{"id":54519,"date":"2019-11-27T11:00:59","date_gmt":"2019-11-27T10:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54519"},"modified":"2019-11-29T15:09:31","modified_gmt":"2019-11-29T14:09:31","slug":"altra-lunga-intervista-su-libro-e-mes-con-commenti-sotto-sale-sulle-sardine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54519","title":{"rendered":"Altra lunga intervista su libro e MES (con commenti sotto sale sulle &#8220;sardine&#8221;)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Intervista di ALBA VASTANO al Prof. SERGIO CESARATTO (tratta dal sito &#8220;Lavoro e Salute&#8221;)<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>La sinistra e l\u2019economia: da Sraffa e Keynes alla riforma del MES.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em><strong>Alba Vastano<\/strong>: Professor Cesaratto, entriamo subito nel vivo, ovvero l\u2019attuale questione del Mes , il fondo salva Stati. Anzitutto, per i profani in materia di economia, pu\u00f2 spiegare cos\u2019\u00e8 il Mes e come funziona\u00a0\u00a0questo meccanismo applicato all\u2019economia europea?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><strong>Sergio Cesaratto<\/strong>: Il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (MES), detto anche fondo salva-Stati, fu creato nel 2011. Interviene a finanziare uno Stato quando per quest\u2019ultimo non ha pi\u00f9 senso finanziarsi sui mercati a causa di tassi di interesse troppo alti. Semplificando, quando i sottoscrittori del debito pubblico non rinnovano i prestiti, non trovando altri acquirenti a tassi ragionevoli, il Paese non pu\u00f2 restituire i prestiti in scadenza ed \u00e8 in default. Il MES interverrebbe prestando quattrini al Paese, probabilmente in combinazione con la BCE che a sua volta comprerebbe titoli di Stato sotto il cappello dell\u2019OMT (<em>Outright Monetary Transactions<\/em>), il programma annunciato da Draghi nel luglio 2012 nel famoso discorso in cui disse che la BCE avrebbe fatto tutto quanto necessario (\u201cwhatever it takes\u201d) per preservare l\u2019euro. L&#8217;aiuto di Draghi era subordinato a prestiti MES, e questi ultimi a un \u201cmemorandum of understanding\u201d, un impegno del Paese a perseguire politiche di aggiustamento fiscale (leggi: austerit\u00e0). Il MES ha un capitale fornito dai Paesi dell\u2019eurozona (80 miliardi), e in caso di prestiti si pu\u00f2 finanziare emettendo titoli.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: La riforma del Mes dovrebbe avvenire entro fine anno. Nel sistema economico italiano sale la preoccupazione per questa riforma. Se, come prevedibile, verr\u00e0 attuata,come prima risposta le banche italiane smetterebbero di acquistare titoli nazionali?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: Il presidente dell\u2019Associazione bancaria italiana (ABI) Patuelli ha detto di s\u00ec.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Per quale ragione<\/em>?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: Nel nuovo-MES si\u00a0\u00a0allude alla \u201cristrutturazione del debito\u201d nel caso lo staff del MES non reputi il debito di quel Paese sostenibile. Ristrutturazione significa che i detentori dei titoli di Stato potrebbero vederne allungate le scadenze, o abbassato il rendimento, o infine addirittura vedere tagliato parte del loro credito (<em>haircut<\/em>).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Se si arrivasse a questo, quali saranno le conseguenze\u00a0\u00a0pi\u00f9 pesanti sull\u2019economia nazionale?\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C:Tutti ricordano cosa accadde quando Merkel e Sarkozy, nell\u2019autunno 2010 annunciarono che da quel momento i prestatori agli Stati in default avrebbero subito perdite &#8211; tanto nel maggio le banche tedesche e francesi che avevano prestato quattrini alla Grecia erano state gi\u00e0 messe in sicurezza (anche coi nostri soldi) quindi al riparo da un\u00a0<em>haircut<\/em>. Secondo molti osservatori, fu proprio questo annuncio a innescare la crisi di sfiducia verso i titoli italiani e spagnoli, ci\u00f2 che ci costrinse all\u2019emissioni di titoli a tassi esorbitanti, che ancora paghiamo. Ora si rischia di allarmare nuovamente i mercati.\u00a0Le banche italiane e straniere ci penserebbero\u00a0due volte ad acquistare titoli di un Paese ch\u00e8 potrebbe essere assoggettato a ristrutturazione del debito. Di qui i timori del governatore di Bankitalia Ignazio Visco, di Patuelli e dell\u2019on. Giampaolo Galli e di tanti altri.