{"id":54453,"date":"2019-11-27T11:30:38","date_gmt":"2019-11-27T10:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54453"},"modified":"2019-11-24T14:13:27","modified_gmt":"2019-11-24T13:13:27","slug":"sei-progetti-contraddittori-per-lordine-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54453","title":{"rendered":"Sei progetti contraddittori per l\u2019ordine mondiale"},"content":{"rendered":"<hr \/>\n<p>di\u00a0<strong>THIERRY MEYSSAN<\/strong><\/p>\n<article class=\"hnews hentry item\">\n<div id=\"title\">\n<div class=\"chapo crayon article-chapo-208354 entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Le sei maggiori potenze mondiali affrontano la riorganizzazione delle relazioni internazionali in maniera funzionale ai propri esperimenti e sogni. Con prudenza si adoperano per difendere i propri interessi prima di portare avanti la loro visione del mondo. Thierry Meyssan descrive le rispettive posizioni prima dello scontro.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH181\/DD-d5007.png\" alt=\"PNG - 920.2 Kb\" width=\"400\" height=\"181\" \/><\/div>\n<div class=\"ligne\">\n<div class=\"grille_400_1\">\n<div class=\"zoom_texte entry-content\">\n<article>\n<div class=\"texte_sans crayon article-texte-208354 \">\n<p class=\"lettrine\" style=\"text-align: justify\">Il ritiro degli Stati Uniti dalla Siria, bench\u00e9 immediatamente rettificato, indica che Washington vuole certamente smettere di essere il gendarme del mondo, l\u2019impero da cui nessun Paese pu\u00f2 prescindere. Senza esitazione ha sovvertito ogni principio che regola le relazioni internazionali. Siamo entrati in un periodo di transizione in cui ogni grande potenza persegue un nuovo programma. Ecco i principali.<\/p>\n<h3 class=\"spip\" style=\"text-align: justify\">I tre grandi<\/h3>\n<dl class=\"spip_document_178702 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L329xH247\/Voltairenet-org_-_1-983-6ef64.jpg\" alt=\"JPEG - 62.9 Kb\" width=\"329\" height=\"247\" \/><\/dt>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Gli Stati Uniti d\u2019America<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il crollo dell\u2019Unione Sovietica avrebbe potuto causare anche quello degli Stati Uniti, giacch\u00e9 i due imperi si sorreggevano a vicenda. Non \u00e8 accaduto. Con l\u2019operazione \u201cTempesta del deserto\u201d George Bush senior si assicur\u00f2 che Washington diventasse leader mondiale incontrastato, indi smobilit\u00f2 un milione di soldati e proclam\u00f2 che il fine americano sarebbe stato la ricerca della prosperit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le societ\u00e0 transnazionali suggellarono perci\u00f2 un patto con Deng Xiaoping al fine di far produrre le merci agli operai cinesi, retribuiti un ventesimo di quelli statunitensi. Ne conseguirono un notevole sviluppo del trasporto internazionale delle merci e la progressiva scomparsa di posti di lavoro nonch\u00e9 delle classi medie statunitensi. Il capitalismo industriale fu soppiantato dal capitalismo finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla fine degli anni Novanta Igor Panarin, professore all\u2019Accademia diplomatica russa, analizza il crollo economico e psicologico della societ\u00e0 statunitense. Prevede la disintegrazione degli USA, sul modello di quanto avvenuto con l\u2019insorgenza dei nuovi Stati in Unione Sovietica.<br \/>\nPer evitare il collasso, Bill Clinton svincol\u00f2 il Paese dal diritto internazionale, facendo aggredire la Jugoslavia dalla NATO. Lo sforzo si rivel\u00f2 insufficiente, sicch\u00e9 personalit\u00e0 statunitensi pensarono di adattare il Paese al capitalismo finanziario e organizzare con la forza gli scambi internazionali in modo tale che gli anni a venire fossero \u201cun nuovo secolo americano\u201d.