{"id":54115,"date":"2019-11-12T08:30:24","date_gmt":"2019-11-12T07:30:24","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54115"},"modified":"2019-11-11T20:50:26","modified_gmt":"2019-11-11T19:50:26","slug":"note-sul-dibattito-costituente-lart-3-e-leguaglianza-sostanziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54115","title":{"rendered":"Note sul dibattito costituente: l\u2019art. 3 e l\u2019eguaglianza sostanziale"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>TEMPO FERTILE<\/strong> (Alessandro Visalli)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come noto l\u2019art.3 della nostra Costituzione repubblicana, relatore l\u2019on. Lelio Basso, recita:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201c<em>Tutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Si tratta di un articolo straordinario.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Che anc\u00f3ra il pari diritto di tutti a compiti positivi in capo alla Repubblica per attuarli. Probabilmente l\u2019articolo meno applicato dell\u2019intera Carta ed il principale presidio alla democrazia nel nostro paese.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per comprenderne meglio il senso vale, per\u00f2, la pena di risalire al dibattito costituzione<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Siamo al 11 settembre 1946, la prima formulazione sottoposta alla discussione in Commissione fu:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00abGli uomini, a prescindere dalla diversit\u00e0 di attitudini, di sesso, di razza, di classe, di opinione politica e di religione, sono eguali di fronte alla legge ed hanno diritto ad eguale trattamento sociale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00ab\u00c8 compito della societ\u00e0 e dello Stato eliminare gli ostacoli di ordine economico-sociale che, limitando la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza di fatto degli individui, impediscono il raggiungimento della piena dignit\u00e0 della persona umana ed il completo sviluppo fisico, economico e spirituale di essa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ci sono delle differenze:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify\">\n<li style=\"font-weight: 400\">all\u2019avvio sono indicati come soggetti dei diritti \u201cgli uomini\u201d, mentre nella formulazione finale \u00e8 \u201ci cittadini\u201d.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\">La \u201cpari dignit\u00e0 sociale\u201d, che \u00e8 l\u2019oggetto del diritto scolpito dalla norma, nella formulazione iniziale era un \u201ctrattamento sociale\u201d.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\">Il compito di erogare questo diritto \u00e8, da una parte della \u201cRepubblica\u201d, dall\u2019altro della \u201csociet\u00e0 e dello stato\u201d.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400\">Soprattutto, gli ostacoli da rimuovere nel testo finale impediscono \u201c<em>il pieno sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese\u201d<\/em>, mentre in quello inizialmente proposto impedivano \u201cil raggiungimento della piena dignit\u00e0 ed il completo sviluppo fisico, economico e spirituale in essa\u201d. Manca la precisazione fondamentale circa l\u2019obbligo della Repubblica di garantire \u201cl\u2019effettiva partecipazione\u201d di \u201ctutti lavoratori\u201d all\u2019organizzazione del paese.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Vediamo dunque come si passa, e perch\u00e9, da una versione all\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Intanto sar\u00e0 il liberale Roberto Lucifero a proporre, nella Commissione dei 75<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, di sostituire il cosmopolita \u201cgli uomini\u201d (che rinviava alla Costituzione americana, con il suo incipit indimenticabile) con \u201ci cittadini\u201d. Quindi il \u201cqualunquista\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>\u00a0Ottavio Mastrojanni a chiedere per primo conto della dizione \u201c<em>hanno diritto all\u2019eguale trattamento sociale<\/em>\u201d, accompagnato dal liberale Lucifero, per il quale basta l\u2019eguaglianza di fronte alla legge (ovvero quella formale).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Immediatamente Palmiro Togliatti, del Pci, replic\u00f2 che si tratta di voler porre \u201cla tendenza della nuova Costituzione ad incanalare lo sviluppo della nostra societ\u00e0 verso una maggiore eguaglianza\u201d. E, aggiunse il relatore, Lelio Basso, Partito Socialista Italiano di Unit\u00e0 Proletaria, \u201cche non basta l&#8217;eguaglianza puramente formale, come quella caratteristica della vecchia legislazione, per dire che si sta costruendo uno Stato democratico, ma che invece\u00a0<em>l&#8217;essenza dello Stato democratico consista nella misura maggiore o minore del contenuto che sar\u00e0 dato a questo concreto principio sociale<\/em>. Naturalmente i primi articoli della Costituzione non possono essere delle norme concrete di politica applicazione, ma delle direttive indicate al legislatore come un solco in cui egli debba camminare, come\u00a0<em>affermazione della finalit\u00e0 cui la democrazia tende e cio\u00e8 verso l&#8217;eguaglianza sociale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ribadirono il punto di opposizione, tra un diritto formale esigibile, ed un diritto sostanziale di difficile attuazione e quindi foriero di promesse non mantenibili, o comunque troppo vaghe, l\u2019on. Caristia, Dc, e ancora Mastrojanni. Mentre afferm\u00f2 il suo consenso l\u2019on. Aldo Moro, Dc, sottolineando correttamente il tono dinamico del secondo diritto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Al principio della discussione si scontrano quindi, ed immediatamente, le due grandi famiglie ideologiche del novecento, quella liberale e quella socialista. Questo scontro, che allora vide aspramente sconfitta la componente liberale, per la convergenza della sensibilit\u00e0 socialista e di quella democratica cristiana e, soprattutto, per l\u2019immediata vicinanza dell\u2019esperienza del fascismo, si riproduce da allora costantemente nella vista del paese. \u00c8 il principale motivo per prestarvi la dovuta attenzione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Andiamo con ordine.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Interverr\u00e0 quindi Giuseppe Dossetti, della Dc, proponendo di aggiungere, dopo \u201crazza\u201d anche \u201ce di nazionalit\u00e0\u201d tra gli elementi da non discriminare, ovvero quelli che lasciano invariata l\u2019eguaglianza formale. Su questo punto, apparentemente secondario, l\u2019on. Cevolotto, Democrazia del Lavoro, dissentir\u00e0 subito in quanto a suo parere la cosa implicherebbe che per lo Stato italiano siano eguali\u00a0<em>a priori<\/em>\u00a0tutti gli \u201cuomini\u201d di qualsiasi nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In questa giornata il testo divenne quindi:\u00a0<em>\u00abGli uomini, a prescindere dalla diversit\u00e0 di attitudini, di sesso, di razza, di nazionalit\u00e0, di classe, di opinione politica e di religione, sono uguali di fronte alla legge ed hanno diritto ad uguale trattamento sociale\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E, dopo varie resistenze di ultima istanza,\u00a0<em>\u00ab\u00c8 compito perci\u00f2 della societ\u00e0 e dello Stato eliminare gli ostacoli di ordine economico-sociale che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza degli individui, impediscono il raggiungimento della piena dignit\u00e0 della persona umana e il completo sviluppo fisico, economico, culturale e spirituale di essa\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il progetto costituzione pass\u00f2 allora dalla Commissione all\u2019Assemblea Costituente. Siamo al 4 marzo 1947. L\u2019on Lucifero torn\u00f2 subito alla carica, riaffermando la vaghezza della formulazione, la quale nella sua ampiezza gli appariva di \u201cpericolo