{"id":54656,"date":"2019-12-02T10:00:31","date_gmt":"2019-12-02T09:00:31","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54656"},"modified":"2019-12-02T12:49:27","modified_gmt":"2019-12-02T11:49:27","slug":"il-bando-alluso-di-google-sugli-smartphone-huawei-spiegato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54656","title":{"rendered":"Il bando all&#8217;uso di Google sugli smartphone Huawei, spiegato"},"content":{"rendered":"<p><strong>di AGI.IT (di Ugo Barb\u00e0ra)<\/strong><\/p>\n<p class=\"article-page__header-subtitle selectionShareable\"><em>Nei sei mesi da quando \u00e8 in vigore il\u00a0ban\u00a0si \u00e8 detto di tutto: che il destino di\u00a0Huawei\u00a0(e\u00a0Honor) sia segnato, ma anche che la soluzione della crisi \u00e8 ormai prossima. O anche che il colosso cinese sia pronto a fare da solo e a imporre sul mercato un nuovo sistema operativo. Ecco come stanno davvero le cose<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"article-content__cover-image responsive-image\" src=\"https:\/\/images.agi.it\/pictures\/agi\/agi\/2019\/11\/30\/121724650-10a5f054-c9c4-4b81-a4f1-b3e4a59a6c8a.jpg\" alt=\"bando usa huawei google\" data-mediasize-name=\"540x240\" \/><\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Il 16 novembre qualcuno del quartier generale di <strong>Huawei<\/strong>, a Shenzhen, ha storto il naso. Gli americani avevano appena tirato un altro dei loro scherzi, rinnovando per la seconda volta consecutiva la moratoria al <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/innovazione\/smartphone_huawei_cosa_cambia-5514047\/news\/2019-05-20\/\">bando imposto dalla Casa Bianca all\u2019utilizzo di Google<\/a> sui loro <strong>smartphone<\/strong>, computer e tablet. O almeno su tutti quelli per i quali l\u2019utilizzo era stato approvato prima del 15 maggio 2019, quando un\u2019azienda da 188 mila dipendenti e pi\u00f9 di 100 milioni di pezzi venduti in tutto il mondo ha scoperto di essere stata tagliata fuori dal mercato.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Non una cattiva notizia, ma nemmeno buona, perch\u00e9 costringe l\u2019azienda in un limbo in cui rischia di logorarsi.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">\u00c8 per questo che il <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/innovazione\/mate_30_pro_huawei_disponibile_italia-6210382\/news\/2019-09-19\/\">Mate 30<\/a>, smartphone di punta di Huawei, non \u00e8 ancora arrivato sul mercato europeo ed \u00e8 per questo che il <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/innovazione\/honor_smartphone_5g-6617831\/news\/2019-11-25\/\">V30, modello 5G di Honor<\/a> (il brand della casa cinese creato per i giovani), arriver\u00e0 in Italia a maggio 2020 senza <strong>Gms<\/strong> (Google mobile services), ossia senza Gmail, Maps, YouTube , Pay e altre app.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Nei sei mesi da quando \u00e8 in vigore il ban si \u00e8 detto di tutto: che il destino di Huawei (e Honor) sia segnato, ma anche che la soluzione della crisi \u00e8 ormai prossima. O anche che il colosso cinese sia pronto a fare da solo e a imporre sul mercato un nuovo sistema operativo.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Ma come stanno davvero le cose? A fare il punto ci ha pensato <strong>James Zou<\/strong>, presidente di <strong>Honor<\/strong> overseas, che Agi ha incontrato a margine della presentazione del V30 a <strong>Pechino<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">\u201cDieci anni fa non abbiamo avuto esitazioni ad adottare Android perch\u00e9 pensavano fosse <strong>open-source<\/strong>\u201d dice Zou, \u201cSe allora avessimo pensato che avremmo avuto questi problemi non ci saremmo cascati e ora saremmo in una situazione completamente diversa\u201d.