{"id":54213,"date":"2019-11-29T00:33:32","date_gmt":"2019-11-28T23:33:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54213"},"modified":"2019-11-28T22:58:33","modified_gmt":"2019-11-28T21:58:33","slug":"i-calcoli-di-unitalia-diseguale-i-dati-report-openpolis-e-lautonomia-differenziata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54213","title":{"rendered":"I calcoli di un\u2019Italia diseguale: i dati Report\/Openpolis e l\u2019autonomia differenziata"},"content":{"rendered":"<p>di REDAZIONE ROARS<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 4 novembre 2019 alla Camera dei Deputati \u00e8 stato\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/588982\/presentazione-de-dossier-di-openpolis-in-collaborazione-con-rai-report-il-calcolo\/stampa-e-regime\">presentato<\/a>\u00a0<\/strong>un dossier dal titolo\u00a0<strong>\u201cIl calcolo diseguale\u201d,<\/strong>\u00a0frutto di una collaborazione della redazione di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.report.rai.it\/\"><strong>Rai \u2013 Report<\/strong><\/a>\u00a0con la\u00a0<a href=\"https:\/\/www.openpolis.it\/fondazione\/\"><strong>fondazione Openpolis<\/strong><\/a>. Il dossier \u00e8 stato protagonista dell\u2019inchiesta dal titolo \u201c<em>Divorzio all\u2019Italiana<\/em>\u201d, trasmessa quella sera dalla trasmissione Report, visionabile<strong>\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rai.it\/programmi\/report\/inchieste\/Divorzio-allitaliana-a60da895-0b99-47ac-b500-75ba698a6301.html\">qui<\/a><\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-71253 size-full td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/foto-1.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dossier fa luce sugli effetti del\u00a0<strong>federalismo fiscale<\/strong>, entrato in Costituzione nel 2001 a seguito della riforma del Titolo V, e attuato dalla l. 42\/2009 (anche detta: \u201clegge Calderoli\u201d)\u00a0<strong>per i comuni. <\/strong><strong>A quasi 20 anni da quella riforma e in una fase politica in cui l\u2019azzardo dell\u2019autonomia differenziata \u00e8 protagonista del dibattito politico<\/strong>, l\u2019analisi mette a nudo con grande efficacia\u00a0<strong>le storture del<\/strong>\u00a0<strong>meccanismo di distribuzione delle risorse<\/strong> che lo Stato eroga ai comuni. Tecnicamente assai complesso, tale meccanismo ha determinato l\u2019effetto di\u00a0<strong>cristallizzare le differenze preesistenti<\/strong>\u00a0non solo tra Nord e Sud del Paese, ma anche tra aree depresse ed aree pi\u00f9 avanzate nell\u2019ambito del Centro-Nord.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le modalit\u00e0 attraverso le quali lo Stato distribuisce ogni anno alle sue articolazioni circa 30 miliardi di risorse erariali riguarda la <strong>vita quotidiana<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>51 milioni di persone<\/strong>, residenti in\u00a0<strong>6700 comuni<\/strong>\u00a0delle\u00a0<strong>15 regioni<\/strong> a statuto ordinario [1]. Queste risorse significano\u00a0<strong>funzioni fondamentali. Esse danno contenuto concreto a diritti costituzionali del cittadino<\/strong>:\u00a0<strong>istruzione<\/strong>, servizi sociali, trasporto pubblico locale, asili nido, polizia locale, rifiuti<strong>. <\/strong>Tra le sue novit\u00e0, la riforma del titolo V della Costituzione nel 2001 prevedeva l\u2019adozione di\u00a0<strong>misure<\/strong>\u00a0per\u00a0<strong>ridurre la disparit\u00e0 tra i comuni<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) la definizione da parte dello Stato dei\u00a0<strong>Livelli Essenziali di Prestazione<\/strong>\u00a0(LEP), ossia un livello essenziale \u2013 non minimo \u2013 di prestazioni sociali e civili garantite a tutti (art. 117), una sorta di \u201cgettone di garanzia del patto fra Stato e cittadino\u201d idoneo, se non a risolvere di per s\u00e9 le diseguaglianze esistenti nel Paese, a istituire le condizioni perch\u00e9 a partire da quel gettone essenziale si potesse pi\u00f9 nitidamente comprendere la posizione assunta dallo Stato rispetto al dovere costituzionale di rimuovere le diseguaglianze (art. 3 Cost.) [2];<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) la creazione di un\u00a0<strong>fondo perequativo<\/strong>,\u00a0da distribuire ai comuni in base a determinati criteri di equit\u00e0: risorse destinate ai territori pi\u00f9 svantaggiati, che non sono in grado di svolgere le proprie funzioni fondamentali ai livelli di prestazione definiti dai LEP (art. 119).