{"id":53867,"date":"2019-11-04T08:00:30","date_gmt":"2019-11-04T07:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53867"},"modified":"2019-11-04T14:56:50","modified_gmt":"2019-11-04T13:56:50","slug":"schei-finiti-inventiamoci-un-altro-veneto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53867","title":{"rendered":"Schei finiti: inventiamoci un altro Veneto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di VVOX (Federico Leo Renzi)<\/strong><\/p>\n<h2><strong><em>L\u2019epoca d\u2019oro del modello \u201clavorare tanto, lavorare tutti\u201d \u00e9 entrato in crisi da tempo. Ma ci piace crogiolarci nel mito passato. Invece la realt\u00e0 va avanti. Ed \u00e9 fatta di povert\u00e0, inquinamento e immigrazione da integrare<\/em><\/strong><\/h2>\n<article class=\"post-entry post-entry-type-standard post-entry-249248 post-loop-1 post-parity-odd post-entry-last single-big with-slider post-249248 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-cattivismi tag-home-cattivismi tag-newsletter-domenica tag-testata\">\n<div class=\"big-preview single-big\"><a class=\"lightbox-added\" title=\"Schei finiti: inventiamoci un altro Veneto\" href=\"https:\/\/www.vvox.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/shutterstock_autonomia-veneto.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-entry_with_sidebar size-entry_with_sidebar wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.vvox.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/shutterstock_autonomia-veneto-845x522.jpg\" sizes=\"(max-width: 845px) 100vw, 845px\" srcset=\"https:\/\/www.vvox.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/shutterstock_autonomia-veneto-845x522.jpg 845w, https:\/\/www.vvox.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/shutterstock_autonomia-veneto-357x220.jpg 357w\" alt=\"\" width=\"845\" height=\"522\" \/><\/a><\/div>\n<div class=\"entry-content-wrapper clearfix standard-content\">\n<header class=\"entry-content-header\">\n<div class=\"entry-content\">\n<div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap left ssbp--theme-1\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <strong>crisi del Veneto<\/strong> non \u00e8 solo economica, ma morale e politica. Come notato a suo tempo da Pasolini e Fernando Camon, il Veneto \u00e8 passato in pochissimi anni da un comunitarismo legato principalmente alla <strong>Chiesa cattolica<\/strong> e alle sue gerarchie\/associazioni, ad un individualismo basato sull\u2019idea che se lavori duro ascendi socialmente, e se ascendi socialmente crei lavoro per altri e permetti la loro ascesa. Era l\u2019epoca delle <strong>fabbrichette<\/strong> dove ti prendevano garzone a 14 anni, e con i risparmi e l\u2019esperienza acquisita a 30 aprivi il tuo laboratorio, che spesso riceveva le prime -laute- commesse dalla fabbrica da cui provenivi.<\/p>\n<div class=\"banner-intesto\" style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"ad_pos_vvox_adsense_in_articolo\" class=\"ad_pos_vvox_adsense_in_articolo vvox_adsense_in_articolo dfp_ad_pos\" data-google-query-id=\"CO7D4_DLzuUCFcSgewodVscG4g\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/269777516\/vvox_adsense_in_articolo_0__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Quello fra il \u201cpadrone\u201d e i dipendenti era un tacito patto di matrice corporativa<\/strong>: io per qualche anno ti do salario e competenze, tu diventerai a tua volta \u201cpadroncino\u201d e non mi farai concorrenza. Questo patto \u00e8 iniziato negli anni \u201970, ha mostrato le prime falle negli anni \u201990 (con Tangentopoli e il crollo della DC) ed \u00e8 fallito con la <strong>crisi del 2008<\/strong>, quando la perdita del potere d\u2019acquisto dei salari, la disoccupazione ad alti livelli, il precariato e la difficolt\u00e0 di ottenere prestiti bancari hanno reso impossibile ai dipendenti il sogno di emanciparsi dal datore di lavoro e crearsi la propria azienda. Il problema \u00e8 che su questo patto si basava, e si basa ancora oggi, non solo un sistema economico, ma la nostra identit\u00e0, la nostra idea d\u2019essere comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <strong>legare la nostra identit\u00e0 al produttivismo<\/strong>, alla continua ed inarrestabile espansione economica e all\u2019ascesa sociale, ha avuto come lati oscuri lo stigma della povert\u00e0, il silenzioso disprezzo per gli elementi deboli ed improduttivi (malati, disadattati, anziani ecc), l\u2019inquinamento pervasivo, la scarsa lungimiranza nel pensare un sistema di welfare capace di reggere periodi di recessione. Il contrappeso storico a questi lati oscuri era la <strong>morale cattolica<\/strong>, che nel bene e nel male costringeva, tramite la carit\u00e0, a reinvestire i profitti sul territorio a favore degli svantaggiati, morale che \u00e8 andata sempre pi\u00f9 evaporando, e di cui oggi rimane solo un\u2019ombra. E\u2019 vero, l\u2019abbiamo sostituita con l\u2019associazionismo, di cui siamo eccellenze in Italia, m<strong>a il nostro associazionismo \u00e8 sempre stato pensato come un arrangiarsi per sopperire al welfare state<\/strong>, una lega di individui (non una comunit\u00e0) che si mette temporaneamente assieme per far qualcosa che serve, senza sviluppare legami pi\u00f9 profondi della reciproca utilit\u00e0. Ora il sistema Veneto imbarca acqua da tutte le parti, ma nessuno tenta di riformarlo radicalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La richiesta dell\u2019<strong>autonomia<\/strong> in fondo \u00e8 l\u2019<strong>estremo tentativo di tornare all\u2019epoca d\u2019oro delle fabbrichette e dei padroncini<\/strong>, del sogno dell\u2019ascesa sociale aperta a tutti. Siamo cos\u00ec legati a questo sogno, che non abbiamo protestato n\u00e9 battuto ciglio quando ai vecchi lavori dove prendevi uno stipendio dignitoso e imparavi un mestiere, sono subentrati i<strong>lavori spazzatura<\/strong>, con paghe bassissime, precariato assicurato e mansioni talmente dequalificate da essere inutilizzabili altrove. Ci siamo detti \u201c<strong>\u00e8 sempre lavoro\u2026 ti pagano comunque\u2026 qualcosa impari\u2026<\/strong>\u201d, quindi taci e lavora. Arrabbiati per le falle sempre pi\u00f9 macroscopiche del sogno veneto, <strong>ce la siamo presa con gli immigrati<\/strong>, rei di abbassare i salari e rendere insicure le nostre attivit\u00e0 commerciali: negli anni \u201990 odiavamo i \u201cterroni\u201d, dal 2000 in poi gli \u201cextracomunitari\u201d, poi ci siamo stancati anche di quello e ci siamo rinchiusi in un isolazionismo sempre pi\u00f9 cupo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Paradossalmente proprio quando il nostro sistema \u00e8 entrato in crisi, abbiamo avuto il massimo del nostro peso politico nazionale: <strong>Forza Italia<\/strong> prima e la <strong>Lega<\/strong> (una volta Nord) dopo, hanno pescato dalla nostra regione non solo quadri e ministri, ma un intero arsenale di temi, dall\u2019ossessione per l\u2019inviolabilit\u00e0 della piccola propriet\u00e0 privata all\u2019idea del produttivismo come fondamento dell\u2019identit\u00e0 nazionale. Come sappiamo, entrambe sono fallite, lasciando macerie di cui ancora paghiamo le conseguenze (il clientelismo dell\u2019epoca <strong>Galan<\/strong>, la mancata autonomia rincorsa da <strong>Zaia<\/strong>). Ma soprattutto ci hanno illuso che se avessimo avuto peso a livello nazionale, le crepe sarebbero state sanate. <strong>L\u2019idea che sia l\u2019intero sistema Veneto da rivedere, non ci \u00e8 mai passata per la testa<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00e8 ora di cambiare totalmente prospettiva, e pensare ad un\u2019identit\u00e0 culturale e politica slegata dal sogno dell\u2019ascesa sociale e del produrre ad ogni costo. Un\u2019identit\u00e0 che includa la seconda generazione (i figli d\u2019immigrati nati qui), a cui il massimo che abbiamo offerto finora \u00e8 l\u2019idea dell\u2019assimilazione (\u201cdiventa come noi e farai i soldi\u201d), e la tematica del<strong> contrasto alla povert\u00e0 e all\u2019inquinamento<\/strong>, problemi endemici che evitiamo d\u2019affrontare come la peste perch\u00e9 incompatibili con il produttivismo. Accettiamolo: <strong>l\u2019epoca in cui eravamo la terra in cui \u201ctutti poe fare i schei\u201d \u00e8 finita<\/strong>. Quando lo accetteremo, saremo liberi di inventarci un altro Veneto.<\/p>\n<\/div>\n<\/header>\n<\/div>\n<\/article>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.vvox.it\/2019\/11\/03\/veneto-crisi-lavoro-autonomia-inquinamento-paron-schei\/?fbclid=IwAR1CgMnNze7_1tXtRWxyuQV1ABKrdp8WMqHyXqbWnkyR67NrQiD4bR75uRY\">https:\/\/www.vvox.it\/2019\/11\/03\/veneto-crisi-lavoro-autonomia-inquinamento-paron-schei\/?fbclid=IwAR1CgMnNze7_1tXtRWxyuQV1ABKrdp8WMqHyXqbWnkyR67NrQiD4bR75uRY<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di VVOX (Federico Leo Renzi) L\u2019epoca d\u2019oro del modello \u201clavorare tanto, lavorare tutti\u201d \u00e9 entrato in crisi da tempo. Ma ci piace crogiolarci nel mito passato. Invece la realt\u00e0 va avanti. Ed \u00e9 fatta di povert\u00e0, inquinamento e immigrazione da integrare La crisi del Veneto non \u00e8 solo economica, ma morale e politica. 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