{"id":54324,"date":"2019-11-22T09:30:20","date_gmt":"2019-11-22T08:30:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54324"},"modified":"2019-11-18T21:05:51","modified_gmt":"2019-11-18T20:05:51","slug":"gilets-gialli-un-anno-dopo-facciamo-ancora-paura-al-governo-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54324","title":{"rendered":"Gilets gialli, un anno dopo: \u201cFacciamo ancora paura al governo francese\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Di<strong> MICROMEGA<\/strong> (Marco Cesario)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A 12 mesi dalla nascita del movimento Priscillia Ludosky, una delle menti che aveva acceso la miccia in quel burrascoso novembre 2018, fa il punto della situazione: \u201cMalgrado la repressione e lo Stato di polizia, le proteste sono ancora vive perch\u00e9 il movimento \u00e8 trasversale e attraversa le fratture della nostra societ\u00e0\u201d. Rifiutato ogni cappello politico \u2013 da Melenchon a Le Pen \u2013 per il futuro pensano a possibili liste civiche e ad una convergenza coi gilet verdi contro l\u2019emergenza climatica: \u201cSolo federando tutte le lotte si riesce ad ottenere qualcosa\u201d.<\/p>\n<p><em>intervista a\u00a0<strong>Priscillia Ludovsky<\/strong>\u00a0di\u00a0<strong>Marco Cesario<\/strong><\/em><\/p>\n<p>\u201cPer la prima volta nella storia contemporanea di Francia il popolo, quello che non riesce ad arrivare a fine mese (e sono milioni di persone) si \u00e8 potuto esprimere attraverso una piattaforma di rivendicazioni senza avere alle spalle n\u00e9 un partito, n\u00e9 un\u2019organizzazione ma creando un movimento trasversale dal punto di vista politico perch\u00e9 attraversa le fratture della nostra societ\u00e0 che sono esse stesse trasversali\u201d. Un anno dopo la nascita del movimento dei Gilets gialli, Priscillia Ludosky, una delle menti che aveva acceso la miccia in quel burrascoso novembre 2018 con una petizione che avrebbe raggiunto il milione di firme in soli dodici giorni, racconta a MicroMega perch\u00e9 il movimento \u00e8 tutt\u2019altro che morto. Arresti, processi, repressione e lavoro d\u2019intelligence: ecco come il governo francese in questi mesi ha cercato di soffocare quello che \u00e8 stato definito come il pi\u00f9 vasto e longevo movimento sociale della storia di Francia. Non riuscendoci completamente, perch\u00e9 dopo un anno i Gilets gialli sono ancora l\u00ec. Di lei \u00e8 stato detto che \u00e8 un agente russo, una spia pagata da potenze straniere per favorire l\u2019ascesa dell\u2019estrema destra in Francia. In realt\u00e0 Priscillia Ludosky incarna la figura di una donna invisa al potere per aver dato il via ad una contestazione epocale e che oggi ha fatto sua anche la lotta per la salvaguardia del clima.<\/p>\n<p><strong>Gilets gialli, un anno dopo. Questo movimento pu\u00f2 fare ancora paura al governo francese?<\/strong><\/p>\n<p>Il governo ha messo e continua a mettere molte energie nella repressione poliziesca e giudiziaria. Vuol dire che il movimento dei Gilets gialli fa ancora paura e disturba il governo che anche attraverso i servizi segue tutti i progetti dei Gilets gialli ed \u00e8 sul campo ogni qual volta si scende in piazza, per carpire informazioni sui nuovi obiettivi, le assemblee, le azioni. Vuol dire che ha ancora ha paura, compreso per questo anniversario dei Gilets gialli, il 17 Novembre. Dopo un anno siamo ancora qui e nessuno se l\u2019aspettava. Per questo anniversario abbiamo inviato al presidente della Repubblica Macron una sorta di memorandum che sintetizza le principali rivendicazioni raccolte sulla piattaforma dei Gilets gialli. \u00c8 importante che ci fosse una data simbolo per rimettere questo documento nelle mani del presidente della repubblica.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 stata la risposta del presidente della Repubblica?<\/strong><\/p>\n<p>Nessuna. Il nostro memorandum \u00e8 rimasto lettera morta. Una risposta che ovviamente ci aspettavamo.<\/p>\n<p><strong>Questo significa che con i Gilets non si pu\u00f2 ancora discutere ed \u00e8 dunque legittima la repressione?<\/strong><\/p>\n<p>La violenza poliziesca che si \u00e8 abbattuta sui Gilets gialli &#8211; che ha generato oltre 4.400 feriti, oltre 10.000 arresti e 2.000 condanne &#8211; \u00e8 stata utilizzata come strumento per soffocare il movimento, per reprimere il dissenso e la libert\u00e0 di pensiero. Non dimentichiamo che quello dei Gilets gialli \u00e8 stato un movimento popolare, partito dal basso. Per la prima volta nella storia contemporanea di Francia, il popolo si \u00e8 potuto esprimere attraverso una piattaforma di rivendicazioni senza avere alle spalle n\u00e9 un partito, n\u00e9 un\u2019associazione, n\u00e9 una qualsivoglia organizzazione ma attraverso l\u2019autorganizzazione. La forte repressione dopo le prime settimane \u00e8 servita a dissuadere le persone dallo scendere in piazza, a spaventare il popolo che si \u00e8 assottigliato negli ultimi mesi nelle strade ma che ha continuato a seguire le azioni attraverso i social o i media cittadini. L\u2019uso della forza poi, e ci sono molti rapporti a dimostrarlo, \u00e8 stato largamente sproporzionato ma noi in banlieue gi\u00e0 lo conoscevamo. In effetti contro i gilets gialli si \u00e8 abbattuta la stessa violenza e ferocia che i ragazzi delle periferie subiscono da anni da parte delle forze di polizia: arresti violenti, uso di lacrimogeni, granate stordenti, di proiettili di gomma che hanno causato migliaia di feriti. C\u2019\u00e8 gente che ha perso un occhio, chi la mano, chi ha subito danni uditivi o trauma cranici. Tutto questo per reprimere il diritto sacrosanto a protestare. E\u2019 cos\u00ec che la Francia ha cessato di essere uno stato di diritto.