{"id":54202,"date":"2019-11-15T13:46:21","date_gmt":"2019-11-15T12:46:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54202"},"modified":"2019-11-15T13:46:21","modified_gmt":"2019-11-15T12:46:21","slug":"politica-anatomia-del-populismo-a-cura-di-m-tarchi-uno-studio-oltre-le-demonizzazioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54202","title":{"rendered":"Politica. \u201cAnatomia del populismo\u201d (a cura di M.Tarchi): uno studio oltre le demonizzazioni"},"content":{"rendered":"<p><strong>di BARBADILLO (Francesco Marotta)<\/strong><\/p>\n<div class=\"meta-article\">\n<div class=\"meta-article-time\" style=\"text-align: justify;\">Pubblicato il 15 Novembre 2019 da <strong>Francesco Marotta<\/strong><\/div>\n<div class=\"meta-article-categories\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Categorie :<\/strong> Cultura Politica<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"attachment_86022\" class=\"wp-caption alignleft\" style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-86022\" src=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/710rLtfjMJL-310x443.jpg\" sizes=\"(max-width: 310px) 100vw, 310px\" srcset=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/710rLtfjMJL-310x443.jpg 310w, https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/710rLtfjMJL-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/710rLtfjMJL-640x915.jpg 640w, https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/710rLtfjMJL-300x429.jpg 300w, https:\/\/www.barbadillo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/710rLtfjMJL.jpg 1000w\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"443\" aria-describedby=\"caption-attachment-86022\" \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-86022\" class=\"wp-caption-text\">Anatomia del populismo, curato per Diana da Marco Tarchi<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena politica mondiale \u00e8 alle prese con un rompicapo inestricabile. Nelle tribune politiche, nei programmi televisivi e radiofonici, negli studi politologici, in quelli delle scienze politiche e nella nutrita schiera degli accademici interessati alla fenomenologia del populismo, \u00e8 in corso, ormai, da decenni una diatriba senza precedenti su cosa sia il populismo. Ed ecco allora far capolino una miriade di tesi e contro-tesi sulle sue origini, sul ruolo che ha avuto nei processi di trasformazione della politica e nelle societ\u00e0, con una certa attenzione agli sviluppi futuri. Tutto \u00e8 lecito, comprese le demonizzazioni, le semplificazioni, l\u2019interpretazione falsata del fenomeno che con le idee ed il pensiero non hanno nulla da spartire. Insomma, un guazzabuglio indefinito di\u00a0accuse e lodi, persino di fantasticherie e congetture malevoli che sembrano quasi voler schernire l\u2019intelligenza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma per fortuna c\u2019\u00e8 ancora chi si dedica a studi scientifici ad ampio respiro. Indubbiamente, questo \u00e8 il caso di Marco Tarchi, politologo di fama mondiale, docente italiano e professore ordinario presso la Facolt\u00e0 di Scienze Politiche di Firenze dove insegna Scienza Politica, comunicazione politica, Analisi e Teoria politica. Diana Edizioni ha da poco pubblicato la sua \u201cAnatomia del Populismo\u201d, una antologia tratta dalla Rivista \u201cTrasgressioni\u201d. Quello del professor Tarchi, \u00e8 un lavoro importante che contempla gli scritti di innumerevoli personalit\u00e0 della comunit\u00e0 scientifica. Una lunga e interessante trattazione sulle caratteristiche del populismo<i>,<\/i> dagli albori ai giorni nostri, mistificazioni e verit\u00e0, ossessioni e approssimazioni, capacit\u00e0 deduttive e intuizioni inaspettate. Un insieme di studi comparati e ricerche sul \u201cmostro\u201d da sbattere in prima pagina e sulle TV di mezzo mondo. Logicamente, neppure a dirlo, senza prendersi la briga di comprendere cosa sia realmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Citando solo alcuni degli studiosi, campeggiano i nomi noti della politologia, della filosofia, della ricerca e dell\u2019educazione, quali sono Margaret Canovan, Flavio Capponi, Yves M\u00e9ny, Yannis Papadopoulos, Pierre-Andr\u00e8 Taguieff e tanti altri ancora. Ma