{"id":54019,"date":"2019-11-07T09:00:21","date_gmt":"2019-11-07T08:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54019"},"modified":"2019-11-07T07:20:06","modified_gmt":"2019-11-07T06:20:06","slug":"lo-sfruttamento-non-ha-eta-lincubo-dellassicurazione-previdenziale-obbligatoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54019","title":{"rendered":"Lo sfruttamento non ha et\u00e0: l\u2019incubo dell\u2019assicurazione previdenziale obbligatoria"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/coniarerivolta.files.wordpress.com\/2019\/11\/seiassicurato.jpg?w=700\" alt=\"seiassicurato\" \/><\/p>\n<p><strong>di CONIARE RIVOLTA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dalle colonne del Corriere della Sera del 30 ottobre appare un titolo suggestivo, che colpisce immediatamente:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/consumi\/19_ottobre_30\/gli-anziani-non-sono-peso-9b1674c2-fb67-11e9-b1c6-a381abba5d9f.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u201cGli anziani non sono un peso\u201d<\/a>, a firma di Ferruccio De Bortoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno dei maggiori esponenti del pensiero economico e politico dominante, megafono della\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/02\/12\/il-lavoro-manca-ma-de-bortoli-purtroppo-ce-se-sei-disoccupato-la-colpa-e-tua\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">propaganda liberista<\/a>, sembra finalmente andare contro corrente. Anni ed anni di ideologia del conflitto intergenerazionale tra giovani e vecchi, di ripetuti anatemi contro gli anziani che peserebbero come un fardello sulle spalle dei giovani precari, di asserita insostenibilit\u00e0 del sistema pensionistico, sembrano finalmente espiati dal ragionevole pentimento di De Bortoli che ci spiega che i vecchi non sono un peso. Titolo ed\u00a0<em>incipit<\/em>\u00a0sembrano proprio una garanzia: \u201cGli anziani in Italia non sono un peso. Si pu\u00f2 (e si deve) dare pi\u00f9 spazio ai giovani senza creare disagi e inutili sensi di colpa a genitori e nonni. Una questione di civilt\u00e0.\u201d Limpido e chiaro. Ben detto Ferruccio, finalmente!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Purtroppo per\u00f2, il vero senso dell\u2019articolo si annida nel seguito, che fa piazza pulita delle nobili intenzioni iniziali. Una sequela impressionante di luoghi comuni e inquietanti ricette. Continua infatti l\u2019ex direttore del Corriere:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cInvestiamo poco, ci assicuriamo di meno, nascondiamo sotto il tappeto le dinamiche inesorabili della nostra societ\u00e0. Se teniamo al futuro delle prossime generazioni dovremmo parlarne di pi\u00f9. E aiutarle per tempo ad affrontare le emergenze dell\u2019invecchiamento della popolazione. Un peso, forse insopportabile, che cadr\u00e0 sulle loro spalle. Una mina nascosta nel Servizio sanitario nazionale (che deve curare pi\u00f9 che assistere) e nei conti dell\u2019Inps. Oggi abbiamo quasi 14 milioni di italiani con pi\u00f9 di 65 anni. Secondo l\u2019Istat, nel 2037, in un contesto di popolazione calante, ne avremo 4,5 milioni in pi\u00f9. La percentuale di loro che non sar\u00e0 autosufficiente \u00e8 destinata a crescere esponenzialmente. Oggi a 75 anni \u00e8 del 26 per cento; a 85 anni del 46 per cento\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Ecco che torna in grande stile la tesi della \u201cbomba demografica\u201d, che metterebbe a repentaglio la sostenibilit\u00e0 del nostro stato sociale, delle pensioni e della sanit\u00e0 nel futuro prossimo. E\u2019 in particolare il tema della non autosufficienza di una popolazione anziana crescente che sembra preoccupare De Bortoli:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cl\u2019assistenza agli anziani non autosufficienti assorbe (quattro miliardi) ormai la met\u00e0 della spesa sociale dei Comuni. E in futuro, di questo passo, finir\u00e0 