{"id":53904,"date":"2019-11-05T10:30:43","date_gmt":"2019-11-05T09:30:43","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53904"},"modified":"2019-11-04T00:14:31","modified_gmt":"2019-11-03T23:14:31","slug":"ilva-fondi-ue-e-investimenti-ecco-cosa-serve-al-sud-oltre-la-manovra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53904","title":{"rendered":"Ilva, fondi Ue e investimenti. Ecco cosa serve al sud (oltre la manovra)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Federico Pirro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oltre il Piano per il Sud del governo e delle misure previste dalla manovra di governo, c\u2019\u00e8 un altro terreno su cui si potrebbe intervenire subito se l&#8217;esecutivo volesse realmente operare in favore dell\u2019Italia meridionale. L&#8217;analisi di Pirro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2019%2F09%2FImagoeconomica_1139093.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Ilva, fondi Ue e investimenti. Ecco cosa serve al sud (oltre la manovra)\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vedremo al termine di un iter parlamentare che si preannuncia complesso quali saranno i provvedimenti che verranno assunti nella Legge di bilancio per il Mezzogiorno, cos\u00ec come valuteremo nel merito le linee del Piano per il sud che il giovane ministro Provenzano ha affermato essere in via di elaborazione per essere presentato entro l\u2019anno.<br \/>\nIl credito di imposta nell\u2019Italia meridionale ha funzionato negli ultimi anni, attivando investimenti di assoluto rilievo per le loro dimensioni. Si attende inoltre che il 34% della spesa pubblica per investimenti in infrastrutture \u2013 come pi\u00f9 volte sottolineato nelle ultime settimane dal Presidente Conte e dallo stesso Ministro per il sud \u2013 venga riservato alle regioni meridionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel frattempo, tuttavia, sarebbe auspicabile che nell\u2019Italia meridionale venisse accelerata la spesa dei fondi comunitari del ciclo 2014-2020, sia con i POR a livello regionale che con i PON da parte ministeriale. Lo ribadiamo con forza, perch\u00e9 il rischio che a fine anno alcuni progetti vengano definanziati esiste, stanti i gravissimi ritardi nella loro messa a bando e nella cantierizzazione. Certo, non tutte le regioni del sud sono in ritardo: la Puglia, ad esempio, ha un eccellente livello di impiego dei fondi per gli investimenti industriali \u2013 risultando per tale voce la prima regione d\u2019Italia per volumi di investimenti privati attivati con i suoi incentivi \u2013 ma \u00e8 in clamoroso ritardo nell\u2019impiego dei fondi del PSR-Piano di sviluppo rurale che probabilmente a fine anno vedr\u00e0 la stessa Regione restituire alla UE ingenti somme non spese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco allora il punto cruciale su cui non ci stancheremo di ripeterci: se le istituzioni del Mezzogiorno \u2013 Regioni, Province, Comuni, Citt\u00e0 Metropolitane non riusciranno per quanto di rispettiva competenza, ad assicurare un efficiente impiego \u201crendicontato\u201d delle risorse loro gi\u00e0 destinate dalla Ue, ma anche da altre leggi di spesa nazionali, e se non riusciranno a rendere efficace il governo della finanza pubblica di loro esclusiva pertinenza \u2013 recuperando, fra l\u2019altro, larghe evasioni di tributi locali \u2013 non si potranno stanziare nuove risorse in favore delle aree meridionali, perch\u00e9 esse rischierebbero di restare inutilizzate. Coloro che governano le regioni del Mezzogiorno, a qualunque schieramento appartengano, devono dimostrarsi all\u2019altezza delle sfide che attendono il nostro Paese, e di conseguenza anche gli Enti locali del sud: dalla sanit\u00e0 alla gestione del ciclo dei rifiuti \u2013 solo per fare due esempi \u2013 in molte aree delI\u2019Italia meridionale si \u00e8 in presenza di casi di inefficienza ormai non pi\u00f9 socialmente ed economicamente sostenibili. Se ne rendono pienamente conto gli Amministratori locali, e con essi larga parte delle popolazioni del sud, che molto spesso con la loro mancanza di