{"id":54188,"date":"2019-11-14T09:14:27","date_gmt":"2019-11-14T08:14:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54188"},"modified":"2019-11-14T09:14:27","modified_gmt":"2019-11-14T08:14:27","slug":"54188","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54188","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-54189\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/e4b675deecde207f1b361864e4f27657-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/e4b675deecde207f1b361864e4f27657-300x150.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/e4b675deecde207f1b361864e4f27657.jpg 700w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La complessa situazione economica e finanziaria della Germania, ed ancor pi\u00f9 il nuovo e divaricante scenario sociopolitico che la caratterizza, sono il risultato non certo inatteso di una strategia tanto mal congegnata quanto assai pretenziosa, che tante contraddizioni ha ben nascosto per anni: da un ventennio almeno, si \u00e8 arroccata nelle produzioni tradizionali delle auto, della manifattura meccanica e della chimica, deflazionando i salari per aumentare le vendite ed i profitti all\u2019estero. Un mercantilismo di vecchio stampo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nDopo la crisi del 2010, il rigore fiscale che ha imposto ai competitor europei serviva ad indurre recessioni assai preziose al fine di mantenere inalterato il vantaggio competitivo tedesco, mentre le sue banche ritiravano il pi\u00f9 velocemente possibile gli impieghi dai Paesi a rischio di default sovrano o bancario. Il Bail-in ed il bail-out, come l\u2019ESM, sono stati varati a sua convenienza. Anche il Fiscal Compact fu una proposta di marca tedesca, appoggiata dai francesi solo per finzione, non avendolo mai applicato. Ed anzi, Parigi \u00e8 rimasta in procedura di infrazione per un intero decennio, senza rispettare neppure le ben pi\u00f9 lasche prescrizioni del Trattato di Maastricht.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nNessun sistema regge per\u00f2 alla lunga, soprattutto in un contesto internazionale di relazioni aperte, quando si fonda su squilibri strutturali, quali che siano: un eccesso di risparmio accompagnato da troppi pochi investimenti in un contesto di tassi di interesse estremamente bassi o addirittura negativi, porta all\u2019insofferenza dei risparmiatori, pregiudica la sostenibilit\u00e0 dei bilanci delle banche, di quelli delle assicurazioni e dei fondi di previdenza, e porta all\u2019inflazione del valore degli asset immobiliari; i saldi commerciali strutturalmente attivi, fondati sulla deflazione salariale e sui differenziali territoriali e di status lavorativo, minano la stabilit\u00e0 sociale a medio termine e nel breve anche quella politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nEssere considerata un porto sicuro dai risparmiatori stranieri, continuare ad accumulare attivi commerciali sull\u2019estero, avere le finanze pubbliche in perfetto ordine e dei cittadini che continuano a lavorare indefessi ed risparmiare senza sosta, non \u00e8 bastato alla Germania per assicurare la stabilit\u00e0 delle sue istituzioni bancarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nL\u2019etica del lavoro intesa come impegno totalizzante, cos\u00ec come all\u2019opposto la precarizzazione dei rapporti di impiego e l\u2019instabilit\u00e0 della piccola imprenditoria, producono l\u2019identico risultato negativo: una decrescita demografica spaventosa, che porter\u00e0 la Germania ad un peggioramento continuo del rapporto tra le coorti degli anziani e quelle deii giovani, che peser\u00e0 sempre pi\u00f9 sulla produzione, sui sistemi previdenziali e su quelli sanitari. Nel 2049, la popolazione tedesca sar\u00e0 di appena 74 milioni di abitanti rispetto agli oltre 83 milioni di oggi, con