{"id":54619,"date":"2019-12-02T10:30:42","date_gmt":"2019-12-02T09:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54619"},"modified":"2019-12-01T16:53:16","modified_gmt":"2019-12-01T15:53:16","slug":"quanto-investono-in-difesa-i-paesi-nato-e-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54619","title":{"rendered":"Quanto investono in Difesa i Paesi Nato (e l\u2019Italia)"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE ( Stefano Pioppi)\u00a0<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2019%2F05%2Fstolte.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Quanto investono in Difesa i Paesi Nato (e l\u2019Italia)\" \/><\/p>\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify\">\u00c8 stato pubblicato l&#8217;ultimo report dell&#8217;Alleanza sulla spesa per la Difesa in vista del vertice di Londra. L&#8217;Italia, con 21 miliardi di euro, si ferma all&#8217;1,22% del Pil. Stona il confronto con gli altri europei: Francia (44 miliardi), Germania (47), Regno Unito (55). Il ministro Guerini \u00e8 per\u00f2 pronto al rilancio: un trend di investimenti credibili e certi<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sono arrivati dal quartier generale della Nato i biglietti da visita per l\u2019imminente vertice di Londra tra capi di Stato e di governo. Sono i livelli di spesa per ciascuno Stato membro, un tema su cui il presidente\u00a0<strong>Donald Trump<\/strong>, sin dal suo arrivo alla Casa Bianca, ha costretto l\u2019Alleanza Atlantica a porre particolare attenzione. Il divario tra gli Stati Uniti e gli altri alleati resta notevole. Per il 2019, la spesa Usa ammonta a 730 miliardi di dollari, mentre Europa e Canada arrivano insieme a poco pi\u00f9 di 309 miliardi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LE MOSSE DI USA E GERMANIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A fare il quadro della situazione \u00e8 l\u2019ultimo report del segretario generale\u00a0<strong>Jens Stoltenberg<\/strong>, aggiornato rispetto ai dati dello scorso giugno. Il numero uno dell\u2019Alleanza cerca da tempo di porre l\u2019accento sul trend in aumento, soprattutto al fine di placare le insofferenze del presidente americano da cui arrivano periodiche strigliate agli alleati. Una di queste \u00e8 giunta anche all\u2019Italia in occasione del recente viaggio a Washington del presidente\u00a0<strong>Sergio Mattarella<\/strong>, sebbene il bersaglio preferito da Trump sia la Germania. Berlino tuttavia ha cercato di fare i compiti a casa. Pochi giorni fa il dicastero guidato da\u00a0<strong>Annegret Kramp-Karrenbauer\u00a0<\/strong>ha annunciato per il 2020 un aumento di oltre tre miliardi\u00a0per il proprio budget, che salir\u00e0 dunque dai 47 miliardi di euro attuali a 50,3 miliardi, passando dall\u20191,36% del Pil all\u20191,42%. La stessa\u00a0<strong>Angela Merkel<\/strong>, intervenendo al Bundestag e criticando le parole di\u00a0<strong>Emmanuel Macron<\/strong>\u00a0sulla Nato in \u201cmorte cerebrale\u201d, ha difeso la centralit\u00e0 dell\u2019Alleanza, spiegato che la Germania deve assumersi maggiori responsabilit\u00e0 e posto l\u2019obiettivo del 2% al 2030. Ieri, la portavoce della cancelliera\u00a0<strong>Ulrike Demmer<\/strong>\u00a0ha confermato un incontro bilaterale tra Trump e Merkel a margine del vertice di Londra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL REPORT<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il dibattito, che rischi\u00f2 persino di far esplodere il summit di Bruxelles dello scorso anno, \u00e8 proprio sulla fatidica soglia del 2%, quota del Pil da destinare alla difesa entro il 2024, come previsto dagli impegni assunti in Galles cinque anni fa. La media della Nato \u00e8 al 2,52%. Anche in questo caso pesa il dato statunitense. Washington destina alla Difesa pi\u00f9 del 3,4% del proprio Pil. L\u2019Europa e il Canada, insieme, arrivano all\u20191,57%, in aumento rispetto all\u20191,52% dello scorso anno. Poi, c\u2019\u00e8 il paramento del 20% (le cosiddette capability), cio\u00e8 l\u2019obiettivo, sempre entro il 2024, di destinare un quinto delle spese per la difesa agli equipaggiamenti. Intrecciando le due soglie, si nota come solo sette Paesi su 29 abbiano gi\u00e0 soddisfatto i requisiti sanciti in Galles: Stati Uniti, Bulgaria, Lettonia, Lituania, Polonia, Regno Unito e Romania. Si avvicinano Polonia, Lituania e Lettonia. Rispettose del 2% figurano anche Grecia ed Estonia, mentre si avvicinano Turchia, Francia e Norvegia, tutte e tre gi\u00e0 sopra la soglia del 20% per le capacit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA SITUAZIONE ITALIANA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Resta difficile la situazione del nostro Paese, che secondo i dati Nato\u00a0destina alla difesa 21,4 miliardi di dollari nel 2019, in lieve aumento rispetto ai 21,2 del 