<br \/>\nCon George Bush figlio, gli Stati Uniti abbandonarono la posizione di nazione leader per tentare di trasformarsi in potere unipolare assoluto. Lanciarono la \u201cguerra senza fine\u201d, o \u201cguerra al terrorismo\u201d, per distruggere, una a una, ogni struttura statale del Medio Oriente Allargato.<br \/>\nBarack Obama prosegu\u00ec l\u2019opera, associandovi una frotta di alleati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Una politica che port\u00f2 frutti, di cui per\u00f2 beneficiarono in pochissimi: i \u201csuper-ricchi\u201d.<br \/>\nGli statunitensi reagirono eleggendo Donald Trump alla presidenza dello Stato federale. Trump ruppe con i predecessori e, come Michail Gorbaciov in Unione Sovietica, tent\u00f2 di salvare gli USA sgravandoli degli impegni pi\u00f9 onerosi. Rilanci\u00f2 l\u2019economia, incoraggiando le industrie nazionali a discapito di quelle che avevano delocalizzato posti di lavoro. Sovvenzion\u00f2 l\u2019estrazione del petrolio di scisto e acquis\u00ec il controllo del mercato mondiale degli idrocarburi, nonostante il cartello di OPEP e Russia. Consapevole che le forze armate USA sono innanzitutto un\u2019enorme burocrazia che sperpera un budget colossale per risultati risibili, smise di sovvenzionare Daesh e PKK, negoziando con la Russia un percorso per far cessare la \u201cguerra senza fine\u201d riportando il minor danno possibile.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\"><p>Negli anni a venire gli Stati Uniti saranno prioritariamente sospinti dalla necessit\u00e0 di economizzare sugli interventi all\u2019estero, persino di abbandonarli, se necessario. La fine dell\u2019imperialismo non \u00e8 una scelta, bens\u00ec una questione esistenziale, un riflesso di sopravvivenza.<\/p><\/blockquote>\n<dl class=\"spip_document_178704 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L333xH250\/Voltairenet-org_-_1_2_-276-6974b.jpg\" alt=\"JPEG - 37.4 Kb\" width=\"333\" height=\"250\" \/><\/dt>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Repubblica Popolare di Cina<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo il tentativo di colpo di Stato di Zhao Ziyang e il sollevamento di Tienanmen, Deng Xiaoping intraprese il \u201cviaggio verso sud\u201d. Annunci\u00f2 che la Cina avrebbe continuato sulla strada della liberalizzazione economica, stipulando contratti con le multinazionali USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Jiang Zemin prosegu\u00ec l\u2019opera. La costa si trasform\u00f2 in \u201cofficina del mondo\u201d, dando inizio a un gigantesco sviluppo economico. Ripul\u00ec progressivamente il Partito comunista dei suoi maggiorenti e fu attento a che i posti di lavoro ben retribuiti si propagassero all\u2019interno del Paese.<br \/>\nHu Jintao, mosso dall\u2019intenzione di realizzare una \u201csociet\u00e0 armoniosa\u201d, abrog\u00f2 le tasse che gravavano i contadini delle regioni interne, non ancora toccate dallo sviluppo economico. Non riusc\u00ec per\u00f2 a sottomettere i poteri regionali e affond\u00f2 in una vicenda di corruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Xi Jinping si propose di aprire nuovi mercati attraverso il titanico progetto di vie commerciali internazionali, le \u201cvie della seta\u201d. Un progetto maturato per\u00f2 troppo tardi giacch\u00e9, a differenza dell\u2019antichit\u00e0, la Cina non ha prodotti originali da offrire, bens\u00ec gli stessi delle societ\u00e0 transnazionali, venduti per\u00f2 a prezzo inferiore. Il progetto, accolto come una manna dai Paesi poveri, \u00e8 invece temuto da quelli ricchi, che si apprestano a sabotarlo.<br \/>\nXi Jinping sta rioccupando tutti gli isolotti del Mar della Cina, abbandonati con il crollo dell\u2019Impero Qing e l\u2019occupazione degli otto eserciti stranieri. Consapevole della potenzialit\u00e0 distruttiva degli Occidentali, la Cina si allea con la Russia e si preclude ogni iniziativa politica internazionale.