{"id":54171,"date":"2019-11-13T09:00:19","date_gmt":"2019-11-13T08:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54171"},"modified":"2019-11-13T07:54:07","modified_gmt":"2019-11-13T06:54:07","slug":"nascita-e-morte-del-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54171","title":{"rendered":"Nascita e morte del Moderno"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.illibraio.it\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/carlo-emilio-gadda-982x540.jpeg\" alt=\"carlo emilio gadda\" \/><\/p>\n<p><strong>di IL PONTE (Massimo Jasonni)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel settembre del 1945 Gadda pubblica su\u00a0<em>Il Mondo<\/em><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0una recensione di R\u00fcssel,\u00a0<em>Profilo d\u2019un umanesimo cristiano<\/em><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, che ora, dalle macerie della carta stampata, quasi miracolosamente ricompare grazie ad Adelphi<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La rilettura di oggi impone massima attenzione: perch\u00e9 si parla del pi\u00f9 grande letterato, con Svevo, dell\u2019Italia del Novecento che, peraltro, si affida alla rivista di Pannunzio, che gli \u00e8 assai cara<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>; quanto a Herbert Werner R\u00fcssel, di uno storico di rara e inquieta, all\u2019epoca, larghezza di vedute. Ma non solo: \u00e8 il tema stesso, nella sua oggettivit\u00e0, a suggerire cura: perch\u00e9 si tratta, per dirla con Gadda, di\u00a0<em>Rivelazione e bonae litterae lungo la storia ascendente<\/em>, ovvero \u2013 decodificando il gergo barocco dell\u2019ingegner Fantasia \u2013 dell\u2019incidenza del pensiero greco e della teologia cristiana sull\u2019avventura occidentale. Per storia ascendente l\u2019ermeneuta evidentemente intende riferirsi alla \u00abstoria della libert\u00e0\u00bb di crociana memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0R\u00fcssel parte da Fichte, che nei\u00a0<em>Discorsi alla nazione tedesca<\/em>\u00a0sostiene il predominio della lingua tedesca sulle lingue mediterranee. La lingua germanica \u00abscava pozzi profondi\u00bb nella miniera inesausta d\u2019un perenne contenuto umano; la lingua italiana e la lingua francese, al contrario, \u00abristagnano e imputridiscono\u00bb in un contesto di sterilit\u00e0 e di fraudolenza che porta la filologia al logoramento e alla morte. Parafrasando R\u00fcssel, Gadda sarcasticamente chiosa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Mentre Lutero salva e rivendica la causa della \u00abseriet\u00e0 tedesca\u00bb, gli umanisti italiani \u00abridevano dell\u2019inganno, (cio\u00e8 del cattolicesimo papale) poich\u00e9 non avevano bastante seriet\u00e0 da esserne amareggiati\u00bb. La \u00abclasse colta\u00bb (sic) italiana, indi poi la francese, non \u00e8 se non un\u2019accolita di frodolenti latinisti, o tutt\u2019al pi\u00f9 grecisti, affatto separati dal popolo. Anzi lo ignora e lo detesta: e preserva a s\u00e9, tra dormigliosi incunaboli, un ozio grasso, irrorato dalla inutile prosa di Cicerone. L\u2019imprudente e giudiziosa frase attribuita a Montaigne, che una torre e una libreria sarebbero bastate alla felicit\u00e0, se Fichte l\u2019avesse dioneguardi saputa, di certo avrebbe finito di tirarlo fuor dai gangheri<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quanto alle profondit\u00e0 prospettiche dello storiografo, basti un cenno biografico: allievo di Max Scheler a Colonia, R\u00fcssel fu poi attivo nel giornalismo tedesco divenuto sempre pi\u00f9 scarno e meno critico con l\u2019ascesa al potere di Hitler; infine fu recluso nel campo di concentramento di Sachsenhausen, ove nel 1940 mor\u00ec. Di lui restano numerose pubblicazioni, non ultima quella che ci occupa, tradotta in Italia e resa alle stampe postuma da Einaudi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">R\u00fcssel si ribella, per un verso, all\u2019accusa fichtiana della natura oziosa e retorica dell\u2019impianto letterario italiano e reagisce sottolineando come la nostra Rinascenza ebbe il coraggio e la sagacia di far piazza pulita di una folla di mistificazioni che il Medioevo aveva trasmesso. Non ultime quelle che consentirono a Lorenzo Valla di smentire le decretali pseudoisidoriane, la donazione di Costantino e gli scritti areopagitici. Per altro verso, sostiene vigorosamente il nesso di continuit\u00e0 che corre \u2013 per dirla con il Nostro \u2013 tra \u00abla luce aurorale della Jonia, la cui chiarit\u00e0 \u00e8 termine di stacco dalla fabulazione orientale ed \u00e8 insieme inizio della costruzione meditata\u00bb<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>, e l\u2019uomo nuovo delle lettere paoline.