enorme\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Vale la pena riportare il suo intervento, perfetta espressione dello spirito liberale: il punto \u00e8 la \u201crimozione degli ostacoli\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201c\u2026Perch\u00e9 io vorrei sapere cosa succederebbe se un giorno dovessero applicarla, ad esempio, i due poli costituiti da me e dall&#8217;onorevole Togliatti. Io non so, ma probabilmente io rimuoverei l&#8217;onorevole Togliatti e l&#8217;onorevole Togliatti rimuoverebbe me, perch\u00e9 tutte e due siamo un ostacolo, secondo la nostra concezione, a che una determinata ideologia si compia. Ora, quale deve essere la funzione della Costituzione? La funzione della Costituzione deve essere di far s\u00ec che se io arrivassi ad avere la maggioranza, non potessi rimuovere l&#8217;onorevole Togliatti e che se l&#8217;onorevole Togliatti arrivasse ad avere la maggioranza non potesse rimuovere me; ed ognuno di noi possa continuare liberamente a sostenere il proprio pensiero. Giacch\u00e9 con il tempo l&#8217;interpretazione diventa estensiva e questi articoli che possono far sorridere un giurista o un costituzionalista perch\u00e9 privi di contenuto, ad un certo momento il loro contenuto lo trovano; e visto che non ne hanno uno proprio, assumono quel contenuto che in quel determinato momento gli vuole dare chi \u00e8 pi\u00f9 forte. La Costituzione \u00e8 fatta per le minoranze e non per le maggioranze, per tutelare i pochi e non i molti. I molti non hanno bisogno di Costituzione; hanno la forza\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Risponder\u00e0, in modo molto eloquente, il giorno dopo l\u2019on. Renzo Laconi, del Pci, lo riporto per esteso:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cLa Repubblica, giustamente diceva ieri l&#8217;onorevole Calamandrei, \u00e8 una forma definitiva di regime. La decisione sulla forma repubblicana \u00e8 sottratta alla nostra competenza di costituenti, perch\u00e9 il popolo stesso si \u00e8 espresso su questo punto e ha dichiarato la sua volont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">A noi, altro spetta. A noi spetta fare in modo che questo regime sia\u00a0<em>un regime democratico conseguente, sia un regime, cio\u00e8, progressivo, orientato verso forme nuove, deciso ad elevare il popolo dalle sue miserie, un regime pacifico che si inserisca nella comunit\u00e0 dei popoli liberi con volont\u00e0 di pace e di collaborazione<\/em>. E per poter essere quello che noi vogliamo, questo regime deve essere\u00a0<em>fondato su due princip\u00ee fondamentali: sulla sovranit\u00e0 popolare e sulla posizione preminente del lavoro<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Deve essere un regime orientato: non l&#8217;ho affermato a caso, onorevole Lucifero. Ieri lei diceva che dobbiamo creare un regime afascista. Io credo che questo non sia l&#8217;orientamento che il popolo italiano ci indica. Per chi pensa che il regime fascista sia stato soltanto una specie di crisi di crescenza, una malattia infantile o giovanile del popolo italiano, per questi il fascismo potr\u00e0 essere qualche cosa di facilmente dimenticabile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per chi nel fascismo vede l&#8217;espressione di una contraddizione finale di tutto un regime, che ha almeno un secolo di storia in Italia, per chi nel fascismo ha visto e vede la rovina del nostro Paese, io credo\u00a0<em>non si possa parlare di Costituzione afascista, si deve parlare di Costituzione antifascista<\/em>. In questo senso, tenendo conto di queste istanze, noi dobbiamo quindi giudicare il progetto che ci \u00e8 offerto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Risponde esso alla volont\u00e0 del popolo? Traduce queste esigenze storiche ed in quale misura le traduce?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Queste sono le domande cui dobbiamo dare una risposta, e io credo che, in questo senso,\u00a0<em>noi possiamo salutare con soddisfazione l&#8217;affermazione solenne dei diritti civili e politici del cittadino<\/em>, che troviamo in testa a questo progetto: l&#8217;affermazione della libert\u00e0 personale, della inviolabilit\u00e0 del domicilio, della inviolabilit\u00e0 di corrispondenza, della libert\u00e0 di riunione e di associazione, della libert\u00e0 di stampa, di azione in giudizio. Libert\u00e0 tutte che importa riaffermare soltanto in quanto sono state negate, soltanto in quanto noi siamo chiamati a fare una Costituzione dopo il fascismo, dopo la tirannide, soltanto in quanto noi ci troviamo a dovere polemizzare con tutto un regime e con tutto un sistema. In questo senso l&#8217;affermazione di queste libert\u00e0 ha oggi un valore ed un significato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Ma io credo che a nulla servirebbe questa condanna del passato. Questa affermazione di diritti e di libert\u00e0 credo si ridurrebbe a qualcosa di dottrinario e di vuoto se noi non ci proponessimo, attraverso la Costituzione, di distruggere le condizioni attraverso le quali il fascismo si \u00e8 affermato ed ha potuto negare le liberta dei cittadini<\/em>; se noi non ci proponessimo di consolidare nel nostro Paese uno schieramento di forze che sia interessato alla democrazia, se noi non ci proponessimo, cio\u00e8, da un lato di abbattere i nemici della democrazia, di restringere il potere dei gruppi privilegiati che vogliono sacrificare e distruggere le nostre libert\u00e0, e dall&#8217;altro di rafforzare il blocco popolare, di dare al popolo la strada aperta verso l&#8217;avvenire. Se non facessimo questo, io penso che inutilmente le tavole della Costituzione potrebbero riaffermare le libert\u00e0 dei cittadini ed i princip\u00ee fondamentali della democrazia. Noi siamo chiamati quindi ad un compito nuovo, che consiste nell&#8217;introdurre princip\u00ee e diritti nuovi nella Costituzione italiana, e nel prevedere le forme e i metodi attraverso i quali il legislatore di domani potr\u00e0 dare pratica attuazione a questi princip\u00ee, potr\u00e0 concretare questi diritti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">In questo senso, all&#8217;articolo 7 della Costituzione\u00a0<em>va affermato che \u00e8 ufficio della Repubblica \u00abrimuovere gli ostacoli d&#8217;ordine economico e sociale che limitano di fatto la libert\u00e0 e la eguaglianza degli individui e impediscono il completo sviluppo della persona umana\u00bb.\u00a0<\/em>In questo senso \u00e8 affermato, cio\u00e8, che\u00a0<em>lo Stato non deve limitarsi ad un riconoscimento formale delle libert\u00e0 e dei diritti del cittadino, ma deve intervenire nella vita sociale, economica e politica per rendere effettivo il godimento di questi diritti<\/em>. Cos\u00ec lo Stato interverr\u00e0 a tutelare la famiglia, ad assicurarle le condizioni minime di esistenza; cos\u00ec lo Stato interverr\u00e0 ad assicurare ad ogni cittadino, che abbia capacit\u00e0 e merito, l&#8217;insegnamento scolastico.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ma certo, onorevoli colleghi, la garanzia suprema, la garanzia decisiva che questi princip\u00ee, queste direttive verranno attuati, che questi diritti verranno tradotti in realt\u00e0, non sta in quei pochi elementi di economia nuova che vengono immessi nel corpo della Costituzione; ma sta in qualche altra cosa. La garanzia suprema e decisiva che il nostro Paese si orienter\u00e0 realmente sulla strada di un rinnovamento sociale sta nella democraticit\u00e0 assoluta dell&#8217;ordinamento dello Stato, sta\u00a0<em>nella partecipazione effettiva di tutti i lavoratori \u2014 come \u00e8 detto nel primo articolo \u2014 alla vita sociale, economica, politica del Paese; sta nel fatto che tutto l&#8217;ordinamento dallo Stato poggi sul principio della sovranit\u00e0 popolare<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il punto qui in discussione \u00e8 dunque la sovranit\u00e0 popolare e l\u2019attiva distruzione delle condizioni sociali in primo luogo, e giuridiche, che favorirono il crollo nel fascismo. Questo significa, e per questo \u00e8 attuale, tenere fermo ed affermare il compito, in capo alla Repubblica, di rimuovere gli ostacoli d\u2019ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e, la partecipazione dei lavoratori alla vita sociale, economica e politica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019articolo 3 \u00e8 stato concepito, e per questo approvato con larga convergenza di forze, come presidio essenziale al ritorno del fascismo. Ovvero delle condizioni sociali che lo rendono possibile.