{"id":54445,"date":"2019-11-29T09:00:21","date_gmt":"2019-11-29T08:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54445"},"modified":"2019-11-24T09:18:14","modified_gmt":"2019-11-24T08:18:14","slug":"il-punto-de-benoist-berlino-1989-leuropa-e-divisa-in-due-e-lest-rifiuta-il-liberismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54445","title":{"rendered":"Il punto. De Benoist: \u201cBerlino 1989? L\u2019Europa \u00e8 divisa in due e l\u2019Est rifiuta il liberismo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><strong>di BARBADILLO (Nicolas Gauthier)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Alain de Benoist, In questi giorni si celebra il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. In questo intervallo, hai spesso scritto che \u201cil muro di Berlino non \u00e8 caduto in tutte le teste\u201d. \u00c8 ancora la tua opinione?<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa riflessione era rivolta a coloro che non avevano ancora capito che nel 1989 la fine del sistema sovietico segn\u00f2 sia la fine di un mondo (che rese possibile l\u2019attuale globalizzazione), che quella del dopo la guerra, quella del ventesimo secolo e senza dubbio anche quella del grande ciclo della modernit\u00e0. Ma oggi vorrei piuttosto criticare coloro che non vedono che la cortina di ferro \u00e8 scomparsa solo per essere sostituita da un divario culturale. Nonostante la riunificazione, i due territori tedeschi \u2013 il renano-bavarese e il prussiano \u2013 sono ancora l\u00ec, e per molti versi l\u2019ex Germania orientale ha pi\u00f9 in comune con i paesi orientali vicini che con il ci\u00f2 che ci eravamo abituati, erroneamente, a chiamare il \u201cmondo libero\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mi pento, ovviamente, della riunificazione tedesca, che \u00e8 andata di pari passo con la riunificazione europea. Ma mi pento del modo in cui \u00e8 stato fatta. La riunificazione avrebbe potuto essere l\u2019occasione per un sorpasso simultaneo dei sistemi occidentali e orientali, mantenendo il meglio di ciascuno di essi e respingendo il peggio. Invece, abbiamo assistito alla totale annessione dell\u2019ex DDR da parte della Germania federale. Approfittando delle circostanze, la Repubblica federale, per mezzo di Treuhand, alla fine acquist\u00f2 la Repubblica democratica per sottoporla a una terapia di shock liberale-liberista, vale a dire a un regime di sfruttamento capitalistico di cui non aveva finito pagare il prezzo. Trenta anni dopo la riunificazione, la maggior parte delle persone in Sassonia, Brandeburgo e Turingia si sente ancora come cittadini di seconda classe\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La riunificazione ha ancora determinato molte cose, in trent\u2019anni \u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCerto. Ma la parola che riassume tutto \u00e8 quella di delusione. Quando il sistema sovietico croll\u00f2, il popolo orientale aveva un\u2019immensa speranza: credeva che avrebbe avuto accesso all\u2019Eldorado di garanzie e ricchezza. Dopo di che, i tedesci dell\u2019Est hanno scoperto le alienazioni del mondo postmoderno, la crescita dei profitti del capitale a spese di quelli del lavoro, la lotta di tutti contro tutti, in breve, un mondo molto pi\u00f9 difficile di quanto pensassero. Hanno anche scoperto l\u2019immigrazione e il multiculturalismo: un modello che \u00e8 diventato per loro una vera e propria verit\u00e0 implicita. Questa delusione alimentava una qualche forma di \u201cOst-algia\u201d. Ieri l\u2019orizzonte era grigio e c\u2019era scarsit\u00e0 di beni. Oggi ci sono i profitti insolenti per i pi\u00f9 ricchi, la miseria per i pi\u00f9 poveri e l\u2019insicurezza per tutti. Ieri vivevamo in un regime che limitava le libert\u00e0, oggi in un sistema che privatizza la censura e istituzionalizza il pensiero unico. Il muro, simbolo odioso, proteggeva almeno la logica del mercato, la