{"id":54357,"date":"2019-11-20T10:00:12","date_gmt":"2019-11-20T09:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54357"},"modified":"2019-11-19T18:44:46","modified_gmt":"2019-11-19T17:44:46","slug":"dollari-debiti-dazi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54357","title":{"rendered":"Dollari, debiti, dazi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-54358\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/117021.t.W300.H188.M4.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 18pt\"><em>La resa dei conti nel 2021, con la nuova Presidenza americana<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da\u00a0<strong>Nixon a Reagan<\/strong>, e\u00a0<strong>da Bush a Trump<\/strong>: ogni presidente americano ha cercato a tutti i costi di mantenere l&#8217;egemonia statunitense.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo entrati in una nuova fase della storia, che riflette il\u00a0<strong>mutamento dei rapporti di forza globali<\/strong>: economici, finanziari e militari.<\/p>\n<p>Svanisce lentamente, ma inesorabilmente, l&#8217;esorbitante privilegio americano: dal 1971 in avanti, con lo sganciamento dalla parit\u00e0 con l&#8217;oro, il dollaro aveva acquisito lo status di unica valuta di riserva universalmente accettata e di regolazione degli scambi commerciali internazionali.<\/p>\n<p>Si ruppe la catena dei rapporti di cambio stabili che collegava in modo triangolare il valore delle diverse valute al dollaro, sulla base del valore di quest&#8217;ultimo rispetto all&#8217;oro: se il rapporto di cambio tra l&#8217;oro della riserva detenuta dalla Federal Reserve americana ed il dollaro era tale per cui servivano 35 dollari per fare un&#8217;oncia d&#8217;oro, il rapporto di cambio tra le altre monete ed il dollaro ne fissava conseguentemente il valore in oro.<\/p>\n<p>Il passivo commerciale americano, dopo gli sforzi per sostenere le guerre in Corea e nel Vietnam, era divenuto tale per cui le riserve auree detenute dalla Fed si stavano esaurendo: ad ogni fine d&#8217;anno, infatti, doveva cambiare in oro l&#8217;attivo valutario vantato dalle altre banche centrali. Si spiega cos\u00ec il fatto che\u00a0<strong>molte banche centrali, tra cui ancora la Banca d&#8217;Italia, abbiano riserve auree detenute presso la Fed<\/strong>: l&#8217;avanzo commerciale in dollari veniva commutato in oro. Quando, alla fine di un anno, la Banca d&#8217;Italia restituiva alla Fed i dollari che aveva accumulato con il commercio internazionale, la Fed metteva un cartellino con la scritta &#8220;ITALIA&#8221; su un numero corrispondente di lingotti d&#8217;oro della sua riserva.<\/p>\n<p>Dal 1971, il dollaro rimase la valuta di riserva e quella di riferimento per il commercio internazionale, pur senza avere pi\u00f9 un aggancio all&#8217;oro. Le importazioni americane erano pagare in dollari, una\u00a0<strong>moneta fiat<\/strong>, il cui valore era basato unicamente sulla sua generale accettazione.<\/p>\n<p>Per commerciare sul piano internazionale si pagava in dollari, perch\u00e9 i prezzi venivano fissati per comodit\u00e0 con riferimento a questa valuta: chi vendeva una merce preferiva essere pagato in dollari, universalmente accettati, piuttosto che nella valuta nazionale del compratore.<\/p>\n<p><strong>Che se ne sarebbe fatto un venditore di un pagamento effettuato in rupie birmane o con la moneta congolese?<\/strong>\u00a0Chi gliele avrebbe cambiate? Il regolamento in dollari era preferibile: la moneta americana era ad un tempo il metro del valore delle merci, in quanto il prezzo era fissato in dollari, sia il mezzo di pagamento per effettuarlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il disavanzo commerciale americano, pagato in dollari, alimenta il necessario aumento della liquidit\u00e0 internazionale che serve al sistema dei pagamenti: ma di converso, aumenta corrispondentemente il debito degli Usa con l&#8217;estero. In pratica, quando un venditore straniero invia una merce negli Usa, contemporaneamente c&#8217;\u00e8 bisogno che da parte americana qualcuno ne finanzi l&#8217;acquisto.