senso civico aggravano le inefficienze, quando non anche le colpevoli inettitudini di certi amministratori, a volte improvvisati e molto spesso incompetenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma c\u2019\u00e8 un altro terreno su cui si potrebbe intervenire subito se il governo volesse realmente operare in favore dell\u2019Italia meridionale. E ci riferiamo alle linee della politica industriale da perseguirsi hic et nunc nel Mezzogiorno, ma che avrebbero assoluta rilevanza per l\u2019intera industria italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se ne vogliono alcuni esempi? Eccoli di seguito:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1) deve essere salvaguardata l\u2019integrit\u00e0 produttiva dello stabilimento siderurgico di Taranto, oggi gestito in affitto di ramo d\u2019azienda da ArcelorMittal Italia, propedeutico all\u2019acquisto. Ogni tentativo da chiunque promosso di dismettere l\u2019area a caldo \u2013 ancora oggi sotto sequestro con facolt\u00e0 d\u2019uso \u2013 deve essere fermato e nel sito si devono poter completare gli interventi previsti per l\u2019Aia, assicurandosi (in ogni modo) agli attuali gestori le esimenti penali per tutta la fase di completamento del piano ambientale. La grande fabbrica ionica \u2013 che \u00e8 anche il maggiore stabilimento manifatturiero italiano per numero di addetti diretti \u2013 \u00e8 e deve restare il perno della siderurgia del nostro Paese e salvaguardarne capacit\u00e0 produttiva, occupazione diretta e indotta, movimentazioni portuali e persistente incidenza sull\u2019economia locale e nazionale significherebbe compiere (gi\u00e0 oggi) azione di forte valenza meridionalistica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">2) \u00e8 necessario imprimere la massima accelerazione agli investimenti promossi dall\u2019Eni nella Sicilia sud occidentale alla luce dell\u2019Accordo di programma del novembre 2014, nel cui ambito \u00e8 stata operata la riconversione della raffineria di Gela a bioraffineria. Una parte del piano di investimenti \u00e8 rallentata da ostacoli burocratici della Regione Sicilia, cos\u00ec come vanno sciolti (una volta per sempre) i nodi che impediscono un pieno rilancio del ciclo dell\u2019alluminio primario in Sardegna, imperniato sui siti tuttora in stand by dell\u2019Eurallumina e dell\u2019ex Alcoa, ora della Sider Alloys;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">3) eguale accelerazione deve essere impressa all\u2019entrata in esercizio del giacimento di Tempa Rossa in Basilicata, ove operano Total, Shell e Mitsui \u2013 che hanno terminato da oltre un anno i lavori di scavo e allestimento dei pozzi e il loro allaccio al Centro Oli di Corleto Perticara \u2013 ma dove almeno sino ad oggi non si \u00e8 riusciti a partire con le attivit\u00e0 estrattive per ostacoli creati dalla Regione Basilicata;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">4) il \u201cpiano auto\u201d \u2013 che il MISE ha deciso di avviare con la costituzione di tavoli tecnici specificamente dedicati alle problematiche che lo caratterizzano \u2013 deve considerare l\u2019importanza, nella scacchiera produttiva nazionale del comparto, dei grandi siti di assemblaggio di autoveicoli e dei produttori di componentistica presenti nel Mezzogiorno che con le loro supply chain costituiscono parte significativa dell\u2019industria nazionale del settore. Tale esigenza diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 cogente alla luce della fusione decisa da FCA e Gruppo Peugeot;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">5) \u00e8 necessario che nella nuova programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2021-2027 si conservi lo strumento dei contratti di sviluppo e dei contratti di programma per le grandi imprese, classificate come tali secondo i parametri comunitari. Tali strumenti di incentivazione \u2013 gestiti nella fase di accesso all\u2019agevolazione secondo le procedure della programmazione negoziata \u2013 hanno avuto nell\u2019ultimo decennio un vasto impiego in tutte le regioni del Mezzogiorno, e segnatamente in