\u00a0Una ristrutturazione del debito colpirebbe duramente le banche e i risparmiatori. E\u2019 una strategia folle.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Ma qual \u00e8 il giudizio politico?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: Da tempo la Germania vuole sottrarre il giudizio sul rispetto delle regole fiscali alla giurisdizione della Commissione, essendo quest\u2019ultima troppo sensibile agli equilibri politici (per esempio, non giudicando troppo severamente governi italiani considerati \u201camici\u201d). Al MES verrebbero attribuito poteri molto forti. Sotto mentite spoglie \u00e8 il Fondo monetario europeo desiderato da tempo dalla Germania. Insomma l\u2019Europa, invece di trasmettere fiducia sui conti pubblici aiutando i Paesi a sostenerli attraverso bassi tassi di interesse, diffonde inquietudine e rischia di spingerli nel baratro. \u00c8 una strategia che mira a mettere i Paesi ad alto debito alle corde per costringerli a \u201crisanare\u201d a colpi di austerit\u00e0. Sappiamo benissimo quanto tale \u201crisanamento\u201d sia controproducente. Ma c\u2019\u00e8 in Europa, e specialmente in Germania ed Olanda, chi pensa che il mancato risanamento sia frutto della poca severit\u00e0 verso i Paesi debitori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: I filo-europeisti governativi hanno per\u00f2 negato che nel nuovo Trattato si parli di \u201cristrutturazione del debito\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: In una sorta di preambolo al Trattato si dice: \u201c(12B) in circostanze eccezionali una forma adeguata e proporzionata di coinvolgimento dei privati, in linea con le pratiche del Fondo Monetario Internazionale, verr\u00e0 presa in considerazione nei casi in cui il sostegno alla stabilit\u00e0 [del debito] \u00e8 concesso accompagnato da condizionalit\u00e0 nella forma di programmi di aggiustamento macroeconomico\u201d). Per coinvolgimento del settore privato (Private sector involvement) si intende ristrutturazione del debito. Quest\u2019ultimo non \u00e8 automatico, questo va riconosciuto, ma \u00e8 fra le opzioni possibili. Nell\u2019articolato poi il punto non viene ripreso, ma nell\u2019Annesso III dove si specificano le condizioni di accesso agli aiuti si menziona la clausola della sostenibilit\u00e0 del debito (senza entrare nei dettagli).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V:Pierre Moscovici, al termine del suo mandato come responsabile dell\u2019economia in Ue, manda due messaggi importanti all\u2019Italia. Se la riforma si blocca salta il sostegno alle banche. La frontiera \u00e8 l\u2019euro e il sovranismo deve arretrare. Che ne pensa<\/em>?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: Il nuovo-MES contempla la possibilit\u00e0 per questa agenzia europea di fungere da garanzia di ultima istanza nel caso di ristrutturazione delle banche europee. Ma ad essere nei guai sono soprattutto le banche tedesche, e il messaggio \u00e8 a Berlino che dovrebbe essere indirizzato. C\u2019\u00e8 in verit\u00e0 una seconda discussione in corso e che riguarda l\u2019assicurazione europea sui depositi bancari sotto i 100 mila euro. Questi sono oggi assicurati a livello nazionale, ma una vera sicurezza pu\u00f2 solo provenire da una assicurazione europea (come negli Stati Uniti). L\u2019Italia sta bloccando un accordo in questa direzione in quanto la Germania la subordina a un\u2019altra misura destabilizzante per il nostro debito pubblico, ovvero che le banche italiane si liberino di buona parte dei 400 miliardi di titoli di Stato che hanno in pancia. Anche in questo caso l\u2019Europa proibisce e non costruisce, come si \u00e8 espresso il governatore Visco a proposito del MES. Circa euro e sovranismo, beh forse il quesito lo dovrei porre io a lei! Sarebbe bene che la sinistra si chiarisse le idee sull\u2019Europa decidendo se davvero la considera la nuova frontiera dell\u2019internazionalismo, oppure se intende privilegiare i problemi delle nostre masse popolari. Per gente come Moscovici l\u2019Europa \u00e8 la frontiera del liberismo, e la rivendicazione di spazi nazionali ne \u00e8 la negazione. La sinistra italiana da che parte sta?