deregolamentazione dei prezzi, la privatizzazione selvaggia e l\u2019atomizzazione sociale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte, abbiamo assistito a una delusione simmetricamente opposta. Francis Fukuyama, leggendo un po \u2018in fretta Hegel, aveva pensato di poter annunciare la fine della Storia e il trionfo planetario del modello capitalista liberale: le vecchie nazioni stavano per scomparire a favore del supermercato globale. Ma la storia \u00e8 tornata \u2013 insieme a geopolitica e lotte di potere \u2013 e ci\u00f2 che ha portato \u00e8 lo scontro di civilt\u00e0, minacce climatiche, crisi finanziaria globale dilagante, guerre \u201cumanitarie\u201d, terrorismo e paura del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Occidente, l\u2019entusiasmo mostrato dalla gente dei paesi dell\u2019Est durante la sua \u201cliberazione\u201d era stato dato per scontato immaginando che sarebbero diventati buoni studenti di democrazia liberale. Oggi scopriamo che i diversi paesi dell\u2019Europa centrale e orientale non vogliono assomigliare affatto a noi, al contrario. Da qui la difesa di un Viktor Orb\u00e1n a favore della \u201cdemocrazia illiberale\u201d e le sue critiche a \u201cdogmi e ideologie dell\u2019Occidente\u201d. Da qui la rielezione trionfante di Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski in Polonia. Da qui il doppio successo nei L\u00e4nder della Germania orientale, dei populisti dell\u2019AfD (di cui si parla molto) e degli ex comunisti di Die Linke (di cui non parliamo abbastanza)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>C\u2019\u00e8 da concludere che l\u2019Europa \u00e8 di nuovo divisa in due?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec, in larga misura, e non me ne pento. Ma per prima cosa notiamo che l\u2019Unione Europea ha un nome particolarmente malvagio, perch\u00e9 invece di unire l\u2019Europa, l\u2019ha doppiamente divisa. Divisione nord-sud con l\u2019adozione di una moneta unica modellata sul marco che, dalla Grecia al Portogallo, \u00e8 stato fatale per i paesi del Mediterraneo. Divisione est-ovest con flussi migratori che stanno accelerando sempre di pi\u00f9 in Occidente e che i paesi orientali non vogliono assolutamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 tempo di ammettere che l\u2019Europa orientale ha culture e storie politiche diverse dall\u2019Europa occidentale. Riunisce paesi che sono pi\u00f9 attaccati al popolo e alla nazione che allo stato perch\u00e9 non \u00e8 lo stato che li ha partoriti. In Occidente, \u00e8 l\u2019opposto: lo stato ha preceduto la nazione che alla fine ha creato il popolo. Nemmeno i paesi orientali sono stati modellati dall\u2019ideologia dell\u2019Illuminismo. Oggi si rendono conto che la democrazia liberale \u00e8 il prodotto di una storia unica che non \u00e8 la loro e che lo stato di diritto non \u00e8 il modo migliore per garantire la sovranit\u00e0 popolare e la permanenza delle nazioni. La loro identit\u00e0 \u00e8 stata minacciata dal sistema sovietico, non vogliono vederlo distrutto dalla decadenza dell\u2019Occidente e dalle richieste liberali di \u201clibera circolazione di persone, merci e capitali\u201d. Non \u00e8 quindi deplorevole che cerchino di organizzarsi per modellare un\u2019altra Europa. Dovremmo considerare questo come una speranza\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(Intervista di Nicolas Gauthier)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.barbadillo.it\/86111-il-punto-de-benoist-berlino-1989-leuropa-e-divisa-in-due-e-lest-rifiuta-il-liberismo\/\">https:\/\/www.barbadillo.it\/86111-il-punto-de-benoist-berlino-1989-leuropa-e-divisa-in-due-e-lest-rifiuta-il-liberismo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di BARBADILLO (Nicolas Gauthier) Alain de Benoist, In questi giorni si celebra il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino. 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