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In mancanza di definizione dei livelli essenziali da parte dello Stato \u2013 a partire dai quali indirizzare il fondo perequativo ai territori pi\u00f9 svantaggiati \u2013 il meccanismo disegnato dal federalismo ha previsto la definizione dei\u00a0<strong>fabbisogni standard per ogni comune<\/strong>\u00a0\u2013 ovvero fabbisogni finanziari per garantire le funzioni fondamentali \u2013 da confrontare con le relative\u00a0<strong>capacit\u00e0 fiscali<\/strong>\u00a0\u2013 ovvero stime delle risorse del gettito fiscale del proprio territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fondo di solidariet\u00e0 comunale entra in gioco per colmare la differenza tra fabbisogno e capacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tuttavia, la perequazione delle risorse ad oggi copre solo il 22.5% di tale differenza\u00a0<\/strong>[3]<strong>.<\/strong>\u00a0Inoltre, confrontando il totale dei fabbisogni dei comuni con il totale delle capacit\u00e0 fiscali, appare evidente che i primi non possono essere interamente finanziati dai secondi (mancano all\u2019appello circa 8 miliardi di euro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La determinazione dei fabbisogni standard\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/opendata.sose.it\/fabbisognistandard\/\">\u00e8 stata affidata alla Sose<\/a><\/strong>, una societ\u00e0 pubblica partecipata da MEF e Banca d\u2019Italia, mediante calcoli accessibili solo agli iniziati, certamente assai poco trasparenti per il dibattito pubblico, tanto che lo stesso Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione parlamentare per l\u2019attuazione del federalismo fiscale, nel 2015\u00a0 non esitava ad affermare in commissione bicamerale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>se il federalismo aveva l\u2019obiettivo di rendere trasparenti e chiari i meccanismi di distribuzione delle risorse, oggettivamente credo che questa missione non sia stata compiuta. Si fa decisamente fatica, anche per il circolo esoterico degli addetti ai lavori, a ricostruire i passaggi<\/em>.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo circa 10 anni di gioco delle parti tra tecnici e politici, con meccanismi \u201cesoterici\u201d e incomprensibili di ripartizione delle risorse, quali sono stati gli effetti sul funzionamento dello Stato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riportiamo solo due delle efficacissime mappe del dossier, che mostrano come nel corso degli anni si sia progressivamente cristallizzato il divario tra territori: le risorse, di fatto, sono andate a quei comuni gi\u00e0 capaci di attivare determinati servizi [4]; mentre quei territori che non lo avevano fatto perch\u00e9 verosimilmente non erano in grado di mobilitare risorse per farlo, non hanno ottenuto alcuna risorsa aggiuntiva per attivarne di nuovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il principio sarebbe piaciuto a un\u00a0<strong>Robin Hood impazzito<\/strong>:\u00a0<strong>tanto hai speso, tanto ti sar\u00e0 dato, assumendo che, se un comune non ha attivato un servizio, evidentemente esso non ha interesse a offrire quel servizio. <\/strong>Un altro modo per dirlo evocherebbe Pascoli: piove sul bagnato. Non per\u00f2 lacrime e sangue, ma risorse su risorse gi\u00e0 resesi disponibili. Quanto scolpire l\u2019effetto San Matteo in Costituzione, facendosi beffe di quella parte del terzo articolo della Carta fondamentale illustrando il quale Aldo Moro ebbe a commentare solennemente in Assemblea costituente:<\/p>\n<blockquote><p><em>Si tratta di realizzare in fatto, il pi\u00f9 possibile, l\u2019eguale dignit\u00e0 di tutti gli uomini.<\/em><\/p>\n<p><em>Il senso di questo articolo \u00e8 precisamente questo. Non accontentiamoci di parole, di dichiarazioni astratte, facciamo in modo, attraverso la nostra legislazione sociale, che, il pi\u00f9 possibile, siano in fatto eguali le condizioni e le possibilit\u00e0 di vita di tutti i cittadini.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella mappa azzurra, \u00e8 mostrato il fabbisogno standard (procapite comunale, nelle zone pi\u00f9 scure, maggiore concentrazione di risorse):<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-71259 size-full td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-azzurra.jpg?resize=519%2C449&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 519px) 100vw, 519px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-azzurra.jpg?w=519&amp;ssl=1 519w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-azzurra.jpg?resize=300%2C260&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-azzurra.jpg?resize=485%2C420&amp;ssl=1 485w\" alt=\"\" width=\"519\" height=\"449\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da