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Philip Lane, economista Bce, afferma \u201c l\u2019economia cresce meno velocemente di quanto sperassimo\u201d. Assicurando per\u00f2 che nell\u2019Eurozona non sono previste recessioni Lei come vede e prevede la situazione odierna e per il 2020?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: La fase di rallentamento dell\u2019economia mondiale sta gi\u00e0 aggravando le nostre prospettive, e l\u2019Europa a guida tedesca non sta facendo nulla per prepararsi. Con la fine del mandato di Draghi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la certezza di una guida adeguata alla BCE \u2013 Christine Lagarde ha dichiarato una continuit\u00e0, ma chiss\u00e0! La Germania prosegue sul cammino del rigore fiscale per s\u00e9 e per gli altri. Una politica industriale europea non c\u2019\u00e8 (se non accordi franco-tedeschi che lasciano da parte gli altri). Se a questo aggiungiamo il disastro della nostra classe politica, inclusa l\u2019assenza di una sinistra all\u2019altezza dei problemi del nostro paese, le prospettive sono preoccupanti.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V:In questa ottica\u00a0\u00a0le scelte dei governi dovranno puntare alla flessibilit\u00e0 sul deficit o maggiormente a riforme strutturali ?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: Riforme strutturali significa pi\u00f9 laissez-faire. Non siamo pi\u00f9 ai tempi del PCI quando aveva un altro significato. Flessibilit\u00e0 fiscale significa poco per l\u2019Italia (a parte gli \u201czero virgola\u201d) in quanto la leva fiscale dovrebbe essere impiegata in primo luogo dai Paesi che hanno spazio per espandere la spesa pubblica, Germania in primis &#8211; che ha conti in ordine non tanto per proprie virt\u00f9, ma per le disgrazie altrui per cui gli investitori si sono buttati sui titoli di Stato tedeschi sicch\u00e9 Berlino paga da anni tassi negativi. Un\u2019espansione fiscale in un Paese solo \u00e8 impossibile, non tanto per i parametri di Maastricht, ma soprattutto perch\u00e9 i mercati ci farebbero a pezzi. In ambito europeo, se Germania che espandesse, se la BCE che continuasse nella politica di acquisto dei titoli pubblici e, soprattutto, se si adottassero forme di europeizzazione del debito, uno spazio fiscale si aprirebbe anche per noi. Se, se , se\u2026<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Professore, un\u2019ultima domanda sulla riforma del Mes. Per quali motivi si dovrebbero accettare ipotetici strumenti di sostegno che in realt\u00e0 sembrano penalizzare ancor di pi\u00f9 le economie degli Stati.\u00a0<\/em><em>Lo Stato spende per gli interessi del debito il doppio di quanto spende per investimenti pubblici. Il Mes non sembra essere un meccanismo che facilita\u00a0 il rientro del debito, ma al contrario questi strumenti di assistenza finanziaria potrebbero facilitare invece una nuova crisi del debito.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: L\u2019abbiamo detto:\u00a0l\u2019Europa, invece di trasmettere fiducia sui conti pubblici aiutando i Paesi attraverso bassi tassi di interesse, diffonde inquietudine e rischia di spingerci nel baratro. \u00c8 una strategia che mira a mettere i Paesi ad alto debito alle corde per costringerli a \u201crisanare\u201d a colpi di austerit\u00e0. Sappiamo benissimo come tale \u201crisanamento\u201d sia controproducente. Ma c\u2019\u00e8 in Europa, e specialmente in Germania, chi pensa che il mancato risanamento sia frutto della poca severit\u00e0 verso i Paesi debitori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Nel caso di un\u2019effettiva ristrutturazione del debito, questo colpirebbe le banche, in particolare quelle italiane che sono forti detentrici di nostri titoli di Stato. Cosa accadrebbe nel caso di una ristrutturazione del debito italiano? Interverrebbe lo stesso nuovo-MES dotato ora di potere diretto di prestare quattrini alle banche? Ma che pasticcio \u00e8?