{"id":53987,"date":"2019-11-07T11:00:32","date_gmt":"2019-11-07T10:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53987"},"modified":"2019-11-06T12:44:50","modified_gmt":"2019-11-06T11:44:50","slug":"bye-bye-draghi-articolo-su-il-fatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53987","title":{"rendered":"Bye bye Draghi. Articolo su Il fatto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di SERGIO CESARATTO (Politica &amp; economia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-53989\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Locandina-Cesaratto-2019-def-1-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Locandina-Cesaratto-2019-def-1-212x300.jpg 212w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Locandina-Cesaratto-2019-def-1.jpg 452w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Ecco la versione originale del pezzo richiestomi da\u00a0Il Fatto\u00a0e pubblicato (26 ottobre 2019) accanto a un articolo di Francesco Saraceno. Buona lettura<\/em><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 18pt\">Ha fatto &#8220;whatever it takes (or he could)&#8221;<\/span><\/h3>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Mario Draghi sar\u00e0 ricordato come un grande banchiere centrale. Certo, qualche macchiolina ce l\u2019ha, come quando nel 2012 afferm\u00f2 che\u00a0\u201cil\u00a0modello sociale\u00a0europeo\u00a0\u00e8\u00a0andato\u201d, o nella troppa accondiscendenza, sua e della Christine Lagarde che dirigeva il FMI, ai falchi nord-europei nella trattativa col governo Tsipras nel 2015.\u00a0Ma certamente con la sua presidenza, dal novembre 2011, con la crisi europea al suo apice, l\u2019azione della BCE si fece pi\u00f9 determinata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-weight: 400\">La sua prima mossa fu di mettere a disposizione delle banche pi\u00f9 di mille miliardi di euro di liquidit\u00e0. Quelle italiane e spagnole ricorsero a questi fondi per sostenere i titoli di Stato dei propri Paesi da cui gli investitori esteri stavano fuggendo. Ma questo non bast\u00f2 a frenare la \u201ccrisi degli spread\u201d e nel luglio 2012 Draghi minacci\u00f2 il \u201cbig bazooka\u201d, l\u2019intervento diretto della BCE a sostegno dei titoli pubblici dei Paesi sotto attacco. \u00a0Ma, salvato l\u2019euro, nel 2013 si affacci\u00f2 lo spettro della deflazione. Draghi fu ben consapevole che la politica monetaria da sola era impotente. Il cavallo non beve: la liquidit\u00e0 creata non si trasforma un credito e spesa poich\u00e9 famiglie e imprese sono in crisi, e lo Stato rimane l\u2019unico soggetto che pu\u00f2 rilanciare la domanda. Gi\u00e0 in\u00a0un\u00a0importante\u00a0discorso\u00a0nel\u00a0settembre\u00a02014 Draghi sottoline\u00f2 la necessit\u00e0 che alla politica monetaria si affiancasse la politica fiscale in quanto i \u201crischi\u00a0di\u00a0fare\u00a0troppo\u00a0poco\u00a0\u2013\u00a0dunque\u00a0che\u00a0la disoccupazione\u00a0diventi\u00a0da\u00a0ciclica\u00a0a\u00a0strutturale\u00a0\u2013\u00a0oltrepassano\u00a0quelli\u00a0di\u00a0fare\u00a0troppo\u00a0\u2013\u00a0cio\u00e8 quelli\u00a0di\u00a0un\u2019eccessiva\u00a0pressione\u00a0verso\u00a0l\u2019alto\u00a0su\u00a0salari\u00a0e prezzi\u201d. Denunci\u00f2 l\u2019assenza della politica fiscale europea, mentre negli Stati Uniti e in Giappone la politica monetaria \u201cha\u00a0potuto\u00a0agire\u00a0ed\u00a0ha\u00a0agito come\u00a0sostegno\u00a0al\u00a0finanziamento\u00a0dei\u00a0governi\u201d, ponendo quei\u00a0governi al riparo dalla \u201cperdita\u00a0di\u00a0fiducia\u00a0che\u00a0ha invece\u00a0ridotto\u00a0l\u2019accesso\u00a0ai\u00a0mercati\u00a0finanziari a\u00a0molti governi\u00a0dell\u2019euro area\u201d. Questa perorazione rimase inascoltata. Col\u00a0<em>Quantitative