una perdita superiore al 10%: un Paese che si avvia alla scomparsa. Mancheranno i giovani, e non solo i maschi come accadde dopo le due guerre mondiali. Difficile compensarli, perch\u00e9 la manodopera immigrata non \u00e8 pi\u00f9 gestibile come in passato, quando i \u201clavoratori ospiti\u201d vivevano nei cantieri e nelle miniere senza famiglia, ritornando senza fiatare a casa, all\u2019occorrenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nAl contrario della Germania, la Francia passer\u00e0 dagli attuali 66 milioni di abitanti ad oltre 71 milioni nel 2049: l\u2019esperienza della settimana lavorativa di 35 ore, congiunta ad un robusto welfare familiare e ad una ancor solida salvaguardia della stabilit\u00e0 lavorativa, ha portato a risultati estremamente positivi in termini di equilibrio demografico e di sostenibilit\u00e0 pensionistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIn Germania, ci sono tensioni insopprimibili sul versante finanziario: troppi capitali, troppa liquidit\u00e0, e troppo pochi investimenti nell\u2019economia reale. Dopo la crisi greca del 2010, in Germania sono affluite enormi risorse, come \u00e8 testimoniato anche dall\u2019aumento dei crediti nel sistema Target 2: il saldo attivo della Bundesbank \u00e8 infatti passato dai 115 miliardi di euro del 2008 ai 915 miliardi del settembre scorso. Di converso, il saldo della Banca d\u2019Italia ha cambiato di segno, passando da +23 miliardi a -468 miliardi di euro. Ma non ci sono impieghi sicuri, a sufficienza: anche gli acquisti di Bund da parte della Bce nell\u2019ambito del Qe, per complessivi 521 miliardi di euro a fine 2018, hanno contribuito alla rarefazione sul mercato di questo safe asset ed alla riduzione dei tassi di interesse. Inoltre, c\u2019\u00e8 stata la politica di riduzione del debito condotta dal governo federale, passato dai 2.192 miliardi di fine 2014 ai 1.974 miliardi di euro stimati alla fine di quest\u2019anno. In totale, sono venuti meno sul mercato titoli per ben 739 miliardi di euro. La concorrenza sfrenata per ottenerli, ne fa crollare i rendimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nC\u2019\u00e8 un pro, ma anche un contro, dappertutto. I tassi di interesse sui Bund, negativi sulla grandissima parte delle emissioni, rappresentano un gran vantaggio per le finanze federali che rimborsano agli investitori una somma inferiore a quella prestata, riducendo il carico fiscale per il contribuente tedesco: le spese per interessi si sono abbattute dei due terzi, passando dai 69 miliardi di euro del 2008 ai 21 miliardi di quest\u2019anno. Lo sforzo fiscale \u00e8 ancora pi\u00f9 lieve, visto che il rapporto tra la spesa per interessi ed il totale delle entrate \u00e8 passato dal 6,2% all\u20191,3%. D\u2019altra parte, poich\u00e9 oltre il 70% dei Bund \u00e8 sottoscritta da non residenti, sono gli stranieri a pagare il costo dei tassi negativi. Questa riduzione dei tassi di interesse ha ampiamente contribuito al successo nella gestione della finanza pubblica, essendo gi\u00e0 stati raggiunti i due obiettivi del Fiscal Compact, sia in termini di pareggio strutturale del bilancio che di rapporto debito\/pil pari al 56,9% rispetto al tetto del 60%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIn Germania c\u2019\u00e8 dunque una trappola della liquidit\u00e0, in piena regola. Un aumento degli investimenti pubblici infrastrutturali, che pure sarebbero necessari, avrebbe come controindicazione la necessit\u00e0 di utilizzare nuova manodopera straniera, che si \u00e8 visto essere di difficile integrazione.