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\"><p>Negli anni a venire la Cina dovrebbe consolidare la propria posizione nelle istituzioni internazionali, tenendo per\u00f2 presente quanto nel XIX secolo le inflissero gl\u2019imperi coloniali. Dovrebbe vietarsi d\u2019intervenire militarmente e rimanere una potenza rigorosamente economica.<\/p><\/blockquote>\n<dl class=\"spip_document_178703 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/Voltairenet-org_-_1_1_-436-b2322.jpg\" alt=\"JPEG - 7.7 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Federazione di Russia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con il crollo dell\u2019URSS i russi credettero che si sarebbero salvati aderendo al modello occidentale. In realt\u00e0 l\u2019\u00e9quipe di Boris Eltsin, formata dalla CIA, organizz\u00f2 il saccheggio dei beni collettivi da parte di pochi. In due anni un centinaio di persone, al 97% provenienti dalla minoranza ebrea, si accaparrarono quanto poterono e divennero miliardari. Questi nuovi oligarchi si combatterono in una battaglia spietata, condotta a colpi di mitra e attentati nel cuore di Mosca, mentre il presidente Eltsin faceva bombardare il parlamento. Senza un vero governo, la Russia era un relitto. Capibanda e jihadisti armati dalla CIA organizzarono la secessione della Cecenia. Il livello e la speranza di vita crollarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel 1999 il direttore dell\u2019FSB, Vladimir Putin, salv\u00f2 il presidente Eltsin da un\u2019inchiesta per corruzione, ottenendo in cambio la nomina a presidente del Consiglio dei ministri; una posizione che Putin utilizz\u00f2 per costringere il presidente a dimettersi e per farsi eleggere al suo posto. Putin mise in atto una vasta politica di ricostruzione dello Stato: mise fine alla guerra in Cecenia e abbatt\u00e9 sistematicamente tutti gli oligarchi che si rifiutarono di piegarsi allo Stato. Il ritorno dell\u2019ordine signific\u00f2 altres\u00ec la fine del sogno occidentale dei russi. Livello e speranza di vita si risollevarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ripristinato lo stato di diritto, dopo due mandati consecutivi Vladimir Putin non pot\u00e9 ricandidarsi. Per la sua successione sostenne uno scialbo professore di diritto, adulato dagli Stati Uniti, Dimitri Medvedev. Non aveva per\u00f2 intenzione di lasciare il potere in mani deboli, sicch\u00e9 si fece nominare primo ministro fino alla successiva rielezione come presidente, nel 2012.<br \/>\nPersuasa, a torto, che la Russia stesse nuovamente affondando, la Georgia attacc\u00f2 l\u2019Ossezia del Sud, trovando per\u00f2 immediatamente la strada sbarrata dal primo ministro Putin, che ebbe cos\u00ec l\u2019opportunit\u00e0 di toccare con mano lo stato pietoso dell\u2019armata rossa. Grazie all\u2019effetto sorpresa Putin riusc\u00ec comunque a vincere. Rieletto presidente si dedic\u00f2 immediatamente a riformare la Difesa. Mand\u00f2 in pensione centinaia di migliaia di ufficiali, spesso disillusi, nonch\u00e9 in alcuni casi alcolizzati, e mise a capo della Difesa il generale tuvano (turcofono di Siberia), Sergei Shoigu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Adottando un modo di gestione tradizionale russo, Vladimir Putin separ\u00f2 il budget civile da quello militare: il primo votato dalla Duma, il secondo segreto. Ripristin\u00f2 la ricerca militare, proprio mentre gli Stati Uniti decisero di non aver pi\u00f9 bisogno d\u2019investirvi. Prima di dispiegare la nuova armata rossa in soccorso della Siria test\u00f2 grandi quantit\u00e0 di nuove armi. Le collaud\u00f2 in situazione di combattimento e decise quali produrre e quali abbandonare. Organizz\u00f2 una rotazione trimestrale delle truppe affinch\u00e9 tutte, una dopo l\u2019altra, fossero addestrate. La Federazione Russa, che nel 1991 era