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Aggiunger\u00e0, il 6 marzo, Lelio Basso un intervento straordinario:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cL&#8217;operaio che vive oggi nella grande fabbrica, l&#8217;operaio che vive oggi nella disciplina della divisione del lavoro, l&#8217;operaio che fa continuamente la stessa vite, lo stesso dado, la stessa molla, sa che la sua vite, sa che il suo dado, sa che la sua molla non hanno alcun senso, presi in se stessi; ma che fanno parte del lavoro collettivo. L&#8217;operaio sa che il suo lavoro, la sua opera, la sua stessa vita, assumono un valore nell&#8217;armonia dello sforzo collettivo. L&#8217;operaio sa che la macchina che esce dalla sua officina non \u00e8 una somma di pezzi freddi e uguali, ma \u00e8 l&#8217;armonia dell&#8217;opera complessiva, sa che la macchina non \u00e8 una semplice somma di viti o di dadi, ma che le viti e i dadi hanno un senso in quanto sono parti della macchina.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Ed \u00e8 da questa esperienza che nasce la nostra esperienza<\/em>; oggi la societ\u00e0 non si pu\u00f2 considerare una somma di individui, perch\u00e9\u00a0<em>l&#8217;individuo vuoto non ha senso se non in quanto membro della societ\u00e0<\/em>. Nessuno vive isolato, ma ciascun uomo acquista senso e valore dal rapporto con gli altri uomini; l&#8217;uomo non \u00e8, in definitiva, che un centro di rapporti sociali e dalla pienezza e dalla complessit\u00e0 dei nostri rapporti esso pu\u00f2 soltanto trovar senso e valore\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questo breve abbozzo dell\u2019antropologia socialista, non a caso connesso con l\u2019esperienza derivante da l\u2019organizzazione di massa del lavoro, informa il principale punto di divergenza con la visione liberale, come immediatamente Basso sottolinea:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cE allora anche le nostre concezioni politiche e giuridiche assumono un significato diverso.\u00a0<em>Non si tratta pi\u00f9 di contrapporre l&#8217;individuo allo Stato, intesi quasi come entit\u00e0 astratte e lontane l&#8217;una dall&#8217;altra. Si tratta di realizzare invece la vita collettiva dalla effettiva partecipazione di tutti i mezzi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ecco allora il senso dell&#8217;espressione dell&#8217;articolo primo del nostro progetto, che \u00e8 per questa parte opera mia, e che l&#8217;onorevole Calamandrei citava l&#8217;altro giorno, l\u00e0 dove si dice che la \u00ab<em>Repubblica italiana ha per fondamento il lavoro e la partecipazione effettiva di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese<\/em>\u00bb; appunto, perch\u00e9 oggi non concepiamo pi\u00f9 l&#8217;uomo come individuo contrapposto allo Stato, ma, al contrario,\u00a0<em>concepiamo l&#8217;individuo solo come membro della societ\u00e0, in quanto centro di rapporti sociali, in quanto partecipe della vita associata<\/em>. La Repubblica, espressione della vita collettiva, trae il suo senso e il suo significato solo dalla partecipazione effettiva di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ed ecco anche il senso del lavoro, inteso come fondamento della Repubblica; altra espressione che \u00e8 stata criticata. Perch\u00e9\u00a0<em>noi non facciamo, e non vogliamo fare, una Repubblica di individui, ma vogliamo fare non una Repubblica di individui astratti, una Repubblica di cittadini che abbiano solo una unit\u00e0 giuridica, vogliamo fare la Repubblica, lo Stato in cui ciascuno partecipi attivamente per la propria opera, per la propria partecipazione effettiva, alla vita di tutti<\/em>. E questa partecipazione, questa attivit\u00e0, questa funzione collettiva, fatta nell&#8217;interesse della collettivit\u00e0, \u00e8 appunto il lavoro; e in questo, penso, il lavoro \u00e8 il fondamento e la base della Repubblica italiana\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La distanza di questa altissima formulazione dalla versione liberale che allora, come ora, vi si contrappone e che concepisce nell\u2019individuo un centro vuoto ed indipendente di astratte \u201clibert\u00e0\u201d, implicitamente pensate secondo il modello del possesso, non potrebbe essere pi\u00f9 ampia ed anche pi\u00f9 consapevole. E\u2019, in sostanza Lelio Basso che la successiva riscrittura della Costituzione da parte neoliberale, e forzata dai Trattati europei, vuole insistentemente eliminare dalla nostra storia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Continua l\u2019esponente socialista:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cEd ecco perch\u00e9 noi pensiamo che sia errata la concezione a cui parecchi colleghi si sono sovente inspirati nella redazione degli articoli, e che si trova nel progetto della nostra Costituzione che la democrazia si difende, e si difende la libert\u00e0, e si difendono i diritti del cittadino, limitando i diritti dello Stato, limitando l&#8217;attivit\u00e0 o le funzioni dello Stato. Concezione che si inspira sempre a quella che noi riteniamo una contrapposizione superata fra individuo e Stato.\u00a0<em>Noi pensiamo che la democrazia si difende, che la libert\u00e0 si difende non diminuendo i poteri dello Stato, non cercando di impedire o di ostacolare l&#8217;attivit\u00e0 dei poteri dello Stato, ma al contrario, facendo partecipare tutti i cittadini alla vita dello Stato, inserendo tutti i cittadini nella vita dello Stato<\/em>; tutti, fino all&#8217;ultimo pastore dell&#8217;Abruzzo, fino all&#8217;ultimo minatore della Sardegna, fino all&#8217;ultimo contadino della Sicilia, fino all&#8217;ultimo montanaro delle Alpi, tutti, fino all&#8217;ultima donna di casa nei dispersi casolari della Calabria, della Basilicata.\u00a0<em>Solo se noi otterremo che tutti effettivamente siano messi in grado di partecipare alla gestione economica e politica della vita collettiva, noi realizzeremo veramente una democrazia<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per Basso, \u00e8 chiaro,\u00a0<em>la democrazia \u201csi realizza\u201d<\/em>, \u00e8 un processo dinamico e costantemente in crescita, mentre per i liberali che vi si contrappongono \u00e8 un dispositivo giuridico, non a caso per loro non \u00e8 \u201cantifascista\u201d, ma \u201cafascista\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E finisce per precisare:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cSu questa via della effettiva partecipazione di tutti, qualche altra cosa si ritrova nella Costituzione: per esempio, un maggiore riconoscimento, direi un riconoscimento integrale, della eguaglianza della donna, e questo principio \u00e8 affermato anche laddove si ammette la partecipazione della donna nell&#8217;ordine giudiziario. Ma, nel complesso, non direi che questo sia stato lo spirito che si \u00e8 tenuto presente in tutta la Costituzione. Non era certamente presente quando si \u00e8 redatto l&#8217;articolo 30, dove si dice che la Repubblica provvede con le sue leggi alla tutela del lavoro. \u00c8 una espressione un po&#8217; paternalistica, questa; comunque, se io sono riuscito a rendere bene il senso della nostra concezione, \u00e8 chiaro che\u00a0<em>quello che noi desideriamo \u00e8 che il lavoro sia finalmente soggetto e non oggetto della storia<\/em>; che i lavoratori siano finalmente i veri protagonisti della vita politica; \u00e8 chiaro che\u00a0<em>non