Easing<\/em>, l\u2019acquisto dal marzo 2015 di titoli pubblici (e non solo), Draghi cerc\u00f2 comunque di sostenere il consolidamento fiscale dei Paesi a pi\u00f9 alto debito, ottenendo anche che la liquidit\u00e0 creata si rivolgesse ad investimenti finanziari extra-europei facendo svalutare l\u2019euro s\u00ec da sostenere le esportazioni. Ma Draghi sa che questa non \u00e8 questa la strada maestra. Quando lo scorso settembre annunci\u00f2 un nuovo mini-QE, la reazione di Trump fu immediata: reagiremo a una svalutazione competitiva innalzando i dazi. In vista della scadenza del suo mandato Draghi \u00e8 diventato dunque pi\u00f9 \u201cvocale\u201d nel rivendicare la necessit\u00e0 di una politica fiscale attiva, assecondata da una politica monetaria al suo servizio. La temuta (dai tedeschi)\u00a0<em>fiscal dominance<\/em>.<\/span><br style=\"font-weight: 400\" \/><br style=\"font-weight: 400\" \/><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In conferenza stampa ieri Draghi si \u00e8 tolto molti sassolini dalla scarpa con affermazioni che suonano come una denuncia della politica economica europea (parole che avremmo voluto sentire in questi anni dagli esponenti del centro-sinistra italiano). Draghi ha cos\u00ec richiamato \u201ci governi che hanno spazio di manovra di bilancio\u201d (leggi Berlino) ad \u201cagire in modo efficace e tempestivo\u201d, il solo modo per uscire dalla politica di tassi di interesse negativi di cui si lamentano poich\u00e9 nuocerebbe a banche e risparmiatori. Ha ricordato poi che un\u2019unione monetaria completa richiede \u201cuna capacit\u00e0 di bilancio centrale\u201d che svolga una funzione anti-ciclica, oltre a una assicurativa nel caso di shock che colpiscano solo alcuni Paesi membri. Qual \u00e8 la probabilit\u00e0 che venga ascoltato? La Lagarde che gli succeder\u00e0 \u00e8 certamente sensibile a questi argomenti, come lo \u00e8 il governo francese. Ma sappiamo come quest\u2019ultimo si sia sempre arreso di fronte all\u2019opposizione tedesca. La Corte Costituzionale tedesca ha da anni sancito il principio che ogni spesa che coinvolga il contribuente tedesco debba passare per il Bundestag, e pi\u00f9 recentemente gli economisti tedeschi hanno ribadito la loro opposizione a politiche di \u201cdeficit spending\u201d. L\u2019\u00e9lite di quel Paese ha pervicacemente in mente un modello basato sulle esportazioni, la vacca sacra della politica tedesca, come fu definito gi\u00e0 negli anni \u201950. Ad esso ogni tedesco si inchina, sino al punto di accettare il G5 Huawei, coi connessi problemi di sicurezza, pur di non disturbare l\u2019acquirente cinese. Il futuro europeo \u00e8 piuttosto fosco.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em><strong>Sergio Cesaratto<\/strong>\u00a0insegna Politica monetaria europea all\u2019Universit\u00e0 di Siena. Le vicende di Draghi sono narrate nel suo libro\u00a0Sei lezioni di economia\u00a0fra pochi giorni in libreria per l\u2019editore DIARKOS.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><em>https:\/\/www.diarkos.it\/index.php?r=catalog%2Fview&amp;id=47<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.com\/2019\/10\/bye-bye-draghi-articolo-su-il-fatto.html?m=1\">http:\/\/politicaeconomiablog.blogspot.com\/2019\/10\/bye-bye-draghi-articolo-su-il-fatto.html?m=1<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SERGIO CESARATTO (Politica &amp; economia Ecco la versione originale del pezzo richiestomi da\u00a0Il Fatto\u00a0e pubblicato (26 ottobre 2019) accanto a un articolo di Francesco Saraceno. Buona lettura Ha fatto &#8220;whatever it takes (or he could)&#8221; Mario Draghi sar\u00e0 ricordato come un grande banchiere centrale. 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