{"id":54505,"date":"2019-11-26T13:10:52","date_gmt":"2019-11-26T12:10:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54505"},"modified":"2019-11-26T13:11:04","modified_gmt":"2019-11-26T12:11:04","slug":"perche-le-proteste-in-medio-oriente-sono-un-problema-per-liran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54505","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le proteste in Medio Oriente sono un problema per l\u2019Iran"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>di INSIDEOVER.COM (<span class=\"author_meta\">Futura D&#8217;Aprile <\/span>)<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"img-fluid img-fluid lazy-image wp-post-image\" src=\"https:\/\/it.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_10546962-1-e1573239691389-334x188.jpg\" alt=\"Libano rivolte\" width=\"334\" height=\"188\" data-src=\"https:\/\/it.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LP_10546962-1-e1573239691389.jpg\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le piazze di Baghdad, Beirut e Teheran da mesi o da poche settimane sono diventate campo di battaglia di una popolazione scontenta della propria classe politica e desiderosa di nuove riforme e migliori prospettive di vita. Manifestanti di tutte le et\u00e0 e delle diverse classi sociali si sono ritrovati sotto gli stessi slogan, senza leader, senza pi\u00f9 nulla da perdere, stanchi delle condizioni di vita che anni di mala politica e corruzione hanno imposto loro. Ma le proteste non hanno avuto un impatto solo sui Governi dei singoli Paesi, ma anche sull\u2019espansione nella regione di un particolare Stato: l\u2019Iran.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il caso dell\u2019Iraq<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Lavoro, migliori condizioni di vita, fine del nepotismo e della corruzione sono le parole d\u2019ordine che<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/lombra-di-terze-parti-negli-scontri-in-iraq.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> risuonano nelle strade dell\u2019Iraq<\/a>, con particolare intensit\u00e0 nel sud del Paese. Ma se il principale il nemico dei manifestanti \u00e8 la classe politica dirigente, non sono mancate le critiche contro l\u2019Iran e <strong>la sudditanza dell\u2019attuale premier e di altri politici iracheni nei confronti di Teheran.<\/strong> A sottolineare la valenza delle accuse mosse dai manifestanti sono state alcune importanti <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/prima-fuga-di-notizie-dalliran-cosa-dicono-i-file-segreti-e-perche-sono-importanti.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">rivelazioni che hanno messo in luce gli stretti legami tra la politica irachena e quella iraniana<\/a>. I documenti in realt\u00e0 non hanno fatto altro che confermare ci\u00f2 che era gi\u00e0 noto a tutti, manifestanti <em>in primis,<\/em>ma la loro diffusione ha comunque contribuito a infiammare le proteste. Fin dalla caduta di Saddam Hussein e in misura maggiore dopo il ritiro delle truppe Usa nel 2011, l\u2019Iran ha espanso notevolmente la sua influenza in Iraq, cooptando la classe politica e utilizzando tanto la lotta contro l\u2019Isis quanto i timori della componente sciita di una futura guerra civile per incrementare il controllo nel Paese vicino. Le ultime proteste per\u00f2 destano non poca preoccupazione a Teheran: <strong>la caduta dell\u2019attuale Governo guidato da Abdul Mahdi sarebbe un duro colpo per l\u2019Iran<\/strong>, che era riuscito a mettere alla guida dell\u2019Iraq un uomo vicino agli Ayatollah e la cui investitura aveva accontentato tanto il partito Fatah quanto quello guidato da <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/al-sadr-lex-signore-della-guerra-vinto-le-elezioni-iraq.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Moqtada al Sadr<\/a>, entrambe formazioni sciite irachene. Il ritorno alle urne ventilato dal leader del <em>Sadrist Movement<\/em> non sarebbe quindi visto con favore da Teheran, che rischia di trovarsi alla guida di Baghdad qualcuno meno ben disposto nei propri confronti.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il Libano di Hezbollah<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Iraq non \u00e8 l\u2019unico vicino di casa sciita che agita il sonno degli Ayatollah. Anche in Libano le<a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/guerra\/hezbollah-denuncia-le-interferenze-usa-in-libano.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> proteste continuano<\/a> senza sosta contro la classe politica e in questo caso siamo di fronte a manifestazioni che<strong> attraversano trasversalmente la societ\u00e0<\/strong> senza distinzione di classe e soprattutto di gruppi di appartenenza. Il Libano \u00e8 uno dei Paesi mediorientali in cui la divisione settaria \u00e8 maggiormente sentita, con una profonda influenza anche a livello di distribuzione del potere politico. Una delle richieste dei manifestanti per\u00f2 \u00e8 proprio il superamento di questo modello settario per dare invece vita ad una societ\u00e0 maggiormente omogenea e priva di divisioni cos\u00ec marcate. Una simile prospettiva non trover\u00e0 mai l\u2019appoggio n\u00e9 dell\u2019Iran n\u00e9 tantomeno di <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/il-partito-di-dio-storia-e-futuro-di-hezbollah.