essa risulta evidente come, basando il calcolo del fabbisogno sulla spesa storica, ai comuni con spese nulle o limitate \u00e8 automaticamente riconosciuto un fabbisogno basso, generando di fatto il\u00a0<strong>paradosso di San Matteo<\/strong>. <strong>\u00c8 interessante notare che non solo la maggior parte dei comuni del sud risulta svantaggiata da questa ripartizione delle risorse, ma anche i piccoli comuni del nord. <\/strong>Tra le varie funzioni finanziate, quella per le spese sociali d\u00e0 conto in modo molto chiaro della diversificazione ( nelle zone pi\u00f9 scure, maggiore fabbisogno assegnato):<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-71256 size-full td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-verde.jpg?resize=601%2C540&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 601px) 100vw, 601px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-verde.jpg?w=601&amp;ssl=1 601w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-verde.jpg?resize=300%2C270&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-verde.jpg?resize=467%2C420&amp;ssl=1 467w\" alt=\"\" width=\"601\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I livelli di spesa sono pi\u00f9 alti nel centro e nel nord Italia\u00a0rispetto al sud, ovvero laddove esistono territori che in partenza offrono pi\u00f9 servizi, e che quindi continueranno a finanziarli per mantenerli attivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa distribuzione va letta congiuntamente alla mappa che mostra i territori (solo regioni a statuto ordinario, mappa bianco-viola: zone scure, maggiore disagio economico) nei quali si registra la maggiore incidenza di famiglie con disagio economico (elaborazione su dati Istat, 2011), rendendo evidente che l\u2019effetto della distribuzione \u00e8, in sintesi, quello in base al quale:\u00a0<strong>pi\u00f9 c\u2019\u00e8 spesa sociale, pi\u00f9 basso \u00e8 l\u2019indicatore di povert\u00e0 e maggiori sono i fondi per continuare ad attivare servizi sociali<\/strong>; viceversa,\u00a0<strong>minore spesa sociale corrisponde a maggiore disagio e a minori fondi per affrontarlo.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-71255 size-full td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-disagio-economico.jpg?resize=632%2C491&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 632px) 100vw, 632px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-disagio-economico.jpg?w=632&amp;ssl=1 632w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-disagio-economico.jpg?resize=300%2C233&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-disagio-economico.jpg?resize=541%2C420&amp;ssl=1 541w\" alt=\"\" width=\"632\" height=\"491\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa mappa\u00a0 trova una assai puntuale descrizione nei dati rivelati nel\u00a0<strong><a href=\"http:\/\/lnx.svimez.info\/svimez\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/rapporto_svimez_2019_sintesi.pdf\">Rapporto SVIMEZ 2019 sull\u2019Economia e la Societ\u00e0 del Mezzogiorno<\/a><\/strong>, recentemente pubblicato e di cui si consiglia la lettura. In questo consiste la\u00a0<strong>cristallizzazione delle disuguaglianze,<\/strong>\u00a0che nel nostro paese continua ad essere\u00a0<strong>dolosamente e lucidamente alimentata<\/strong>, complice l\u2019incapacit\u00e0 o la mancanza di volont\u00e0 politica di dare rilevanza pubblica, con apertura di un dibattito consapevole e chiaro, ad un tema che tocca la vita quotidiana di ogni cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un ultimo sviluppo di questo dibattito si \u00e8 tenuto a Napoli il 9 novembre 2019 sul tema\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/589718\/autonomia-regionale-e-giustizia-sociale\">Autonomia regionale e giustizia sociale<\/a><\/strong>. Il dossier completo Report Openpolis \u00e8 invece scaricabile\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/s3.eu-central-1.amazonaws.com\/minidossier.openpolis.it\/comuni\/federalismo+fiscale\/Report_Il_calcolo_disuguale.pdf\">qui. <\/a><\/strong>In tale contesto, con\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/ecco-le-carte-segrete-sullautonomia-differenziata-come-veneto-lombardia-ed-emilia-romagna-si-preparano-a-frantumare-il-paese\/\">Veneto Lombardia ed Emilia Romagna<\/a><\/strong>\u00a0che\u00a0<strong>pretendono \u201culteriori forme di autonomia\u201d,<\/strong>\u00a0invocando quello stesso Titolo V della Costituzione riformata nel 2001 (l\u2019art. 116 comma terzo) \u00a0da cui originano le contraddizioni appena evidenziate, \u00e8 pi\u00f9 che mai\u00a0<strong>urgente esigere dalla politica una corretta distribuzione delle risorse, una ridefinizione dei fabbisogni e \u00a0un investimento in \u00a0infrastrutture nei territori pi\u00f9 deprivati.