{"id":54590,"date":"2019-11-29T11:04:44","date_gmt":"2019-11-29T10:04:44","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54590"},"modified":"2019-11-29T11:04:44","modified_gmt":"2019-11-29T10:04:44","slug":"quando-la-rivoluzione-viene-dal-sud-america","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54590","title":{"rendered":"Quando la rivoluzione viene dal sud America"},"content":{"rendered":"<p><strong>di L&#8217;INDRO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 stato l\u2019<b>Ecuador<\/b> il Paese <strong>a dare il l\u00e0 alle proteste che che da ormai pi\u00f9 di due mesi stanno sconvolgendo il panorama geopolitico del continente<\/strong>.\u00a0Il 3 ottobre, infatti,<a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/ecuador-i-carburanti-stanno-incendiando-il-paese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> l\u2019Ecuador, e soprattutto la sua capitale, <\/a>Quito, sono stati messi a ferro e fuoco da parte di manifestanti e organizzazioni indigene che si sono ribellate, con veemenza, alle politiche del Governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro delle contestazioni, un decreto economico che di fatto eliminava i sussidi statali ai prezzi della benzina e del diesel. Il Paese e la democrazia sono stati messi a dura prova dalle manifestazioni e dai cortei organizzati da indigeni e cittadini comuni che hanno minacciato la permanenza al potere del Presidente della Repubblica <strong>Lenin Moreno<\/strong>, che \u00e8 tutt\u2019oggi convinto di essere stato vittima di un tentato golpe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel giro di pochi giorni l\u2019Ecuador era precipitato in una spirale di violenza e caos che nemmeno l\u2019Esercito era riuscito a tenere sotto controllo<\/strong>, costringendo il Governo a cedere alle richieste dei movimenti sociali e ritirando il decreto della discordia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ormai gli osservatori pi\u00f9 attenti avevano capito che nel continente sudamericano si era\u00a0 innescato un \u2018movimento rivoluzionario\u2019 che non avrebbe risparmiato nessun Paese e mentre in <strong>Argentina<\/strong> la sinistra riusciva ad imporsi\u00a0 alle elezioni presidenziali, con<a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/l-argentina-al-peronista-delle-vie-di-mezzo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> la vittoria di <strong>Alberto Fern\u00e1ndez<\/strong> e <strong>Cristina Fern\u00e1ndez de Kirchner<\/strong><\/a>, altri Paesi si apprestavano a seguire l\u2019esempio ecuadoriano, portando in piazza il malcontento popolare, che affonda le sue radici nelle ingiustizie sociali e nella povert\u00e0 che colpisce, atavicamente e sistematicamente, la popolazione latinomaericana.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637918\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-6\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CI2C6fKUj-YCFZKZdwodaXYA0g\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_0__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo Paese ad essere contagiato dallo spirito \u2018sovversivo\u2019\u00a0 ecuadoriano \u00e8 stato il <a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/il-cile-e-le-proteste-contro-il-carovita\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Cile<\/strong><\/a>, dove \u00e8 bastato l\u2019aumento di pochi centesimi del costo del biglietto della metropolitana per far scatenare l\u2019ira di studenti prima, e cittadini in generale poi, contro il Governo di <strong>Sebastian Pi\u00f1eira<\/strong>.<br \/>\n<strong>In Cile le differenze e le disuguaglianze sociali sono riemerse con tutta la loro forza<\/strong>,<strong> riportando a galla persino fantasmi del passato che si credevano ormai lontani e dimenticati<\/strong>. Una situazione gravissima, e forse ingestibile, in un Paese ora stremato e costretto contare centinaia di feriti e 22 morti, secondo dati che non possiamo ritenere consolidati e riferiti da alcune organizzazioni umanitarie, oltre a saccheggi, incendi, violenza, e tanto caos e incertezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il volto del Cile oggi \u00e8 quello di un Paese martoriato con tante, troppe cicatrici da risanare e tante troppe ingiustizie ancora da colmare.