il filo conduttore di questo scritto importante, \u00e8 il seguente: che cos\u2019\u00e8 il populismo? A nostro avviso, la risposta giunge proprio da Tarchi. Precisamente, nel suo saggio intitolato \u201cItalia populista. Dal qualunquismo a Beppe Grillo\u201d, edito da Il Mulino: \u00abla mentalit\u00e0 che individua il popolo come una totalit\u00e0 organica artificiosamente divisa da forze ostili, gli attribuisce naturali qualit\u00e0 etiche, ne contrappone il realismo, la laboriosit\u00e0 e l\u2019integrit\u00e0 all\u2019ipocrisia, all\u2019inefficienza e alla corruzione delle oligarchie politiche, economiche, sociali e culturali e ne rivendica il primato come fonte di legittimazione del potere, al di sopra di ogni forma di rappresentanza e di mediazione\u00bb. Una definizione appropriata, lucida e corrispondente al vero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La nostra opinione, coincide con il credere che il populismo<i> <\/i>non sia un\u2019ideologia, tanto meno un sottotipo della destra o della sinistra radicali. Di conseguenza, per far luce su l\u2019annosa diatriba, crediamo che siano deleterie le classificazioni sommarie, le quali prendono vita anche a causa dell\u2019appropriazione del lessico, del tipo di comunicazione e degli argomenti trattati dai movimenti e partiti populisti. \u00c8 un dato di fatto che l\u2019espertologia dei partiti classici ne voglia cavalcare l\u2019onda, non curanti di essere sempre pi\u00f9 soggetti all\u2019ottimizzazione delle strategie di marketing associate alla politica. Questo \u00e8 il caso di alcuni partiti di destra, di sinistra e di centro. Ma lo \u00e8 diventato anche per i \u201csovranismi\u201d <i>in auge<\/i>, intenti a rielaborare alla loro maniera, le nozioni che riguardano la \u00abSovranit\u00e0\u00bb.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scorgiamo in alcuni di loro, un rimescololamento del significato, sulla falsa riga di uno slogan pubblicitario. Trattasi di una riformulazione del messaggio politico dei partiti classici che individuiamo altrettanto nei movimenti sovranisti, quasi giunta al termine, quale fosse un modello di autovettura, un prodotto commerciale. Spesso la \u00abSovranit\u00e0\u00bb \u00e8 ridotta al rango di una semplice rivendicazione sommaria sulla falsa riga di un \u201cidentitarismo\u201d sciovinistico, guardandosi bene dal parlare dell\u2019identit\u00e0 di un popolo alla merc\u00e9 anch\u2019essa della logica del profitto e delle leggi di mercato che attanagliano l\u2019economia e la vita reale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una comunicazione politica da \u201ccopia e incolla\u201d dei movimenti populisti, pur non essendo la stessa cosa, suggerita da consiglieri della partiticizzazione del sistema politico, privi di qualsivoglia volont\u00e0 analitica. Diciamo pure che adottare un metro di giudizio, sistematico e per nulla empirico sulla questione, non \u00e8 di aiuto: tanto meno se \u00e8 per nulla empirico, nel senso metapolitico e filosofico del termine, che per costoro risulta essere un disastro se non di impiccio. Quindi, il populismo viene visto solo come un antagonista che sottrae le rendite ed i privilegi del professionalissimo della politica. Un pericolo pubblico per comodit\u00e0 e interesse, che viene trattato secondo la logica del \u201cpoliticamente corretto\u201d. Vale a dire, la stessa dell\u2019opinionismo mass-mediatico che impera un po\u2019 ovunque, difendendo l\u2019esigenza di una maggiore \u00abSovranit\u00e0\u00bb, intesa nel modo in cui si propone un argomento del facile consenso, escludendone a priori la sostanza.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, permane la convinzione di riuscire a catalogare e circoscrivere il populismo, facendo passare chi \u00e8 alla guida dei movimenti ma, anche i loro iscritti e simpatizzanti, alla stregua di \u201cincapaci\u201d, razzisti, criptofascisti e di essere formati da un nugolo di ignoranti cultori del ventennio, quando nulla c\u2019entrano con questo tipo di intendere la politica. Tant\u2019\u00e8 che basterebbe chiedere a questi \u201cillustri\u201d esperti di politica, cosa pensino del populismo, spesso erroneamente identificato come un fenomeno recente, quando in realt\u00e0 \u00e8 riscontrabile molto prima delle rivolte contadine e urbane del Medioevo!