{"id":54176,"date":"2019-11-15T09:30:16","date_gmt":"2019-11-15T08:30:16","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54176"},"modified":"2019-11-13T19:56:31","modified_gmt":"2019-11-13T18:56:31","slug":"la-cina-allunga-i-tentacoli-dallafrica-alleuropa-lanalisi-di-cianciotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54176","title":{"rendered":"La Cina allunga i tentacoli dall\u2019Africa all\u2019Europa. L\u2019analisi di Cianciotta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Stefano Cianciotta)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\">\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify\">Per la cultura cinese la mossa strategica pi\u00f9 efficace \u00e8 quella che incontra la massima facilit\u00e0, o non necessita di alcuno sforzo. E oggi dopo l\u2019Africa \u00e8 l\u2019Europa a costituire senza alcun dubbio il territorio pi\u00f9 facile da conquistare in una prospettiva globale<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">I cambiamenti in atto nel Mediterraneo impongono all\u2019Unione Europea di considerare le opportunit\u00e0 che l\u2019Europa del Sud potrebbe cogliere grazie alla sua posizione geografica, con un ruolo da protagonista nel riassetto degli equilibri internazionali, nonch\u00e9 di determinare le importanti occasioni di sviluppo economico, sociale, culturale, demografico e umano all\u2019interno di tutta l\u2019area mediterranea, dove transita oltre la meta\u0300 del traffico marittimo globale diretto verso i porti del Nord Europa, senz\u2019altro molto pi\u00f9 efficienti in termini di servizi e di costruzione di un ecosistema positivo agli investimenti.<br \/>\nContemporaneamente nel Mediterraneo si stanno giocando le partite decisive legate alla sicurezza e agli interessi economico-sociali dell\u2019intero pianeta:\u00a0Siria, Libia, Egitto e Tunisia. Sarebbe auspicabile, pertanto, la realizzazione di un sistema infrastrutturale all\u2019avanguardia che possa permettere all\u2019Europa del Sud di far fronte ai trend dei nuovi traffici commerciali e, soprattutto, di farle acquisire un maggiore potenziale in termini di efficienza e di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte condizioni imprescindibili, queste, per conferire all\u2019Europa meridionale una pi\u00f9 ampia sovranit\u00e0 per sviluppare e rendere operativo il quadro delle\u00a0reti Ten\u00a0(reti di trasporto trans-europee) che permettono di seguire, intercettare e indirizzare i nuovi trend geoeconomici e geopolitici, dai quali il Mediterraneo allargato non pu\u00f2 essere escluso, pena la perdita per l\u2019intera Europa di un hub straordinario per riconquistare un ruolo centrale nel traffico commerciale marittimo e nella gestione degli approvvigionamenti energetici.<br \/>\nLa Russia e l\u2019Africa, infatti, detengono il 60 per cento delle risorse naturali del pianeta, e Putin dopo un ventennio di dominio incontrastato della Cina, che ha sperimentato in Africa la costruzione del suo modello di soft power alternativo a quello statunitense, nelle scorse settimane ha lanciato la sua Opa sulla spartizione delle ricchezze africane, sfruttando il combinato disposto del disinteresse degli Usa (e della Nato) e della grave assenza dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le affermazioni condivisibili del presidente francese\u00a0<strong>Emmanuel Macron<\/strong>\u00a0sulla necessit\u00e0 di ridefinire il ruolo della Nato, avrebbero certamente un altro peso se il numero uno dell\u2019Eliseo stesse lavorando per costruire l\u2019Unione Europea e non solo per affermare la legittimit\u00e0 francese.<br \/>\nIl Vecchio Continente guarda all\u2019Africa come ad un problema. Incapace di gestire le crisi umanitarie, l\u2019Europa sta confermando nel Nord-Africa (dove la Cina senza intervenire minimamente nei conflitti ha per\u00f2 realizzato un milione di alloggi popolari in Algeria) tutta la sua debolezza che deriva dall\u2019assenza di una politica estera e di difesa comune, temi sui quali per molti decenni l\u2019Europa aveva delegato alla Nato qualsiasi ipotesi di sovranit\u00e0. I continui richiami al ruolo e al valore della Nato di queste ultime settimane (l\u2019ultimo in ordine di tempo \u00e8 stato del capo dello Stato\u00a0<strong>Sergio Mattarella<\/strong>) sembrano al contrario evidenziare non solo che il problema esiste ma che non vi \u00e8 al momento alcuna cura. O, meglio, che ogni Paese individui la panacea in base alle sue esigenze del momento, e i recenti accordi del Porto di Trieste con la Cina non rispondono ad una logica di sistema (che in Italia non c\u2019\u00e8 mai stata a qualsiasi livello) ma a garantire una rendita di posizione (che Trieste si \u00e8 conquistata in modo mirabile nel sistema dei porti europei) e favorire la costruzione di un altro tassello cinese verso la realizzazione della Nuova Via della Seta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la cultura cinese la mossa strategica pi\u00f9 efficace \u00e8 quella che incontra la massima facilit\u00e0, o non necessita di alcuno sforzo. In sostanza la buona mossa strategica \u00e8 quella pi\u00f9 naturale, ossia senza ostacoli (i cinesi non \u201cviolentano mai la situazione\u201d). E oggi dopo l\u2019Africa \u00e8 l\u2019Europa a costituire senza alcun dubbio il territorio pi\u00f9 facile da conquistare in una prospettiva globale.