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il risultato storico che discende da questa simbiosi si traduce in quel fenomeno che siamo soliti definire\u00a0<em>Umanesimo cristiano<\/em>: ove dati salienti sono, da un lato, l\u2019armonizzazione tra speranza cristiana di ascesi dell\u2019uomo mediante le opere e naturalismo classico e, d\u2019altro lato, la sacralizzazione della dimensione storica dell\u2019essere dell\u2019uomo, non ostante il dogma del peccato originale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 proprio questo profilo che determina l\u2019assenso di Gadda a una proposizione ideologica, malgrado essa abbia \u00abil tono di un paradosso genialmente apologetico\u00bb. \u00abA un pi\u00f9 accurato annusamento [essa] ci lascia [\u2026] il sospetto d\u2019una rimeditazione della storia\u00bb<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In effetti, \u00abl\u2019umanesimo \u00e8 la cognizione del passato\u00bb<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. Qui il romanziere si disvela, non tace di metterci del suo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Aggiungo, per conto mio, che il senso del passato inteso come necessario supporto della nostra efimera contribuzione alla conoscenza, si manifesta operante negli spiriti pi\u00f9 alti: da Platone esegeta dei predecessori, a Virgilio che risogna nel poema il destino romuleo, a Dante, a Michelangelo. Perfino Gabrielnuncius si curva a origliare sull\u2019insegnamento del passato: e ne cava anche lui quel che pu\u00f2: che \u00e8 dimolto, in una accezione filologico-umanistico-narcisistico-euforico-enfatica<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Anche l\u2019antiumanismo nazionalistico di Fichte rientra, a ben vedere, in questo solco: perch\u00e9 quel motivo polemico \u201cpesca\u201d sin che si vuole nei sogni herderiani del lindore dell\u2019anima germanica, ma va a raccogliere, alla fin della fiera, le indicazioni della Storia. Non si allontana da quelle radici cristiane che impongono un ripensamento e, in definitiva, un rispetto del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">R\u00fcssel celebra, in ultima analisi, la vertiginosa lettura del tempo che anim\u00f2 il tronco del pensiero di Agostino. Noi siamo le fronde, le labili foglie di quel grande albero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ulteriore motivo dell\u2019attuale interesse per il binomio R\u00fcssel\/Gadda sta nel fatto che sia il tedesco, sia l\u2019italiano non conoscevano un precedente illustre: gli scritti sul tema di Francesco Ruffini. Crediamo di poterlo dire, giacch\u00e9 nessuno dei due lo cita, nessuno dei due, anche solo\u00a0<em>per incidens<\/em>, ne raccoglie il respiro. In realt\u00e0 Francesco Ruffini, maestro di Jemolo e docente torinese alle cui lezioni assistettero, seduti a fianco, Gobetti e Gramsci, \u00e8 lo studioso che offr\u00ec al\u00a0<em>diritto di libert\u00e0<\/em>\u00a0contenuti sostanziali, anticipatori di quella che sarebbe stata l\u2019anima liberalsocialista e azionista della Costituzione, e al\u00a0<em>principio di<\/em>\u00a0<em>eguaglianza<\/em>\u00a0dimensione nuova, finalmente disancorata, nell\u2019art. 3, da ogni formalismo a retroscena economico liberistico. Tale alta visione origin\u00f2, in Ruffini, proprio da una rilettura delle fonti antiche e consent\u00ec al Maestro di aprirsi, sin dal 1901, al sincretismo religioso tra ultimo paganesimo e primo cristianesimo. E oltre. La Modernit\u00e0 nasceva, in quest\u2019originale ottica scientifica, non solo dal ceppo dogmatico della Riforma, ma tanto pi\u00f9 da quella erasmiana tolleranza religiosa che trov\u00f2, in Socino e nei sociniani, un insostituibile megafono italiano<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. La continuit\u00e0 tra mondo classico ed epopea giudaico-cristiana forn\u00ec cos\u00ec all\u2019Europa occidentale il suo \u00abclima ideale\u00bb<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">R\u00fcssel:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quel desiderio di una conversazione tranquilla, serena, e tuttavia seria, di buoni e saggi amici. Un bicchier di vino sotto la pergola<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E Gadda:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E [vino] piuttosto aromatico. Di quello di cui Orazio dice tanto amabilmente che vi si strugga sino il naso denegatore del filosofo, \u00abquamquam socraticis madet sermonibus\u00bb: di quello che accendeva in facondia financo l\u2019austerit\u00e0 di Catone il Vecchio, piuttosto dura e ingrognata, come sapete<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 proprio questa continuit\u00e0, o contiguit\u00e0 che si voglia dire tra il politeismo greco e il monoteismo cristiano che ha consentito nuovi approfondimenti sul motivo