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Il debito pubblico italiano sarebbe perfettamente sostenibile con bassi tassi di interesse e una politica fiscale europea che sostenesse la crescita. Come ha proposto il prof. Paolo Savona, il MES dovrebbe essere utilizzato per \u201ceuropeizzare\u201d una parte del debito pubblico dei paesi europei. Il MES lo potrebbe fare emettendo titoli a tassi bassissimi (dato che ha una garanzia europea) e finanziando cos\u00ec l\u2019acquisto di titoli di Stato Europei. I titoli emessi dal MES costituirebbero quel\u00a0<em>safe asset<\/em>, quel titolo europeo ritenuto sicuro, molto gradito agli investitori internazionali e alle banche europee. Invece di riformare la propria assurda costituzione economica, l\u2019Europa ne accentua invece i tratti pi\u00f9 oppressivi. Il governo italiano farebbe bene a non firmare per il nuovo-MES, chiedendo un periodo di riflessione su tutto l\u2019impianto economico dell\u2019Eurozona.\u00a0\u00a0A proposito: chi lo spiega alle \u201csardine\u201d?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Passiamo alla sua ultima opera, di cui \u00e8 disponibile da pochi giorni la seconda edizione. Parliamo di \u201cSei lezioni di economia &#8211; Conoscenze necessarie per capire la crisi pi\u00f9 lunga (e come uscirne)\u201d (Diarkos). Perch\u00e9 leggerlo?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: La prima edizione delle\u00a0<em>Sei lezioni<\/em>\u00a0ha avuto un ottimo riscontro (e la nuova edizione \u00e8 gi\u00e0 in ristampa mentre le edizioni in spagnolo ed inglese sono in preparazione, quest\u2019ultima col colosso Springer) perch\u00e9 mostra come esistano diverse teorie economiche le quali ci portano a diverse visioni di come funziona il sistema economico e di come possa dunque essere migliorato. Semplificando, le prime tre lezioni del libro confrontano due teorie, quella \u201cclassico-keynesiana\u201d che si rif\u00e0 ai grandi economisti classici (come Smith, Ricardo e Marx) e alla lezione di John Maynard Keynes (1883-1946), il grande economista inglese dello scorso secolo, e quella \u201cmarginalista\u201d (o \u201cneoclassica\u201d) che domina il pensiero economico dalla fine del XIX\u00b0 secolo. Tale dominio \u00e8 stato in taluni periodi indebolito dalla critica Keynesiana, ma anche da quella del grande economista italiano Piero Sraffa (1898-1983) che ha riscoperto la visione degli economisti classici. La figura di Sraffa \u00e8 ignota alla maggioranza degli italiani, persino a quelli colti. Eppure \u00e8 una figura essenziale per il percorso intellettuale di studiosi come Wittgenstein e Antonio Gramsci. Keynes offr\u00ec rifugio a Sraffa, personalmente inviso a Mussolini, accogliendolo nel suo circolo pi\u00f9 ristretto a Cambridge. Ed a Sraffa dobbiamo l\u2019innesto di una clamorosa controversia che negli anni sessanta e settanta dello scorso secolo scosse le fondamenta della teoria dominante. Sraffa dimostr\u00f2 infatti i gravi errori concettuali del marginalismo che lo rendono una teoria analiticamente sbagliata. La controversia \u00e8 nota come la \u201ccontroversia fra le due Cambridge\u201d, quella inglese e quella americana (sede del celebre MIT vicino a Boston). Ma protagonisti della Cambridge inglese erano dei giovani italiani, in particolare Pierangelo Garegnani (1930-2011) e Luigi Pasinetti. Garegnani fu l\u2019allievo prediletto di Sraffa ed \u00e8 stato il mio maestro. A lui devo la chiarezza concettuale delle\u00a0<em>Sei lezioni<\/em>\u00a0che credo sia ci\u00f2 che ha colpito di pi\u00f9 i lettori.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">Semplificando molto, la teoria classica aveva al suo centro il concetto di sovrappi\u00f9 sociale. Questo \u00e8 definito come ci\u00f2 che rimane del prodotto sociale una volta tolte le sussistenze per i lavoratori. Questo semplice concetto ci d\u00e0 la chiave per ricostruire il funzionamento delle diverse \u201cformazioni economiche\u201d pre-capitalistiche, dall\u2019economia neolitica alle civilt\u00e0 antiche e successivamente al feudalesimo. A seconda delle diverse condizioni geografiche e storico-istituzionali diverse sono infatti state le modalit\u00e0 con cui le classi dominanti si sono appropriate de sovrappi\u00f9 sociale. Non \u00e8 un caso che tale concetto sia ampiamente utilizzato negli studi archeologici delle civilt\u00e0 antiche e nell\u2019antropologia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">La teoria economica marginalista ha invece al suo centro l\u2019idea che il laissez faire conduca a una distribuzione del reddito fra i \u201cfattori produttivi\u201d (come lavoro, capitale e terra) in cui ciascuno ottiene una fetta di torta commisurata all\u2019apporto di quel fattore alla produzione sociale. A ciascuno il suo, insomma. Il punto \u00e8 che, come Sraffa