per drenarla tutta. A danno di altri servizi assistenziali di primaria importanza, come il sostegno all\u2019infanzia, l\u2019aiuto ai poveri\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel mondo delle risorse scarse che ci racconta De Bortoli, il mondo dell\u2019austerit\u00e0 e della disoccupazione come male necessario, pi\u00f9 assistenza agli anziani non autosufficienti significa meno sostegno all\u2019infanzia e ai poveri. I soldi non ci sono, occorre scegliere, stabilire priorit\u00e0, perch\u00e9 un bisogno esclude l\u2019altro, non se ne esce. Ed allora che fare? Due sono le soluzioni prospettate da De Bortoli. La prima \u00e8 legata al ruolo dei lavoratori stranieri:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIn Italia lavora pi\u00f9 di un milione di badanti (quasi tutte o tutti stranieri, oltre la met\u00e0 irregolare, spesso non preparati). Un numero superiore a quello di tutti i dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (poco pi\u00f9 di 600 mila). Se, per ipotesi, scioperassero tutte o tutti insieme sarebbe la paralisi. Vera. Ecco uno sguardo poco consueto sulla fragilit\u00e0 della nostra societ\u00e0. La ricerca di badanti conviventi \u00e8 stata poi resa problematica dal diminuito afflusso di immigrati. Ed ecco un altro angolo di lettura, poco diffuso, del tema dell\u2019immigrazione. Chiudersi significa anche questo\u201d.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Dunque, dobbiamo accogliere gli immigrati, ma non per solidariet\u00e0 verso chi fugge da miseria e morte, bens\u00ec perch\u00e9 ci servono schiavi, ci serve quell\u2019esercito industriale di riserva di cui parlava Marx. Se il badante di tuo nonno sciopera, sta dicendo De Bortoli, con le frontiere chiuse sei fritto, mentre con le frontiere aperte ci sar\u00e0 sicuramente un altro disperato disposto ad accollarsi il lavoro umile ad un prezzo stracciato. \u00c8 il\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2018\/07\/12\/il-razzismo-dei-buoni-laccoglienza-di-boeri-e-la-schiavitu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">razzismo dei buoni<\/a>: gli immigrati vengono presentati nella loro funzione di riequilibrio demografico di societ\u00e0 decadenti e insostenibili, con una naturale vocazione per quei lavori umili che \u201cgli italiani non vogliono pi\u00f9 fare\u201d. E soprattutto, perfetti sostituti tramite spesa privata di uno stato sociale che non riusciremo pi\u00f9 a finanziare in futuro.<br \/>\nMa non \u00e8 tutto, e qui De Bortoli getta la maschera, facendosi riconoscere per quel che \u00e8, una penna al soldo della classe dominante, disposto a piegare il lavoro del giornalismo alla marchetta verso gli interessi dei grandi gruppi finanziari:<\/p>\n<blockquote><p>\u201cIn Italia non esiste, come invece c\u2019\u00e8 in Germania, un\u2019assicurazione obbligatoria sulla non autosufficienza. Un rischio certo, non una eventualit\u00e0. Toccher\u00e0 tutti, direttamente o indirettamente, in famiglia e nei nostri rapporti personali. Manca una consapevolezza generale. Sei grandi casse previdenziali si sono messe insieme per trattare le migliori condizioni con un costo annuo di soli 13 euro a iscritto. Il pi\u00f9 grande fondo previdenziale negoziale (Cometa, metalmeccanici) offre tra le opportunit\u00e0 agli assicurati, una volta arrivati alla pensione, una copertura\u00a0long term care\u00a0che raddoppia la rendita in caso di non autosufficienza. I dirigenti del settore del commercio, altro esempio, hanno una polizza Ltc con un premio annuale di 206,60 euro che assicura, con una rendita di 2.582,28 euro, rivalutabile al 3 per cento annuo, il rischio di non autosufficienza fino a 70 anni, ed \u00e8 una copertura prorogabile a vita intera a condizioni prefissate. Esistono ovviamente (e si vedranno sempre di pi\u00f9 le pubblicit\u00e0) proposte individuali delle compagnie assicurative.