\u00a0<strong>Claudio Curelli<\/strong>, Presidente del <strong>COM.IT.ES<\/strong> in Cile, e membro molto rispettato della comunit\u00e0 italiana in quel Paese, \u00e8 convinto che queste proteste, violentissime , siano la conseguenza di tanti anni di politiche sbagliate, attribuibili tanto a Pi\u00f1eira quanto alla sinistra, che in Cile ha governato per almeno 20 anni. \u201c<i><strong>Credo che questa rivolta oggi non appartenga pi\u00f9 agli studenti<\/strong><\/i>,<i><strong> bens\u00ec a gruppi violenti che stanno mettendo in serie difficolt\u00e0 persino i nostri carabineros, che devono far fronte a una situazione che rischia di sopraffarli<\/strong>. La rivolta \u00e8 dovuta sicuramente alle disuguaglianze sociali. Il Cile vanta un\u2019 economia solida ed anche una crescita economica invidiabile, tuttavia la distribuzione della ricchezza non \u00e8 adeguata, e queste sono le conseguenze<\/i>\u201d, ci dice Curelli.\u00a0Non bastasse, prosegue il Presidente COM.IT.ES,\u00a0 \u201c<strong><i>il Governo non ha saputo far fronte alla situazione<\/i><\/strong>,<strong><i> ed \u00e8 per questo che Pi\u00f1eira si trova in una situazione veramente difficile<\/i><\/strong>,<strong><i> e la caduta del Governo solo aggraverebbe ancor di pi\u00f9 il gi\u00e0 difficile panorama<\/i><\/strong>\u201d.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637919\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-7\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CPiv5_eUj-YCFY273godVzIFXQ\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_1__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Curelli ci dice che dopo 6 settimane di proteste, ormai le cose dovrebbero migliorare dovrebbe diminuire l\u2019intensita delle proteste. Tuttavia si dice sicuro che <b>il Cile difficilmente torner\u00e0 ad essere il Paese che era prima che iniziasse la crisi<\/b>. \u201c<i>La grande sfida adesso \u00e8 quella di riportare al pi\u00f9 presto la calma e <\/i><b><i>valutare la possibilit\u00e0 di convocare una costituente<\/i><\/b>\u201d.<br \/>\nSempre secondo il Presidente Curelli sebbene sia azzardato dire che dietro le manifestazioni ci sia il Presidente venezuelano <strong>Nicol\u00e0s Maduro<\/strong>, spesso attaccato pubblicamente dal Presidente Pi\u00f1eira, non si pu\u00f2 neanche scartare totalmente l\u2019 ipotesi di una sua intromissione nelle vicende cilene.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637920\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-8\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CLSL7feUj-YCFUo64AodacUFSA\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_2__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esplosione del malcontento popolare\u00a0 non ha risparmiato la <strong>Colombia<\/strong>. Le proteste popolari stanno mettendo, da qualche settimana, a dura prova il regime del Presidente<strong>Ivan Duque<\/strong>.\u00a0Abbiamo chiesto a Jean <strong>Paul Bardellini<\/strong>, giornalista e profondo conoscitore della vita politica e sociale della Colombia, cosa pensa di quanto sta accadendo nel Paese. Bardellini ha lavorato per moltissimo tempo presso la \u2018<i>NTN 24<\/i>\u2019, prestigiosissimo e autorevolissimo media colombiano, \u00e8 considerato uno degli analisti pi\u00f9 attenti di quanto succede nella Nazione sudamericana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<i>Fondamentalmente le cause delle proteste<\/i>\u201d, afferma\u00a0 Bardellini, sono \u201c<i><strong>gli omicidi selettivi ai danni di\u00a0 leader indigeni e sociali<\/strong>; <strong>il processo di pace fra il governo e i gruppi irregolari che ha causato molto malcontento a causa delle contraddizioni e della poca trasparenza di tutto il processo<\/strong><\/i>,<i><strong> criticato sin dal suo inizio<\/strong>. Poi, certo, ci sono anche le cause economiche che riguardando ingenti\u00a0 tagli alle pensioni, all\u2019educazione, e anche la volont\u00e0 di voler favorire le imprese del Paese, che con le nuove norme economiche che si pretende adottare permetterebbero alle aziende di assumere nuovi dipendenti pagandoli fino al 75% in meno rispetto ai vecchi stipendi<\/i>\u201d.