{"id":54630,"date":"2019-12-03T10:30:48","date_gmt":"2019-12-03T09:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54630"},"modified":"2019-12-01T17:14:55","modified_gmt":"2019-12-01T16:14:55","slug":"per-la-cina-gli-usa-soffrono-di-ansia-sostitutiva-quattro-grafici-spiegano-perche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54630","title":{"rendered":"Per la Cina gli Usa soffrono di ansia sostitutiva. Quattro grafici spiegano perch\u00e9"},"content":{"rendered":"<header>di <strong>FORMICHE (Emanuele Rossi)\u00a0<\/strong><\/header>\n<header><\/header>\n<header class=\"entry-header aa\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2019%2F06%2Fcina-free.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Per la Cina gli Usa soffrono di ansia sostitutiva. Quattro grafici spiegano perch\u00e9\" \/><\/p>\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 la Cina ha gi\u00e0 superato gli Usa e perch\u00e9 questa situazione deve restare nella sfera economica e non contaminare quella politica? L&#8217;approfondimento di Emanuele Rossi<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Su Twitter, il vicedirettore del dipartimento informazioni al ministero degli Esteri cinese, ieri ha scritto: \u201cGli Stati Uniti soffrono di \u2018ansia sostitutiva\u2019. Gli Stati Uniti stanno facendo tutto il possibile per indebolire e fermare lo sviluppo della Cina. Tuttavia, \u00e8 stupido quanto Don Chisciotte contro i mulini a vento. Dati i tassi di crescita del Pil del 6% contro il 2%, la Cina superer\u00e0 gli Stati Uniti tra 10 anni. La vittoria della Cina \u00e8 inarrestabile\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pu\u00f2 contestarne i toni da propaganda e non da membro\u00a0del sistema diplomatico, e forse le parole vanno inserite nel quadro retorico duro creato dal passaggio in legge negli Usa di una misura a supporto dei manifestanti di Hong Kong. Una decisione che secondo i cinesi mostra \u201cintenzioni sinistre\u201d da parte degli americani, i quali invece la usano come riaffermazione forte sul piano dei diritti democratici. Diventati un vettore valoriale profondo da mettere in contrapposizione a quei dati altrimenti incontrovertibili (anche sulla base delle proiezioni).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come dire: state guadagnando la vetta del mondo, ma state seguendo dinamiche di carattere autoritario, distanti anni luce dal sistema di diritti e valori professato per anni da quello che chiamiamo \u201cOccidente\u201d e che finora ha retto l\u2019ordine globale dopo la Seconda guerra mondiale (per intenderci: \u00e8 difficile paragonare la Belt and Road Initiative, l\u2019infrastruttura geopolitica cinese per agganciare l\u2019Europa, con quel bagaglio\u00a0di cultura democratica\u00a0che il Piano Marshall si portava dietro, sebbene qualche fan del Dragone non troppo attento si spertichi in certe simmetrie).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma i numeri sono numeri, i fatti infrangibili. Il\u00a0<em>Financial Times<\/em>\u00a0fotografava in modo efficace il motivo di quello che l\u2019alto funzionario cinese ha definito \u201cansia sostitutiva\u201d (sintomatologia depressiva) e sostanzialmente dello scontro tra potenze Usa-Cina di cui da anni leggiamo i prodromi e adesso vediamo gli effetti (anche per via di un\u2019amministrazione americana pi\u00f9 diretta e meno protocollare, forse pi\u00f9 na\u00eff). In quattro grafici \u00e8 ripresa la diffusione globale degli Stati Uniti o della Cina come fornitore estero per i vari paesi del mondo negli ultimi diciotto anni di\u00a0tempo-linea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il primo grafico \u00e8 del 2000, e gli\u00a0americani \u2014 salvo rare eccezioni \u2014 dominano un impero totale. Dall\u2019Atlantico, in Europa, al Pacifico, sono in netto vantaggio. In\u00a0quasi tutti gli Stati sorpassano la Cina per export \u2014 che \u00e8 non solo una questione di carattere economico-commerciale, ma anche di influenza politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/F5AB799F-32ED-4652-AA8C-0B35B80BE2CE.