<\/p>\n<p><strong>Ancora oggi \u00e8 legittimo forse porsi la domanda: chi e cosa rappresentano i Gilets gialli?<\/strong><\/p>\n<p>Rappresentano tutti quei segmenti della societ\u00e0 francese messi in ginocchio dalle scelte politico-economiche di questo governo. Un movimento popolare che include vecchi, giovani, studenti, operai o infermieri che nel tempo ha assorbito via via altre categorie di lavoratori e che non ha alle spalle nessun partito ma che resta trasversale dal punto di vista politico perch\u00e9 attraversa le fratture della nostra societ\u00e0 che sono trasversali. Molti hanno cercato di mettere un\u2019etichetta al movimento perch\u00e9 nelle manifestazioni identificavano ora un partito ora un altro, perch\u00e9 effettivamente vessilli e bandiere di ogni tipo sventolavano nei cortei. Ed \u00e8 forse proprio questo che ha infastidito il governo: si tratta di un movimento popolare che non ha intenzione di affermarsi come facente parte di una specifica sfera politica ma che sfida la concezione classica dei partiti per i quali si \u00e8 persa ogni fiducia. I partiti oggi usano il potere conferito loro dagli elettori per farsi la guerra, per ottenere nuovi privilegi e non per aiutare le classi sociali pi\u00f9 colpite da politiche economiche ultra-liberali.<\/p>\n<p><strong>Molti partiti, anche a sinistra come La France Insoumise, hanno cercato di appropriarsi o quantomeno veicolare le istanze espresse dai Gilets gialli&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>Senza successo per altro! Personalmente sono stata contattata anche da partiti di estrema destra che erano interessati a dare un cappello a questo movimento per un proprio tornaconto personale. In realt\u00e0 molti ci hanno provato ma nessuno ci \u00e8 riuscito. \u00c8 faticoso poi giustificare ogni volta il fatto che il movimento \u00e8 popolare e trasversale. Durante le manifestazioni si sono visti tanti esponenti di correnti politiche distribuire volantini e rivendicazioni dei propri partiti. \u00c8 stata una guerra di comunicazione.<\/p>\n<p><strong>Questo significa che il movimento dei Gilets gialli non avr\u00e0 mai un futuro politico?<\/strong><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 interesse a creare alcun partito. Mentre per quanto riguarda le liste civiche \u00e8 invece importante servirsi di tutto il lavoro fatto in questi mesi dai Gilets gialli. Ci saranno sempre degli autoproclamati esponenti dei GJ che entreranno in questo o quel partito ma sar\u00e0 sempre una scelta personale, mai di tutto il movimento, la cui forza \u00e8 proprio questa, di adattarsi alle lotte specifiche e locali senza proiettare dogmi politici di sorta alle diverse lotte territoriali.<\/p>\n<p><strong>In concomitanza dei Fridays for Future c\u2019\u00e8 stata anche una convergenza di lotte tra gilets gialli e \u201cgilets verdi\u201d. Pu\u00f2 essere anche questa una chiave per leggere il futuro di questo movimento?<\/strong><\/p>\n<p>La questione \u00e8 questa. All\u2019inizio il governo ci diceva: \u201cvoi non sapete nemmeno cosa volete\u201d. Il fatto che ci siano stati tutti questi scioperi, oltre 200 nel servizio pubblico, non ha fatto altre che dare credito alle nostre istanze e alla nostra lotta. Tutto questo concerne il mondo del lavoro, concerne il salario e dunque il potere d\u2019acquisto. La verit\u00e0 \u00e8 che ci sono milioni di francesi che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Ecco perch\u00e9 tanti scioperi per opporsi ai licenziamenti collettivi e per difendere un servizio pubblico agonizzante. Allo stesso modo in cui si denunciano le diseguaglianze fiscali ed i licenziamenti si denunciano ugualmente i catastrofici mutamenti climatici provocati dall\u2019attivit\u00e0 umana e da politiche che non rispettano l\u2019ambiente e le risorse naturali. Quando ne parlavamo all\u2019inizio il governo ci rideva dietro, oggi ci\u00f2 dimostra ancora una volta non solo che avevamo ragione ma che forse il futuro di tutte le lotte \u00e8 nella convergenza delle lotte stesse. Solo federando tutte le lotte si riesce ad ottenere qualcosa. Ma la strada \u00e8 ancora molto lunga.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/gilets-gialli-un-anno-dopo-facciamo-ancora-paura-al-governo-francese\/\">http:\/\/temi.repubblica.it\/micromega-online\/gilets-gialli-un-anno-dopo-facciamo-ancora-paura-al-governo-francese\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di MICROMEGA (Marco Cesario) &nbsp; A 12 mesi dalla nascita del movimento Priscillia Ludosky, una delle menti che aveva acceso la miccia in quel burrascoso novembre 2018, fa il punto della situazione: \u201cMalgrado la repressione e lo Stato di polizia, le proteste sono ancora vive perch\u00e9 il movimento \u00e8 trasversale e attraversa le fratture della nostra societ\u00e0\u201d. 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