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637921\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-9\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"COzr_feUj-YCFYsX4AodYOYM7A\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_3__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La protesta in Colombia appartiene alla sinistra (o almeno a una certa frangia di sinistra) e a questi attori provenienti dalle zone rurali del Paese. Tutti sono capeggiati da <b>Gustavo Petro<\/b>, uomo forte del progressismo colombiano. Secondo alcuni osservatori, questa parte della sinistra attiva nelle proteste sta cercando di provocare il caos; sta cercando a tutti costi un confronto violento e capace di provocare morti per poter rafforzare sostenere e alimentare la narrativa del socialismo del 21\u00b0 secolo. In Colombia la Polizia \u00e8 molto preparata e sta evitando che la situazione precipiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La lezione che viene dalla Colombia<\/strong>, secondo alcuni osservatori,<strong> \u00e8 che in tutto il continente si stanno affermando i populismi<\/strong>,<strong> in alcuni casi di sinistra<\/strong>,<strong> in altri di destra<\/strong>,<strong> estremismi che polarizzano in maniera pericolosa la politica<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637922\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-10\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CIW0tviUj-YCFROhewod_t8KCQ\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_4__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questa situazione si assomma il problema del narcotraffico locale \u201c<i>al quale si sono aggiunti i cartelli messicani che si sono insediati in vasti settori della Colombia, ma anche in altri Paesi, come l\u2019Ecuador, il Per\u00f9 e il Venezuela. <\/i><i>\u00a0Questi cartelli ormai operano in totale tranquillit\u00e0<\/i>\u201d, afferma Bardellini per il quale i cartelli messicani siano molto pi\u00f9 sanguinari delle alte organizzazioni criminali\u00a0 e siano capaci di contare su forti agganci politici in praticamente tutti i paesi sudamericani. Dal Centro America passando per il Venezuela, la Colombia, l\u2019Ecuador e persino il Per\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riguardo la possibilit\u00e0 che anche dietro le proteste in Colombia ci sia lo zampino di Maduro, <b>Bardellini \u00e8 molto scettico e crede che Maduro ed anche altri leader della sinistra continentale stiano semplicemente approfittando della situazione per vedere che vantaggi trarne<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/bolivia-morales-si-dimette-el-macho-si-prepara\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">In <strong>Bolivia<\/strong> invece \u00e8 il governo di Evo Morales, dopo 14 anni al potere, a pagare le conseguenze delle proteste popolari.<\/a> Secondo<b> Rony Colanzo<\/b>, italiano residente in Bolivia, la caduta di Morales \u00e8 <b>l\u2019inevitabile conseguenza dell\u2019insostenibilit\u00e0 di un regime che voleva continuare a mantenersi al potere grazie ad una frode elettorale<\/b>: \u201c<strong><i>La protesta in Bolivia \u00e8 stata quella dei giovani e delle citt\u00e0 soprattutto della citt\u00e0 di Santa Cruz dove \u00e8 cominciata la ribellione<\/i><\/strong>\u201d. Secondo Colanzo, Morales non pu\u00f2 tornare in Bolivia e dovr\u00e0 rispondere alla giustizia delle accuse che gli vengono mosse: \u201c<strong><i>In Bolivia non c \u00e8 stato un golpe ed \u00e8 vigente un governo legittimo<\/i><\/strong>\u201d.\u00a0La polizia e l\u2019esercito hanno semplicemente rispettato la volont\u00e0 popolare e la costituzione e oggi la Bolivia, aggiunge Colanzo, ha molto da fare e prima di tutto sconfiggere la povert\u00e0 e aprirsi al mondo. E poi anche qui si segnala che il paese debba liberarsi dal narcotraffico.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637923\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-11\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CIzVnfmUj-YCFUIX4AodDTIPuA\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_5__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro Paese da tenere d\u2019occhio \u00e8 il <b>Brasile<\/b>, che, secondo quanto ci racconta l\u2019avvocato <b>Luis Molossi<\/b>, primo non eletto alla Camera dei deputati italiana sulla Circoscrizione Estero, <b>s<\/b><b>tarebbe gi\u00e0 scaldando i motori per una probabile ondata di proteste<\/b>. La <b>popolazione<\/b> quando si \u00e8 <b>accorta che <\/b><b>Jair <\/b><b>Bolsonaro non \u00e8 in grado di fare fare miracoli<\/b>, <b>ha incominciato a perdere la pazienza <\/b>\u201c<i><b>S<\/b><\/i><i><b>ono convinto che a breve cominceranno anche qui proteste contro il <\/b><\/i><i><b>G<\/b><\/i><i><b>overno<\/b><\/i><i>.