\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify\">Uno spot, un misero spot alle assicurazioni private, sulla pelle della popolazione pi\u00f9 anziana, questo \u00e8 ci\u00f2 che il Corriere della Sera \u00e8 in grado di produrre. Eccolo il vero mondo di De Bortoli: se lo stato sociale inevitabilmente collassa, venendo a mancare le risorse per sostenerlo, devono pensarci i privati cittadini a costruire \u2013 con acuta capacit\u00e0 di guardare al futuro \u2013 il pilastro salvifico della previdenza complementare, arricchito di coperture assicurative gestite da fondi negoziali o assicurazioni private a carico del singolo. Con la proposta di rendere addirittura obbligatoria l\u2019assicurazione previdenziale e sanitaria il cerchio finalmente si \u00e8 chiuso: con buona pace del libero mercato tanto caro ai liberisti, la legge che obbliga ad acquistare protezione da un sistema privato, che macina profitti sui problemi di salute degli anziani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 un aspetto tra i molti, nel modo di ragionare di De Bortoli, che colpisce in maniera particolare. Volendo anche per ipotesi immergerci nell\u2019ottica delle risorse scarse, perfetto riflesso del pensiero economico dominante, perch\u00e9 mai la spesa privata dovrebbe essere migliore di quella pubblica in assistenza e sanit\u00e0? Se esistono, nella societ\u00e0, le risorse potenziali per sostenere un sistema di assicurazione privata per il rischio di malattia e non autosufficienza, perch\u00e9 mai non dovrebbero esistere le corrispondenti risorse pubbliche per ottemperare ai medesimi bisogni, garantendo al contempo maggiore equit\u00e0 di trattamento? A questa domanda il pensiero economico\u00a0<em>mainstream<\/em>\u00a0in genere non risponde e si nasconde dietro la presunta naturalit\u00e0 delle scelte private, al cospetto della coercitivit\u00e0 di quelle pubbliche, considerate sempre inefficienti per definizione, mentre il boato del ponte Morandi \u2013 infrastruttura concessa in gestione ai privati e crollata nell\u2019estate del 2018 \u2013 ancora risuona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quello delle risorse scarse emerge con chiarezza come un puro mito, funzionale alla mera opera di privatizzazione e mercificazione del sistema di soddisfacimento dei bisogni umani. Un mito che agisce come un martello pneumatico nell\u2019opera mastodontica di rimozione di quelle istituzioni a carattere sociale e collettivo costruite nei decenni passati a fondamento dello Stato sociale solidaristico e universalistico che ha costituito l\u2019ossatura di una civilt\u00e0 che si vuole demolire, perch\u00e9 ostacolo all\u2019accumulazione di profitti. Per De Bortoli, insomma, gli anziani non dovrebbero pi\u00f9 essere considerati come un peso, bens\u00ec dovrebbero essere costretti a comprare una bella (e salata) assicurazione privata, in un mondo in cui i grandi gruppi finanziari gestiscono il\u00a0<em>business<\/em>\u00a0previdenziale sfruttando il lavoro di masse di immigrati pagati con salari da fame. Per combattere questo incubo, dobbiamo difendere con le unghie e con i denti quel che resta dello stato sociale, la civilt\u00e0 contro la barbarie dei cantori del liberismo e dell\u2019austerit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/11\/01\/lo-sfruttamento-non-ha-eta-lincubo-dellassicurazione-previdenziale-obbligatoria\/\">https:\/\/coniarerivolta.org\/2019\/11\/01\/lo-sfruttamento-non-ha-eta-lincubo-dellassicurazione-previdenziale-obbligatoria\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di CONIARE RIVOLTA &nbsp; Dalle colonne del Corriere della Sera del 30 ottobre appare un titolo suggestivo, che colpisce immediatamente:\u00a0\u201cGli anziani non sono un peso\u201d, a firma di Ferruccio De Bortoli. Uno dei maggiori esponenti del pensiero economico e politico dominante, megafono della\u00a0propaganda liberista, sembra finalmente andare contro corrente. 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