{"id":54466,"date":"2019-11-25T10:30:49","date_gmt":"2019-11-25T09:30:49","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54466"},"modified":"2019-11-24T23:21:44","modified_gmt":"2019-11-24T22:21:44","slug":"una-legge-quadro-che-apre-la-porta-alla-disarticolazione-della-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54466","title":{"rendered":"Una Legge quadro che apre la porta alla disarticolazione della Repubblica"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Pi\u00f9 che mai, ritiro di qualunque Autonomia differenziata<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<strong>NO alla Legge quadro!<\/strong><\/p>\n<p>L\u20198 novembre il ministro Boccia ha presentato una bozza di Legge Quadro\u00a0<em>\u201cper l\u2019attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia\u201d<\/em>, ai sensi dell\u2019articolo 116 terzo comma della Costituzione.<\/p>\n<p>Siamo dunque di fronte ad un primo passo concreto verso il riconoscimento dell\u2019Autonomia differenziata alle Regioni che ne hanno fatto o ne potranno fare richiesta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\nPer noi che ci situiamo in modo netto nel campo del rifiuto di qualunque Autonomia differenziata si tratta indubbiamente di una direzione inaccettabile.<\/p>\n<p>Vogliamo tuttavia analizzare la Legge quadro partendo dalle argomentazioni di chi sostiene che un\u2019Autonomia differenziata \u201cequa\u201d, \u201csolidale\u201d, \u201ccooperativa\u201d sia possibile.<\/p>\n<p><strong>1) La Legge quadro, se approvata, costringerebbe le Regioni che chiedono pi\u00f9 Autonomia ad agire entro un quadro definito e chiaro?<\/strong><\/p>\n<p>La risposta \u00e8 No. Gli atti legislativi della nostra Repubblica sono ordinati secondo una scala gerarchica, il pi\u00f9 elevato dei quali \u2013 la Costituzione \u2013 vincola tutti gli altri. La Legge quadro \u00e8 una legge ordinaria o di grado \u201cinferiore\u201d rispetto alla Legge prevista dall\u2019art. 116 Cost. che \u00e8 di natura speciale e rinforzata dalla previsione delle intese con le Regioni interessate e della maggioranza assoluta del voto parlamentare. Come scrive il Massimo Villone \u201cessa rimane in principio modificabile da una legge successiva recante intesa con una Regione, ex art. 116. Quindi la Legge quadro non \u00e8 idonea a vincolare alcunch\u00e9, nel metodo e nel merito\u201d. Per resistere all\u2019abrogazione da parte di una legge successiva, la legge attuativa del terzo comma dell\u2019art. 116 dovrebbe pertanto essere di rango costituzionale.<\/p>\n<p><strong>2) La Legge-quadro sancisce tuttavia, almeno, che l\u2019Autonomia differenziata possa applicarsi solo dopo la definizione dei LEP, omogenei per tutto il Paese?<\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo caso la risposta \u00e8 no. Infatti, dopo aver stabilito il principio dell\u2019obiettivo della perequazione infrastrutturale e stabilito che i futuri riparti delle risorse debbano tenere in conto detti obiettivi, la legge quadro vanifica l\u2019originario intento perequativo, stabilendo che se\u00a0<em>\u201centro 12 mesi dall\u2019approvazione dell\u2019intesa non siano determinati i LEP, gli obiettivi di servizio e i fabbisogni standard e sino alla loro determinazione, le nuove funzioni sono COMUNQUE attribuite alle Regioni dal 1\u00b0 gennaio dell\u2019esercizio successivo\u201d<\/em>\u00a0e le risorse continueranno a essere attribuite con il criterio della spesa storica, ossia senza interventi di perequazione. Con la conseguenza che i fabbisogni standard dei diritti sociali fondamentali delle aree \u201ccon minore capacit\u00e0 fiscale per abitante\u201d, e i relativi costi, continueranno a essere ignorati, in palese violazione dell\u2019art. 119, comma 3, della Costituzione.