si tratta di una Repubblica che dall&#8217;alto tutela il lavoro, ma piuttosto di un lavoro che ha conquistata la propria maggiorit\u00e0 e che permea di se stesso gli istituti della nuova Repubblica italiana<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cCi\u00f2 che caratterizza il nostro testo \u00e8 appunto il\u00a0<em>dilatarsi della nozione di responsabilit\u00e0 da quella unicamente verso se stessi, che \u00e8 il fondamento dei diritti di libert\u00e0, a quella pi\u00f9 vasta di responsabilit\u00e0 verso i propri simili, che \u00e8 il fondamento dei diritti sociali<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">I rapporti da uomo a uomo si estendono oggi dall&#8217;ambito individuale, alla sfera pi\u00f9 vasta dell&#8217;ambito sociale; il che non \u00e8 soltanto giusto dal punto di vista etico, ma anche vero dal punto di vista storico. Oggi si prende atto che l&#8217;individuo si avvantaggia del lavoro di tutti e d\u00e0 a tutti il suo contributo. Questo contributo \u00e8 appunto il lavoro umano. Il rapporto concreto di solidariet\u00e0 che nel mondo moderno lega gli uomini non pu\u00f2 essere che il lavoro. Se questo rapporto, per ragioni che sono note agli studiosi di economia, pu\u00f2 assumere un carattere antagonista, non \u00e8 men vero che abbiamo diritto di ritenere che verr\u00e0 un giorno in cui questo rapporto di lavoro sar\u00e0 la base di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E, infine, con formula fulminante:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cPu\u00f2 darsi che la critica dal punto di vista giuridico di questo aspetto del problema sia giusta, ma io penso che ogni lavoratore, leggendo questo documento, pu\u00f2 capire che cosa si vuol dire.\u00a0<em>Che cosa vuol dire infatti questo articolo primo della Costituzione? Vuol dire che essa mette l&#8217;accento su tutto ci\u00f2 che \u00e8 lavoro umano, che essa mette l&#8217;accento sul fatto che la societ\u00e0 umana \u00e8 fondata non pi\u00f9 sul diritto di propriet\u00e0 e di ricchezza, ma sulla attivit\u00e0 produttiva di questa ricchezza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u00c8 il rovesciamento, insomma, delle vecchie concezioni, per cui si passa dal fatto della ricchezza sociale a considerare l&#8217;atto che produce questa ricchezza. E questo d\u00e0 luogo a sviluppi molto importanti. Il fatto della propriet\u00e0 in s\u00e9 pu\u00f2 essere anche un fatto di carattere egoistico, ma\u00a0<em>l&#8217;atto del lavoro \u00e8 veramente un atto per sua natura altruistico e determina un rapporto collettivo che d\u00e0 un risalto anche al carattere sociale dei diritti<\/em>. In altri termini, mentre la propriet\u00e0 pu\u00f2 isolare, il lavoro unisce, ed \u00e8 da questa nozione dell&#8217;attivit\u00e0 produttiva e del lavoro \u2014 nozione che deve essere associata al diritto al lavoro \u2014 che sgorgano tutti gli altri diritti sociali\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questa posizione incontr\u00f2 la dura opposizione del Partito dell\u2019Uomo Qualunque, che tenne una posizione strettamente liberale, ed in qualche grado qualche distinguo anche dell\u2019on. La Pira, Dc (che era estensore dell\u2019art 1), che in un intervento<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u00a0del 11 marzo tese a distinguere, in risposta a Pietro Nenni, Psiup, il piano del politico da quello dell\u2019economico, e quindi del lavoro.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il 13 marzo comunque, l\u2019on. Francesco de Vita, Repubblicano, intervenne sostanzialmente a favore dell\u2019articolo, anche se lo radic\u00f2 nell\u2019insegnamento mazziniano, e l\u2019on. Aldo Moro richiam\u00f2 l\u2019art. 1, prima formulazione La Pira (che allo stato recitava: \u201c<em>La Repubblica italiana ha per fondamento il lavoro e la partecipazione effettiva di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale del Paese<\/em>\u201d) che riassunse in questo modo \u201cil senso della disposizione: un impegno cio\u00e8 del nuovo Stato italiano di proporsi e di risolvere nel modo migliore possibile questo grande problema, di immettere sempre pi\u00f9 pienamente nell&#8217;organizzazione sociale, economica e politica del Paese quelle classi lavoratrici, le quali, per un complesso di ragioni, furono pi\u00f9 a lungo estromesse dalla vita dello Stato e dall&#8217;organizzazione economica e sociale\u201d, non si trattava, cio\u00e8, di dire, come qualche liberale temeva, che i \u201cnon lavoratori\u201d (es. i rentier, i possidenti, per estensione i ricchi) fossero esclusi, perch\u00e9 per questi comunque vigono i pieni diritti giuridici e formali.\u00a0Si trattava essenzialmente \u201cdi un problema di carattere strettamente politico\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Naturalmente non mancarono mai accesi dibattiti, come quello del 14 marzo, tra l\u2019on Guido Russo Perez, del \u201cUomo qualunque\u201d e le sinistre che accus\u00f2 di aver introdotto elementi della Costituzione russa e di introdurre surrettiziamente elementi che avrebbero potuto portare allo stato socialista e propose quindi, ancora una volta, di cassare l\u2019intera seconda parte. Nel proporre l\u2019attacco sembr\u00f2 addirittura lamentare la cattura a Dongo di Mussolini e accusare un paese diventato \u201csordo e grigio\u201d (riferimento al discorso di Mussolini al Parlamento Italiano).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Come continuarono sempre a non mancare tentativi da parte liberale di annullare gli articoli in oggetto. Il 15 marzo ci prov\u00f2 Orazio Condorelli<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, il 18 marzo Francesco Saverio Nitti, Unione Democratica Nazionale, tent\u00f2 di togliere \u201ceffettiva\u201d, ancora, il 20 marzo Mario Rodin\u00f2, dell\u2019Uomo Qualunque, torn\u00f2 all\u2019attacco della formulazione intera alla seconda parte dell\u2019articolo<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Vale la pena segnalare, anche se in parte laterale, l\u2019appassionato, straordinario, intervento<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0dell\u2019on. Teresa Mattei, Pci, che ribad\u00ec il senso delle lotte per l\u2019emancipazione delle donne ed il loro ruolo nel testo costituzionale in connessione con l\u2019oggetto della discussione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il 22 marzo and\u00f2 in votazione un emendamento a firma Basso ed altri che proponeva di inserire all\u2019art 1 il seguente testo:\u00a0\u00ab<em>L&#8217;Italia \u00e8 una Repubblica democratica che ha per fondamento il lavoro e la partecipazione effettiva di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale<\/em>\u00bb. Si espressero contro Fanfani, Grassi, e si astenne l\u2019autonomista Valiani. Lelio Basso argoment\u00f2 in replica che il principio in oggetto, collocato all\u2019art 1, anzich\u00e9 al 3 (ex 7), acquista il rango e l\u2019importanza che merita. Come dice:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\u201cCredo che la trasposizione dall&#8217;articolo 1 all&#8217;articolo 7, anche se questo dovesse diventare successivamente 3, sia una diminuzione del significato di questo concetto di partecipazione effettiva dei lavoratori, in cui noi ravvisiamo veramente il solo concetto nuovo che sia affermato come il fondamento della Repubblica democratica italiana.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ci\u00f2 che contraddistingue una nuova democrazia, che non sia semplicemente formale, ma che intenda realmente fare appello a tutte le forze del lavoro, pensiamo che sia appunto questa affermazione d&#8217;una partecipazione effettiva e non soltanto nominale, di fatto e non soltanto di diritto, alla organizzazione politica, sociale ed economica del Paese.