Campania e Puglia, con significativi investimenti, buona parte dei quali inclusivi di programmi di ricerca applicata;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">6) \u00e8 opportuno rivedere le norme che il precedente governo aveva fatto approvare in Parlamento riguardanti il blocco triennale \u2013 in attesa di individuare le aree vocate \u2013 per la concessione di nuove autorizzazioni per esplorazioni nei mari che costeggiano l\u2019Italia ove si stima che vi siano ingenti riserve di gas e petrolio. La loro attivazione consentirebbe anche nell\u2019Italia meridionale il rilancio di costruzioni navalmeccaniche per l\u2019off-shore che sino al Duemila ebbero nello yard della Belleli nel porto di Taranto uno dei loro maggiori poli nel Mediterraneo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">7) devono accelerarsi gli investimenti programmati dal Mise nei porti di Palermo e Castellammare di Stabia facenti capo alla Fincantieri. Nel primo \u00e8 previsto, con un impiego di 75 milioni, il rilancio del bacino di carenaggio che consentirebbe nell\u2019area cantieristica del capoluogo siciliano la costruzione anche di navi da crociera. In Campania gli investimenti previsti di eguali dimensioni consentirebbero un consolidamento qualificato delle attuali attivit\u00e0 produttive;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">8) bisogna favorire anche con interventi specifici di Invitalia, e di concerto con le Regioni e i grandi committenti, il rafforzamento (ma in esclusive logiche di mercato) delle supply chain di vari comparti trainanti dell\u2019industria nel sud \u2013 siderurgia, automotive, aerospazio, petrolchimica, energia, etc \u2013 che in alcune aree rischiano di essere pesantemente danneggiate dagli interventi previsti da alcuni grandi gruppi (a titolo puramente esemplificativo Taranto per la siderurgia e Brindisi per l\u2019energia);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">9) si rende ineludibile una grande piano di riqualificazione infrastrutturale delle aree industriali del Mezzogiorno che in molte zone versano in precarie condizioni che spesso finiscono col danneggiare le aziende che vi sono gi\u00e0 insediate, o con l\u2019impedirvi l\u2019insediamento di nuove. Con la collaborazione della Conferenza Stato-Regioni andrebbe compiuta una sistematica ricognizione dello stato delle varie Asi e programmarvi interventi di riqualificazione con un PON nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">10) il credito di imposta automatico \u2013 come anticipato del nuovo Ministro per il Mezzogiorno \u2013 deve essere proseguito, valutandosi anche la possibilit\u00e0 di modularlo per privilegiare comparti ad alta tecnologia ancora solo parzialmente esistenti nell\u2019Italia meridionale o del tutto assenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">11) bisogna incrementare in Italia e nel sud gli ITS-Istituti tecnici superiori, le cui attivit\u00e0 formative svolte in collaborazione con le aziende hanno sinora assicurato sbocchi occupazionali molto elevati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Insomma \u00e8 ormai sempre pi\u00f9 politicamente insostenibile, a nostro avviso, attendere ad ogni Legge di bilancio nuovi investimenti per il sud, quando non \u00e8 ancora a pieno regime la spesa dei fondi gi\u00e0 da anni \u2013 ripeto, da anni \u2013 ad esso destinati ed ignorando quello che (gi\u00e0 ora) si potrebbe e si dovrebbe fare per la crescita economica e industriale dell\u2019Italia meridionale, guardando per\u00f2 all\u2019interesse di tutto il Paese.<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/sud-ilva-fondi-investimenti-manovra\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/sud-ilva-fondi-investimenti-manovra\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Federico Pirro) Oltre il Piano per il Sud del governo e delle misure previste dalla manovra di governo, c\u2019\u00e8 un altro terreno su cui si potrebbe intervenire subito se l&#8217;esecutivo volesse realmente operare in favore dell\u2019Italia meridionale. 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