{"id":54664,"date":"2019-12-05T10:30:40","date_gmt":"2019-12-05T09:30:40","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54664"},"modified":"2019-12-02T18:24:22","modified_gmt":"2019-12-02T17:24:22","slug":"lagonia-della-politica-estera-francese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54664","title":{"rendered":"L\u2019agonia della politica estera francese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>THIERRY MEYSSAN<\/strong><\/p>\n<article class=\"hnews hentry item\">\n<div id=\"title\">\n<div class=\"chapo crayon article-chapo-208462 entry-content\">\n<p>Riprendiamo la pubblicazione del libro di Thierry Meyssan\u00a0<i>Sotto i nostri occhi<\/i>. La seconda parte \u2013 sulla politica francese \u2013 inizia con l\u2019entrata in scena di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy. Poco per volta i piccoli favoritismi trasformano la politica estera di Parigi da funzione al servizio della Francia a sistema di accomodamenti personali fra amici.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<div style=\"text-align: justify\"><span class=\"titre_sans_1\"><span class=\"source-org vcard dateline\"><span class=\"org fn\">RETE VOLTAIRE<\/span><\/span>\u00a0| DAMASCO (SIRIA)\u00a0<span class=\"updated\" title=\"2019-12-2\"><time datetime=\"2019-12-02 10:37:59\">| 2 DICEMBRE 2019<\/time><\/span><\/span>\u00a0<span id=\"zoom\" class=\"main\"><\/span><\/div>\n<div class=\"ligne\">\n<div class=\"grille_400_1\">\n<div class=\"zoom_texte entry-content\">\n<article>\n<div class=\"texte_sans crayon article-texte-208462 \" style=\"text-align: justify\">\n<blockquote class=\"spip\">\n<p class=\"lettrine\">Questo articolo \u00e8 estratto dal libro\u00a0<i>Sotto i nostri occhi<\/i>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article206797.html\">Si veda l\u2019indice<\/a>.<\/p>\n<\/blockquote>\n<dl class=\"spip_document_178859 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-1-3-f2248.jpg\" alt=\"JPEG - 38.3 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178859 spip_doc_titre\"><strong>Il 14 febbraio 2003, riallacciandosi alla tradizione gollista d\u2019indipendenza della Francia, al Consiglio di Sicurezza, Dominique de Villepin si oppone alla volont\u00e0 degli Stati Uniti di distruggere l\u2019Irak.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<h3 class=\"spip\">Le \u201cPrimavere arabe\u201d viste da Parigi<\/h3>\n<p><i>La politica estera della Francia, guidata in passato dalla visione strategica di Charles de Gaulle, pian piano cede il passo agli interessi economici. Dopo aver resistito all\u2019imperialismo degli Stati Uniti, Jacques Chirac abbandona la battaglia mischiando affari di Stato e interessi personali. Nicolas Sarkozy si pone nell\u2019orbita degli Stati Uniti, mentre en passant contratta per s\u00e9 tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 contrattare. Ma Fran\u00e7ois Hollande fa di meglio, privilegiando quegli interessi privati che andranno a formare il nuovo partito della colonizzazione. Sempre in prospettiva economica, la Francia si mette al servizio, rispettivamente, di Turchia, Qatar e Arabia Saudita.<\/i><\/p>\n<dl class=\"spip_document_178860 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-2-3-a0c59.jpg\" alt=\"JPEG - 26.9 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178860 spip_doc_titre\"><strong>Per Jacques Chiraq, Hafiz al-Assad era l\u2019unico dirigente in grado di unificare il mondo arabo. Lo paragonava a Otto Bismark.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<h3 class=\"spip\">JACQUES CHIRAC, \u201cL\u2019ARABO\u201d<\/h3>\n<p>Jacques Chirac nutre grandissima stima per Hafiz al-Assad. In lui intravede una personalit\u00e0 eccezionale, con una prospettiva decisamente positiva per il paese e la rispettiva regione.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178861 spip_documents spip_documents_right\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L220xH293\/206774-3-3-af20e.jpg\" alt=\"JPEG - 17.9 Kb\" width=\"220\" height=\"293\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178861 spip_doc_titre\"><strong>Secondo l\u2019ammiraglio Pierre Lacoste, ex direttore della DGSE, fu il presidente Mitterrand a ordinare il mega attentato di Damasco, come ritorsione per l\u2019uccisione dell\u2019ambasciatore Delamare. L\u2019operazione fu rivendicata dai Fratelli Mussulmani, che la realizzarono sotto il controllo di Fran\u00e7ois de Grossouvre.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>La Francia l\u2019aveva contrastato durante alcune fasi della guerra civile libanese. Lo accusava pubblicamente di essere responsabile dell\u2019assassinio dell\u2019ambasciatore francese a Beirut, Louis Delamare (1981), subito seguito \u2013 come reazione \u2013 dall\u2019attentato ordinato dal presidente Fran\u00e7ois Mitterrand contro l\u2019ufficio nazionale di leva militare a Damasco che provoc\u00f2 175 morti.<\/p>\n<p>Dopo la sconfitta della Siria da parte d\u2019Israele nel 1967, Hafiz al-Assad aveva conquistato il potere facendo affidamento su sostenitori del Baath e avventurieri, tra cui suo fratello Rifaat, che divenne regolarmente compagno di golf di Fran\u00e7ois Mitterrand e amico di Abdullah, futuro re dell\u2019Arabia Saudita. Nel 1982, vivendo tra Francia e Siria, organizz\u00f2 un attentato nella parigina Rue Marbeuf contro la rivista\u00a0<i>Al-Watan Al-Arabi<\/i>\u00a0che l\u2019aveva criticato. La sua amicizia con il presidente Mitterrand contribu\u00ec a sviare le indagini della polizia. Al posto suo, fu il suo paese a essere accusato del crimine, cos\u00ec la Francia espulse due diplomatici siriani, tra cui il capo dell\u2019intelligence Michael Qasua. Ma, alla fine, il caso non ebbe ripercussioni sulle relazioni tra i due Stati.