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Pensiamo che inserire questa dichiarazione nell&#8217;articolo 1 abbia veramente un significato fondamentale, nel senso che si afferma che, se questa partecipazione non si realizza e nella misura in cui non si realizza, non si realizza neppure la democrazia; ossia l&#8217;articolo 1 resta un puro\u00a0<em>flatus vocis<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Questo \u00e8 il significato del nostro emendamento all&#8217;articolo 1.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Trasferito all&#8217;articolo 3, riteniamo che questo concetto perda la sua efficacia; epperci\u00f2 insistiamo nel votarlo in sede di articolo 1.\u201d<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Il successivo 24 marzo il duello continu\u00f2.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">L\u2019on. Condorelli ritent\u00f2 di mutilare l\u2019art.3 proponendo come emendamento: \u201c<em>\u00c8 compito della Repubblica integrare l&#8217;attivit\u00e0 degli individui, diretta a superare gli ostacoli d&#8217;ordine economico e sociale che limitano la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza e impediscono il completo sviluppo della persona umana<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Mentre l\u2019on Epicarno Corbino, Unione Democratica Nazionale, propose: \u00ab<em>\u00c8 compito dello Stato rendere possibile il completo sviluppo della persona umana e la partecipazione di tutti i cittadini all&#8217;organizzazione economica e sociale della Nazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">A questi emendamenti l\u2019on. Fanfani espresse, per la Dc, parere contrario, dichiarando che la mera uguaglianza dei diritti si era storicamente rivelata insufficiente e bisognava quindi andare oltre: \u201c\u2026 Tuttavia partiamo dalla constatazione della realt\u00e0, perch\u00e9 mentre con la rivoluzione dell&#8217;89 \u00e8 stata affermata l&#8217;eguaglianza giuridica dei cittadini membri di uno stesso Stato, lo studio della vita sociale in quest&#8217;ultimo secolo ci dimostra che questa semplice dichiarazione non \u00e8 stata sufficiente a realizzare tale eguaglianza, e fa parte della nostra dottrina sociale una serie di rilievi e di constatazioni circa gli ostacoli che hanno impedito di fatto la realizzazione dei princip\u00ee proclamati nell&#8217;89. In vista di queste considerazioni, noi, pur apprezzando l&#8217;intendimento dei nostri colleghi, manteniamo fermi il nostro voto e il nostro apprezzamento\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Dunque, nella giornata del 24 marzo 1947, al termine della serrata discussione, furono approvati al fine gli emendamenti, \u201cLaconi, Moro ed altri\u201d:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>\u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il completo sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale dell&#8217;Italia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">E quindi l\u2019art 3 divenne:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>\u00abI cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di condizioni sociali, di religione e di opinioni politiche, hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali di fronte alla legge.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>\u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il completo sviluppo della persona umana e l&#8217;effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all&#8217;organizzazione politica, economica e sociale dell&#8217;Italia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">La partita era chiusa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Ora, e da tempo, stanno cercando di riaprirla. La memoria del fascismo e delle sue cause sociali \u00e8 tramontata (anche e soprattutto quando se ne parla a sproposito).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Chi non conosce la sua storia rischia di riviverla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0&#8211; Che si trova\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nascitacostituzione.it\/01principi\/003\/index.htm\">qui<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0&#8211; La\u00a0<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Commissione_per_la_Costituzione\">Commissione per la Costituzione<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a>\u00a0&#8211; Il Fronte dell\u2019Uomo Qualunque aveva eletto alcuni Costituenti ed espresse sempre una posizione di tipo liberale e fortemente anti-socialista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a>\u00a0&#8211; \u201cFinalmente, un ultimo cenno su quanto diceva ieri l&#8217;onorevole Nenni: faremo uno stato di lavoratori? Ma bisogna precisare. Pensiamo che se proprio la dimenticata nelle Costituzioni precedenti \u00e8 stata la societ\u00e0 economica e quindi la tutela dei lavoratori, questo volto produttivo e costruttivo dell&#8217;uomo, non pu\u00f2 evidentemente non esser messo in rilievo in una Costituzione nuova: sar\u00e0 questo un aspetto nuovo che assieme a quelli citati servir\u00e0 a differenziare il tipo nuovo di Costituzione rispetto a quello di tipo individualista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Io pensavo proprio, in questi ultimi giorni, leggendo un libro di un noto autore che fa in proposito delle preziose osservazioni, che se voi vi immaginate lo Stato come poc&#8217;anzi ve lo ho delineato \u2014 cio\u00e8 come una societ\u00e0 politica distinta da quella economica \u2014 voi non potete confondere i due titoli \u2014 politico ed economico \u2014 che qualificano l&#8217;uomo. Io, come uomo, come persona, indipendentemente dalla mia funzione produttiva, sono membro di questa collettivit\u00e0 politica, perch\u00e9 sono portatore di una concezione della vita che trascende l&#8217;ordine economico e che faccio valere architettonicamente nella politica. Quindi questo volto dell&#8217;uomo membro della collettivit\u00e0 politica bisogna metterlo in netto rilievo, distinguendolo da quello dell&#8217;uomo lavoratore: il quale, quando esplica questa funzione speciale e produttiva nelle sue varie forme, partecipa \u2014 deve, anzi, partecipare \u2014 democraticamente e quindi attivamente a tutte le comunit\u00e0 economiche attraverso le quali si organizza, dal basso all&#8217;alto, la societ\u00e0 economica. Ma le due cose vanno nettamente differenziate in base a questo principio della personalit\u00e0 umana che \u00e8 fatta a scala. C&#8217;\u00e8 nella scala umana il gradino del lavoratore: ma sopra c&#8217;\u00e8 il gradino dell&#8217;uomo politico e al di sopra della economia e della politica, c&#8217;\u00e8 il grado supremo dell&#8217;uomo in colloquio diretto e immediato con Dio. Quindi la nostra Costituzione deve avere questo volto del lavoratore, ma con questa precisazione che \u00e8 di estrema importanza giuridica e sociale.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0&#8211; \u201cIo penso che non ci sia aderenza nella vostra dottrina alla libert\u00e0, ma che ci sia aderenza nel vostro sentimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, se conservassimo questa espressione, potremmo cadere in errori gravissimi. Perch\u00e9 voi dite: \u00abMa noi con questa espressione vogliamo raggiungere soltanto questo effetto: che i lavoratori siano immessi nella cittadella dello Stato, ma non che ne siano esclusi gli altri\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma guardate come pu\u00f2 essere interpretata questa parola \u00ablavoratori\u00bb. Io vi porto l&#8217;esempio di un economista, non dell&#8217;avvenire, ma di oggi, uno dei pi\u00f9 celebrati economisti di oggi \u2014 Pareto \u2014 che distingue le classi sociali in rapporto alle occupazioni, e fa una distinzione quadruplice: parla di occupazioni dirette a produrre beni economici o servizi; poi di occupazioni che producono indirettamente dei beni economici \u2014 e sarebbero appunto le occupazioni ausiliarie; probabilmente gli avvocati, nella migliore delle accezioni, potrebbero appartenere a questa categoria subliminale di lavoratori \u2014 poi c&#8217;\u00e8 una terza categoria: gli oziosi; e