{"id":54472,"date":"2019-11-26T09:30:46","date_gmt":"2019-11-26T08:30:46","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54472"},"modified":"2019-11-24T23:33:43","modified_gmt":"2019-11-24T22:33:43","slug":"conclusioni-politiche-sulla-costruzione-del-socialismo-in-urss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54472","title":{"rendered":"Conclusioni politiche sulla costruzione del socialismo in URSS"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>MARX XXI (Alessandro Pascale)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un bilancio sul processo di costruzione del socialismo in URSS di questo periodo non pu\u00f2 che essere sommamente positivo, viste le incredibili conquiste che il Partito di Lenin aveva proclamato formalmente e grandiosamente ma non aveva avuto il tempo di concretizzare. Lo ha fatto il Partito Comunista sotto la guida progressivamente sempre pi\u00f9 indiscussa (ma mai autocratica e irrispettosa delle regole interne del Partito e della dittatura del proletariato, checch\u00e9 ne dicano la borghesia e i trockijsti) di Iosif Stalin. Lo ha fatto difendendo le conquiste rivoluzionarie e dandogli un contenuto concreto; talvolta dovendo cedere alcune posizioni (fare un passo indietro per farne poi due avanti, diceva Lenin), talaltra accettando la strada dell&#8217;intensificazione dello scontro di classe, simboleggiato pi\u00f9 di tutto dall&#8217;abbandono della NEP per la necessit\u00e0 di realizzare in un decennio quello che altri Paesi hanno compiuto in secoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non una scelta idealistica quest&#8217;ultima, ma una decisione politica dettata dall&#8217;analisi dei fatti. Chiaramente sono da farsi alcune considerazioni sulle violenze e sulla frequente sospensione dei diritti civili e individuali che si sono verificati in questo periodo. Lo \u201cstato d&#8217;eccezione\u201d quasi permanente in cui continua a trovarsi il Paese in questa fase \u00e8 la spiegazione principe a riguardo, che determina certe decisioni arrivate talvolta di fronte all&#8217;emergenza immediata dovuta alle scoperte ottenute dai servizi di sicurezza e talvolta anche da certi gravi errori nella gestione della politica interna. Pesa certamente sulle tensioni anche la volont\u00e0 di proseguire sul sostegno alla lotta internazionalista, portata avanti con l&#8217;interventismo attivo del Comintern, seppur in forma via via subalterna alla difesa ed al consolidamento del socialismo in URSS. Non stupisce insomma che le potenze straniere continuassero a mantenere un atteggiamento ostile verso il Paese dei Soviet che, con il suo esempio anticapitalista, anticolonialista e antimperialista, metteva in discussione gli assetti sociali in tutto il mondo. Eppure tale modello soffriva di profonde contraddizioni, dovute in ultima istanza alla difficolt\u00e0 di costruire un nuovo sistema socio-economico in un Paese profondamente arretrato, dove il Partito partiva da una base di quadri assai limitata. Il Partito di avanguardia leninista si era rivelato il mezzo migliore per fare la Rivoluzione, ma il passaggio al Partito di massa, tanto necessario per dirigere un Paese immenso, divent\u00f2 assai problematico, scontrandosi in primo luogo con la difficolt\u00e0 di fornire un livello di formazione e preparazione politica adeguati alla base militante, ma anche ai quadri intermedi e superiori. Dalla storia di questo periodo esce infatti gravemente compromessa l&#8217;immagine pubblica e il giudizio politico su una parte del gruppo dirigente rivoluzionario. \u00c8 in ultima istanza una minoranza piuttosto nutrita di quella \u201cvecchia guardia bolscevica\u201d a diventare il principale fattore di instabilit\u00e0 della dittatura del proletariato sovietica.<\/p>\n<p>Occorre altres\u00ec necessariamente constatare che si tende sempre a ricondurre questa stagione al \u201ctotalitarismo\u201d imposto da Stalin, il quale avrebbe attuato un controllo asfissiante sulla popolazione. Niente sarebbe sfuggito al suo controllo. Nessuno avrebbe potuto scampare alla sua \u201clonga manus\u201d. Il Partito? Nient&#8217;altro che una finzione mantenuta in piedi per dare una facciata di continuit\u00e0 con la stagione di Lenin. In realt\u00e0, come abbiamo ben visto, la constatazione pi\u00f9 evidente che si pu\u00f2 fare \u00e8 che Stalin, da solo, controllasse ben poco (nemmeno la propria polizia politica in certi periodi&#8230;) e che gran parte delle linee e principi emanati fossero diffusi per decreto o tramite discorsi e articoli, incappando in enormi difficolt\u00e0 nel far applicare correttamente le direttive ai livelli inferiori. La gran parte degli eccessi \u00e8 avvenuta per l&#8217;inadeguatezza dei quadri dirigenti intermedi del Partito, ma anche per lo stesso furore delle classi subalterne, che in certi casi hanno subito impotenti certi processi, in altri li hanno fomentati consapevolmente e volontariamente, in un deciso scontro di classe rivolto contro i nemici interni. Su tutta questa stagione pesa certamente il ruolo dell&#8217;ideologia, ma non in maniera deleteria come si vorrebbe far credere. In effetti tutte le tensioni sociali e politiche sono state conseguenza dalla necessit\u00e0 di modernizzare al pi\u00f9 presto il Paese