{"id":54463,"date":"2019-11-25T09:30:11","date_gmt":"2019-11-25T08:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54463"},"modified":"2019-11-24T23:13:06","modified_gmt":"2019-11-24T22:13:06","slug":"linefficacia-europea-nelle-lotte-alla-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54463","title":{"rendered":"L\u2019inefficacia europea nelle lotte alla mafia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>IL MEDITERRANEO. ORG<\/strong><\/p>\n<p class=\"td-post-sub-title\" style=\"text-align: justify\">Il giurista Vincenzo Musacchio, gi\u00e0 docente di diritto penale presso l\u2019Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio in Roma, analizza l&#8217;inefficacia europea da un punto di vista insolito, ovvero da quello giuridico. La sua analisi mette in luce come le mafie riescano ad insinuarsi tra le falle di un Unione Europea che sta attenta solo ai mercati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1832\" src=\"https:\/\/www.ilmediterraneo.org\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/mappa-mafia-europa.jpg\" alt=\"\" width=\"1068\" height=\"564\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Alle mafie italiane piace molto investire all\u2019estero, in particolare in Europa, allo scopo di accrescere i gi\u00e0 ingenti patrimoni illeciti accumulati. Questi investimenti naturalmente inquinano l\u2019economia europea e le arrecano danno. Questa situazione, purtroppo, \u00e8 spesso sottovalutata, banalizzata o peggio totalmente ignorata. I gruppi criminali organizzati, al contrario, sono bravi a sfruttare le opportunit\u00e0 commerciali estere e approfittano dell\u2019immobilismo europeo. Mi chiedo spesso quanti tra i tanti bar, negozi e ristoranti non siano altro che propriet\u00e0 del crimine organizzato sparse tra i vari Stati membri dell\u2019Unione europea. Mentre per le mafie tradizionali l\u2019espansione terminava spesso, entro i confini nazionali, per le mafie odierne l\u2019ambizione massima \u00e8 di espandersi all\u2019estero. Considerano i paesi dell\u2019Unione europea, una destinazione allettante perch\u00e9 \u00e8 relativamente facile costituire una societ\u00e0 e il sistema legale europeo, non riconoscendo \u201cl\u2019associazione per delinquere di stampo mafioso\u201d come un delitto a se stante, concede loro un enorme vantaggio. L\u2019Unione europea si sta attrezzando per la lotta al crimine organizzato e circa un anno fa centinaia di agenti di polizia olandesi, tedeschi, belgi e italiani hanno arrestato associati della potente mafia calabrese, la ndrangheta, con l\u2019accusa di traffico di droga e attivit\u00e0 di riciclaggio di denaro in tutta Europa. Hanno anche sequestrato grandi quantit\u00e0 di sostanze stupefacenti e confiscato ristoranti, pizzerie e gelaterie. Sar\u00e0 anche un ottimo segnale, sfortunatamente, arriva troppo tardi. Il segnale d\u2019infiltrazioni delle mafie italiane in Europa parte dagli anni novanta proprio a seguito delle opportunit\u00e0 create dalla globalizzazione. Nel 1991, Scotland Yard segnala la presenza di mafie italiane nel Regno Unito. Due anni dopo, la polizia francese riferisce al Parlamento in sede plenaria di continui tentativi delle mafie italiane di penetrare in Francia. Avvertimenti simili sono ripetuti nei Paesi Bassi, in Belgio e in Germania. Solo dieci anni dopo, nel 2012, in enorme ritardo, il Parlamento europeo ha iniziato ad affrontare i fenomeni criminali test\u00e9 delineati. Nel 2013, Europol pubblica per la prima volta un\u2019importante \u201cvalutazione delle minacce della criminalit\u00e0 organizzata italiana in Europa\u201d. Questo documento ha colmato in parte il vuoto informativo che esisteva attorno alle attivit\u00e0 delle mafie italiane in Europa. Va detto tuttavia che il raccogliere informazioni e lo studiare i fenomeni mafiosi in Europa \u00e8 molto complicato soprattutto perch\u00e9 le mafie operano \u201csotto traccia\u201d e si mimetizzano perfettamente avendo sostituito i metodi violenti con la corruzione. Pochi mesi fa Europol ha istituito una specifica rete operativa incentrata sulle attivit\u00e0 delle mafie italiane in Europa, in collaborazione con la Direzione Investigativa Antimafia (DIA) italiana. E\u2019 stato fatto, in tal modo, un altro passo in avanti nella lotta alla criminalit\u00e0 organizzata italiana nell\u2019Unione europea. L\u2019utilizzo e l\u2019esperienza della magistratura e delle forze dell\u2019ordine italiane (il cui successo negli anni novanta \u00e8 stato, ed \u00e8 ancora oggi, di esempio in ogni parte del mondo) rappresentano un ottimo strumento di lotta al crimine organizzato transnazionale. La mafia si sa muovere bene all\u2019estero, pertanto, serve chi la sappia scovare e combattere. I magistrati e gli inquirenti italiani in questo sono i migliori al mondo. Potrebbero insegnare ai loro colleghi in Europa come sviluppare strategie pi\u00f9 efficienti e coordinate in risposta alle evoluzioni e alla pericolosit\u00e0 del crimine organizzato internazionale. Non sembra, tuttavia, esserci ancora accordo sulle azioni necessarie per un progetto europeo efficace e omogeneo. Il Parlamento europeo \u00e8 ancora oggi immobile poich\u00e9 la maggioranza dei membri rifiuta di affrontare il problema o lo fa nei termini e nei modi sbagliati. Il compito delle autorit\u00e0 giudiziarie e di polizia degli Stati membri \u00e8 lottare le mafie italiane a livello nazionale e quando operano all\u2019estero. In Europa, per\u00f2, manca la comprensione di come si deve combattere la mafia e il problema si acuisce laddove le mafie si stanno imponendo sulla societ\u00e0 civile, sull\u2019economia e sulla politica. I gruppi criminali organizzati prosperano favoriti da procedure burocratiche farraginose e da assenza di normative idonee a far fronte alle continue trasformazioni mafiose. I diversi sistemi giuridici di ciascuno Stato membro devono essere pi\u00f9 omogenei e le autorit\u00e0 giudiziarie devono poter collaborare per evitare situazioni in cui i criminali possono essere condannati in un Paese ma assurdamente assolti in un altro. Attualmente, mi dispiace dirlo, siamo indietro in termini di comprensione e sviluppo di una strategia europea coordinata per combattere le mafie italiane in Europa di almeno dieci anni. Occorre recuperare il tempo perso prima che sia troppo tardi!<\/p>\n<p>Fonte:<a href=\"https:\/\/www.ilmediterraneo.org\/24\/11\/2019\/linefficacia-europea-nelle-lotte-alla-mafia\/\">https:\/\/www.ilmediterraneo.org\/24\/11\/2019\/linefficacia-europea-nelle-lotte-alla-mafia\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL MEDITERRANEO. ORG Il giurista Vincenzo Musacchio, gi\u00e0 docente di diritto penale presso l\u2019Alta Scuola di Formazione della Presidenza del Consiglio in Roma, analizza l&#8217;inefficacia europea da un punto di vista insolito, ovvero da quello giuridico. La sua analisi mette in luce come le mafie riescano ad insinuarsi tra le falle di un Unione Europea che sta attenta solo ai mercati. 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