<\/p>\n<p><strong>3) La Legge quadro prevede per\u00f2 che questi LEP uniformi su tutto il Paese possano essere definiti, se non entro un anno, almeno successivamente\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Apparentemente pu\u00f2 sembrare cos\u00ec, ma in realt\u00e0 la stessa Legge definisce condizioni impossibili affinch\u00e9 questo avvenga. In essa si legge infatti che\u00a0<em>\u201cla determinazione dei LEP, nonch\u00e9 i successivi riparti, avvengono nei limiti delle risorse a carattere permanente iscritte nel bilancio dello Stato a legislazione vigente\u201d<\/em>. Analizziamo bene. Questo limite di bilancio pone per la realizzazione dei LEP una sola alternativa: o si taglieranno i fondi per le Regioni del Nord, abbassando drasticamente i servizi e aprendo la strada alla loro privatizzazione; oppure si lascer\u00e0 il Sud sostanzialmente nella condizione attuale, spostando al massimo fondi del tutto insufficienti alla perequazione. Non solo: poich\u00e9 i\u00a0<em>\u201climiti di bilancio\u201d<\/em>\u00a0sono ogni anno pi\u00f9 stretti, tutte le Regioni verranno penalizzate. In conclusione: o i LEP non vedranno mai la luce oppure saranno di livello bassissimo.<\/p>\n<p><strong>4) La Legge quadro preserva qualche materia dalla regionalizzazione, per esempio l\u2019istruzione, come era stato \u201cgarantito\u201d dal ministro Fioramonti?<\/strong><\/p>\n<p>No, nessuna materia viene esclusa dalla possibile Autonomia differenziata.<\/p>\n<p><strong>5) La Legge quadro mette al riparo dalla distruzione dei contratti nazionali, dalla concorrenza al ribasso delle legislazioni del lavoro, dal dumping sociale?<\/strong><\/p>\n<p>No. Al contrario, \u00e8 evidente che l\u2019attribuzione di maggiori competenze alle Regioni aprir\u00e0 la strada a legislazioni concorrenti al ribasso per attrarre manodopera.<\/p>\n<p><strong>6) La Legge quadro mette al riparo dall\u2019aumento delle tasse per i cittadini?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente No. Al contrario, in essa si legge chiaramente che\u00a0<em>\u201cai fini del coordinamento della finanza pubblica, previsione della facolt\u00e0 dello Stato di stabilire (\u2026) misure a carico della Regione, a garanzia dell\u2019equit\u00e0 nel concorso al risanamento della finanza pubblica\u201d<\/em>. Tutte le Regioni dovranno dunque scegliere tra il tagliare servizi e prestazioni pubbliche o istituire nuove tasse, che comunque potranno essere varate per pagare il cosiddetto \u201cdebito\u201d e rispettare il Patto di stabilit\u00e0 e i vincoli dell\u2019UE.<\/p>\n<p><strong>7) La Legge quadro mette al riparo dalle privatizzazioni o almeno le limita?<\/strong><\/p>\n<p>No, anzi le promuove attraverso la cosiddetta \u201csussidiariet\u00e0\u201d, principio piegato negli ultimi 20 anni fino a prevedere che un servizio possa essere gestito indifferentemente da un privato o da un ente pubblico. E\u2019 evidente che la possibile difesa dei servizi pubblici risulter\u00e0 molto pi\u00f9 difficile quando i cittadini saranno divisi tra le Regioni.<\/p>\n<p><strong>Questi sono i fatti. Chi pu\u00f2 pensare,<\/strong>\u00a0sulla base di essi, che l\u2019Autonomia differenziata che si prefigura con questa legge\u00a0<em><strong>\u201csalvaguardi il principio di coesione nazionale e di solidariet\u00e0\u201d<\/strong><\/em>, come era scritto nel programma di governo?<\/p>\n<p>Al contrario,\u00a0<strong>questa Legge apre la porta alla disarticolazione completa dello Stato, alla non esigibilit\u00e0 dei diritti universali, sociali e politici, su tutto il territorio nazionale<\/strong>\u00a0e rappresenta un pericolo per tutti i cittadini, per tutti i lavoratori.