infine una quarta, che sarebbe costituita da coloro che attraverso un&#8217;attivit\u00e0 legale o illegale si impadroniscono dei beni altrui. Le prime due classi sono probabilmente di lavoratori; dico probabilmente, perch\u00e9 per la seconda si potrebbe discutere; ma gli oziosi non sono certamente dei lavoratori; e nessuno si sentirebbe di mettere fra i lavoratori coloro che con mezzi legali o illegali si appropriano dei beni altrui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora, lo sapete da chi \u00e8 costituita la terza classe, quella degli oziosi? Da coloro che vivono di rendita e amministrano il loro patrimonio. Questi sono degli oziosi, in quanto traggono dal loro patrimonio qualche cosa di pi\u00f9, o molto di pi\u00f9, di quella che potrebbe essere la remunerazione della loro attivit\u00e0 di amministratori. Quel di pi\u00f9 che traggono li fa diventare degli oziosi, cio\u00e8 dei non lavoratori. Nella quarta categoria, naturalmente, ci entrerebbero tutti i proprietari, perch\u00e9, secondo la vostra dottrina, la propriet\u00e0 \u00e8 un mezzo attraverso il quale si espropria il lavoro degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Voi vedete, anche interpretando le cose alla luce del pensiero di un grande economista moderno, a che cosa si potrebbe arrivare. Ma poi, guardiamo anche soltanto alla prima categoria. Oggi sareste tutti pronti a dirmi che persone che rendono certi generi di servizi, che tutti consideriamo poco leciti e poco decenti, certamente non sono dei lavoratori. Come i sacerdoti, i religiosi, che pregano o che esercitano un ministero di assistenza spirituale, sono dei lavoratori, perch\u00e9 esercitano una funzione che concorre allo sviluppo della societ\u00e0. Ma lasciate che cambino queste posizioni mentali, che divenga comune un certo modo di pensare, che \u00e8 affiorato in questa Assemblea, in questo dibattito, e allora vedrete che i sacerdoti, i religiosi, gli spirituali saranno messi subito al livello degli indovini, dei fattucchieri, degli stregoni, e perci\u00f2 relegati senz&#8217;altro nella quarta categoria, di coloro che con mezzi legali o illegali si appropriano dei beni altrui.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0&#8211;\u00a0\u201cMi sembra, quindi, opportunissimo stabilire e ricordare chiaramente all&#8217;inizio di questa Costituzione, in un preambolo o in una disposizione generale (allo scopo di dare una impostazione base ed una finalit\u00e0 inequivocabile a tutto il testo del progetto) che la nostra esperienza \u2014 un&#8217;esperienza che ci \u00e8 costata lacrime e sangue, la morte dei figli e la distruzione del Paese \u2014 ci insegna che \u00e8 lo Stato accentratore e totalitario il principale nemico di quella autonomia e dignit\u00e0 della persona umana, che l&#8217;articolo 6 intende proteggere e custodire; \u00e8 lo Stato accentratore e totalitario che va individuato e combattuto in tutte quelle manovre e quei metodi che gli italiani di oggi conoscono e riconoscono, ma, che quelli di domani potrebbero ignorare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed \u00e8 proprio in base alla nostra passata esperienza ed ai nostri ricordi totalitari che mi dichiaro nettamente ostile alla dizione dell&#8217;articolo 7 delle disposizioni generali, l\u00e0 dove esso assegna alla Repubblica il compito quanto mai imprecisato, elastico ed equivoco di \u00abrimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza degli individui, ecc.\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa equivoca dizione con la scusa di tendere ad una sempre maggiore uguaglianza sociale e di favorire lo sviluppo della persona umana, autorizza di fatto lo Stato a compiti ed azioni di cos\u00ec vasta e complessa portata, che potrebbero essere realizzati soltanto da uno Stato non meno autoritario e non meno totalitario di quello che \u00e8 alla base di tutte le nostre sventure\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0&#8211; \u201cVorrei solo sottolineare in questa Assemblea qualcosa di nuovo che sta accadendo nel nostro Paese. Non a caso, fra le pi\u00f9 solenni dichiarazioni che rientrano nei 7 articoli di queste disposizioni generali, accanto alla formula che delinea il volto nuovo, fatto di democrazia, di lavoro, di progresso sociale, della nostra Repubblica, accanto alla solenne affermazione della nostra volont\u00e0 di pace e di collaborazione internazionale, accanto alla riaffermata dignit\u00e0 della persona umana, trova posto, nell&#8217;articolo 7, la non meno solenne e necessaria affermazione della completa eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di condizioni sociali, di opinioni religiose e politiche. Questo basterebbe, onorevoli colleghi, a dare un preminente carattere antifascista a tutta la nostra Costituzione, perch\u00e9 proprio in queste fondamentali cose il fascismo ha tradito l&#8217;Italia, togliendo all&#8217;Italia il suo carattere di Paese del lavoro e dei lavoratori, togliendo ai lavoratori le loro libert\u00e0, conducendo una politica di guerra, una politica di odio verso gli altri Paesi, facendo una politica che sopprimeva ogni possibilit\u00e0 della persona umana di veder rispettate le proprie libert\u00e0, la propria dignit\u00e0, facendo in modo di togliere la possibilit\u00e0 alle categorie pi\u00f9 oppresse, pi\u00f9 diseredate del nostro Paese, di affacciarsi alla vita sociale, alla vita nazionale, e togliendo quindi anche alle donne italiane la possibilit\u00e0 di contribuire fattivamente alla costituzione di una societ\u00e0 migliore, di una societ\u00e0 che si avanzasse sulla strada del progresso, sulla strada della giustizia sociale. Noi salutiamo quindi con speranza e con fiducia la figura di donna che nasce dalla solenne affermazione costituzionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nasce e viene finalmente riconosciuta nella sua nuova dignit\u00e0, nella conquistata pienezza dei suoi diritti, questa figura di donna italiana finalmente cittadina della nostra Repubblica. Ancora poche Costituzioni nel mondo riconoscono cos\u00ec esplicitamente alla donna la raggiunta affermazione dei suoi pieni diritti. Le donne italiane lo sanno e sono fiere di questo passo sulla via dell&#8217;emancipazione femminile e insieme dell&#8217;intero progresso civile e sociale. \u00c8, questa conquista, il risultato di una lunga e faticosa lotta di interi decenni. Il fascismo, togliendo libert\u00e0 e diritti agli uomini del nostro Paese, soffoc\u00f2, proprio sul nascere, questa richiesta femminile fondamentale, ma la storia e la forza intima della democrazia ancora una volta hanno compiuto un atto di giustizia verso i diseredati e gli oppressi. In una societ\u00e0 che da lungo tempo ormai ha imposto alla donna la parit\u00e0 dei doveri, che non le ha risparmiato nessuna durezza nella lotta per il pane, nella lotta per la vita e per il lavoro, in una societ\u00e0 che ha fatto conoscere alla donna tutti quei pesi di responsabilit\u00e0 e di sofferenza prima riservati normalmente solo all&#8217;uomo, che non ha risparmiato alla donna nemmeno l&#8217;atroce prova della guerra guerreggiata nella sua casa, contro i suoi stessi piccoli e l&#8217;ha spinta a partecipare non pi\u00f9 inerme alla lotta, salutiamo finalmente come un riconoscimento meritato e giusto l&#8217;affermazione della completa parit\u00e0 dei nostri diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La lotta per la conquista della parit\u00e0 di questi diritti, condotta in questi anni dalle donne italiane, si differenzia nettamente dalle lotte passate, dai movimenti a carattere femminista e a base spiccatamente individualista. Questo in Italia, dal pi\u00f9 al meno, tutti lo hanno compreso. Hanno compreso come la nostra esigenza di entrare nella vita nazionale, di entrare in ogni campo di attivit\u00e0 che sia fattivo di bene per il nostro Paese, non \u00e8 l&#8217;esigenza di affermare la nostra personalit\u00e0 contrapponendola alla personalit\u00e0 maschile, facendo