dimostra, nella dimostrazione analitica di tali conclusioni essa compie gravi errori che ne inficiano i risultati. In aggiunta, Keynes dimostra come non sia vero come preteso da questa teoria che tutto ci\u00f2 che si produce \u00e8 venduto, ma che il capitalismo soffre di carenza di domanda aggregata. Tale carenza \u00e8 da porsi in relazione proprio con la diseguale distribuzione del reddito che caratterizza anche il capitalismo. Chi ha i denti non ha il pane\u2026 come si usa dire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">L\u2019economia \u00e8 alla portata di tutti, con un po\u2019 di sforzo. Purtroppo anche a sinistra prevale la pigrizia mentale. Altri temi che si prestano a pi\u00f9 facili passioni prevalgono nel sentire comune. Basti guardare al fenomeno delle \u201csardine\u201d dove prevale il generico, o addirittura si fa di quella europea la propria bandiera. Dunque si sventola uno dei simboli del liberismo. Oppure si guardi a\u00a0Pancho Pardi, il nonno delle \u201csardine\u201d, che in una trasmissione Rai a cui partecipavo ha detto che lui di economia non capisce nulla. Ma allora come ha fatto a fare politica? Questi sono i nostri leader e leaderini? Beh, le \u201cSei lezioni\u201d sono state scritte anche per voi, soprattutto per voi. Ma c\u2019\u00e8 da mettere assieme Vangelo e Gramsci: serve la buona volont\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Lei sostiene, nella prefazione del saggio, che la crisi europea e le motivazioni, che descrive ampliamente, hanno stimolato l\u2019interesse di molti giovani che si sono avvicinati alle teorie economiche per capirne le ragioni. Sostiene anche che c\u2019\u00e8 stata una riscoperta di massa del pensiero di Keynes, di cui lei sembra essere grande fautore. E\u2019 cos\u00ec<\/em>?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: S\u00ec, moltissima gente, giovani in particolare, si sono avvicinati all\u2019economia per capire ci\u00f2 che stava accadendo. Ma le \u201cSei lezioni\u201d hanno aperto la mente anche a tanti giovani che studiano economia in universit\u00e0 dove il pluralismo delle idee \u00e8 scomparso. Dopo i capitoli pi\u00f9 \u201cteorici\u201d dedicati, rispettivamente, ai classici e Marx, ai marginalisti e a Keynes, il libro scivola verso i problemi della politica economica per arrivare a spiegare la crisi europea e, soprattutto, i misteri della politica monetaria (nella nuova edizione ho aggiornato l\u2019esposizione e corretto qualche errore). Prevale naturalmente un pessimismo circa la riformabilit\u00e0 dell\u2019Europa. Un pessimismo motivato, naturalmente, e con il quale non mi risulta che la sinistra abbia fatto i conti sino in fondo. (A mitigare il pessimismo, il libro cerca di essere anche divertente, e anche questo \u00e8 stato apprezzato).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\"><em>A.V: Lei vede quindi il pensiero e le teorie keynesiane pi\u00f9 utili e applicabili di quelle marxiste, ad esempio riguardo la legge basata sul valore\/lavoro che lei considera sbagliata?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400; text-align: justify;\">S.C: Assolutamente no. Nel libro pi\u00f9 che Keynes \u00e8 centrale la teoria del sovrappi\u00f9 che Marx riprende dagli economisti classici. La teoria del valore-lavoro \u00e8 una particolare formulazione della teoria del sovrappi\u00f9 che Ricardo e poi Marx adottarono per affrontare alcuni problemi analitici ben spiegati nel libro. Purtroppo entrambi si avvidero che tale soluzione non funzionava. Marx si indirizz\u00f2 lungo un percorso che poi Sraffa, in grande misura autonomamente, port\u00f2 a compimento. La teoria di Keynes \u00e8 complementare a quella del sovrappi\u00f9. Essa va per\u00f2 liberata dai retaggi marginalisti, e anche qui l\u2019opera di Sraffa-Garegnani ci \u00e8 essenziale. Nella nuova edizione ne parlo con un po\u2019 pi\u00f9 di dettaglio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In quanto a Keynes, \u00e8 un personaggio che non \u00e8 mai stato troppo popolare in Italia, tanto meno a sinistra. Il PCI non \u00e8 mai stato n\u00e9 Keynesiano, n\u00e9 Sraffiano. Ma sul PCI e l\u2019economia credo abbia detto gi\u00e0 tutto Leonardo Paggi (<em>I comunisti italiani e il riformismo<\/em>, Einaudi 1986, scritto con M. D\u2019Angelillo). Lo considero una bibbia. Anche da una seria riflessione sugli errori economici del PCI si dovrebbe ripartire (errori che sono poi errori politici di fondo).