ridotta a niente, in diciotto anni \u00e8 diventata la prima potenza militare mondiale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Contemporaneamente Putin utilizz\u00f2 il colpo di Stato in Ucraina per riprendersi la Crimea, territorio russo che Nikita Krusciov aveva amministrativamente legato all\u2019Ucraina. Di conseguenza dovette fronteggiare una campagna di sanzioni agricole dell\u2019Unione Europea, ma seppe cogliere l\u2019occasione per organizzare una produzione interna autosufficiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Putin strinse un\u2019alleanza con la Cina imponendole di modificare il progetto delle vie della seta per integrarvi le esigenze di comunicazione del territorio russo, al fine di fondare un \u201cPartenariato dell\u2019Eurasia Allargata\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\"><p>Negli anni a venire la Russia tenter\u00e0 di riorganizzare le relazioni internazionali su due basi:<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"puce\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L9xH11\/puce-cebf5.gif\" alt=\"-\" width=\"9\" height=\"11\" \/>\u00a0separare i poteri politici e religiosi;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"puce\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L9xH11\/puce-cebf5.gif\" alt=\"-\" width=\"9\" height=\"11\" \/>\u00a0riformare il diritto internazionale sui principi formulati dallo zar Nicola II.<\/p><\/blockquote>\n<h3 class=\"spip\" style=\"text-align: justify\">Gli europei dell\u2019occidente<\/h3>\n<dl class=\"spip_document_178705 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/Voltairenet-org_-_1_3_-197-9dcbf.jpg\" alt=\"JPEG - 24.1 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Regno Unito di Gran Bretagna e d\u2019Irlanda del Nord<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dopo la caduta dell\u2019URSS il Regno Unito sottoscrisse con riserva il trattato di Maastricht: il primo ministro conservatore, John Major, voleva profittare dello Stato sovranazionale in costruzione tenendone per\u00f2 al di fuori la sterlina. Sicch\u00e9 fu per lui una buona notizia che George Soros avesse attaccato la valuta inglese, costringendola a uscire dallo SME (\u201cserpente monetario\u201d [accordo stipulato nel 1972 dagli Stati della CEE per mantenere un margine di fluttuazione predeterminato e ridotto tra le valute comunitarie e tra queste e il dollaro]). Il successore di Major, il laburista Tony Blair, restitu\u00ec piena indipendenza alla Banca d\u2019Inghilterra e pens\u00f2 di abbandonare l\u2019Unione Europea per aderire al NAFTA [Accordo Nordamericano per il Libero Scambio, North American Free Trade Agreement].<br \/>\nTrasform\u00f2 la tutela degli interessi del proprio Paese sostituendo al rispetto del Diritto Internazionale il riferimento ai Diritti Umani. Si fece promotore delle politiche USA di Bill Clinton, poi di George Bush junior, incoraggiando e giustificando l\u2019allargamento dell\u2019Unione Europea, la \u201cguerra umanitaria\u201d contro il Kosovo, nonch\u00e9 il rovesciamento del presidente iracheno Saddam Hussein. Nel 2006 elabor\u00f2 il piano delle \u201cprimavere arabe\u201d, che sottopose agli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gordon Brown esit\u00f2 a perseverare in questa politica e tent\u00f2 di recuperare un margine di manovra, ma fu investito dalla crisi finanziaria del 2008, che riusc\u00ec comunque a superare.<br \/>\nDavid Cameron, insieme a Barack Obama, mise in atto il piano Blair-Bush delle \u201cprimavere arabe\u201d, segnatamente la guerra contro la Libia, ma alla fine riusc\u00ec solo in parte a portare al potere i Fratelli Mussulmani nel Medio Oriente Allargato. Diede le dimissioni dopo il voto a favore della Brexit, quando per\u00f2 non era pi\u00f9 all\u2019ordine del giorno l\u2019adesione al NAFTA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Theresa May avrebbe voluto che la Brexit riguardasse l\u2019uscita dallo Stato sovranazionale, istituito dal Trattato di Maastricht, ma non l\u2019uscita dal mercato a esso anteriore.