{"id":54225,"date":"2019-11-19T00:26:29","date_gmt":"2019-11-18T23:26:29","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54225"},"modified":"2019-11-18T22:34:41","modified_gmt":"2019-11-18T21:34:41","slug":"noi-vogliamo-luguaglianza-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54225","title":{"rendered":"Noi vogliamo l&#8217;uguaglianza (parte II)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di MARINO BADIALE (FSI Genova)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alcune obiezioni<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I figli non sono pacchi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con questo si intendeva sostenere l\u2019idea che i tempi paritari comportino gravi disagi per i figli, costretti a spostarsi continuamente, appunto come pacchi, fra le case dei genitori. Ora, questa obiezione tocca corde profonde nell\u2019animo di un padre separato, e occorre una buona dose di calma per rispondere in maniera serena. Si potrebbe osservare che \u00e8 vero, i figli non sono pacchi. I pacchi non ti dicono \u201cpap\u00e0 mi manchi\u201d, \u201cpap\u00e0 stasera posso stare con te?\u201d, e tu a un pacco non sei costretto a rispondere \u201cno piccina, sai che abbiamo fatto quegli accordi, stasera devi tornare da mamma\u201d. Ogni padre separato ha mille storie di questo tipo da raccontare. Storie di sofferenze, dei figli e dei padri. Ma non si vuole adesso suscitare della facile commozione. Si vuol solo rimarcare concretamente quanto detto sopra: il rapporto fra un padre e i suoi figli (esattamente come quello fra una madre e i suoi figli) \u00e8 un legame profondo, essenziale, che tocca gli aspetti pi\u00f9 fondamentali dell\u2019anima, sia del padre sia dei figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte a un dramma come quello della separazione, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 preservare questi rapporti, proteggerli. Tutto il resto viene dopo. Le questioni di organizzazione della vita pratica vengono dopo. E si pu\u00f2 aggiungere che questi problemi pratici, i problemi di organizzare la vita di un bambino fra due appartamenti, non devono essere cos\u00ec drammatici, visto che in pratica questo \u201cpendolarismo\u201d \u00e8 gi\u00e0 presente, nell\u2019attuale organizzazione delle separazioni. \u00c8 buffo infatti osservare che lo slogan in questione pu\u00f2 nascere solo da una colossale ignoranza della situazione reale delle separazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come ho detto sopra, lo schema normale delle separazioni \u00e8 che i figli trascorrono col padre un weekend ogni due, e almeno un giorno infrasettimanale. Questo vuol dire che i figli, normalmente, vanno avanti e indietro fra le due case almeno una volta alla settimana. Fanno gi\u00e0 i \u201cpacchi\u201d, se vogliamo usare questa espressione, nelle condizioni attuali della grande maggioranza delle separazioni. Se si introducessero i tempi paritari, non cambierebbe nulla, purch\u00e9 ovviamente i genitori si accordino in maniera sensata. Basterebbe infatti, per fare solo un possibile esempio, che i figli trascorressero una settimana con un genitore e una con l\u2019altro, ed ecco che gli spostamenti dei \u201cpacchi\u201d sarebbero ridotti a un cambio di casa alla settimana,\u00a0<em>esattamente quello che gi\u00e0 succede nella maggioranza dei casi<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I tempi paritari non implicano dunque nessun peggioramento nella situazione \u201clogistica\u201d dei figli, purch\u00e9 ovviamente i genitori siano persone di buon senso (ma se non lo sono, i problemi ci sono anche nella situazione attuale). Lo slogan \u201ci figli non sono pacchi\u201d \u00e8 dunque vuota retorica che crolla di fronte a semplicissime considerazioni come quelle appena svolte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>Si vuole tornare al medioevo\/ Si vuole tornare indietro di 50 anni<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Con questo slogan si denunciava un terribile arretramento nei diritti delle donne e in generale nei rapporti familiari, in caso di approvazione del DDL735. Ora, ovviamente il \u201cmedioevo\u201d non c\u2019entra assolutamente nulla: forse che nel medioevo c\u2019era il diritto al divorzio? Con tempi paritari e mantenimento diretto? Il fatto che un certo numero di persone, che immagino abbiano percorso un normale iter scolastico, possano ripetere una simile assurdit\u00e0, pu\u00f2 solo indurre a tristi riflessioni sulla decadenza della scuola italiana. Lo slogan sul \u201ctornare indietro di 50 anni\u201d non \u00e8 cos\u00ec evidentemente assurdo come quello relativo al medioevo. Ma \u00e8, ugualmente, del tutto sbagliato; per la precisione, dice esattamente l\u2019opposto della realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Infatti, come abbiamo spiegato sopra, \u00e8 la situazione attuale