studia il modo di produzione capitalistico, questo \u00e8 l\u2019oggetto della sua ricerca, studia come funziona il capitalismo. Questa distinzione \u00e8 importante perch\u00e9 non si pu\u00f2 imputare a lui tutto quello che \u00e8 avvenuto dopo. E\u2019 un discorso aperto che si presta a pi\u00f9 interpretazioni. Questa in genere \u00e8 l\u2019inizio della risposta alla prima obiezione che viene fatta, cio\u00e8 la presunta identit\u00e0 tra socialismo reale e Marx.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La seconda obiezione che viene sollevata \u00e8 che Marx parlava sostanzialmente della classe operaia, vedeva nella classe operaia il soggetto storico antagonista al capitale, la classe operaia soprattutto individuata nell\u2019operaio di fabbrica, nell\u2019operaio massa, e che, venendo meno o ridimensionandosi questa figura, verrebbe a mancare la terra sotto ai piedi a uno degli assunti fondamentali e, quindi, di nuovo Marx si sarebbe sbagliato oppure avrebbe avuto ragione entro certi limiti. Alcuni oggi vanno quindi a teorizzare la societ\u00e0 post-moderna, post-industriale, post-operaista; cercare i soggetti che non siano gli operai-massa sarebbe andare oltre Marx, cio\u00e8 utilizzare Marx ma per superarlo, per far vedere come la sua teoria fosse limitata e come ci sia bisogno di andare oltre. Io credo che la questione vada invece affrontato avendo presente i diversi livelli di \u201castrazione\u201d a cui la teoria \u00e8 sviluppata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima di entrare nel merito vorrei per\u00f2 fare una breve parentesi relativa alla pubblicazione della nuova edizione critica delle opere di Marx ed Engels, la Marx-Engels-Gesamtausgabe. Alcune delle loro opere tradizionali sono state profondamente interessate dalle novit\u00e0 editoriali. <em><strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/marxismo\/16204-roberto-fineschi-un-nuovo-marx.html\">[continua a leggere&#8230;]<\/a><\/strong><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/marxismo\/16204-roberto-fineschi-un-nuovo-marx.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/marxismo\/16204-roberto-fineschi-un-nuovo-marx.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRA IN RETE (Roberto Fineschi) &nbsp; 1. Il titolo del mio intervento \u00e8 \u201cUn nuovo Marx\u201d. Da una parte \u00e8 un titolo un po\u2019 paradossale perch\u00e9 Marx \u00e8 un autore ben noto, molto letto, molto interpretato. 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