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Soprattutto visto\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/editoriali\/11_ottobre_24\/giavazzi-alesina-dieci-proposte-per-una-scossa-italia_4ad8df9e-fe0a-11e0-bb8b-fd7e32debc75.shtml\">il ri-affacciarsi<\/a><\/strong>\u00a0di irricevibili proposte avanzate da un\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/alesina-e-giavazzi-sbagliano-stato-e-innovazione-sono-come-marito-e-moglie\/\">certo tipo di pensiero economico-politico<\/a><\/strong> \u00a0(Alesina e Giavazzi, Corriere della Sera, 11 settembre e 19 Ottobre 2019), che per fortuna almeno il lettore di questo sito dovrebbe avere imparato a conoscere, avendo da tempo ROARS dedicato a questo pensiero unico un apposita e seguitissima <strong><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/category\/giavazzate\/\">rubrica<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-71264 size-full td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?resize=1068%2C308&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 1068px) 100vw, 1068px\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?w=1544&amp;ssl=1 1544w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?resize=300%2C86&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?resize=768%2C221&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?resize=1024%2C295&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?resize=696%2C201&amp;ssl=1 696w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?resize=1068%2C308&amp;ssl=1 1068w, https:\/\/i2.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi1.jpg?resize=1457%2C420&amp;ssl=1 1457w\" alt=\"\" width=\"1068\" height=\"308\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-71265 size-full td-animation-stack-type0-2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?resize=1068%2C477&amp;ssl=1\" sizes=\"(max-width: 1068px) 100vw, 1068px\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?w=1586&amp;ssl=1 1586w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?resize=300%2C134&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?resize=768%2C343&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?resize=1024%2C457&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?resize=696%2C311&amp;ssl=1 696w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?resize=1068%2C477&amp;ssl=1 1068w, https:\/\/i0.wp.com\/www.roars.it\/online\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/AlesinaGiavazzi2.jpg?resize=941%2C420&amp;ssl=1 941w\" alt=\"\" width=\"1068\" height=\"477\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i due economisti bocconiani,\u00a0<strong>la riduzione del divario Nord-Sud sarebbe<\/strong>\u00a0infatti\u00a0<strong>possibile<\/strong>\u00a0non intervenendo per colmare il gap infrastrutturale, sociale, di servizi e risorse per gli Enti Locali, ma\u00a0<strong>riducendo i salari ai cittadini meridionali (sia nel pubblico che nel privato) i quali, vivendo in territori meno produttivi, non dovrebbero guadagnare come i settentrionali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proposte profondamente connesse al progetto di regionalizzazione, oltre che rivelatrici del quadro politico-economico attraverso il quale leggere le rivendicazioni autonomiste di Zaia, Fontana e Bonaccini: quello di un paese ove ciascun territorio \u2013 Nord o Sud, centro o periferia \u2013 \u00a0\u00e8 abbandonato al proprio destino, in uno scenario di affanno economico da \u201csi salvi chi pu\u00f2\u201d, che finisce per riguardare tutti (<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/patriaecostituzionelombardia\/videos\/643252136188450\/\">A. Giannola, 7 Giugno 2019, Milano<\/a><\/strong>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo, il ministro Boccia\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/nuovavenezia.gelocal.it\/regione\/2019\/11\/04\/news\/boccia-pronta-a-meta-mese-la-rivoluzione-dell-autonomia-1.37833746\">ha previsto di approvare entro fine mese<\/a><\/strong>\u00a0 una\u00a0<strong>legge quadro<\/strong>\u00a0di attuazione dell\u2019articolo 116 e sta ultimando le\u00a0<strong>nomine di esperti<\/strong>\u00a0giuristi, costituzionalisti ed economisti di una\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/veneto\/politica\/19_ottobre_31\/bertolissi-autonomia-torno-lottare-le-istanze-veneto-257a964c-fbc8-11e9-87fe-e409b5bb18d4.shtml\">consulta<\/a><\/strong>\u00a0che lo affiancher\u00e0 nella valutazione dei progetti avanzati