<\/p>\n<div class=\"article-content__cover-image-container\" style=\"text-align: justify\">\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"article-content__cover-image responsive-image\" src=\"https:\/\/images.agi.it\/pictures\/agi\/agi\/2019\/11\/30\/122023194-83b6f24f-5331-4309-ae2d-8e2294fa230c.jpg\" alt=\"bando usa huawei google\" data-mediasize-name=\"540x240\" \/><figcaption><\/figcaption><\/figure>\n<div class=\"article-content__cover-image-caption selectionShareable\">Il V30 di Honor<\/div>\n<\/div>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Per capire, bisogna innanzitutto distinguere <strong>Android<\/strong> da Google e partire da quando Google compr\u00f2 per un pugno di noccioline una societ\u00e0 destinata a cambiare il modo con cui oggi usiamo gran parte della tecnologia della nostra quotidianit\u00e0: dallo smartphone, alla smart tv. Quella societ\u00e0 produceva un sistema operativo \u2013 Android, per l\u2019appunto \u2013 che, a differenza di <strong>iOs<\/strong> di Apple, era open-source: ossia tutti potevano metterci le mani e adattarlo a proprio piacimento, creare applicazioni, giochi e servizi. E per di pi\u00f9 gratis.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Google intu\u00ec il potenziale e per questo decise di facilitare il lavoro degli sviluppatori e mettere loro a disposizione gli strumenti per realizzare app in poco tempo utilizzando pacchetti preconfezionati da assemblare. Prendiamo il caso di <strong>TripAdvisor<\/strong>: per dirci che recensioni hanno i ristoranti intorno a noi si basa su un sistema di <strong>geolocalizzazione<\/strong>. Quanto tempo sarebbe stato necessario (e quanti soldi) per sviluppare la app se non avesse avuto la possibilit\u00e0 di utilizzare Google Maps, semplicemente prendendolo e inserendolo come elemento nel software?<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Tutta quella serie di funzioni che prevedono l\u2019utilizzo di cose come la geolocalizzazione; l\u2019uso di email (<strong>Gmail<\/strong>), il caricamento di video (<strong>YouTube<\/strong>) e i pagamenti (<strong>Google Pay<\/strong>) va sotto il nome di <strong>Gsm Core<\/strong>. \u201cEra un progetto pieno di buone intenzioni perch\u00e9 aiutava a far maturare l\u2019ecosistema\u201d dice Zou \u201ce rendeva pi\u00f9 rapido e facile lo sviluppo delle app\u201d.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Non bisogna pensare che Google lo avesse creato per il bene dell\u2019umanit\u00e0: pi\u00f9 device usavano Gms Core, pi\u00f9 licenze si vendevano e pi\u00f9 dati si controllavano. Ma a tutti andava bene cos\u00ec: dalle aziende (praticamente tutti i produttori di smartphone a eccezione di Apple, visto che Windows Mobile \u00e8 destinato all\u2019estinzione) all\u2019utente finale.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Certo, qualcuno ha deciso di far da s\u00e9 e stiamo parlando di colossi come Facebook, <strong>Amazon<\/strong> e <strong>Netflix<\/strong> che hanno le loro app (si chiamano Api) indipendentemente da Google. E questa \u00e8 la ragione per cui, ad esempio, per loggarsi in <strong>Facebook<\/strong> serve una id di Facebook e non basta quella di Google).<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Poi a maggio 2019 <strong>Donald Trump<\/strong> ha deciso di portarsi via il pallone, anche se il pallone non era suo. Ha impedito alle aziende Usa di fare affari con aziende cinesi incluse in una lista speciale (la ormai famigerata entity list) senza una esplicita autorizzazione della Casa Bianca.