2018. A metterci in difficolt\u00e0 \u00e8 l\u2019obiettivo del 2%. L\u2019Italia spende per la difesa l\u20191,22% del proprio Pil, praticamente quanto lo scorso anno. Tra i principali Paesi europei, solo la Spagna fa peggio, con lo 0,92%. L\u2019altra soglia, relativa al 20%, risulta superata gi\u00e0 da diversi anni. A saltare agli occhi \u00e8 per\u00f2 soprattutto la differenza in termini assoluti rispetto ai nostri principali alleati (e competitor) del Vecchio continente. A fronte dei 21 miliardi italiani (in euro), la Francia ne spende 44, la Germania 47 e il Regno Unito addirittura 55. Tre giorni fa, di fronte alle commissioni Difesa e Senato, il ministro<strong>\u00a0Lorenzo Guerini<\/strong>\u00a0\u00e8 tornato sul tema: \u201cIl 2% non \u00e8 realisticamente realizzabile entro il 2024\u201d, ha ammesso, visto che per raggiungerlo, \u201coccorrerebbero 14 miliardi in pi\u00f9\u201d rispetto ai 21 circa ora destinati alla Difesa. Il problema comunque \u00e8 il trend. \u201cDal 2014 \u2013 ha ricordato Guerini \u2013 non vi \u00e8 stata crescita significativa\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>IL CAMBIO DI ROTTA DI GUERINI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La presa di coscienza permette comunque di guardare oltre. \u201cIl governo \u2013 ha detto il titolare di palazzo Baracchini \u2013 si sta muovendo verso un incremento dell\u2019investimento destinato alla Difesa, cos\u00ec da tendere progressivamente alla media degli altri alleati europei in maniera credibile e sostenibile\u201d, cio\u00e8 all\u20191,55%. Centrale comprenderne le motivazioni: aumentare gli investimenti per la Difesa serve \u201cnon tanto per adempiere agli impegni assunti con la Nato\u201d, quanto \u201cper uno strumento militare efficiente e commisurato a ruolo che Italia vuole avere su scena internazionale\u201d. Significa che tendere al 2% \u201crappresenta prioritariamente un\u2019esigenza nazionale\u201d. La strategia sul tema della spesa per il vertice Nato \u00e8 comunque chiara e serve a mettersi al riparo da eventuali nuove critiche dagli alleati che gi\u00e0 superano entrambe le soglie previste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>LA STRATEGIA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019Italia continuer\u00e0 a fare pressioni affinch\u00e9 si tenga conto di tutte le cosiddette \u201c3C\u201d, cio\u00e8 cash (il 2%), capability (il 20%), e contribution (alle missioni comuni). Difatti, se si considerassero solo i parametri di spesa, l\u2019Italia risulterebbe meno coinvolta nella difesa collettiva di Paesi come Bulgaria o Grecia che, con il dovuto rispetto, hanno un peso minore all\u2019interno dell\u2019Alleanza. Inoltre, seppur carente sulla prima C, il nostro Paese pu\u00f2 vantare un buon posizionamento sulle altri due. Circa le capacit\u00e0, un carta importante che<strong>\u00a0Giuseppe Conte<\/strong>\u00a0potr\u00e0 presentare ai colleghi \u00e8 il debutto, tutto italiano, della quinta generazione aeronautica nell\u2019Alleanza Atlantica, grazie al dispiegamento ad ottobre di sei F-35 dell\u2019Aeronautica militare in Islanda. Per il contributo alle missioni, come notato da Mattarella alla Casa Bianca, l\u2019Italia \u00e8 seconda solo agli Stati Uniti. Per capirlo basta notare in quante delle operazioni targate Nato, riportate\u00a0<a href=\"https:\/\/www.nato.int\/nato_static_fl2014\/assets\/pdf\/pdf_2019_11\/20191129_191129-adaptation_2018_2019_en.pdf?utm_medium=email&amp;utm_campaign=NATO%20Ready%20for%20the%20future%20-%20Adapting%20the%20Alliance%202018-2019&amp;utm_content=NATO%20Ready%20for%20the%20future%20-%20Adapting%20the%20Alliance%202018-2019+CID_ca60163c648cc870cb6b7e81f878e80d&amp;utm_source=Email%20marketing%20software&amp;utm_term=Download%20NATO%20READY%20FOR%20THE%20FUTURE%20-%20Adapting%20the%20Alliance%202018-2019%20PDF20Mb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in un altro report<\/a>\u00a0di Stoltenberg preparativo del vertice, sia presente la bandierina italiana. Poi, sebbene non abbia ottenuto un grande riscontro, resta in piedi la proposta di considerare nel computo del 2% anche le spese per la\u00a0<em>cyber-security<\/em>\u00a0e i contributi alle nuove iniziative della Difesa europea.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/investimenti-spesa-difesa-nato-italia\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/investimenti-spesa-difesa-nato-italia\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE ( Stefano Pioppi)\u00a0 \u00c8 stato pubblicato l&#8217;ultimo report dell&#8217;Alleanza sulla spesa per la Difesa in vista del vertice di Londra. L&#8217;Italia, con 21 miliardi di euro, si ferma all&#8217;1,22% del Pil. Stona il confronto con gli altri europei: Francia (44 miliardi), Germania (47), Regno Unito (55). 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