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy alignnone size-medium wp-image-1232016 data-lazy-ready\" src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/F5AB799F-32ED-4652-AA8C-0B35B80BE2CE-300x225.jpeg\" alt=\"F5AB799F-32ED-4652-AA8C-0B35B80BE2CE\" width=\"300\" height=\"225\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/F5AB799F-32ED-4652-AA8C-0B35B80BE2CE-300x225.jpeg\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La situazione cambia a colpo d\u2019occhio gi\u00e0 nel flash del 2005. La Cina \u00e8 diventata, nel giro di soli cinque anni, un esportatore pi\u00f9 potente degli Usa in tutto l\u2019Oriente e in Africa (escluso l\u2019Egitto) e il Medio Oriente (escluso Iraq e Arabia Saudita), con forti penetrazioni in Europa. Agli Stati Uniti resta l\u2019influenza nel continente americano e\u00a0in due\u00a0paesi chiave europei: Francia e Regno Unito. Dal grafico l\u2019Italia e\u00a0la Germania risultano gi\u00e0 commercialmente cinesizzate. Ad est c\u2019\u00e8 l\u2019Australia, fortezza anglofona che negli anni successivi verr\u00e0 \u00a0per\u00f2 assorbita nella sfera d\u2019influenza cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo secondo grafico \u00e8 importante perch\u00e9 \u00e8 il primo che segna la situazione dopo l\u201911 dicembre del 2001, data in cui l\u2019economia mondiale ha avuto il pi\u00f9 radicale cambiamento della storia recente: l\u2019ingresso della Cina nel Wto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/4F2A7BB4-ED52-476F-BDA5-8802412B26EF.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy alignnone size-medium wp-image-1232017 data-lazy-ready\" src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/4F2A7BB4-ED52-476F-BDA5-8802412B26EF-300x228.jpeg\" alt=\"4F2A7BB4-ED52-476F-BDA5-8802412B26EF\" width=\"300\" height=\"228\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/4F2A7BB4-ED52-476F-BDA5-8802412B26EF-300x228.jpeg\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Lo spaccato successivo \u00e8 atroce. Tutti\u00a0gli stati europei almeno dal 2010 hanno uno scambio commerciale pi\u00f9 intenso con la Cina che con gli Usa, \u00a0che intanto cominciano a perdere un pezzo importante in Sudamerica: l\u2019Argentina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/0153F6E3-3AB4-4683-9E22-56262784FC1F.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy alignnone size-medium wp-image-1232020 data-lazy-ready\" src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/0153F6E3-3AB4-4683-9E22-56262784FC1F-300x229.jpeg\" alt=\"0153F6E3-3AB4-4683-9E22-56262784FC1F\" width=\"300\" height=\"229\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/0153F6E3-3AB4-4683-9E22-56262784FC1F-300x229.jpeg\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Con un balzo rapido al 2018, per Washington la situazione diventa ancora pi\u00f9 critica: ha recuperato il Regno Unito (e forse \u00e8 anche frutto di una scelta di campo legata a dover gestire la Brexit nel quadro del\u00a0bipolarismo trumpiano), ma perso tutti i paesi pi\u00f9 importanti del subcontinente americano (a eccezione della Colombia).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/A77AA018-6748-4227-93FB-68A68DD63374.