<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dar man forte a queste tesi strampalate, troviamo i cerimonieri dell\u2019informazione che si arrabattano per non far sapere che esistono varie forme di populismo. Le quali, veicolano un messaggio politico a seconda dei luoghi in cui sorgono, secondo la struttura della societ\u00e0 e del malcontento delle popolazioni, pur avendo un unico comun divisore. In questa antologia, appare pi\u00f9 che nitido e trasparente. Il discorso verte sulla comunit\u00e0 di appartenenza e di destino, del popolo come forma omogenea, \u00abuna collettivit\u00e0 in tutto e per tutto superiore agli individui che la compongono\u00bb che nulla ha a che fare con il sistema degli scambi politico-elettorali.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella visione populista, ognuno pu\u00f2 \u00abconferire un senso pienamente soddisfacente alle proprie azioni e sentirsi realizzati\u00bb, senza alcun tipo di mediazione. Possiamo aggiungere che tutto questo, rientra nell\u2019attribuire all\u2019individualismo e all\u2019utilitarismo, alla base delle societ\u00e0 occidentali, una accezione negativa se non deleteria. Come scrive giustamente Tarchi, citando Paul Taggart, la \u201cmentalit\u00e0 populista\u201d \u00abtrova nella democrazia un fertile terreno di crescita\u00bb e, dove la rappresentativit\u00e0 detta le sue condizioni, il \u00abpopulismo<i> <\/i>\u00e8 onnipresente come potenziale movimento o come sistema di idee adatto a essere propugnato dai movimenti politici\u00bb. Quindi, la formula che recita uno scontro tra \u00e9lite e popolo, quelli in basso contro quelli in alto, \u00e8 in buona parte veritiera ma non esaustiva.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altre parole, prendendo in prestito gli assunti di Guy Hermet a proposito del nazionalismo boulangista \u2013 sec. XIX; dal nome del generale Boulanger-, pensiamo che non sbagli affatto quando asserisce che pur avendo avuto una \u00abtonalit\u00e0 autoritaria e militarista\u00bb, eredit\u00e0 de l\u2019Ecole Sp\u00e9ciale Militaire de Saint-Cyr e del servizio militare in Algeria, Italia, Cocincina e della guerra franco-prussiana \u2013 19 luglio 1870-10 maggio 1871- , \u00abquell\u2019orientamento va di pari passo con un progetto democratico eterodosso, che non verr\u00e0 mai meno nelle correnti, tutto sommato pi\u00f9 orientate alla logica del <i>rassemblement<\/i> che autenticamente populiste, che gli succederanno in Francia e altrove\u00bb. Un esempio su tutti \u00e8 il gollismo delle origini ma anche le successive battaglie contro la democrazia parlamentare e della rappresentativit\u00e0 in Francia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il populismo \u00e8 un fenomeno di vasta portata, da Oriente ad Occidente, dal People\u2019s Party ai <i>narodniky<\/i> russi della met\u00e0 del XIX secolo, riscontrabile anche in Sud-America, nella Penisola scandinava, passando nel corso dei secoli persino dalle isole oceaniche e del Pacifico. Ma non solo\u2026 La matrice che unisce, come abbiamo detto e con tutte le doverose distinzioni del caso, \u00e8 \u00abl\u2019appello al popolo\u00bb sotto forma di ribellione alle ingiustizie, presente nei regimi di tipo totalitario monarchico, repubblicano, democratico, in quelli della postmodernit\u00e0, della social-democrazia e della liberal-democrazia.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, prendono in prestito \u00able tematiche ideologiche della destra -nazionalismo- e della sinistra -socialismo- nel contesto di un <i>opportunismo pragmatico<\/i> che mira a calmierare le diverse proteste senza preoccuparsi della coerenza\u00bb? Diciamo che quando non si fa, della dicotomia destra\/sinistra un dogma, emergono le personalit\u00e0 del populismo e le sue argomentazioni molto vicine alla democrazia diretta, di stampo socialista -l\u2019impronta di sinistra e quella progressista sono tutt\u2019altra cosa- e della democrazia radicale, parecchio lontane dall\u2019idea liberale di democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quello che riguarda l\u2019Europa, \u00e8 possibile collocare l\u2019emergere del \u00abnuovo populismo\u00bb dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica, nel 1991. La sinistra non \u00e8 stata pi\u00f9 in grado, ma questa non \u00e8 una novit\u00e0, di porre una critica serrata all\u2019economia di mercato e al capitalismo. La teoria di Dominique Reyni\u00e9, \u00e8 improntata sul pensare che \u00abi partiti populisti europei occupano oggi il posto lasciato dai partiti comunisti e da tutte le varianti di una sinistra anticapitalista\u00bb, senza tener presente di un piccolo particolare. Le peculiarit\u00e0 della critica al capitalismo, non sono una prerogativa della sinistra, anzi. Il voler dare a tutti i costi una connotazione specifica, qualunque essa sia, risulta essere un esercizio miope e tendenzioso.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Basti pensare alle elaborazioni di Silvio Gesell, fondatore della Freiwirtschaft, anarchico dell\u2019\u00abeconomia libera\u00bb che ide\u00f2 una moneta svincolata dal controllo degli stati e dei governi; la Rivoluzione Conservatrice Tedesca che critic\u00f2 aspramente il progresso e il capitalismo; il filosofo, sociologo ed economista Othmar Spann, prodigo nel porre all\u2019attenzione i problemi derivanti dall\u2019ordinamento monetario e del capitalismo; il poeta Ezra Pound, contro l\u2019usura; Aleksandr Sol\u017eenicyn che mise in guardia sul pericolo delle moderne tirannie, l\u2019utilitarismo e la contiguit\u00e0 tra capitalismo e comunismo; l\u2019italiano Giovanni Papini che nel suo \u201cIl libro nero \u2013 Nuovo diario di Gog\u201d, intu\u00ec le sorti del destino dell\u2019uomo, delle sventure causate dalla societ\u00e0 capitalistica; Alain de Benoist, spesso ritenuto essere di destra dagli ambienti di sinistra e dagli <i>sciusci\u00e0<\/i> impregnati con il potere di turno, pur non occupandosi di politica, da sempre indaffarato nell\u2019osservare le storture della mondializzazione, della globalizzazione, del liberal-progressismo, dal capitalismo de <i>l\u2019homo oeconomicus<\/i> di Adam Smith, etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <i>vox populi<\/i> invocata dal populismo, cos\u00ec come l\u2019ha descritta Margaret Canovan fa \u00abappello, al di l\u00e0 delle ossificate istituzioni, al popolo vivo\u00bb. Rivolgendosi, direttamente a quel tipo di istituzionalizzazione che ha invaso persino la giustizia e il diritto, la logica moderna del \u00abdover-essere\u00bb raccontataci da Max Weber, dove l\u2019equit\u00e0 fra le cose e gli uomini, risulta essere un requisito ad appannaggio di un iper-permissivismo e di un ultra moralismo esasperati. Ad essere presa di mira \u00e8 quella \u00abformalit\u00e0 legale\u00bb che sbarra la strada al senso di giustizia e della legalit\u00e0, diventati \u00abuna lettera morta\u00bb.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma discorrendo su come debba essere la democrazia, \u00e8 proprio M. Canovan a commettere un errore di valutazione. Quando scrive che \u00abnecessita di un sistema di istituzioni amministrative e coercitive\u00bb, dimostra di avere lasciato indietro qualche nozione sulla mentalit\u00e0 populista. La quale, reclama l\u2019esatto contrario: il trionfo della democrazia partecipativa. Questo lo si evince in un passaggio del capitolo intitolato \u201cIl populismo come l\u2019ombra della democrazia\u201d, in cui afferma una cosa inesatta a proposito dei democratici radicali. Che a suo dire \u00abhanno spesso rilevato l\u2019abisso esistente fra Stato e popolo -perch\u00e9, non \u00e8 una verit\u00e0 ineluttabile? -, ma hanno pensato che avrebbe potuto essere colmato rendendo le istituzioni statali pi\u00f9 partecipative: questa \u00e8 tuttavia un\u2019illusione\u00bb. Pensate un po\u2019, cosa arriva a scrivere un\u2019insegnante di Storia del pensiero politico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo invece d\u2019accordo, sulle disamini interessanti della \u201cnormalizzazione\u201d dei partiti e\/o movimenti populisti, quando si trovano ad essere al governo e non pi\u00f9 all\u2019opposizione. Il caso del Movimento 5 Stelle e l\u2019avvicinamento agli ex nemici giurati del PD, formando persino un governo assieme e presentandosi alle Elezioni Regionali in Umbria, lo dimostra ampiamente. La poca accortezza e il non saper