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>A.V: Concluderei con una domanda che le pu\u00f2 risultare provocatoria, ma utile a capire una definita posizione che ha preso il suo collega Bagnai, addirittura nelle fila della Lega. Posizione che pi\u00f9 sovranista non si pu\u00f2. Lei scrive che \u201cla sinistra se l\u2019\u00e8 lasciato sfuggire\u201d. A cosa \u00e8 dovuto questo suo \u2018j\u2019accuse\u2019 verso la sinistra radicale che gi\u00e0 \u00e8 in sofferenza di suo. Non le sembra un tantino ingenerosa questa sua affermazione?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">S.C: La sinistra radicale \u00e8 in crisi precisamente perch\u00e9 si lascia sfuggire economisti dello spessore di Alberto Bagnai. Non sembra che, peraltro, presti grande ascolto a voci ben ferme a sinistra come Antonella Stirati, Massimo D\u2019Antoni, Vladimiro Giacch\u00e9 o Sergio Cesaratto, si parva licet. Naturalmente la crisi della sinistra ha radici profondissime che io vedo nel fallimento del socialismo reale e nel conseguente scatenamento del capitalismo globale. Quest\u2019ultimo ha comportato sia il decentramento del capitale in zone periferiche, ma anche l\u2019incremento dei flussi migratori. Questi fenomeni hanno comportato un enorme allargamento dell\u2019esercito industriale di riserva a livello globale che ha annichilito la forza contrattuale del movimento operaio. La socialdemocrazia, a sua volta, non ha saputo o voluto opporsi. Ripartire \u00e8 drammaticamente difficile. Serve uno sforzo intellettuale formidabile. Non ne vedo segni, o ne vedo di opposti, come nel manifesto delle \u201csardine\u201d. Ma tutti noi, economisti di sinistra, saremmo felicissimi di aprire un dialogo con questo movimento. Dalla mia esperienza universitaria ho per\u00f2 l\u2019impressione che con i giovani cosmopoliti ed europeisti non ci sia grande dialogo, molto pi\u00f9 facile aprirlo con giovani pi\u00f9 semplici, che magari non han fatto mai politica e non sono andati in Erasmus, ma che scoprono un mondo ascoltando le mie lezioni o studiando le \u201cSei lezioni\u201d (e mi ringraziano). Le \u201csardine\u201d appaiono come una aspirante \u00e9lite, come quest\u2019ultima disturbata dal populismo, dalla rabbia del popolo vero a cui guardano con disprezzo e che lasciano cos\u00ec alla destra. Se non \u00e8 cos\u00ec, la mia mail \u00e8 pubblica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><em>A.V: Si pu\u00f2 dedurre che ci diventer\u00e0 sovranista anche lei?<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">S.C: Cosa intende dire? Che essere per il proprio Paese \u00e8 un valore di destra?<\/p>\n<p><strong>Fonte: <a href=\"http:\/\/www.blog-lavoroesalute.org\/la-sinistra-e-leconomia-da-sraffa-e-keynes-alla-riforma-del-mes\/\">http:\/\/www.blog-lavoroesalute.org\/la-sinistra-e-leconomia-da-sraffa-e-keynes-alla-riforma-del-mes\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista di ALBA VASTANO al Prof. SERGIO CESARATTO (tratta dal sito &#8220;Lavoro e Salute&#8221;) La sinistra e l\u2019economia: da Sraffa e Keynes alla riforma del MES. Alba Vastano: Professor Cesaratto, entriamo subito nel vivo, ovvero l\u2019attuale questione del Mes , il fondo salva Stati. Anzitutto, per i profani in materia di economia, pu\u00f2 spiegare cos\u2019\u00e8 il Mes e come funziona\u00a0\u00a0questo meccanismo applicato all\u2019economia europea? Sergio Cesaratto: Il Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (MES), detto anche fondo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":53988,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Sergio-Cesaratto_avatar-200x200.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-ebl","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54519"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54519"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54519\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54598,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54519\/revisions\/54598"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/53988"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54519"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54519"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54519"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}