{"id":53856,"date":"2019-11-04T00:30:17","date_gmt":"2019-11-03T23:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53856"},"modified":"2019-12-17T23:19:07","modified_gmt":"2019-12-17T22:19:07","slug":"il-postmoderno-italiano-iii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53856","title":{"rendered":"Il postmoderno italiano (parte II)"},"content":{"rendered":"<p>di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fine studioso di Rabelais, Cervantes, Beckett, Bachtin, come dimostrano i saggi teorici di <em><i>Finzioni occidentali <\/i><\/em>(1975), Gianni Celati pubblica nel 1978 il romanzo <em><i>Lunario del paradiso <\/i><\/em>(riedito diciotto anni pi\u00f9 tardi), storia di un temerario e squattrinato ventenne che si trasferisce in Germania per amore della giovanissima Antje. Il registro prescelto \u00e8 quello comico, e proprio in chiave \u201ccarnevalesca\u201d e dissacratoria si delinea in Celati il rifiuto dellidentit\u00e0 nazionale tipico del postmoderno italiano, i cui riferimenti letterari sono allogeni e quelli extraletterari derivano dal rock e dal cinema (americani, <em><i>\u00e7a va sans dire<\/i><\/em>):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un barbuto laggi\u00f9 in sala chiede in che modo potessi sostenere l\u2019ardita tesi che l\u2019italiano non esiste. Ay ay ay, muy interesante pregunta! Perch\u00e9 non esiste l\u2019Italia, ecco perch\u00e9.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comico di Celati difetta per\u00f2 della <em><i>pars construens<\/i><\/em>. Manca cio\u00e8 l\u2019esplosione esuberante e gioiosa del cosmo che si rigenera dopo la Quaresima, poich\u00e9, lo vediamo nei quattro diari di viaggio nella pianura padana di <em><i>Verso la foce <\/i><\/em>(1989), il desiderio di mettere in discussione appartenenze consolidate sconfina in una sottile quanto insidiosa ansia da derealizzazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Deperibilit\u00e0 svelta del cosiddetto \u201cmondo reale\u201d, non si distingue bene da un miraggio. Per forza l\u2019intelligenza arriva sempre in ritardo: non lo capisce proprio tutto questo passare e perdersi nell\u2019incerto, la dimenticanza che dovunque ci avvolge e ci porta.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><i>\u00a0<\/i><\/em>Se Celati precorre una strategia della narrativa degli anni Ottanta, consistente nel camuffare da trasgressione l\u2019accettazione sostanziale dello <em><i>status quo<\/i><\/em>,\u00a0di tale conformismo Pier Vittorio Tondelli offre\u00a0il frutto maturo,\u00a0la pi\u00f9 smaccata ma anche pi\u00f9 trasparente realizzazione. Questo ragazzo nato nella fase di transizione dall\u2019Italia agricola a quella industriale e cresciuto con il mito dell\u2019America, come egli stesso si ritrae, \u00e8 uno scrittore piatto e prevedibile, incapace di affondi memorabili al contrario del suo \u201cmaestro\u201d Arbasino. L\u2019impennata e lo scatto verticale gli sono sconosciuti, \u00e8 vero, ma sotto\u00a0questo\u00a0aspetto\u00a0Tondelli non fa che esprimere con fedelt\u00e0 lo spirito<em><i>\u00a0<\/i><\/em>postmoderno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-55116\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/pier-vittorio-tondelli-980x540-1-300x165.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/pier-vittorio-tondelli-980x540-1-300x165.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/pier-vittorio-tondelli-980x540-1-768x423.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/pier-vittorio-tondelli-980x540-1.jpg 980w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em><i>pastiche<\/i><\/em>\u00a0plurilinguistico tondelliano non sta a segnalare perci\u00f2 il trauma di un\u2019esperienza interiore sconcertante, come in Gadda, ma la perfetta assimilazione del globalismo ideologicamente omologatore e \u201corizzontale\u201d (&#8220;Se lo posso fare io un libro come questo, potete farlo anche voi&#8221;): lo stesso vale per la contaminazione dei generi, sperimentata forse pi\u00f9 che altrove nell\u2019ammiccante bestseller <em><i>Rimini <\/i><\/em>(1985). La retorica encomiastica, la celebrazione acritica dei fasti di un mondo che si pretende libero<em><i>\u00a0<\/i><\/em>(ma, a esser franchi, dovremmo attenderci esiti diversi da uno scrittore che definisce \u201cemotiva\u201d la sua