<br \/>\n<\/i><i>Il <\/i><i>P<\/i><i>aese, tra l\u2019altro, sta anche soffrendo causa la svalutazione della moneta rispetto al dollaro, e questo causa malcontento<\/i>\u201d, afferma Molossi. Secondo il legale, anche se \u00e8 la sinistra suona la carica contro il Governo, <b>alla fine non sar<\/b><b>\u00e0<\/b><b> <\/b><b>In\u00e1cio Lula da Silva<\/b><b><\/b><b>i<\/b><b>l protagonista politico capace di riprendere le redini della situazione<\/b>. \u201c<i><b>Il <\/b><\/i><i><b>P<\/b><\/i><i><b>aese ha bisogno di un governo di <\/b><\/i><i><b>c<\/b><\/i><i><b>entro<\/b><\/i>, <i>pi\u00f9 equilibrato e ortodosso, dato che n<\/i><i>\u00e8<\/i><i> la sinistra n<\/i><i>\u00e8<\/i><i> la destra sono riuscite a risolvere i gravi problemi sociali ed economic<\/i><i>i<\/i><i> che attanagliano il Brasile<\/i>\u201d.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637924\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-12\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CMXoxvmUj-YCFRQX4AodHbICDQ\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_6__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritorniamo da dove siamo partiti: in Ecuador.<br \/>\nL\u2019<b>Ecuador<\/b>, <b>dopo la fine delle<\/b> <strong>proteste<\/strong>, <b>si ritrova profondamente diviso <\/b>e sono <b>riapparsi i sintomi di razzismo<\/b>, <b>intolleranza<\/b>,<b> violenza e lotta sociale contrapposta ai poteri forti <\/b>quali quelli <b>bancari<\/b> e <b>imprenditoriali<\/b> del Paese, tornati a gestire il \u2018potere\u2019 grazie all\u2019accordo con il Presidente Lenin Moreno. <b>Poteri che non sono riusciti <\/b><b>a contenere<\/b>, n\u00e8 a <b>nascondere<\/b>,<b> le proprie ambizioni<\/b>, e <b>stanno cercando<\/b><b> di riappropriarsi del <\/b><b>P<\/b><b>aese a discapito dei settori pi\u00f9 vulnerabili della popolazione<\/b>, i quali \u201c<i>stanno a guardare come le banche si arricchiscano mentre loro hanno perso il lavoro e vivono una profonda crisi economica<\/i>\u201d, dice la gente.<\/p>\n<div id=\"gptneltesto-1575021637925\" class=\"gptslot\" style=\"text-align: justify;\" data-adunitid=\"2\">\n<div id=\"gpt-slot-13\" class=\"optiload\" data-google-query-id=\"CIvC_PmUj-YCFZXydwodUBQI_A\">\n<div id=\"google_ads_iframe_\/5966054\/Lindro\/Lindro_intext_7__container__\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In conclusione, il\u00a0 continente latinoamericano oggi \u00e8 pi\u00f9 che mai diviso e violento<\/strong>. Sono <strong>molto grossi gli interessi sociali<\/strong>, <strong>economici<\/strong> e <strong>politici in gioco<\/strong>, e in\u00a0mezzo a tanto caos sembra che il narcotraffico e i populisti possano e vogliano farla da padroni.<br \/>\nPoi, per\u00f2, <strong>ci sono anche i protagonisti che non si vedono, ma che<\/strong> in realt\u00e0 <strong>reggono le sorti di tutto il continente<\/strong>: i grandi burattinai <strong>americani<\/strong>,<strong>russi<\/strong> e da qualche tempi anche <strong>cinesi<\/strong>.<br \/>\nUna trama complicata quella sudamericana, dove il tempo a volte non sembra essere passato, e dove le ideologie sembrano immutabili, radicali.<br \/>\nIn Sudamerica l\u2018unica cosa che continua spirare \u00e8 il vento della rivoluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lindro.it\/quando-la-rivoluzione-viene-dal-sud-america\/\">https:\/\/www.lindro.it\/quando-la-rivoluzione-viene-dal-sud-america\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INDRO \u00c8 stato l\u2019Ecuador il Paese a dare il l\u00e0 alle proteste che che da ormai pi\u00f9 di due mesi stanno sconvolgendo il panorama geopolitico del continente.\u00a0Il 3 ottobre, infatti, l\u2019Ecuador, e soprattutto la sua capitale, Quito, sono stati messi a ferro e fuoco da parte di manifestanti e organizzazioni indigene che si sono ribellate, con veemenza, alle politiche del Governo. 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