tenere conto delle contromisure adottate dai \u00abpartiti politici, dopo lo shock iniziale\u00bb, pronti a raddrizzare la loro politica con la conseguente perdita di una grande fetta dell\u2019elettorato populista, \u00e8 una certezza indiscutibile. Come ha fatto notare M.Canovan, quando \u00abi populisti riescono a provocare un cambiamento nella struttura partitica\u00bb, vedasi l\u2019asse Lega-M5S, \u00abessi abbandonano la loro caratteristica originaria\u00bb, facendosi attraversare dalla macchina statale e dalla poca dimestichezza con l\u2019apparato normativo. Facendosi assorbire, \u00abdiventando comuni politici di professione\u00bb e tradendo inevitabilmente, i propositi iniziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u00e8 un argomento su cui torneremo presto, occupandoci anche in maniera pi\u00f9 approfondita dei sovranismi. In conclusione, senza togliervi il piacere di scoprire le innumerevoli trattazioni di \u201cAnatomia del Populismo\u201d, consigliamo di soffermarsi attentamente sull\u2019ottima disamina di Flavio Capponi, \u201cPopulismo, leadership e carisma\u201d, a pagina 259. Una delle relazioni pi\u00f9 interessanti sul \u00abfondamento principale della leadership populista (e del suo potere) nel carisma\u00bb, pubblicata negli ultimi anni.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad essere analizzati minuziosamente sono i concetti di carisma, autorit\u00e0 e leadership. Per ci\u00f2 che riguarda il populismo, scrive Capponi, \u00abnon si riferisce al capo solo come incarnazione dell\u2019autorit\u00e0\u00bb come molti pensano ma bens\u00ec a \u00abcolui che esprime attraverso la sua persona i valori di cui il \u201cpopolo\u201d \u00e8 portatore\u00bb, con il rischio di \u00abincorrere nell\u2019errore di mostrarsi fatto di un\u2019altra pasta all\u2019uomo comune\u00bb. L\u2019arringa di Grillo alla festa dei dieci anni del Movimento 5 Stelle, pu\u00f2 dire molto. La consacrazione dell\u2019alleanza con il PD, ricorderete il suo \u201cBasta piagnistei, siamo cambiati\u201d, in sostanza dando dei \u201cretrogradi\u201d ai presenti e provando a mettere in secondo piano la vecchia insofferenza per la partitocrazia, si \u00e8 dimostrata essere una mossa sbagliata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Flavio Capponi \u00e8 Riuscito perfettamente ad illustrare il panorama italiano, realizzando una ricognizione dettagliata anche dei \u201cpartiti carismatici\u201d, dei \u201cpartiti azienda\u201d come quello di Berlusconi, in cui spiccano la \u00abprofessionalizzazione delle competenze\u00bb nonch\u00e9 \u00abla razionalit\u00e0 rispetto allo scopo\u00bb, per giungere infine ad una conclusione ineluttabile: \u00e8 bene non creare \u00abuna connessione tra leadership populista e l\u2019autorit\u00e0 carismatica\u00bb. Insomma, ancora una volta riecheggia l\u2019errore che fanno molti nel giudicare il populismo, associandolo al carisma, \u00abdue fenomeni che, tanto sul piano analitico quanto su quello empirico, vanno tenuti distinti\u00bb. La motivazione \u00e8 semplice: nei partiti populisti, \u00abprevale il contatto diretto tra leader e seguaci\u00bb.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un dato di fatto che riguarda non solo il populismo politico ma tutta le sue raffigurazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una \u201cAnatomia del Populismo\u201d come non l\u2019avete mai letta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>*<i>Antologia del Populismo \u00a0<\/i>di\u00a0<\/b><b>Marco Tarchi\u00a0<\/b><b>(Diana Edizioni, Collana Matrici, 19\/09\/2019 \u2013\u00a0<\/b><b>Ppgg. 368, euro 19)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/86018-politica-anatomia-del-populismo-a-cura-di-m-tarchi-uno-studio-oltre-le-demonizzazioni\/\">https:\/\/www.barbadillo.it\/86018-politica-anatomia-del-populismo-a-cura-di-m-tarchi-uno-studio-oltre-le-demonizzazioni\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BARBADILLO (Francesco Marotta) Pubblicato il 15 Novembre 2019 da Francesco Marotta Categorie : Cultura Politica Anatomia del populismo, curato per Diana da Marco Tarchi La scena politica mondiale \u00e8 alle prese con un rompicapo inestricabile. 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