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"lazy alignnone size-medium wp-image-1232023 data-lazy-ready\" src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/A77AA018-6748-4227-93FB-68A68DD63374-300x228.jpeg\" alt=\"A77AA018-6748-4227-93FB-68A68DD63374\" width=\"300\" height=\"228\" data-lazy-type=\"image\" data-lazy-src=\"https:\/\/formiche.net\/files\/2019\/11\/A77AA018-6748-4227-93FB-68A68DD63374-300x228.jpeg\" \/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La questione \u00e8 complessa, ma fondamentalmente riassumibile tagliando un po\u2019 con l\u2019accetta. Quando gli Stati Uniti hanno\u00a0<em>voluto<\/em>\u00a0la Cina nel Wto lo hanno fatto costatandone\u00a0la spinta industriale, commerciale, economica e finanziaria. Hanno pensato alla proiezione futura, e hanno cercato con l\u2019inclusione di ottenere un contraccambio politico: l\u2019idea era che il libero mercato, coi suoi prosperi luccichii, avrebbe portato Pechino a modifiche profonde, adattandosi al modello occidentale. Questa visione strategica \u00e8 ora fortemente contestata negli Usa, perch\u00e9 si \u00e8 rivelata inefficace. La Cina ha sfruttato i benefici del Wto per rafforzarsi, ma \u00e8 rimasta sempre una realt\u00e0 autoritaria governata da una dittatura di partito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inoltre i cinesi hanno sfruttato il sistema a loro vantaggio: gli aiutini statali alle imprese e la sussistenza centralizzata rende le societ\u00e0\u00a0cinesi concorrenti sleali rispetto a quelle occidentali. Non solo, Pechino \u00e8 accusato di aver\u00a0manipolato la\u00a0propria\u00a0moneta per spingere l\u2019esportazione e di giocare con manovre economico-finanziarie come\u00a0<em>maquillage<\/em>\u00a0sui propri conti. Di pi\u00f9:\u00a0il governo cinese ha anche spinto un piano mastodontico di attivit\u00e0 di intelligence che hanno costruito trampolini di lancio con cui le\u00a0ditte \u2014 ossia lo Stato, o meglio il Partito \u2014 hanno potuto sviluppare tecnologia partendo da studi, dati e informazioni rubate, battendo sul tempo i concorrenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ora il punto critico. La forza economica sella Cina, sebbene sia\u00a0in una fase di spinta un po\u2019 rallentata, si sta portando dietro forme di ricatto politico. Sovente Pechino pone paletti ai paesi partner sulla libert\u00e0 di gestione di questioni chiave, come in questo periodo la crisi di Hong Kong (guardare quel che \u00e8 successo in questi giorni all\u2019Italia) o le repressioni nello Xinjiang, o ancora i rapporti con Taiwan e in generale temi che comprendono rispetto dei diritti e comportamenti democratici. \u00c8 la sfida dell\u2019Occidente su cui gli Usa, non senza interesse come si \u00e8 visto, chiedono aiuto agli alleati-nei-valori, e dunque agli europei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su temi del genere si basa il futuro dei rapporti con la Cina: se l\u2019Europa riuscir\u00e0 a preservare il rispetto e la coltivazione dei propri valori fondativi, e riuscir\u00e0 ad aver voce con Pechino nei casi in cui ne \u00e8 carente, senza subirne ricatto, allora potr\u00e0 esserci una coesistenza funzionale. Altrimenti il rischio \u00e8 che il Dragone si trover\u00e0 in mano la possibilit\u00e0 di usare la forza in qualsiasi momento lo riterr\u00e0 necessario.<\/p>\n<p><strong>Fonte:<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/per-la-cina-gli-usa-soffrono-di-ansia-sostitutiva-quattro-grafici-spiegano-perche\/\">https:\/\/formiche.net\/2019\/11\/per-la-cina-gli-usa-soffrono-di-ansia-sostitutiva-quattro-grafici-spiegano-perche\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Emanuele Rossi)\u00a0 Perch\u00e9 la Cina ha gi\u00e0 superato gli Usa e perch\u00e9 questa situazione deve restare nella sfera economica e non contaminare quella politica? L&#8217;approfondimento di Emanuele Rossi Su Twitter, il vicedirettore del dipartimento informazioni al ministero degli Esteri cinese, ieri ha scritto: \u201cGli Stati Uniti soffrono di \u2018ansia sostitutiva\u2019. 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