<\/p>\n<p>L&#8217;America ha dunque bisogno di raccogliere capitali sul mercato internazionale per finanziare il passivo commerciale: vende titoli e si indebita sull&#8217;estero. I titoli ed i crediti verso debitori americani, che sono in mano di chi li ha comprati o concessi, sono espressi in dollari.<\/p>\n<p>L&#8217;America \u00e8 indebitata nella sua stessa valuta, ed i detentori di titoli espressi in dollari ed i creditori in dollari non hanno alcun interesse a che il dollaro si svaluti: perderebbero una parte del valore o del credito. Cos\u00ec \u00e8 andata avanti per quarant&#8217;anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-54359\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/99483.t.W320.H200.M4-300x188.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/99483.t.W320.H200.M4-300x188.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/99483.t.W320.H200.M4.jpg 320w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1981,\u00a0<strong>Ronald Reagan cerc\u00f2 un&#8217;altra soluzione per mantenere l&#8217;egemonia americana<\/strong>: la Fed decise di aumentare drasticamente i tassi di interesse per strangolare la stagflazione, e per attirare nuovi capitali dal resto del mondo. Servivano per finanziare una nuova fase di sviluppo a lungo termine, quella della &#8220;<strong>New Economy<\/strong>&#8221; basata sulle telecomunicazioni e sull&#8217;informatica. Si abbandonava la &#8220;<strong>Old Economy<\/strong>&#8221; e quindi la manifattura ai Paesi in via di sviluppo, caratterizzati da un basso costo del lavoro, come il Messico.<\/p>\n<p>Il\u00a0<strong>dollaro era diventato troppo forte per via dell&#8217;enorme afflusso di capitali<\/strong>: l&#8217;export era stato abbattuto, l&#8217;import si ingigantiva ed il debito estero americano cresceva ancora di pi\u00f9. Con gli Accordi del Plaza si cerc\u00f2 di controllare la forza del dollaro e di riequilibrare i conti commerciali con gli europei. Con i giapponesi si dovette ricorrere ai dazi. Internet fu sviluppato in modo incontrastabile, e le dot.com non riuscivano a fare utili.<\/p>\n<p><strong>Il 2001 fu un anno nero per gli Usa<\/strong>: scoppi\u00f2 la bolla di Internet ed il neoeletto Presidente George Bush Jr. si trov\u00f2 alle prese con quella crisi finanziaria e poi ad affrontare il panico scatenato l&#8217;11 settembre dall&#8217;attentato alle Torri Gemelle. Nel frattempo, l&#8217;<strong>ingresso della Cina nel Wto<\/strong>, decisa dal suo predecessore Bill Clinton, stava riportando a fondo i conti commerciali americani con l&#8217;estero. Le spese per gli interventi militari in Afghanistan e poi in Irak, e l&#8217;aumento incontrollato del debito interno delle famiglie, nascose il permanere di uno\u00a0<strong>squilibrio crescente, non pi\u00f9 solo economico ma anche finanziario<\/strong>.<\/p>\n<p>Con la crisi del 2008, il\u00a0<a title=\"Finanza: alla fine Lehman soccombe al Chapter 11\" href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/News\/2008\/09\/15\/ref-615.html\">fallimento della Lehman Brothers<\/a>\u00a0ed il\u00a0<strong>crollo di Wall Street<\/strong>, si \u00e8 incrinato definitivamente il sistema globale di crescita che si era fondato sin dal 1971 sugli squilibri americani crescenti, quelli monetari basati sul dominio incontrastato del dollaro; quelli economici basati sul deficit commerciale strutturale degli Usa; e quello finanziario fondato sulla certezza di andare esenti da perdite investendo in titoli statunitensi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le perdite finanziarie in dollari che sono state subite dai detentori stranieri di titoli americani, i cosiddetti &#8220;<strong>titoli salsiccia<\/strong>&#8221; che avevano come sottostante i mutui concessi a debitori sub-prime, hanno messo in ginocchio numerose banche ed investitori europei che li avevano comprati. L&#8217;America non era pi\u00f9 un debitore affidabile.