<ins id=\"revive-0-1\" data-revive-zoneid=\"743\" data-revive-id=\"41459536b3afd66aa8ace63ff90ae337\" data-revive-seq=\"1\" data-revive-loaded=\"1\"><\/ins><\/p>\n<div>\n<div id=\"criteo_slot_1360956\" style=\"text-align: justify\">Con\u00a0 un livello di disoccupazione (e di sottooccupazione) sceso al 3%, c\u2019\u00e8 ben poco da fare. Erogare incentivi alle industrie esistenti, per aumentarne la produttivit\u00e0, contrasterebbe con un mercato europeo stagnante: \u00e8 la domanda aggregata che manca. Una forte spinta alla innovazione tecnologica nel settore delle auto, soprattutto nella trazione elettrica, porterebbe al write-off di investimenti enormi e di una indiscussa superiorit\u00e0 nella meccanica: sarebbe come chiedere al tacchino se \u00e8 d\u2019accordo ad anticipare il cenone di Natale. Si dovrebbero piuttosto alzare i salari: ma accelerare ancora, dopo un aumento gi\u00e0 registrato del 2,3% nel 2018 e con una inflazione all\u20191,2%, sarebbe una imprudenza. Salterebbero il controllo dei prezzi e tutta la strategia di deflazione salariale condotta con le riforme Hartz.<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">\nL\u2019impoverimento sociale \u00e8 una strategia da cui \u00e8 difficile uscire, visto che compromette i profitti: questi furono ridotti, s\u00ec, negli anni Cinquanta e Sessanta, ma solo per paura del Comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nIl costo dei tassi a zero o negativi colpisce anche le famiglie tedesche, che tengono in media sotto forma di depositi bancari il 40% dei propri risparmi. Con i tassi negativi portati allo 0,50% dalla Bce sui depositi ulteriori rispetto alla riserva obbligatoria, \u00e8 stato stimato per le banche tedesche un costo annuo di 2,4 miliardi di euro l\u2019anno, che ora viene gradualmente ribaltato sui risparmiatori: Berliner Volksbank e Deutsche Skatbank, insieme ad un\u2019altra trentina di banche tedesche, hanno gi\u00e0 iniziato a traslare il tasso negativo sui conti superiori ai 100 mila euro. Gli impieghi bancari tedeschi, per essere remunerativi, devono quindi dirigersi all\u2019estero, con tutti i rischi che ci\u00f2 comporta in termini di cambio e di default del debitore: il ricordo dei prestiti improvvidi alle banche spagnole ed a quelle greche, salvate dall\u2019ESM con i contributo di tanti Stati incolpevoli europei come l\u2019Italia, cos\u00ec come quello degli acquisti di Mbs americane rivelatisi fallimentari, non \u00e8 sufficiente a frenare questo flusso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nC\u2019\u00e8 ancora un altro rovescio della medaglia: le famiglie tedesche, insofferenti per i tassi sui depositi e sui Bund, cercano investimenti pi\u00f9 remunerativi e fonti alternative di rendita, soprattutto nel settore immobiliare. Una scelta, questa, che si sta rivelando incompatibile con la stabilit\u00e0 dei prezzi pagati dalle famiglie per le proprie spese, e di conseguenza con quella dei salari. In Germania, infatti, l\u2019indice dei prezzi delle abitazioni, pari a 100 nel 2015, \u00e8 arrivato a 115 nel settembre scorso. Anche gli affitti sono schizzati verso l\u2019alto: nelle dieci principali citt\u00e0 tedesche, l\u2019aumento \u00e8 stato del 50% tra il 2005 ed il 2018. A Berlino. I prezzi sono duplicati in un decennio: per fermarne la deriva, a giugno scorso se ne \u00e8 stato discusso il blocco quinquennale, e ad agosto anche la introduzione di un sistema di equo canone che va dai 3,42 ai 7,97 euro\/mq a seconda della tipologia e dell\u2019et\u00e0 dell\u2019immobile : paradossalmente, quindi, proprio chi chiede la massima libert\u00e0 sui mercati internazionali si trova a dover ricorrere a casa propria ai prezzi amministrati. E pensare, poi, che Berlino fa ancora parte dell\u2019elenco dei Land appartenenti all\u2019ex-DDR, in cui si praticano salari minimi orari inferiori rispetto a quelli vigenti nei Land occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nC\u2019\u00e8 un\u2019altra contraddizione: il mantenimento di un elevato saldo commerciale attivo con l\u2019estero, che da anni \u00e8 superiore al 6% del pil mentre quello della Cina \u00e8 sceso al 2%, \u00e8 ottenuto contraendo la quota dei consumi interni e peggiorando le condizioni lavorative. Tra il 2005 ed il 2018 i consumi delle famiglie tedesche sono passati dal 63% al 51% del pil. Nel marzo 2018, rispetto a dieci anni prima, c\u2019erano un milione in pi\u00f9 di occupati marginali con prestazioni lavorative a tempo pieno, i cosiddetti mini-job remunerati con 458 euro medi mensili. I lavoratori marginali, quelli a salario legale minimo, sono arrivati cos\u00ec a quota 2,8 milioni, l\u20198,5% del totale dei posti di lavoro a tempo pieno. Considerando anche i mini-job a tempo parziale, si arriva ad un totale di 7,6 milioni su 32,7 milioni di occupati: nel complesso, in 15 anni, i mini job a tempo pieno e parziale sono aumentati del 35%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nLa insoddisfazione sociale si \u00e8 riflessa anche sui risultati elettorali, con la Grande coalizione tra Cdu-Csu e Spd sempre meno autosufficiente: a destra, c\u2019\u00e8 la Afd che minaccia i Popolari, mentre a sinistra i Verdi e talora la Linke surclassano i Socialdemocratici. Si appanna cos\u00ec la leadership di Angela Merkel, che ha dominato la scena europea dello scorso decennio, ma le sue due eredi in politica non sembrano in grado di fare altrettanto: n\u00e9 Annegret Kramp-Karrenbauer alla guida della Cdu, n\u00e9 Ursula von der Leyen da neo Presidente della Commissione europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nEssere considerata un porto sicuro dai risparmiatori stranieri, continuare ad accumulare attivi commerciali e crediti sull\u2019estero, avere le finanze pubbliche in perfetto ordine, non \u00e8 bastato alla Germania ad assicurare la stabilit\u00e0 delle sue istituzioni bancarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nAnche il posizionamento strategico del sistema produttivo tedesco si \u00e8 fatto incerto. Non \u00e8 il recente -0,1% del pil trimestrale tedesco che preoccupa, quanto la inattitudine ad affrontare le discontinuit\u00e0 e gli scenari che non siano la proiezione ed il perpetuo riproporsi del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Kombinat nato a Bad Godesberg nel 1959 ha messo insieme tutti gli apparati della societ\u00e0 tedesca: dai partiti aii sindacati, dalle banche alle grandi industrie. Ha fatto della Germania un panzer invulnerabile, ma inadatto alle nuove sfide. Al ricercato dominio in Europa. senza mai concedere vera solidariet\u00e0. si sostituisce ora il timore di un futuro che si stinge nell\u2019incertezza globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-lamaro_risveglio_della_germania_trentanni_dopo_la_caduta_del_muro_di_berlino\/11_31681\/\">https:\/\/www.lantidiplomatico.it\/dettnews-lamaro_risveglio_della_germania_trentanni_dopo_la_caduta_del_muro_di_berlino\/11_31681\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;ANTIDIPLOMATICO (Guido Salerno Aletta) La complessa situazione economica e finanziaria della Germania, ed ancor pi\u00f9 il nuovo e divaricante scenario sociopolitico che la caratterizza, sono il risultato non certo inatteso di una strategia tanto mal congegnata quanto assai pretenziosa, che tante contraddizioni ha ben nascosto per anni: da un ventennio almeno, si \u00e8 arroccata nelle produzioni tradizionali delle auto, della manifattura meccanica e della chimica, deflazionando i salari per aumentare le vendite ed i&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/s7ZaJ4-54188","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54188"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54188"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54192,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54188\/revisions\/54192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}