della laicit\u00e0, non pi\u00f9 ritenuto mero prodotto culturale e giuridico dell\u2019et\u00e0 dei lumi, ma eco dell\u2019omerico\u00a0<em>la\u00f2s<\/em><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>. Senza per questo dimenticare la radicale antinomia degli \u00e0mbiti: nel secondo caso dio \u00e8 creatore e giudice; nel primo caso gli d\u00e8i sono doppi, prima ancora che molteplici: in loro il pianto si specchia nel sorriso, la nascita delle stagioni si specchia nel loro estinguersi. Ci\u00f2 non avrebbe tuttavia impedito il dialogo, e quanto fervido tra le due epoche: perch\u00e9 mentre il dio che proclama se stesso doveva tradursi in una molteplicit\u00e0 di valori (e di centri di produzione di valori) nichilisticamente orientata, gli d\u00e8i dell\u2019apparente complessit\u00e0 paradossalmente riconducevano, sempre e comunque, a un principio di unit\u00e0, ragione che fonda e disciplina non solo l\u2019ordine fisico, ma anche l\u2019ordine politico delle cose<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Queste tematiche vanno oggi riprese. La lettura di Gadda e, forti di questo potente ponte intellettuale, di R\u00fcssel ci aiuta a comprendere non solo la nascita del Moderno, ma anche l\u2019avvento, il drammatico avvento del Postmoderno. La civilt\u00e0 dei consumi, un\u2019invadente tecnocrazia non hanno solo disfatto lo \u00abspirito realistico della carit\u00e0\u00bb, n\u00e9 hanno solo posto in ginocchio la laicit\u00e0<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>, ma hanno oscurato la ricchezza del senso della storia e, in uno, affondato il \u00absalvagente\u00bb<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>\u00a0che il pensiero classico offriva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0I, 11, 1\u00b0 settembre 1945, p. 7.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a>\u00a0Trad. it. di G. Rensi, Roma, Einaudi, 1945.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]\u00a0<\/a>In C.E. Gadda,\u00a0<em>Divagazioni e garbuglio<\/em>, Milano, Adelphi, 2019, p. 141 e ss..<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]\u00a0<\/a>L. Orlando,\u00a0<em>Nota al testo<\/em>, in C. E. Gadda,\u00a0<em>Divagazioni e garbuglio\u00a0<\/em>cit., pp. 503-504.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a>\u00a0C.E. Gadda,\u00a0<em>Divagazioni e garbuglio\u00a0<\/em>cit., pp. 141-142.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>\u00a0Ivi, p. 143.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a>\u00a0Ivi, p. 144.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a>\u00a0Ivi, p. 145.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a><em>\u00a0Ibidem.<br \/>\n<\/em><\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a>\u00a0F. Ruffini,\u00a0<em>La libert\u00e0 religiosa. Storia dell\u2019idea<\/em>, I\u00b0 ed., Torino, Fratelli Bocca, 1901; ora con intr. di A.C. Jemolo e postf. di F. Margiotta Broglio, Milano, Feltrinelli, 1991, p. 36 e ss..<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]\u00a0<\/a>C.E. Gadda,\u00a0<em>Divagazioni e garbuglio<\/em>\u00a0cit., p. 147.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref12\" name=\"_ftn12\"><u>[12]<\/u><\/a>\u00a0H.W. R\u00fcssel,\u00a0<em>Profilo d\u2019un umanesimo cristiano,\u00a0<\/em>p. 136, citando l\u2019<em>Erasmo<\/em>\u00a0di Huizinga.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a>\u00a0C.E. Gadda,\u00a0<em>Divagazioni e garbuglio<\/em>\u00a0cit., pp. 147-148.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a>\u00a0V. il Nostro\u00a0<em>Alle radici della laicit\u00e0<\/em>, in \u00abQuaderni di Storia\u00bb, n. 67 (gennaio-giugno), 2008, p. 55 e ss..<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a>V. il Nostro\u00a0<em>I Sarcofaghi di Montale<\/em>, in \u00abIl Ponte\u00bb, n. 1 (gennaio), 2011, ora in Id.,\u00a0<em>Agonismo costituzionale, agonia della politica e altri saggi<\/em>, Firenze, Il Ponte Editore, 2017, p. 151.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a>V. C.A. Viano,\u00a0<em>Laici in ginocchio<\/em>, Bari, Laterza, 2006.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt\"><a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0C.E. Gadda,\u00a0<em>Divagazioni e garbuglio<\/em>\u00a0cit., p. 144.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/\">https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/11\/08\/nascita-e-morte-del-moderno\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Massimo Jasonni) &nbsp; Nel settembre del 1945 Gadda pubblica su\u00a0Il Mondo[1]\u00a0una recensione di R\u00fcssel,\u00a0Profilo d\u2019un umanesimo cristiano[2], che ora, dalle macerie della carta stampata, quasi miracolosamente ricompare grazie ad Adelphi[3]. 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