{"id":53880,"date":"2019-11-05T02:58:04","date_gmt":"2019-11-05T01:58:04","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53880"},"modified":"2019-11-03T23:08:54","modified_gmt":"2019-11-03T22:08:54","slug":"lambientalismo-classista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53880","title":{"rendered":"L&#8217;ambientalismo classista"},"content":{"rendered":"<p>di MARCO TROMBINO (FSI Genova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la prossima legge di stabilit\u00e0 si parla, tra le altre misure, di una tassa sulla plastica. L&#8217;intento di introdurre questo originale balzello sarebbe addirittura nobile: rappresenterebbe una maniera di disincentivare l&#8217;uso della plastica stessa, in modo che sia sempre meno presente nelle case dei cittadini e quindi fra i rifiuti, nonch\u00e9 evitare che venga conseguentemente dispersa nell&#8217;ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pare che saranno tassati tutti gli imballaggi per prodotti alimentari, quindi bottiglie, vaschette, tetrapak per latte, contenitori per detersivi e saponi. Ma anche imballi in polistirolo per elettrodomestici quali computer e frigoriferi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In teoria la tassa dovrebbe essere pagata dalle aziende produttrici, a meno che queste passino alle bioplastiche. In pratica, non \u00e8 difficile capire che molte aziende continueranno a produrre plastica riversando sul prezzo finale al dettaglio, e quindi al consumatore, l&#8217;aumento dovuto a tale nuova tassa. Si potrebbe obiettare che il consumatore intelligente dovrebbe cogliere l&#8217;occasione per cambiare le proprie abitudini di spesa e passare a prodotti non imballati con plastica. Ma \u00e8 sempre possibile questo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo con il caso dei detersivi. Il loro contenitore non pu\u00f2 che essere di plastica, quindi l&#8217;unica soluzione &#8220;ecologica&#8221; possibile nei loro casi \u00e8 acquistare detersivi alla spina. Un&#8217;abitudine sicuramente lodevole e consigliabile; peccato per\u00f2 che non in tutti i comuni sia disponibile la vendita di detersivi alla spina, che in molte citt\u00e0 anche se presente si trova solo in certi quartieri: si pretende quindi che l&#8217;anziana pensionata spenda una giornata intera per recarsi dall&#8217;altra parte della citt\u00e0 e trasportare a casa notevoli pesi (non potr\u00e0 andare lontano ogni volta che avr\u00e0 bisogno di un detersivo), o che un residente di un piccolo comune prenda il treno e si rechi nella grande citt\u00e0 dove pu\u00f2 trovare il prodotto alla spina &#8211; annullando col prezzo del trasferimento il risparmio sul prodotto senza plastica. In pratica, se un cittadino non ha la possibilit\u00e0 logistica di recarsi lontano, si trover\u00e0 di fronte a supermercati e spacci di quartiere che proporranno prodotti tradizionali a prezzi maggiorati grazie alla nuova tassa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non parliamo del latte: o si conserva in tetrapak o in bottiglie di plastica. Si potrebbe produrre in bottiglie di vetro, ma nessuno lo fa pi\u00f9 da decenni e, se le aziende produttrici non lo riterranno opportuno, continueranno a produrre gli involucri con materiale tassato. Per la gioia del consumatore che si trover\u00e0 di fronte al dilemma se pagare di pi\u00f9 o smettere di bere latte. Una scelta un po&#8217; complicata, soprattutto per chi in famiglia ha dei bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E gli imballaggi per elettrodomestici? Passi la scopa elettrica, ma si pu\u00f2 rinunciare nel XXI secolo a comprarsi un frigo? E si pu\u00f2 rinunciare al computer, visto che le amministrazioni pubbliche stanno tagliando sempre di pi\u00f9 i dipendenti e stanno digitalizzando tutti i servizi, dalle pagelle di scuola ai verbali degli incidenti stradali? Da una parte si elogia l'&#8221;era digitale&#8221;, dall&#8217;altra parte si aumentano i prezzi degli involucri dei dispositivi e quindi dei dispositivi medesimi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ne deduce che qui non si sta cercando di salvaguardare l&#8217;ambiente ma solo di far cassa. Sulle spalle di chi patisce di pi\u00f9 l&#8217;aumento dei prezzi di prodotti piccoli, ossia gli strati medio-bassi della popolazione. Quelli bassi in modo particolare. Se si desidera davvero evitare l&#8217;inquinamento, occorre proibire determinati materiali. La plastica inquina? Bene, la si vieta almeno per certi prodotti alimentari\u00a0in cui potrebbe essere imballata in altra maniera, altrimenti va a finire che chi se la pu\u00f2 permettere continua a comprarla e ad inquinare. E proprio questo \u00e8 il punto: chi ha determinate possibilit\u00e0 economiche continua ad avere un forte impatto sull&#8217;ambiente, una forte impronta ecologica, e deve essere chiaro che boschi e laghi se ne fregano del reddito di chi gli sta buttando dentro bottiglie di plasticaccia. In pratica la tassa non risolve il problema, perch\u00e9 chi pu\u00f2 permettersi di devastare l&#8217;ambiente continua a farlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa normativa \u00e8 un nuovo capitolo dell&#8217;ecologia classista, tale per cui se sei ricco continui ad inquinare. Come vogliono certe ordinanze comunali che vietano l&#8217;ingresso in date aree a motocicli euro1 di cilindrata 125 ma consentono a SUV euro5 l&#8217;ingresso: lo scopo \u00e8 quello di incentivare l&#8217;acquisto di mezzi di classe ambientale pi\u00f9 alta, e chi non se lo pu\u00f2 permettere va a piedi, ma chi se lo pu\u00f2 permettere compra e inquina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si vuole davvero tutelare l&#8217;ambiente occorre vietare gradualmente determinati tipi di impatto ambientale, tramite la politica dei divieti: non si pu\u00f2 circolare in una certa zona, e deve valere per tutti. Non si pu\u00f2 utilizzare un imballo inquinante e deve valere per tutti, e soprattutto deve essere offerta &#8211; per legge &#8211; un&#8217;alternativa a chi acquista. Chi adotta la politica dell&#8217;aumento dei prezzi non \u00e8 interessato a ridimensionare le impronte ecologiche, ma il gi\u00e0 magro portafogli dei cittadini meno abbienti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARCO TROMBINO (FSI Genova) Per la prossima legge di stabilit\u00e0 si parla, tra le altre misure, di una tassa sulla plastica. L&#8217;intento di introdurre questo originale balzello sarebbe addirittura nobile: rappresenterebbe una maniera di disincentivare l&#8217;uso della plastica stessa, in modo che sia sempre meno presente nelle case dei cittadini e quindi fra i rifiuti, nonch\u00e9 evitare che venga conseguentemente dispersa nell&#8217;ambiente. 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