<br \/>\nHa assolutamente ragione l\u2019ambasciatore ed ex ministro degli Esteri\u00a0<strong>Giulio Terzi di Santagata<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/cina-italia-hong-kong-terzi\/\">quando mette in guardia<\/a>\u00a0dallo smantellamento degli asset strategici italiani. In questa fase di riposizionamento, nella quale il disimpegno Usa spinge inevitabilmente l\u2019Europa tra le braccia del nuovo Leviatano, l\u2019Italia dovrebbe invece essere capace di valorizzarli quegli asset, e farsi promotrice di una nuova identit\u00e0 europea, ricordandosi che \u00e8 Paese fondatore e valutando che, elemento non secondario, l\u2019economia tedesca sta rallentando in modo significativo con riflessi negativi che colpiranno anche la fragile economia italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti questi spazi di opportunit\u00e0, per\u00f2, anche in Europa li sta riempiendo da anni proprio la Cina, le cui operazioni di influenza strategica si stanno rivolgendo in particolare ai Paesi dell\u2019Europa centro-orientale che fanno parte della formula di cooperazione regionale 16 + 1 della Cina. Il formato 16+1 \u00e8 un\u2019iniziativa della Cina volta a intensificare ed espandere la cooperazione con 11 Stati membri dell\u2019Ue e 5 paesi balcanici: Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Polonia, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, in settori quali investimenti, trasporti, finanza, scienza, istruzione, cultura e altri. Bulgaria e Cina hanno definito quattro potenziali aree prioritarie per la cooperazione economica per il 2019-2020: alta tecnologia, investimenti, partenariato industriale, joint venture; infrastrutture; agricoltura; turismo. Legati alla Cina dall\u2019ideologia durante tutta la Guerra Fredda, i \u201c16\u201d rappresentano oggi un blocco di riferimento economico\/politico per Pechino nel contesto regionale europeo, cos\u00ec come un mercato in espansione che pu\u00f2 garantire affari e contratti agli imprenditori cinesi. Da parte sua la Cina non ha fatto nulla per mascherare il proprio interesse verso il gruppo di Paesi, incentivando la cooperazione economica, diplomatica e culturale, stimolando gli investimenti delle proprie imprese nei loro mercati e sviluppando nei \u201c16\u201d progetti infrastrutturali legati alla Nuova Via della Seta.<br \/>\nPechino considera a tal proposito la Repubblica Ceca un\u2019importante testa di ponte per la sua ulteriore espansione economica in Europa. Secondo il rapporto annuale del controspionaggio della Bri nella Repubblica ceca, l\u2019amministrazione cinese e i suoi servizi di intelligence hanno posto l\u2019accento sull\u2019influenza sulle strutture politiche e statali ceche e sulla raccolta di informazioni politiche, con la partecipazione attiva di \u00e9lite ceche selezionate, tra cui politici e funzionari statali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questi rapporti si riferiscono alle attivit\u00e0 del China Fund Committee (Cefc) \u2013 un\u2019organizzazione non governativa registrata a Hong Kong, considerata un braccio politico della sua controllata di partecipazione la China Huaxin Energy \u2013 un conglomerato di energia multimiliardario con aziende che hanno sede a Hong Kong, Singapore e Cina continentale. Negli ultimi tre anni, Cefc ha avviato acquisizioni nella Repubblica Ceca, compreso l\u2019acquisto di immobili rappresentativi vicino all\u2019ufficio presidenziale. Questi \u201cinvestimenti\u201d sono serviti come porte iniziali per le pi\u00f9 alte \u00e9lite politiche del Paese. Infatti, il presidente della Cefc\u00a0<strong>Ye Jianming<\/strong>\u00a0\u00e8 stato nominato consigliere ufficiale dal presidente ceco.<br \/>\nLo sfruttamento delle operazioni di informazione rappresenta i tentativi ibridi o non cinetici di Pechino di influenzare direttamente le aree strategiche della competizione in Asia e in Europa.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/cina-nato-ue-africa-xi-cianciotta\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/cina-nato-ue-africa-xi-cianciotta\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Stefano Cianciotta) Per la cultura cinese la mossa strategica pi\u00f9 efficace \u00e8 quella che incontra la massima facilit\u00e0, o non necessita di alcuno sforzo. 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