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Ma allora come mai Huawei e Honor possono continuare a usare Android? Perch\u00e9 \u00e8 un servizio gratuito e non un prodotto in vendita. <strong>Microsoft<\/strong>, ad esempio, si \u00e8 trovata tagliata fuori da milioni di computer di Huawei e Honor perch\u00e9 gli era proibito vendere loro le licenze di <strong>Windows<\/strong>, ma quando \u00e8 stato chiaro che i cinesi erano pronti a invadere il mercato con i loro portatili funzionanti con sistema operativo <strong>Linux<\/strong> (un altro open-source, come Android) si \u00e8 affrettata a fare lobbying pesante fino a ottenere l\u2019autorizzazione della Casa Bianca a riprendere gli affari.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 Google non abbia fatto lo stesso (il <strong>Congresso<\/strong> \u00e8 infiltrato fino alla cupola di lobbisti al soldo di Google, Facebook, Apple e vai dicendo) se lo chiedono anche i cinesi, ma tant\u2019\u00e8: non si vede una soluzione all\u2019orizzonte e per questo Huawei ha deciso di fare da s\u00e9.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Come? <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/huawei_investe_tre_miliardi_app_google-6629837\/news\/2019-11-27\/\">Tirando fuori dal portafogli 3 miliardi di dollari<\/a> per incrementare Huawei Mobile Services (<strong>Hms<\/strong>) un insieme di applicazioni e servizi che faranno concorrenza a Gsm. Non un sistema operativo, per\u00f2: sui device Huawei e Honor continuer\u00e0 a girare Android finch\u00e9 gli Usa non troveranno il modo di impedirlo.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">I cinesi hanno cominciato a fare scouting per arruolare tecnici (20 mila in sei mesi) e fornitori di servizi (in Italia, ad esempio, Giallozafferano, insieme con decine di altri partner che si divideranno <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/innovazione\/huawei_developer_program-6618601\/news\/2019-11-26\/\">uno stanziamento di 10 milioni di dollari<\/a>) per sviluppare app per Hms, ossia in grado di funzionare su smartphone, tablet, sistemi per auto, tv, senza Gsm Core.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">E cosa succeder\u00e0 se Trump torner\u00e0 sui propri passi e permetter\u00e0 a Google di tornare a fare affari con Huawei? Niente: <strong>l\u2019architettura<\/strong> che l\u2019azienda sta sviluppando \u00e8 in grado di gestire sia Hms che Gms, quindi di prendere il meglio di entrambi. E se invece la Casa Bianca riuscisse a impedire anche l\u2019utilizzo di Android? Per quello a Shenzhen hanno gi\u00e0 un piano b in fase avanzata e si chiama <strong>Harmony Os<\/strong> di cui per\u00f2 si sa ancora poco.<\/p>\n<p class=\"selectionShareable\" style=\"text-align: justify\">Ma che possibilit\u00e0 hanno degli smartphone senza YouTube, Maps, Gmail, di farsi largo in \u00a0un mercato gi\u00e0 di per s\u00e9 difficile come quello europeo? Poche probabilmente. Ma il punto sta proprio in questo: allungare lo sguardo oltre il ricco, ma pur sempre limitato, cortile europeo. Alle centinaia di milioni di clienti in Cina e Russia (dove gi\u00e0 ora di Gms Core non sanno che farsene), ma anche India, Asia sudorientale e America Latina. Tutti posti in cui, presto o tardi, il braccio di ferro tecnologico pu\u00f2 diventare ideologico e dove gli americani non hanno poi questo gran numero di fan.<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/economia\/bando_usa_huawei_google-6654065\/news\/2019-11-30\/\">https:\/\/www.agi.it\/economia\/bando_usa_huawei_google-6654065\/news\/2019-11-30\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di AGI.IT (di Ugo Barb\u00e0ra) Nei sei mesi da quando \u00e8 in vigore il\u00a0ban\u00a0si \u00e8 detto di tutto: che il destino di\u00a0Huawei\u00a0(e\u00a0Honor) sia segnato, ma anche che la soluzione della crisi \u00e8 ormai prossima. O anche che il colosso cinese sia pronto a fare da solo e a imporre sul mercato un nuovo sistema operativo. 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