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Hezbollah<\/strong><\/a>, che fin dall\u2019inizio ha dimostrato pi\u00f9 o meno apertamente la sua <a href=\"https:\/\/www.aljazeera.com\/news\/2019\/11\/lebanon-protesters-hezbollah-amal-supporters-clash-beirut-191125024849508.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">disapprovazione nei confronti delle proteste<\/a> e non ha accettato le dimissioni del premier Hariri. A seguito delle ultime elezioni, il partito di Dio \u00e8 riuscito ad ottenere un potere mai avuto prima, entrando a far parte della coalizione guidata da Hariri, e non ha alcuna intenzione di rinunciare ai Ministeri che gli sono stati affidati. Un rifiuto che trova d\u2019accordo anche Teheran, che non pu\u00f2 permettersi di allentare la presa sul Libano, soprattutto adesso che il potere dei suoi alleati iracheni vacilla.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Le proteste in Iran<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Baghdad e Beirut non sono le uniche piazze a ribellarsi contro i proprio Governi e contro l\u2019influenza iraniana. Il regime degli Ayatollah da alcune settimane deve fare i conti anche con il <strong>dissenso interno al suo stesso Paese<\/strong>, dopo il rincaro dei prezzi della benzina decisi dal premier Hassan Rouhani. A fronte di una diminuzione delle entrate derivanti dalla vendita di petrolio, il primo ministro ha scelto di innalzare il costo del greggio e usare i proventi per aiutare le fasce pi\u00f9 povere della popolazione, seguendo cos\u00ec una precisa strategia: meglio inimicarsi le classi medio-alte, normalmente meno propense alle rivolte, che quelle meno abbienti, che potrebbero invece inscenare <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/obiettivi-e-rischi-della-strategia-iraniana-di-rincarare-i-prezzi-della-benzina.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">proteste<\/a> simili a quelle che si stanno registrando in Iraq e Libano. Le attuali manifestazioni stanno tuttavia mettendo a dura prova il Governo iraniano, che non \u00e8 tardato ad intervenire con la forza per reprimere i manifestanti, limitando anche l\u2019accesso alla rete della popolazione e accusando ancora una volta gli Stati Uniti di essere dietro all\u2019ondata di proteste che sta interessando non solo l\u2019Iran, ma anche l\u2019Iraq e il Libano.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il sogno della mezzaluna sciita<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\">Quando si parla dell\u2019influenza iraniana in Medio Oriente ci si imbatte spesso nella \u201cMezzaluna sciita\u201d, <strong>un\u2019area che va dall\u2019Iran fino al Libano passando per l\u2019Iraq e la Siria<\/strong> e che permetterebbe a Teheran di espandere la propria presenza fino alle porte di Israele. Tale progetto \u00e8 ovviamente ostacolato tanto dallo Stato ebraico, quanto dagli Stati Uniti, senza parlare degli altri Stati arabi a maggioranza sunnita che non vedono di buon occhio una simile espansione sciita nella regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 tuttavia in quest\u2019ottica che pu\u00f2 essere letto<strong> l\u2019interesse dell\u2019Iran verso Iraq, Libano e Siria e il timore avvertito da Teheran nei confronti delle proteste<\/strong> che stanno mettendo a repentaglio l\u2019ordine politico vigente. Al momento, l\u2019unico Paese in cui la presenza iraniana sembra meno contestata \u00e8 la Siria, grazie alla vittoria di <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/politica\/chi-e-bashar-al-assad.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Bashar al Assad<\/a> \u2013 o meglio della Russia \u2013\u00a0 nella <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/schede\/guerra\/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">guerra che da otto anni<\/a> interessa il Paese e che ha permesso all\u2019Iran di avere una presenza ancora pi\u00f9 significativa a Damasco. La Siria per\u00f2 non \u00e8 che un tassello nel pi\u00f9 grande progetto della Mezzaluna sciita e Teheran non ha alcuna intenzione di rinunciare alla propria espansione regionale, soprattutto adesso che il ruolo degli Usa in Medio Oriente \u00e8 meno assertivo che in passato. Non resta che vedere che piega prenderanno tanto le proteste in patria quanto quelle in Libano e Iraq e quanto il regime degli Ayatollah riuscir\u00e0 e volgerle in proprio favore. O almeno a contenerne i danni.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"https:\/\/it.insideover.com\/politica\/perche-le-proteste-in-medio-oriente-sono-un-problema-per-liran.html\">https:\/\/it.insideover.com\/politica\/perche-le-proteste-in-medio-oriente-sono-un-problema-per-liran.html<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di INSIDEOVER.COM (Futura D&#8217;Aprile ) Le piazze di Baghdad, Beirut e Teheran da mesi o da poche settimane sono diventate campo di battaglia di una popolazione scontenta della propria classe politica e desiderosa di nuove riforme e migliori prospettive di vita. 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