{"id":53932,"date":"2019-11-05T15:17:11","date_gmt":"2019-11-05T14:17:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53932"},"modified":"2019-11-05T15:17:11","modified_gmt":"2019-11-05T14:17:11","slug":"il-4-novembre-e-utile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53932","title":{"rendered":"Il 4 Novembre \u00e8 utile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Di\u00a0<strong>MICIDIAL\u00a0<\/strong>(Massimo Bordin)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<div class=\"elementor-element elementor-element-3e3a1f1d elementor-widget elementor-widget-text-editor\" style=\"text-align: justify\" data-id=\"3e3a1f1d\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n<p align=\"justify\">Da 100 anni a questa parte, ogni 4 novembre giorno della vittoria contro gli austroungarici, si torna immancabilmente a parlare di Patria, vittorie e sconfitte. Unit\u00e0. Italianit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al di l\u00e0 della retorica, da meno di 100 anni a questa parte, vado ripetendo che\u00a0<strong>il 4 novembre fornisce soprattutto indicazioni UTILI<\/strong>. E no, non perch\u00e9 la storia, se dimenticata, si ripete e bla bla bla, ma proprio perch\u00e9 la Prima Guerra Mondiale \u00e8 un deposito di esperienze preziose per chiunque desideri ampliare le proprie\u00a0<strong>capacit\u00e0 organizzative<\/strong>, sia sotto il profilo macro (la societ\u00e0) che micro (famiglia e luogo di lavoro).<\/p>\n<p align=\"justify\">Breve premessa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il servizio militare obbligatorio l\u2019ho svolto a met\u00e0 degli anni Novanta, in una\u00a0<strong>scuola militare in commissariato e amministrazione<\/strong>\u00a0che funzionava piuttosto male e che si trovava a Nocera Inferiore in provincia di Salerno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Formava cuochi specializzati\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">Emb\u00e8? Che c\u2019\u00e8? Non trovate ovvia la formazione di cuoco militare ad un 25enne laureato che ricopre il ruolo di pilone di mischia di rugby in serie B e che risiede a quasi 900 km da Salerno?<\/p>\n<p align=\"justify\">Direi che gi\u00e0 con questo aneddoto personale si comprenda meglio perch\u00e9 il nostro Ministero della Difesa sia stato umiliato a Lissa, ad Adua, a Caporetto e poi con l\u20198 settembre.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Ne abbiamo prese anche poche<\/strong>, per com\u2019\u00e8 messa la nostra classe dirigente in quanto a lungimiranza e buon senso.<\/p>\n<p align=\"justify\">Beninteso, io considero l\u2019etnia italiana fantastica, capace di slanci unici e grandi competenze, inventiva e spirito di adattamento, ma sulla classe dirigente dell\u2019ultimo secolo ed anche di quella attuale mantengo forti riserve.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anzi, credo proprio che dovrebbe essere spazzata via senza troppe remore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il guaio della nostra classe dirigente (fatte salve molti lodevoli eccezioni) \u00e8 che si \u00e8 formata avendo come\u00a0<strong>assunto di base l\u2019individualismo<\/strong>, cosa che ne limita fortemente l\u2019efficacia in termini organizzativi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Non \u00e8 una questione morale (anche), ma soprattutto tecnica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ecco che l\u2019esperienza della Grande Guerra, pomposamente chiamata da qualcuno anche quarta guerra d\u2019Indipendenza, ci torna utile per comprendere come addestramento, abilit\u00e0 strategiche dei generali e materiali in dotazione facciano la differenza sui campi di battaglia.<\/p>\n<p align=\"justify\">E su questi 3 aspetti nel 1915-18 eravamo messi maluccio, come oggi.<\/p>\n<p align=\"justify\">Salvo da questa disamina la Marina italiana, che pur nel limite dei mezzi a disposizione (non abbiamo portaerei) offre a chi vi milita una formazione d\u2019eccellenza, anche negli alti ranghi grazie all\u2019accademia di Livorno.<\/p>\n<p align=\"justify\">La tradizione paga.<\/p>\n<p align=\"justify\">Sugli altri corpi e sulla loro formazione, stenderei un velo pietoso.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019esempio<\/p>\n<p align=\"justify\">Avete mai visto un\u00a0<strong>elmetto italiano della Grande Guerra<\/strong>? Dalle mie parti (Veneto nordorientale) c\u2019\u00e8 chi fa collezione di oggetti di questo tipo. Io ne ho uno in ottime condizioni, tedesco per\u00f2, reperito sul Montegrappa.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/micidial.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/elmo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-12401 aligncenter\" src=\"http:\/\/micidial.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/elmo1-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"576\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Vabb\u00e8, penser\u00e0 qualcuno: pi\u00f9 o meno\u2026 sempre di elmetto da guerra si tratta. Eh no, non \u00e8 affatto cos\u00ec.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019elmetto italiano sembra un berretto. Lascia scoperto il collo, le orecchie e gran parte della nuca. Quello tedesco no. L\u2019elmo teutonico ti copre abbondantemente tutte le parti test\u00e8 descritte. Particolari? Provate a stare voi in trincea sotto le intemperie, le granate e la mitraglia con un elmetto-berretto come quello italiano. Sono cose affatto piccole, che spesso facevano al differenza tra la vita e la morte. Tra soffrire e non soffrire. Sono cose, per dirla tutta, che ti fanno stimare, oppure odiare, uno Stato, e con esso la sua classe dirigente.