<\/p>\n<p>Per superare la crisi, tutte le banche centrali hanno cominciato ad immettere liquidit\u00e0 per far riprendere l&#8217;economia e soprattutto per far risalire i valori degli asset quotati, che erano precipitati. La crisi finanziaria aveva distrutto la fiducia nel valore degli asset e nella capacit\u00e0 dei debitori, anche delle banche nei loro rapporti diretti, di onorare gli impegni assunti.<\/p>\n<p>La Federal Reserve americana, la Bank of Japan, la Bank of England e la Banca centrale europea hanno\u00a0<strong>abbattuto i tassi di riferimento per aiutare i debitori<\/strong>, inondando di liquidit\u00e0 i mercati comprando soprattutto titoli di Stato. In questo modo, tutte le banche centrali occidentali si sono adeguate al modello americano: hanno immesso nuova moneta fiat sui mercati.<\/p>\n<p>L&#8217;America deve ad ogni costo riequilibrare il sua disavanzo commerciale e non pu\u00f2 sostenere il costo crescente degli interessi sul debito verso estero. I tassi di interesse che paga non possono essere superiori al tasso di crescita dell&#8217;economia e non pu\u00f2 finanziare ogni anno il duplice deficit, quello federale e quello commerciale. Si \u00e8 riproposto a Donald Trump lo stesso problema che si present\u00f2 nel 1971 a Richard Nixon ed a Ronald Reagan nel 1981.<\/p>\n<p><strong>La Cina ha smesso di comprare titoli del debito pubblico americano<\/strong>: investe il surplus commerciale, sempre pi\u00f9 contenuto, erogando crediti ad una serie di Paesi lungo la Nuova Via della Seta.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Europa conta sempre di pi\u00f9 sull&#8217;euro e la Cina sullo Yuan<\/strong>, mentre l&#8217;America di Trump cerca di riequilibrare i conti commerciali con la Cina ed il resto del mondo mettendo dazi. Cerca di recuperare quanto rimane della \u201cOld Economy\u201d e di riportare gli Usa alla produzione nell&#8217;alta tecnologia, dalle telecomunicazioni alle infrastrutture della Intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 vivere stampando sempre altri dollari, n\u00e9 contraendo sempre nuovi debiti, specie se collocati all&#8217;estero: il sistema monetario si \u00e8 fatto multipolare, mentre il costo dei debiti americani diviene progressivamente insostenibile.<\/p>\n<p>Anche\u00a0<strong>i dazi commerciali sono uno strumento temporaneo, alla ricerca di un riequilibrio<\/strong>. E&#8217; l&#8217;ultimo tentativo prima di una nuova crisi finanziaria o di un conflitto internazionale ancora pi\u00f9 profondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2019\/11\/15\/dollari-debiti-dazi-1.html#.XdQl-VPSI0M\">https:\/\/www.teleborsa.it\/Editoriali\/2019\/11\/15\/dollari-debiti-dazi-1.html#.XdQl-VPSI0M<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di TELEBORSA (Guido Salerno Aletta) La resa dei conti nel 2021, con la nuova Presidenza americana Da\u00a0Nixon a Reagan, e\u00a0da Bush a Trump: ogni presidente americano ha cercato a tutti i costi di mantenere l&#8217;egemonia statunitense. Siamo entrati in una nuova fase della storia, che riflette il\u00a0mutamento dei rapporti di forza globali: economici, finanziari e militari. Svanisce lentamente, ma inesorabilmente, l&#8217;esorbitante privilegio americano: dal 1971 in avanti, con lo sganciamento dalla parit\u00e0 con l&#8217;oro, il&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":95,"featured_media":48023,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/logo-teleborsa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-e8J","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54357"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/95"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54357"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54357\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54360,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54357\/revisions\/54360"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/48023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54357"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54357"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54357"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}