letteratura?) \u00e8 evidente fin dai racconti di\u00a0<em><i>Altri libertini<\/i><\/em>, con cui Tondelli esordisce nel 1980. Il\u00a0percorso di formazione dei personaggi prende avvio\u00a0dal ripudio\u00a0drastico della dimensione nazionale; fra i casi che potremmo citare si prenda <em><i>Autobahn<\/i><\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ah che due maroni questa Italia, io ci ho fame amico mio una gran fame di contrade e sentieroni, di ferraie, di binari, di laghetti, di frontiere e di autostrade, ok? Senti amico mio (&#8230;) bisogna cercare soltanto una frontiera e un limite da scavalcare, bisogna gettare le nostalgie e i retr\u00f2, anco riflussi e regressioni.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em><i>glocalismo<\/i><\/em> di Tondelli congiunge l\u2019Emilia dinamica e ottimista direttamente al sogno americano (e viceversa), dell\u2019Italia sfiorando soltanto Rimini, luogo in qualche modo privilegitato perch\u00e9, nell\u2019interpretazione tendenziosa dello scrittore, la vacanza estiva costituirebbe \u201cl\u2019unico proseguimento, nella contemporaneit\u00e0, della medievale cultura carnevalesca\u201d. In Tondelli un cosmopolitismo ingenuo e quasi fiabesco procede all\u2019unisono con l\u2019attrazione per la micro-comunit\u00e0, evidente nelle pagine di <em><i>Camere separate <\/i><\/em>(1989)<em><i>\u00a0<\/i><\/em>in cui \u00e8 descritto il ritorno del protagonista Leo nel suo paese natale, \u201cun piccolo borgo della bassa padana\u201d dove vivono i genitori<em><i>. <\/i><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019abbandono della cultura nazionale si inserisce in una vasta opera di demolizione del principio di centralit\u00e0 e stanzialit\u00e0 (fortemente inviso all\u2019ideologia globalista) a tutto vantaggio di marginalit\u00e0 nomadi cui toccano in sorte esistenze precarie consumate tra \u201cperiferie, ghetti e marciapiedi, viali lampioni e cantinette\u201d. La voce narrante di <em><i>Autobahn <\/i><\/em>sembra appartenere a un personaggio di Ellis, di quelli che considerano noiosi i propri genitori perch\u00e9 non divorziano o che dichiarano convintamente di avere imparato pi\u00f9 dalla musica punk che dalle poesie di Stevens e Yeats:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019occhiocaldo mio s\u2019innamorer\u00e0 di tutti, dei freak dei beatnik e degli hippy, delle lesbiche e dei sadomaso, degli autonomi, dei cani sciolti, delle superchecche e dei filosofi, dei pubblicitari ed eroinomani e poi marchette trojette ruffiani e spacciatori, precari assistenti e supplenti, suicidi anco ed eterosessuali, cantautori et beoni, imbriachi sballati scannati bucati e forati.\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avvolta nell\u2019aura di un\u2019opposizione fintamente alternativa alla\u00a0\u201ctesta bacata della razionalit\u00e0 occidentale\u201d, infine, diventa egemone la tendenza individualista a ricercare Dio fuori dalla religione, o contro di essa, che Tondelli eredita da Kerouac e, pi\u00f9 in generale, dalla New Age e dall\u2019Et\u00e0 di Kafka. In <em><i>Camere separate <\/i><\/em>leggiamo che Leo ha spesso pensato di non poter vivere senza Dio mentre riesce a rinunciare volentieri a \u201cuna religione senza sesso per uomini che hanno paura delle passioni e della forza dell\u2019amore\u201d: un attacco frontale al Cristianesimo che gi\u00e0 negli anni Ottanta non scandalizzava pi\u00f9 nessuno!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna novit\u00e0, allora, nessuna contestazione del potere neocapitalista: confezionato dall\u2019industria delirante dell\u2019<em><i>entertainment <\/i><\/em>nell\u2019era di MTV e delle radio libere, il prodotto Tondelli si inserisce negli ingranaggi della megamacchina mondiale dello Spettacolo\u00a0senza remore n\u00e9 frizioni ma anzi con l\u2019entusiasmo dei provinciali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di GIAMPIERO MARANO (FSI Varese) Fine studioso di Rabelais, Cervantes, Beckett, Bachtin, come dimostrano i saggi teorici di Finzioni occidentali (1975), Gianni Celati pubblica nel 1978 il romanzo Lunario del paradiso (riedito diciotto anni pi\u00f9 tardi), storia di un temerario e squattrinato ventenne che si trasferisce in Germania per amore della giovanissima Antje. 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