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"http:\/\/micidial.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/elmo2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-12402 aligncenter\" src=\"http:\/\/micidial.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/elmo2.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"667\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure l\u2019Italia ebbe tempo un anno \u2013 dicasi UN ANNO \u2013 prima di entrare nel conflitto, e fino all\u2019ultimo manco si sapeva contro chi schierarci: scavare trincee sulle alpi occidentali oppure orientali? Bombardare i francesi oppure gli austriaci? Minuzie. Sottigliezze.<\/p>\n<p align=\"justify\">Poi sono arrivati mesi nel fango, sotto la pioggia e la neve, con armamento, calzature e persino elmetti DEMENZIALI, se paragonati a quelli degli avversari.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ecco che una tradizione italica \u2013 l\u2019arte di arrangiarsi \u2013 che va benissimo per riparare lo sciacquone del water senza farsi dissanguare dall\u2019idraulico, diventa mortale se applicata in altri campi. Direi quello macroeconomico e quello bellico su tutti.<\/p>\n<p align=\"justify\">La classe dirigente italiana, militare e politica, doveva pensarci cento, mille volte, prima di sottrarre la giovent\u00f9 italiana dai campi e dalle officine e mandarla a morire sull\u2019Isonzo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Invece non lo fece. Ognuno pens\u00f2 alle proprie carriere, a spartirsi fette della torta in caso di vittoria, agli onori. Peccato per\u00f2 che nessuno, nemmeno il Cadorna che oggi qualcuno vorrebbe recuperare, pens\u00f2 all\u2019<strong>attrito<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019attrito \u00e8 stato ben descritto dallo stratega tedesco Von Clausevitz nel suo celebre trattato\u00a0<em>sulla guerra<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">In estrema sintesi, riguarda lo iato che si crea tra la situazione studiata a tavolino dall\u2019esperto di tattica militare e ci\u00f2 che poi capita realmente. Basta un attacco di dissenteria tra i soldati o il mal di testa di un colonnello per rovinare il piano. Il calcolo e lo spirito di adattamento di un esercito e dei suoi dirigenti di fronte a queste inevitabili eventualit\u00e0 fanno la differenza tra la vittoria e la sconfitta.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"elementor-element elementor-element-e5d9fe4 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"e5d9fe4\">\n<div class=\"elementor-widget-container\">\n<div class=\"elementor-text-editor elementor-clearfix\">\n<p style=\"text-align: justify\">ESTRATTO:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">29 giugno, intervento del deputato Giuseppe Emanuele Modigliani (socialista): \u00abIl gen. Cadorna \u00e8 in arretrato di un secolo, anche nel modo con il quale s\u2019intende da lui mantenere la disciplina militare, cio\u00e8 col terrorismo e le fucilazioni per sorteggio e le decimazioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">1 dicembre 1917, dall\u2019intervento del deputato Michele Gortani (cattolico): \u00abPerch\u00e9 si \u00e8 permesso che il gen. Cadorna instaurasse e mantenesse per due anni e mezzo nell\u2019esercito il regime del terrore?\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cAnd<span class=\"text_exposed_show\">rea Graziani, il generale fucilatore. Cos\u00ec era chiamato, soprattutto durante i giorni di Caporetto, l\u2019alto ufficiale che il comandante in capo dell\u2019esercito italiano, Luigi Cadorna, nomina, nel novembre 1917, Ispettore Generale del Movimento di Sgombero delle truppe.<br \/>\nDomenico Petri, sergente in forza al 44\u00b0 artiglieria, \u00e8 testimone diretto di un terribile episodio. A Noventa Padovana, il 16 novembre 1917 (ma altre testimonianze collocano l\u2019episodio in un altro giorno dello stesso mese) Graziani ordina la fucilazione seduta stante di un soldato che lo aveva salutato tenendo la pipa in bocca. Sull\u2019episodio vennero presentate due interrogazioni alla Camera dei deputati e se ne occuparono giornali come l\u2019Avanti e il Resto del Carlino c he pubblicarono anche una lunga lettera con cui Graziani difendeva il proprio operato. Graziani venne poi nominato luogotenente della milizia fascista e mor\u00ec in circostanza mai chiarite.\u201d<\/span><\/p>\n<div class=\"text_exposed_show\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cA Noventa, mentre il generale sta passando, questi lo saluta senza togliere la pipa di bocca. Viene, per questo ripetutamente e violentemente colpito da Graziani (uso ad adoperare il suo bastone, fino a fratturare le ossa dei sottoposti), sinch\u00e9 un borghese interviene osservando: \u00abNon \u00e8 il modo di trattare i nostri soldati\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00abDei soldati io faccio quello che mi piace\u00bb, grida infuriato Graziani e ordina l\u2019immediata fucilazione del giovane.\u201d<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:\u00a0<a href=\"http:\/\/micidial.it\/2018\/11\/il-4-novembre-e-utile\/\">http:\/\/micidial.it\/2018\/11\/il-4-novembre-e-utile\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di\u00a0MICIDIAL\u00a0(Massimo Bordin) Da 100 anni a questa parte, ogni 4 novembre giorno della vittoria contro gli austroungarici, si torna immancabilmente a parlare di Patria, vittorie e sconfitte. Unit\u00e0. Italianit\u00e0. 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