delle separazioni che esprime esattamente un modello di famiglia vecchio e superato: cio\u00e8 il modello in cui la donna si occupa in esclusiva dei figli mentre l\u2019uomo mantiene la famiglia col proprio lavoro. Lo schema standard delle separazioni non fa che prolungare questa situazione anche nella separazione e nel divorzio. Chi ha attaccato il DDL735 difendeva lo schema attuale, e quindi appunto difendeva un modello di famiglia tradizionale. Al contrario, i principi fondamentali del DDL 735 (tempi paritari e mantenimento diretto) esprimono un\u2019idea di famiglia in cui vi \u00e8 piena parit\u00e0 fra i genitori: entrambi di occupano paritariamente dei figli ed entrambi si occupano del mantenimento della famiglia. Anche questo slogan si svela quindi, ad una breve analisi, come vuota retorica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>Il DDL735 \u00e8 adultocentrico<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Con questo si voleva dire che il DDL 735 \u00e8 centrato sui diritti degli adulti e trascura quelli dei bambini. Ma non \u00e8 cos\u00ec: abbiamo spiegato sopra che il punto fondamentale della richiesta di tempi paritari e mantenimento diretto \u00e8 il diritto dei figli a mantenere la relazione con entrambi i genitori. Ci\u00f2 significa che gli aspetti fondamentali del DDL erano piuttosto \u201ccentrati sulle relazioni\u201d, cio\u00e8 sulla fondamentale esigenza per i figli di mantenere vitali le relazioni in essere con entrambi i genitori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>Se il padre separato vuole i figli, doveva accudirli durante il matrimonio!<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Stiamo parlando di cose serie e gravi, quindi questo intervento \u00e8 costretto ad essere, anch\u2019esso, piuttosto serio e grave. Per fortuna, grazie a questo slogan, possiamo concederci un breve intervallo di comicit\u00e0. Si tratta infatti di una obiezione la cui illogicit\u00e0, applicata agli altri aspetti di una separazione, porta a conseguenze piuttosto divertenti. L\u2019idea \u00e8 che se \u00e8 la madre ad aver speso la maggior parte del suo tempo con i figli, durante il matrimonio, allora i figli devono restare con lei. Con la stessa logica, se il marito durante il matrimonio si occupava dei lavoretti di casa, allora con la separazione deve portarsi via i rubinetti e le lampadine. Se era il marito ad usare prevalentemente l\u2019automobile per le varie necessit\u00e0 della famiglia, allora dopo la separazione l\u2019ex moglie deve andare a piedi. Se durante il matrimonio la moglie si occupava della cucina, allora, inevitabilmente, al padre separato sar\u00e0 proibito di occuparsi dei figli ma anche di farsi da mangiare.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Si potrebbe continuare, ma \u00e8 meglio chiudere questo intermezzo umoristico, e cercare di mostrare in maniera precisa dove sta l\u2019assurdit\u00e0 dello slogan di cui stiamo discutendo, assurdit\u00e0 che genera le conseguenze umoristiche che abbiamo enunciato. La questione \u00e8 molto semplice, quasi tautologica: quando le persone formano una famiglia c\u2019\u00e8 una certa situazione, quando le persone si separano la situazione cambia completamente, e non ha senso trasportare nella nuova situazione le dinamiche che valevano nella prima.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Quando c\u2019\u00e8 una famiglia, c\u2019\u00e8 una organizzazione della vita che prevede molte cose diverse. Una di queste pu\u00f2 essere che sia la moglie ad occuparsi dei figli, e quindi a passare la maggior parte del tempo con loro. Questo \u00e8 solo uno dei tanti aspetti della vita in comune di una famiglia. Quando la famiglia si rompe, tutte le dinamiche della vita di coppia si rompono. Non vale pi\u00f9 nulla di quanto valeva in precedenza e occorre ricostruire una organizzazione della vita equa per tutti. L\u2019errore logico che stiamo discutendo consiste nel trascegliere, all\u2019interno dell\u2019organizzazione della vita precedente, l\u2019aspetto che fa pi\u00f9 comodo, e pretendere che solo questo aspetto si prolunghi nella vita dopo la separazione. Si tratta ovviamente di un procedimento del tutto arbitrario, e la comicit\u00e0, che abbiamo visto sopra, scatta quando si prendono altri aspetti della vita della famiglia e si chiede di prolungare anch\u2019essi nella vita dopo la separazione.<\/p>\n<p><em>[continua]<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=53724\"><em>Qui<\/em><\/a><em> la prima parte del saggio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARINO BADIALE (FSI Genova) Alcune obiezioni &nbsp; I figli non sono pacchi Con questo si intendeva sostenere l\u2019idea che i tempi paritari comportino gravi disagi per i figli, costretti a spostarsi continuamente, appunto come pacchi, fra le case dei genitori. 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