{"id":54484,"date":"2019-11-25T11:09:11","date_gmt":"2019-11-25T10:09:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54484"},"modified":"2019-11-25T11:44:32","modified_gmt":"2019-11-25T10:44:32","slug":"nuovi-ostacoli-per-la-fine-della-guerra-commerciale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54484","title":{"rendered":"Nuovi ostacoli per la fine della guerra commerciale"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SICUREZZA INTERNAZIONALE (di Maria Grazia Rutigliano)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"\" src=\"https:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/files\/2017\/07\/5533574C-AC6A-4B59-B17C-9FCFEC61ADB5-223-00000034A88D4E0A-e1566837176684-800x450_center_center.jpeg\" width=\"517\" height=\"291\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019ambizioso progetto di sottoscrivere un accordo commerciale di \u201cfase due\u201d tra gli Stati Uniti e la Cina \u00e8 sempre meno probabile, a causa delle difficolt\u00e0 riscontrate gi\u00e0 nella \u201cfase uno\u201d dei colloqui, secondo quanto riferiscono i funzionari di Washington e Pechino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La notizia \u00e8 stata riferita il 25 novembre dal quotidiano <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/ajimpact\/trade-deal-chinese-officials-191125015247688.html\">Al-Jazeera English<\/a>, che sottolinea l\u2019importanza di tali accordi per il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. \u201c\u00c8 Trump che vuole firmare questi accordi, non noi. Noi possiamo aspettare\u201d, ha affermato un\u00a0funzionario cinese, secondo il quotidiano. Un rappresentante dei democratici statunitensi, Jim Costa, che fa parte di 2 importanti comitati agricoli, ha dichiarato al Congresso che fonti cinesi \u201cpragmatiche\u201d gli hanno detto la stessa cosa.\u00a0La principale priorit\u00e0 di Trump \u00e8 quella di assicurarsi\u00a0la conclusione della prima fase nei negoziati, una vittoria importante per la sua campagna\u00a0elettorale. Tuttavia, la Cina sembra non voler collaborare su tale punto. Il 20 novembre \u00e8 stata diffusa la notizia che\u00a0la firma di un accordo di fase uno potrebbe essere rimandata al\u00a0prossimo anno, poich\u00e9 i due Paesi non riescono ad accordarsi sulla richiesta di Pechino di tagli pi\u00f9 importanti alle tariffe punitive che gli Stati Uniti hanno imposto\u00a0contro i prodotti cinesi. Tuttavia, il 2020 \u00e8 anche l\u2019anno in cui sono previste le elezioni presidenziali degli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il principale risultato ottenuto fino ad ora \u00e8 stato quello di ridurre alcune delle tariffe reciproche, con un accordo concordato il 12 ottobre, in quella che \u00e8 ancora considerata la \u201cfase uno\u201d dei colloqui. In tale contesto, i\u00a0negoziatori\u00a0avevano concordato una \u201ccancellazione graduale\u201d degli aumenti delle tariffe, secondo quanto aveva affermato un portavoce del ministero del Commercio, Gao Feng.\u00a0L\u2019accordo del 12 ottobre \u00e8 stato accolto come un segno di progresso verso la fine della guerra commerciale, ma i risvolti positivi sono ancora limitati. Trump aveva accettato di posticipare un aumento delle tariffe, poich\u00e8 la Cina aveva accettato di acquistare fino a 50 miliardi di dollari in beni agricoli americani. Secondo i rapporti di Pechino,\u00a0la Cina vuole la soppressione delle tariffe del 15% imposte su 125 miliardi di dollari di importazioni cinesi prima\u00a0di prendere un impegno formale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le importazioni cinesi di soia americana e altri beni sono crollate del 26,4 per cento nei primi\u00a09 mesi del 2019 a seguito di aumenti delle tariffe. L\u2019accordo del 12 ottobre ha contribuito a mitigare i nervosismi dei mercati finanziari, ma le due parti non hanno ancora segnalato i progressi su importanti disaccordi tra le due potenze commerciali.\u00a0Trump e il presidente cinese, Xi Jinping, avrebbero dovuto incontrarsi alla riunione dei leader dell\u2019area Asia-Pacifico in Cile, ma l\u2019evento \u00e8 stato cancellato a causa delle proteste. Tuttavia,\u00a0i funzionari degli Stati Uniti affermano che i due governi stanno cercando un posto diverso dove tenere l\u2019incontro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00a0La\u00a0<a href=\"https:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2019\/05\/22\/ambasciatore-cinese-negli-usa-speranze-la-ripresa-dei-colloqui-commerciali\/\">guerra commerciale\u00a0<\/a>tra Cina e Stati Uniti \u00e8 cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni rispettivamente di acciaio e alluminio. Tale decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari.\u00a0Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla \u201cpi\u00f9 grande\u00a0guerra commerciale\u00a0della storia economica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un\u2019ulteriore trance di tariffe \u00e8 stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018,\u00a0tariffe del 25%\u00a0su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo pi\u00f9 di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalit\u00e0 dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>FONTE: <a href=\"https:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2019\/11\/25\/nuovi-ostacoli-la-fine-della-guerra-commerciale\/\">https:\/\/sicurezzainternazionale.luiss.it\/2019\/11\/25\/nuovi-ostacoli-la-fine-della-guerra-commerciale\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SICUREZZA INTERNAZIONALE (di Maria Grazia Rutigliano) L\u2019ambizioso progetto di sottoscrivere un accordo commerciale di \u201cfase due\u201d tra gli Stati Uniti e la Cina \u00e8 sempre meno probabile, a causa delle difficolt\u00e0 riscontrate gi\u00e0 nella \u201cfase uno\u201d dei colloqui, secondo quanto riferiscono i funzionari di Washington e Pechino. 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