<br \/>\nFall\u00ec e fu sostituita dal biografo di Winston Churchill, Boris Johnson, che decise di uscire totalmente dall\u2019Unione Europea e di riattivare la tradizionale politica estera del regno: lottare contro ogni Stato concorrente del continente europeo.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\"><p>Se Boris Johnson rester\u00e0 al potere, negli anni a venire il Regno Unito dovrebbe tentare di aizzare, l\u2019una contro l\u2019altra, Unione Europea e Federazione di Russia.<\/p><\/blockquote>\n<dl class=\"spip_document_178706 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/Voltairenet-org_-_1_4_-122-c2866.jpg\" alt=\"JPEG - 7.5 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Repubblica francese<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fran\u00e7ois Mitterrand non cap\u00ec lo smembramento dell\u2019URSS, spingendosi fino a sostenere il putsch dei generali contro il presidente russo Mikhail Gorbaciov. Vi scorse in ogni caso l\u2019opportunit\u00e0 di costruire uno Stato sovranazionale europeo, sufficientemente vasto da misurarsi con Stati Uniti e Cina, ponendosi cos\u00ec in continuit\u00e0 con il tentativo napoleonico.<br \/>\nInsieme al cancelliere Helmut Kohl promosse la riunificazione della Germania, nonch\u00e9 il Trattato di Maastricht.<br \/>\nPreoccupato per il progetto di fondazione degli Stati Uniti d\u2019Europa, il presidente Bush senior \u2013 fautore della \u201cdottrina Wolfowitz\u201d per prevenire l\u2019insorgenza di un nuovo sfidante della leadership degli Stati Uniti \u2013 costrinse Mitterrand ad accettare che l\u2019UE fosse protetta dalla NATO e venisse allargata agli Stati ex membri del Patto di Varsavia.<br \/>\nMitterrand sfrutt\u00f2 la coabitazione e il ministro gollista dell\u2019Interno Charles Pasqua per combattere i Fratelli Mussulmani, che la CIA aveva imposto in Francia e che l\u2019MI6 utilizzava per allontanare la Francia dall\u2019Algeria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Jacques Chirac ebbe cura di implementare la potenza dissuasiva francese, portando a termine gli esperimenti nucleari nel Pacifico prima di passare alle simulazioni e di firmare il Trattato sulla messa al bando degli esperimenti nucleari (Comprehensive Test Ban Treaty \u2013 CTBT).<br \/>\nContemporaneamente adatt\u00f2 le forze armate francesi alle necessit\u00e0 della NATO, abolendo il servizio militare obbligatorio ed entrando nel Comitato militare (di pianificazione) dell\u2019Alleanza.<br \/>\nSostenne l\u2019iniziativa della NATO contro la Jugoslavia (guerra del Kosovo), ma \u2013 dopo aver letto e studiato\u00a0<i>L\u2019incredibile menzogna<\/i>\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"L\u2019incredibile menzogna. Nessun aereo \u00e8 caduto sul Pentagono, Thierry Meyssan,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article208354.html#nb1\" rel=\"footnote\">1<\/a>] \u2013 si mise a capo dell\u2019opposizione mondiale all\u2019aggressione dell\u2019Iraq. Una vicenda che consent\u00ec a Chirac di legarsi al cancelliere Schr\u00f6der e far progredire lo Stato sovranazionale europeo, da lui sempre concepito come strumento d\u2019indipendenza, aggregato attorno alla coppia franco-tedesca. Scosso dall\u2019assassinio del partner in affari Rafic Hariri, il presidente francese si rivolt\u00f2 contro la Siria, indicata dagli Stati Uniti come mandante dell\u2019uccisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Annunciando una politica radicalmente diversa, Nicolas Sarkozy mise le forze armate francesi al comando degli Stati Uniti, attraverso il Comando integrato della NATO.