dalle varie regioni. Ha inoltre pi\u00f9 volte dichiarato\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.askanews.it\/cronaca\/2019\/10\/23\/autonomia-boccia-commissario-di-governo-per-definizione-dei-lep-pn_20191023_00094\/\">prioritaria la necessit\u00e0 di definire<\/a><\/strong>\u00a0i\u00a0<strong>Livelli Essenziali di Prestazione<\/strong>, a distanza di quasi 20 anni dalla loro introduzione finora rimasta lettera morta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte misure che sembrano evidenziare un cambiamento di rotta rispetto al Governo \u201cConte 1\u201d e la condotta del Ministro Stefani, ma che finora non sembrano essersi tradotte in un radicale cambio di passo politico. Oltre alla messa a punto di tutti i possibili argini di tipo tecnico-normativo alle eventuali derive di autonomia differenziata, sarebbe necessaria, a nostro avviso, una netta\u00a0<strong>assunzione di responsabilit\u00e0 politica<\/strong>\u00a0in ordine alla chiara esplicitazione di cosa \u00e8 regionalizzabile e di cosa non lo \u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui non si tratta di particolari funzioni amministrative: le bozze trafugate e\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/ecco-le-carte-segrete-sullautonomia-differenziata-come-veneto-lombardia-ed-emilia-romagna-si-preparano-a-frantumare-il-paese\/\">pubblicate da ROARS lo scorso febbraio, mentre l\u2019Italia e il dibattito politico apparivano assorbiti soprattutto dalla paura migratoria<\/a><\/strong>, mostrano ben altro. E lo riconfermano anche le bozze venete consegnate allo stesso Boccia nel settembre scorso e da noi rese pubbliche\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/il-progetto-di-autonomia-differenziata-del-veneto-il-documento-integrale-del-23-settembre-2019\/\">qui. <\/a><\/strong>Scuola, Universit\u00e0 e Ricerca, Sanit\u00e0, Beni Culturali, Infrastrutture e Ambiente non sono e non devono diventare materie regionalizzabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>fonte: <a href=\"https:\/\/www.roars.it\/\">Roars<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] Vedi intervento Dr. Smaldore, consulente Openpolis, al video:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/588982\/presentazione-de-dossier-di-openpolis-in-collaborazione-con-rai-report-il-calcolo\/stampa-e-regime\">https:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/588982\/presentazione-de-dossier-di-openpolis-in-collaborazione-con-rai-report-il-calcolo\/stampa-e-regime<\/a><\/p>\n<p>[2] M. Villone, \u201cRisposte non all\u2019altezza, autonomia rischio intatto\u201d, Il Manifesto, 5 Novembre 2019.<\/p>\n<p>[3] M. Esposito in <em>Zero al Sud<\/em>, Rubbettino Editore, 2018.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.roars.it\/online\/i-calcoli-di-unitalia-diseguale-i-dati-report-openpolis-e-lautonomia-differenziata\/?fbclid=IwAR33wMVCtrfKUmvb4V9U1rMvsROZ6eNCNynxqGQnZOCtFgLyI6Su4t_Zi5Y#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><\/a>[4] \u00c8 ormai noto a livello nazionale lo scandalo rappresentato dall\u2019attribuzione di un fabbisogno zero per gli asili nidi in tanti comuni del sud Italia, meritoriamentedistri denunciato da M. Esposito nel libro su menzionato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di REDAZIONE ROARS Il 4 novembre 2019 alla Camera dei Deputati \u00e8 stato\u00a0presentato\u00a0un dossier dal titolo\u00a0\u201cIl calcolo diseguale\u201d,\u00a0frutto di una collaborazione della redazione di\u00a0Rai \u2013 Report\u00a0con la\u00a0fondazione Openpolis. Il dossier \u00e8 stato protagonista dell\u2019inchiesta dal titolo \u201cDivorzio all\u2019Italiana\u201d, trasmessa quella sera dalla trasmissione Report, visionabile\u00a0qui. Il dossier fa luce sugli effetti del\u00a0federalismo fiscale, entrato in Costituzione nel 2001 a seguito della riforma del Titolo V, e attuato dalla l. 42\/2009 (anche detta: \u201clegge Calderoli\u201d)\u00a0per i&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":54570,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[14,6],"tags":[6537,6534,6536,6535,5892],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/italia-divisa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-e6p","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54213"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54213"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54213\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54571,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54213\/revisions\/54571"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/54570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}