in previsione di un nuovo conflitto bellico scatenato dall&#8217;imperialismo. Tale indirizzo derivava anche dalla constatazione che la guerra sotterranea degli Stati stranieri all&#8217;URSS non era mai cessata dopo il ritiro delle ultime truppe dal suolo russo, avvenuto tra 1920 e 1921. La lotta era proseguita attraverso la destabilizzazione economica, lo spionaggio, l&#8217;incentivazione al sabotaggio e l&#8217;inserimento nei conflitti politico-sociali interni al Paese e al Partito. La Storia ha dimostrato come le previsioni di un conflitto di larga scala subito dall&#8217;URSS, fatte da parte dello stesso Stalin a partire dal 1927-28 facendo un uso corretto della teoria marxista-leninista, si siano pienamente concretizzate con l&#8217;invasione subita dalla Germania nel 1941. Si pu\u00f2 certamente sorvolare su tutto ci\u00f2, affermando, come fanno gli storici borghesi, che questa sia stata solo una fortunata casualit\u00e0 e che i fatti in questione non siano da collegare. Si pu\u00f2 anche certamente sostenere che nulla contino tutti i discorsi e i documenti ufficiali fin qui riportati, i quali attestano tale consapevolezza ideologica, mostrando come pure in frangenti di enorme pericolo (interno ed esterno), vi sia stata da parte di Stalin e della Direzione centrale del Partito nel complesso un atteggiamento perfino cauto e moderato. Fin troppo forse, arrivando a risolvere tardi e in maniera certamente inadeguata la necessit\u00e0 di risolvere il rischio della \u201cquinta colonna\u201d con le Grandi Purghe del 1937-38. Lo storico liberale potr\u00e0 comunque obiettare su qualsiasi cosa, come \u00e8 stato fatto per decenni d&#8217;altronde: potr\u00e0 anche distorcere la verit\u00e0 storica con una variet\u00e0 incredibile di falsit\u00e0 pi\u00f9 o meno credibili. Cos\u00ec facendo per\u00f2 non si capirebbero davvero i pregi e i limiti di quanto accaduto. La borghesia non ha evidentemente interesse che ci\u00f2 accada. Ma chi continua a subire le violenze quotidiane del capitalismo invece s\u00ec, e deve capire quali siano stati i problemi in cui \u00e8 incappata la prima grande esperienza storica di costruzione del socialismo, al fine di trarne lezione per il presente e per il futuro.<\/p>\n<p>Quali errori bisogna imputare a Stalin e ai suoi compagni della Direzione? Anzitutto di non aver saputo scegliere adeguatamente alcuni collaboratori (Ezov ne \u00e8 il massimo esempio), ma anche su questo aspetto non si pu\u00f2 dimenticare il comportamento tenuto da famosi e importanti dirigenti ed eroi della Rivoluzione che, con il proprio comportamento irresponsabile e arrogante, hanno messo a repentaglio l&#8217;esistenza stessa dell&#8217;URSS, rendendo evidentemente molto pi\u00f9 difficile formare nuovi quadri dirigenti in un periodo di intemperie continue. Ricondurre tutti gli errori a spiegazioni soggettive sarebbe per\u00f2 non solo un errore ma anche un atteggiamento \u201cidealista\u201d, e quindi assai poco marxiano. La conclusione di tale discorso \u00e8 che nella Storia la violenza, il ricorso alla violenza, \u00e8 inevitabile quando la lotta di classe raggiunge picchi tali da mettere in discussione i rapporti di produzione e di propriet\u00e0 dominanti. Una Rivoluzione non avviene mai in condizioni ottimali, per cui \u00e8 normale che ci si trovi in una certa misura impreparati e si facciano errori. Da un punto di vista etico-politico non si pu\u00f2 quindi condannare un&#8217;esperienza per i mezzi usati, se questi si rivelano indispensabili a salvaguardare dei fini nobili. L&#8217;obiettivo del socialismo, considerato in senso ampio come l&#8217;eliminazione strutturale della principale violenza economico-sociale quotidiana, \u00e8 il fine pi\u00f9 nobile possibile. Di fronte a tale orizzonte e alle ingiustizie millenarie e quotidiane tese a mantenere un dominio fondato sull&#8217;asservimento della maggioranza dell&#8217;umanit\u00e0, anche gli errori compiuti dai bolscevichi impallidiscono. Gli anticomunisti diranno che queste sono parole da prete, da messianesimo para-religioso giustificazionista dei peggiori massacri. Per costoro citeremo Dante: \u00abnon ragioniam di lor, ma guarda e passa\u00bb. Perch\u00e9 in fondo cos\u00ec fan loro, quando gli sbatti sul tavolo gli orrori quotidiani del capitalismo.<\/p>\n<p>Nonostante il peso delle strutture di \u201clongue dur\u00e9e\u201d e dell&#8217;inevitabile recrudescenza della lotta di classe, non si pu\u00f2 comunque scadere neanche nell&#8217;atteggiamento opposto di sorvolare sulle gravi responsabilit\u00e0 individuali.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/storia\/30142-7-conclusioni-politiche-sulla-costruzione-del-socialismo-in-urss\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/storia-teoria-e-scienza\/storia\/30142-7-conclusioni-politiche-sulla-costruzione-del-socialismo-in-urss<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Alessandro Pascale)\u00a0 Un bilancio sul processo di costruzione del socialismo in URSS di questo periodo non pu\u00f2 che essere sommamente positivo, viste le incredibili conquiste che il Partito di Lenin aveva proclamato formalmente e grandiosamente ma non aveva avuto il tempo di concretizzare. 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