il solito femminismo che alcuni decenni fa aveva incominciato a muoversi nei vari Paesi d&#8217;Europa e del mondo. Noi non vogliamo che le nostre donne si mascolinizzino, noi non vogliamo che le donne italiane aspirino ad un&#8217;assurda identit\u00e0 con l&#8217;uomo; vogliamo semplicemente che esse abbiano la possibilit\u00e0 di espandere tutte le loro forze, tutte le loro energie, tutta la loro volont\u00e0 di bene nella ricostruzione democratica del nostro Paese. Per ci\u00f2 riteniamo che il concetto informatore della lotta che abbiamo condotta per raggiungere la parit\u00e0 dei diritti, debba stare a base della nostra nuova Costituzione, rafforzarla, darle un orientamento sempre pi\u00f9 sicuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 nostro convincimento, che, confortato da un attento esame storico, pu\u00f2 divenire certezza, che nessuno sviluppo democratico, nessun progresso sostanziale si produce nella vita di un popolo se esso non sia accompagnato da una piena emancipazione femminile; e per emancipazione noi non intendiamo gi\u00e0 solamente togliere barriere al libero sviluppo di singole personalit\u00e0 femminili, ma intendiamo un effettivo progresso e una concreta liberazione per tutte le masse femminili e non solamente nel campo giuridico, ma non meno ancora nella vita economica, sociale e politica del Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorremmo a questo proposito far notare che ad un attento esame del nostro progetto di Costituzione risulta evidente che l\u00e0 dove si riconoscono alle donne i loro nuovi diritti parimenti ne escono vantaggio e sicurezza nuova all&#8217;istituto familiare, alla fondamentale funzione della maternit\u00e0 e alla piena realizzazione dei diritti nel campo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed egualmente, l\u00e0 dove si sancisce ogni pi\u00f9 importante e nuova conquista sociale \u00e8 sempre compresa e spesso in forma esplicita una conquista femminile. Non vi pu\u00f2 essere oggi infatti, a nostro avviso, un solo passo sulla via della democrazia, che non voglia essere solo formale ma sostanziale, non vi pu\u00f2 essere un solo passo sulla via del progresso civile e sociale che non possa e non debba essere compiuto dalla donna insieme all&#8217;uomo, se si voglia veramente che la conquista affermata nella Carta costituzionale divenga stabile realt\u00e0 per la vita e per il migliore avvenire d&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma una cosa ancora noi affermiamo qui: il riconoscimento della raggiunta parit\u00e0 esiste per ora negli articoli della nuova Costituzione. Questo \u00e8 un buon punto di partenza per le donne italiane, ma non certo un punto di arrivo. Guai se considerassimo questo un punto di arrivo, un approdo. Pu\u00f2 questo riconoscimento costituzionale esser preso a conforto e a garanzia dalle donne italiane, le quali devono chiedere e ottenere che via via siano completamente realizzate e pienamente accettate nella vita e nel costume nazionale le loro conquiste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorrei fare osservare, onorevoli colleghi, che nessun regime per principio, nei tempi moderni almeno, osa pronunziarsi contro i diritti femminili in termini costituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ricordiamo che vi fu un momento, circa 20 anni fa, in cui persino il fascismo si trov\u00f2 in forse se concedere o no alla donna per lo meno l&#8217;elettorato attivo nel campo amministrativo. E passi in quel momento furono compiuti (ricordiamo qui il convegno che allora avvenne a Firenze organizzato dalle Associazioni femminili di allora) perch\u00e9 questa conquista fosse raggiunta. Questo diritto, lo sappiamo bene, fu subito dopo negato dal fascismo non solo alle donne che lo chiedevano, ma tolto anche agli uomini che gi\u00e0 ne avevano goduto. Questo per\u00f2 ci indica chiaramente come ogni sistema politico moderno, anche il pi\u00f9 reazionario, sia guardingo nel negare alla donna, in quanto donna, il godimento almeno formale dei suoi pieni diritti di cittadina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Perci\u00f2 noi affermiamo oggi che, pur riconoscendo come una grande conquista la dichiarazione costituzionale, questa non ci basta. Le donne italiane desiderano qualche cosa di pi\u00f9, qualche cosa di pi\u00f9 esplicito e concreto che le aiuti a muovere i primi passi verso la parit\u00e0 di fatto, in ogni sfera, economica, politica e sociale, della vita nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non dimentichiamo che secoli e secoli di arretratezza, di oscurantismo, di superstizione, di tradizione reazionaria, pesano sulle spalle delle lavoratrici italiane; se la Repubblica vuole che pi\u00f9 agevolmente e prestamente queste donne collaborino \u2014 nella pienezza delle proprie facolt\u00e0 e nel completo sviluppo delle proprie possibilit\u00e0 \u2014 alla costruzione di una societ\u00e0 nuova e pi\u00f9 giusta, \u00e8 suo compito far s\u00ec che tutti gli ostacoli siano rimossi dal loro cammino, e che esse trovino al massimo facilitata ed aperta almeno la via solenne del diritto, perch\u00e9 molto ancora avranno da lottare per rimuovere e superare gli ostacoli creati dal costume, dalla tradizione, dalla mentalit\u00e0 corrente del nostro Paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questo noi chiediamo che nessuna ambiguit\u00e0 sussista, in nessun articolo e in nessuna parola della Carta costituzionale, che sia facile appiglio a chi volesse ancora impedire e frenare alle donne questo cammino liberatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 purtroppo ancora radicata nella mentalit\u00e0 corrente una sottovalutazione della donna, fatta un po&#8217; di disprezzo e un po&#8217; di compatimento, che ha ostacolato fin qui grandemente o ha addirittura vietato l&#8217;apporto pieno delle energie e delle capacit\u00e0 femminili in numerosi campi della vita nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Occorre che questo ostacolo sia superato. L&#8217;articolo 7 ci aiuta, ma esso deve essere accompagnato da una profonda modificazione della mentalit\u00e0 corrente, in ogni sfera, in ogni campo della vita italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ad esempio \u2014 voglio portare questo esempio perch\u00e9 \u00e8 tipico nel nostro Paese \u2014 anche qui, nella pi\u00f9 alta Assemblea rappresentativa d&#8217;Italia, nell&#8217;Assemblea che dovrebbe raccogliere gli uomini pi\u00f9 evoluti, gli uomini che pi\u00f9 degnamente possono rappresentare le migliori tradizioni e il progresso d&#8217;Italia, alcuni giorni fa, noi deputate \u2014 noi che qui rappresentiamo tutte le donne italiane, le donne che attendono dal lavoro dell&#8217;Assemblea miglioramenti e passi in avanti per il loro Paese e per tutti i cittadini \u2014 abbiamo ancora una volta notato un&#8217;espressione comune e per noi dolorosa di dispregio che un onorevole Deputato, che sta negli ultimi settori della destra, ha usato, con la solita aria di disprezzo. Egli ha detto precisamente: \u00abSono di genere femminile e quindi sempre infide\u00bb. (<em>Ilarit\u00e0<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 questo un malvezzo che penetra ovunque, che vive nel nostro linguaggio ormai come un luogo comune, che collabora a deprimere la donna, relegandola sistematicamente in una sfera di vita inferiore e semi-animale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Onorevoli colleghi, anche qui dunque \u2014 e questo purtroppo non \u00e8 il solo esempio \u2014 fa capolino quella diffusa e negativa mentalit\u00e0. Non solo contro le espressioni del linguaggio, ma noi dobbiamo protestare qui pur senza invadere il campo di prossime discussioni, e per dare un esempio di quanto sia radicata questa mentalit\u00e0 deteriore, contro il malvezzo \u2014 e speriamo che sia solo malvezzo \u2014 che ha portato perfino il Comitato di coordinamento e di redazione della Commissione per la Costituzione