<br \/>\nTent\u00f2 di allargare la zona d\u2019influenza francese organizzando l\u2019Unione per il Mediterraneo; progetto che per\u00f2 non funzion\u00f2.<br \/>\nFece esperimenti rovesciando Laurent Gbagbo in Costa d\u2019Avorio e, bench\u00e9 fosse stato surclassato dalle primavere arabe di Tunisia ed Egitto, mettendosi a capo dell\u2019operazione NATO contro Libia e Siria. Tuttavia, con senso realistico prese atto della resistenza siriana e si ritir\u00f2 dalle operazioni.<br \/>\nPort\u00f2 avanti il progetto di costruzione degli Stati Uniti d\u2019Europa facendo adottare il Trattato di Lisbona dal parlamento, nonostante gli elettori avessero respinto lo stesso testo sotto il nome di \u201cCostituzione europea\u201d. Il Trattato di Lisbona, col pretesto di modificare le istituzioni di un\u2019Unione Europea di 27 Stati per renderle pi\u00f9 efficienti, ha trasformato in realt\u00e0 profondamente lo Stato sovranazionale, autorizzandolo a imporre la propria volont\u00e0 agli Stati membri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Arrivato al potere senza preparazione, Fran\u00e7ois Hollande si colloc\u00f2, con una certa rigidit\u00e0, nella scia di Nicolas Sarkozy e ne adott\u00f2 l\u2019ideologia. Firm\u00f2 tutti i trattati negoziati dal predecessore \u2013 incluso il Patto di stabilit\u00e0 europeo che permetter\u00e0 di sanzionare la Grecia \u2013 aggiungendovi ogni volta, quasi a scusarsi del voltafaccia, dichiarazioni per esprimere il proprio punto di vista, ma senza carattere vincolante. Autorizz\u00f2 cos\u00ec l\u2019installazione di basi militari NATO sul territorio francese, mettendo fine in modo definitivo alla dottrina gollista d\u2019indipendenza nazionale. Ancora, prosegu\u00ec la politica di aggressione contro la Siria, lanciandosi in un rilancio verbale, salvo poi non far nulla che non fosse su ordine della Casa Bianca. Affid\u00f2 una missione in Sahel all\u2019esercito francese, rendendola di fatto forza suppletiva di terra dell\u2019AfriCom. Infine giustific\u00f2 la Borsa di scambio dei diritti d\u2019emissione di CO2 con l\u2019Accordo di Parigi sul clima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eletto grazie al fondo d\u2019investimento statunitensi KKR, Emmanuel Macron \u00e8 innanzitutto un difensore della globalizzazione secondo Bill Clinton, George Bush junior e Barack Obama. Ciononostante ha rapidamente adottato il punto di vista di Fran\u00e7ois Mitterrand e di Jacques Chirac, secondo cui uno Stato sovranazionale europeo permetter\u00e0 alla Francia di continuare a svolgere un ruolo internazionale conseguente, come per\u00f2 adattato da Sarkozy-Hollande: l\u2019unione deve consentire l\u2019assoggettamento.<br \/>\nDue linee di condotta che talvolta portano Macron a contraddirsi, soprattutto di fronte alla Russia, ma che si ricongiungono nella condanna del nazionalismo degli Stati membri dell\u2019Unione Europea, di una Brexit breve, nonch\u00e9 della volont\u00e0 di ripristinare gli scambi commerciali con l\u2019Iran.<\/p>\n<blockquote class=\"spip\"><p>Negli anni a venire la Francia dovrebbe misurare le proprie decisioni in base al loro impatto sull\u2019edificazione dell\u2019Unione Europea. Cercher\u00e0 prioritariamente di fare blocco con ogni potenza che lavori in questo senso.<\/p><\/blockquote>\n<dl class=\"spip_document_178707 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/Voltairenet-org_-_1_5_-95-6fee5.jpg\" alt=\"JPEG - 8.1 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<\/dl>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>La Repubblica federale tedesca<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il cancelliere Helmut Khol scorse nello smembramento dell\u2019impero sovietico l\u2019opportunit\u00e0 di riunire le due Germanie. Ottenne il via libera dalla Francia, in cambio del sostegno tedesco al progetto di moneta unica dell\u2019Unione