<\/p>\n<p>Se infatti \u00e8 vero, come abbiamo sempre affermato, che l\u2019Autonomia differenziata colpirebbe\u00a0<strong>in modo particolare il sud del Paese<\/strong>, \u00e8 altrettanto evidente che essa\u00a0<strong>porterebbe un colpo a tutti i cittadini<\/strong>, poich\u00e9 i tagli alla spesa pubblica, le privatizzazioni, la disarticolazione dell\u2019istruzione, della sanit\u00e0, delle politiche ambientali, delle infrastrutture, l\u2019attacco ai contratti nazionali troverebbero un\u2019accelerazione. Uno dei motivi principali dell\u2019Autonomia differenziata risiede proprio in questo: far esplodere la legislazione nazionale, le condizioni di lavoro, l\u2019accesso ai servizi per poter frantumare la resistenza unita della maggioranza della popolazione e mettere gli uni contro gli altri per far passare i peggiori attacchi, configurando \u2013 peraltro \u2013 una vera e propria riforma istituzionale sotto mentite spoglie: un\u2019autonomia eversiva, dunque.<\/p>\n<p><strong>I cittadini hanno diritto prima di tutto ad avere indietro ci\u00f2 che \u00e8 stato sottratto attraverso i tagli e il meccanismo della spesa storica.<\/strong>\u00a0Non \u00e8 possibile che si spendano almeno 80 milioni al giorno per spese militari, quando le persone a rischio povert\u00e0 o esclusione sociale crescono in tutto il Paese e in particolare nel sud Italia, dove, nel 2018, sono il 43% mentre la differenza tra il fabbisogno totale e la capacit\u00e0 fiscale di tutti i comuni italiani, nel 2016, era di 8 mld di euro circa.<\/p>\n<p>Non \u00e8 accettabile che per ben il 55% dei comuni italiani il fabbisogno di asili nido sia 0.<\/p>\n<p>Se il fondo perequativo non \u00e8 sufficiente, si ricorra ad altri finanziamenti, trovandoli dove ci sono.<\/p>\n<p><strong>Sono dunque i fatti che confermano la giustezza della nostra posizione<\/strong>, riaffermata il 29 settembre:<\/p>\n<p><em>\u201c<strong>Qualunque progetto<\/strong>\u00a0che apra la porta alla sostituzione delle normative nazionali con generici \u201cprincipi\u201d, LEP, intese e quindi leggi regionali,\u00a0<strong>mina alle fondamenta l\u2019unit\u00e0 del Paese e apre la porta ad ulteriori \u201cscivolamenti\u201d<\/strong>, prima di tutto e in modo drammatico al Sud, ma in ultima analisi dappertutto, tanto pi\u00f9 nel contesto di riduzione della spesa pubblica e di privatizzazioni che viviamo.<\/em><\/p>\n<p>In questi mesi diverse voci si sono levate in modo critico sul tema dell\u2019Autonomia differenziata. L\u2019unit\u00e0 di queste voci sulla rivendicazione precisa del \u201critiro di qualunque Autonomia differenziata\u201d pu\u00f2 costringere il governo a fermare il processo pericolosissimo che si cela dietro gli slogan.<\/p>\n<p>\u00c8 questo\u00a0<strong>l\u2019appello che dunque rilanciamo a tutti, gruppi, associazioni, partiti, sindacati: uniamoci sulla parola d\u2019ordine precisa del \u201critiro\u201d, prima di tutto di questa Legge quadro micidiale e quindi di tutto il processo in corso.<\/strong>\u00a0Questa \u00e8 l\u2019unica strada che non lascia spazio alle conseguenze gravissime che una qualunque Autonomia differenziata porterebbe con s\u00e9 (non ultima, l\u2019apertura di un contenzioso infinito Stato-Regioni che potrebbe portare velocemente su un piano politico inquietante, oltre che su quello giuridico)<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/democrazia-e-stato\/30143-una-legge-quadro-che-apre-la-porta-alla-disarticolazione-della-repubblica\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/italia\/democrazia-e-stato\/30143-una-legge-quadro-che-apre-la-porta-alla-disarticolazione-della-repubblica<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI Pi\u00f9 che mai, ritiro di qualunque Autonomia differenziata NO alla Legge quadro! L\u20198 novembre il ministro Boccia ha presentato una bozza di Legge Quadro\u00a0\u201cper l\u2019attribuzione alle Regioni di forme e condizioni particolari di autonomia\u201d, ai sensi dell\u2019articolo 116 terzo comma della Costituzione. Siamo dunque di fronte ad un primo passo concreto verso il riconoscimento dell\u2019Autonomia differenziata alle Regioni che ne hanno fatto o ne potranno fare richiesta. 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