ad includere, nonostante che la seconda Sottocommissione non si fosse pronunciata al riguardo, una forte limitazione per le donne nel campo della Magistratura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;articolo 98 suona infatti cos\u00ec: \u00abI magistrati sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su designazione del Consiglio Superiore della Magistratura, in base a concorso seguito da tirocinio. Possono essere nominate anche le donne nei casi previsti dall&#8217;ordinamento giudiziario\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche ammesso, come speriamo, che il futuro ordinamento giudiziario sia ben migliore di quello vigente, noi non possiamo ammettere che alle donne, in quanto tali, rimangano chiuse porte che sono invece aperte agli uomini. (<em>Commenti<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sia tolto ogni senso di limitazione e sia anzi affermato, in forma esplicita e piena, il diritto delle donne ad accedere, in libero agone, ad ogni grado della Magistratura, come di ogni altra carriera. Ma vi \u00e8 di pi\u00f9 \u2014 e questo dico per illuminare l&#8217;Assemblea sulla necessit\u00e0 di aiutare le donne italiane nella realizzazione dei loro diritti e nella difesa delle loro libert\u00e0 \u2014: occorre che nel nostro Paese non siano pi\u00f9 ammesse disposizioni pubbliche o private che limitino la libert\u00e0 umana e in particolare femminile, come la disposizione, ad esempio, che tuttora mi consta esistere e che vieta a determinate categorie di infermiere di contrarre matrimonio, pena la perdita del lavoro. Vi sono in Italia, fra queste particolari categorie, innumerevoli casi di lavoratrici costrette ad una vita familiare irregolare, numerose madri di figli illegittimi, solo perch\u00e9, per non perdere il pane, devono rinunciare a contrarre regolare matrimonio. \u00c8 questa una disumana ed immorale misura limitatrice della libert\u00e0, della dignit\u00e0, della personalit\u00e0 umana di lavoratrici incolpevoli e dei loro incolpevoli figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per questa ragione io torno a proporre che sia migliorata la forma del secondo comma dell&#8217;articolo 7 nel seguente modo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli d&#8217;ordine economico e sociale che limitano \u00abdi fatto\u00bb \u2014 noi vogliamo che sia aggiunto \u2014 la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza degli individui e impediscono il completo sviluppo della persona umana\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Voi direte che questo \u00e8 un pleonasmo. Noi per\u00f2 riteniamo che occorra specificare \u00abdi fatto\u00bb. Vogliamo qui ricordare quello che avviene in altri paesi democratici. Si dice che l&#8217;Inghilterra sia un paese democratico: ebbene, nella democratica Inghilterra le donne hanno conquistato formalmente il riconoscimento della parit\u00e0 assoluta dei diritti circa trent&#8217;anni fa, nel 1919. Ma ancora oggi in questa libera e democratica Inghilterra, dove le donne dovrebbero godere di tutti i diritti come gli uomini, poco si \u00e8 fatto, perch\u00e9 ci si \u00e8 limitati a sancire formalmente una conquista, che poi nessuno ha voluto realizzare nella pratica. E l\u00e0, dopo trenta anni di vita democratica o di possibilit\u00e0 di vita democratica per le donne, queste non hanno potuto accedere a tutti i posti che loro spettavano. E noi vediamo che nella stessa Inghilterra \u00e8 proibito, per esempio, di sposarsi alle maestre, alle insegnanti di alcune categorie. Orbene, noi riteniamo che questo esempio dell&#8217;Inghilterra possa servire per noi, che valga come insegnamento, valga a chiarire che quelle conquiste che noi donne facciamo nella vita nazionale \u2014 le conquiste giuridiche \u2014 non possono essere realizzate pienamente nella vita, se non sono accompagnate da altre conquiste, da conquiste di carattere sociale, economico, se non sono accompagnate, cio\u00e8, da una completa legislazione in proposito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Onorevoli colleghi, se osserviamo da vicino questo progetto di Costituzione, malgrado il pessimismo pi\u00f9 o meno artificioso con cui lo si critica e deplora da parte dei gruppi che rappresentano il passato e gli interessi della conservazione, possiamo affermare che in esso \u00e8 uno slancio verso il progresso, verso la giustizia, verso la pratica attuazione di una societ\u00e0 pi\u00f9 umana, pi\u00f9 giusta, migliore dell&#8217;attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo convinti che questo slancio avrebbe potuto essere pi\u00f9 agile, pi\u00f9 libero, che questa attuazione avrebbe potuto farsi anche pi\u00f9 rapidamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma gi\u00e0 in questa forma molto si potr\u00e0 realizzare, ne siamo sinceramente convinte, se i grandi gruppi politici che rappresentano le masse lavoratrici collaboreranno alla traduzione fedele nelle leggi, nella vita e nel costume nazionale dei princip\u00ee che nella Costituzione sono affermati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se cio\u00e8 esiste realmente da parte di ognuno di questi gruppi la buona fede e la volont\u00e0 realizzatrice, potremo con questa Costituzione raggiungere pi\u00f9 rapidamente una forma di societ\u00e0 migliore, che cancelli definitivamente le tracce, le rovine, i segni di oppressione del fascismo, che ne distrugga nel profondo le cause.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E se vi \u00e8 questa buona fede, come noi desideriamo vi sia, allora dobbiamo realmente vedere in tutti i rappresentanti delle lavoratrici e dei lavoratori la stessa volont\u00e0, nella forma pi\u00f9 chiara, pi\u00f9 esplicita, pi\u00f9 fattiva, di aiutare le donne italiane ad essere cittadine coscienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mazzini, e tutti i nostri grandi che hanno pensato ed operato per l&#8217;avvento nel nostro Paese della Repubblica, ci hanno insegnato che la pietra angolare della Repubblica, ci\u00f2 che le d\u00e0 vita e significato, \u00e8 la sovranit\u00e0 popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Spetta a tutti noi, e lo afferma anche il Presidente della Commissione per la Costituzione nella sua relazione introduttiva, di partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica per rendere effettiva e piena questa sovranit\u00e0 popolare. Ma, perch\u00e9 questo accada veramente, occorre che accanto ai cittadini sorgano, si formino, lavorino le cittadine; fatte mature e coscienti al pieno adempimento di tutti i loro doveri, da quelli familiari ai civici, dal normativo ed educatore godimento dei loro pieni diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Aiutateci tutti a sciogliere veramente e completamente tutti i legami che ancora avvincono le mani delle nostre donne e avrete nuove braccia, liberamente operose per la ricostruzione d&#8217;Italia, per la sicura edificazione della Repubblica italiana dei lavoratori. (<em>Vivissimi applausi a sinistra\u00a0<\/em>\u2014\u00a0<em>Molte congratulazioni<\/em>).\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/10\/note-sul-dibattito-costituente-lart-3-e.html\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/10\/note-sul-dibattito-costituente-lart-3-e.html<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) &nbsp; Come noto l\u2019art.3 della nostra Costituzione repubblicana, relatore l\u2019on. Lelio Basso, recita: \u201cTutti i cittadini hanno pari dignit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":35687,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-e4P","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54115"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54115"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54116,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54115\/revisions\/54116"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/35687"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}