Europea, l\u2019euro. Ottenne anche il consenso degli Stati Uniti, che vi videro un mezzo indiretto per far entrare l\u2019esercito della Germania dell\u2019Est nella NATO, nonostante fosse stato promesso alla Russia che la Repubblica Democratica tedesca non vi avrebbe aderito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Realizzata l\u2019unificazione della Germania, il cancelliere Gerhard Schr\u00f6der pose la questione del ruolo internazionale del Paese, ancora non ripresosi dalla disfatta della seconda guerra mondiale. Sebbene la Germania non fosse pi\u00f9 militarmente occupata dalle quattro grandi potenze, cionondimeno ospitava enormi contingenti USA, la sede dell\u2019EUCom nonch\u00e9, in seguito, quella dell\u2019AfriCom. Schr\u00f6der utilizz\u00f2 la guerra \u201cumanitaria\u201d contro il Kosovo per impiegare legalmente, per la prima volta dal 1945, le truppe tedesche fuori del Paese. Rifiut\u00f2 per\u00f2 di riconoscere questo territorio conquistato dalla NATO come Stato. A fianco del presidente francese Chirac, s\u2019impegn\u00f2 altres\u00ec fermamente contro la guerra statunitense-britannica in Iraq, ribadendo che non esistevano prove dell\u2019implicazione del presidente Saddam Hussein negli attentati dell\u201911 Settembre.<br \/>\nTent\u00f2 d\u2019influire sulla costruzione di un\u2019Unione Europea su basi pacifiche. Rafforz\u00f2 anche i rapporti energetici con la Russia e propose un\u2019Europa federale sul modello tedesco, che includesse a termine anche la Russia, scontrandosi per\u00f2 con la Francia, molto attaccata a un progetto di Stato sovranazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La cancelliera Angela Merkel \u00e8 ritornata invece alla politica del suo mentore, Helmut Khol, che nell\u2019arco di una notte, da responsabile della Giovent\u00f9 comunista della Germania Democratica, l\u2019iss\u00f2 a capo del governo della Germania federale. Sotto stretta sorveglianza della CIA, che non sapeva bene come inquadrarla, Merkel ha consolidato i legami della Germania con Israele e Brasile. Nel 2013, su proposta di Hillary Clinton, ha chiesto a Volker Perthes di studiare la possibilit\u00e0 di rafforzare le forze armate tedesche per far loro svolgere un ruolo centrale nel CentCom, qualora gli Stati Uniti avessero spostato le proprie truppe verso l\u2019Estremo Oriente. Ha ordinato che venisse studiato il modo per gli ufficiali tedeschi d\u2019inquadrare le forze armate dell\u2019Europa centrale e orientale e ha chiesto a Volker Perthes di predisporre un piano per la capitolazione della Siria. Molto attaccata alle strutture atlantiste ed europee, ha preso le distanze dalla Russia e sostenuto il colpo di Stato nazista in Ucraina.<br \/>\nHa preteso, in nome dell\u2019efficienza, che l\u2019Unione Europea potesse imporsi agli Stati membri pi\u00f9 piccoli (Trattato di Lisbona). Durante la crisi finanziaria greca Merkel ha assunto un atteggiamento molto duro e ha mosso con pazienza le proprie pedine nella burocrazia europea per far eleggere Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea.<br \/>\nQuando gli Stati Uniti si sono ritirati dalla Siria, ha immediatamente reagito proponendo alla NATO che le truppe statunitensi fossero sostituite da quelle tedesche, conformemente al piano del 2013.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/voltairenet.org\/article208354.html\">http:\/\/voltairenet.org\/article208354.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0THIERRY MEYSSAN Le sei maggiori potenze mondiali affrontano la riorganizzazione delle relazioni internazionali in maniera funzionale ai propri esperimenti e sogni. Con prudenza si adoperano per difendere i propri interessi prima di portare avanti la loro visione del mondo. Thierry Meyssan descrive le rispettive posizioni prima dello scontro. 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