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178862 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-4-3-708e7.jpg\" alt=\"JPEG - 49.2 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178862 spip_doc_titre\"><strong>L\u2019attentato di Rue Marbeuf a Parigi fu ordinato da Rifaat al-Assad. Su pressione di Mitterrand, amico di Rifaat, fu a torto attribuito al diplomatico siriano Michel Kassoua (che fu espulso), poi al rivoluzionario Carlos (che fu condannato).<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>Jacques Chirac \u00e8 l\u2019unico capo di Stato estero a partecipare ai funerali di Hafiz al-Assad (2000). Mentre un movimento d\u2019opposizione attraversa il paese, la Francia \u2013 che aveva scommesso sul vicepresidente Abdel Halim Khaddam in veste di suo successore \u2013 riconosce la nomina a futuro presidente del figlio, Bashar al-Assad, da parte del partito Baath.<\/p>\n<p>In veste di mentore, Jacques Chirac \u2013 soprannominato l\u2019\u201carabo\u201d, essendo la sua autorit\u00e0 riconosciuta dai capi di Stato della regione \u2013 cerca di introdurre Bashar sulla scena internazionale, ma il giovane non ha alcuna intenzione di farsi comandare. Chirac apre trattative con il nuovo presidente affinch\u00e9 la Total possa sfruttare diversi giacimenti petroliferi siriani, ma al momento del bando ufficiale la proposta della Total si rivela palesemente svantaggiosa; eppure \u00e8 sostenuta da alti funzionari siriani, tra cui il consigliere economico del presidente, Nibras al-Fadil, che ben presto si scopre fare il doppio gioco per conto della Total e del boss anglo-siriano della Petrofac, Ayman Asfari. Scoperto l\u2019inganno, al-Assad sanziona la Total e la estromette dal bando, provocando l\u2019ira di Chirac.<\/p>\n<p>Il presidente francese si ritrova di fronte a una delusione simile in Libano. A nome della Francia, negozia con un suo stretto amico \u2013 il primo ministro Rafiq Hariri \u2013 il diritto di sondare le acque territoriali libanesi in cerca di petrolio. L\u2019operazione \u00e8 gestita da due responsabili delle forze di pace siriane, il direttore dell\u2019intelligence Ghazi Kanaan e il vicepresidente Abdel Halim Khaddam. Chirac invia una nave della Marina francese per effettuare le prospezioni, ma il presidente libanese \u00c9mile Lahoud ne viene informato e convoca cos\u00ec l\u2019ambasciatore di Francia per comunicare che gli accordi personali con Hariri non impegnano l\u2019intero paese e che la nave da guerra francese \u00e8 tenuta ad andarsene.<\/p>\n<p>In risposta al richiamo all\u2019ordine, Chirac evita di parlare con i presidenti di Siria e Libano.<\/p>\n<p>Jacques Chirac, che aveva appoggiato gli Stati Uniti per gli attentati dell\u201911 settembre 2001, teme d\u2019essere stato ingannato dopo aver letto il mio libro\u00a0<i>L\u2019incredibile menzogna<\/i>\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"L\u2019Incredibile menzogna. Nessun aereo \u00e8 caduto sul Pentagono, Thierry Meyssan,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article208462.html#nb1\" rel=\"footnote\">1<\/a>]. Ordina quindi alla DGSE (Direction G\u00e9n\u00e9rale de la S\u00e9curit\u00e9 Ext\u00e9rieur) di verificarne la tesi. Dopo la mobilitazione di centinaia di funzionari e diverse ambasciate, l\u2019agenzia di intelligence gli comunica di non poter confermare le tesi sostenute nel libro, precisando che comunque tutti gli elementi che potevano essere verificati, tranne una citazione, sono esatti. Chirac, che ben conosceva Saddam Hussein, riscontra in tutto ci\u00f2 la conferma del fatto che la Francia non dovesse sostenere l\u2019attacco anglosassone in Medio Oriente.<\/p>\n<p>Il ministro degli Esteri francese, Dominique de Villepin, tiene testa al segretario di Stato Colin Powell. Vola di corsa a New York dimenticandosi sulla propria scrivania parigina il dossier che la DGSE gli ha preparato. Comunque sia, il suo discorso improvvisato il 14 febbraio 2003 suscita un plauso senza precedenti da parte dei membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e la rabbia di Washington. Si trattiene dal criticare le gigantesche bugie di Powell \u2013 dall\u2019appoggio del presidente Hussein ad Al Qaida al programma per le armi di distruzione di massa \u2013 ma sottolinea che non c\u2019\u00e8 nulla che potesse giustificare quella guerra.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178863 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-5-3-ede9c.jpg\" alt=\"JPEG - 18.4 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178863 spip_doc_titre\"><strong>Discepolo del filosofo Leo Strauss, nonch\u00e9 storico ufficiale delle forze armate israeliane, Edward Luttwak con il suo libro \u201cTecnica del colpo di Stato\u201d fu l\u2019ispiratore di quello invisibile dell\u201911 settembre.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>Il presidente George W. Bush onora con la sua presenza il vertice G8 di \u00c9vian solamente per poche ore. Mentre negli Stati Uniti divampa una campagna antifrancese, il consigliere del Pentagono \u2013 ispirazione per il colpo di Stato dell\u201911 settembre \u2013 Edward Luttwak, minaccia pubblicamente il presidente Chirac sul notiziario di\u00a0<i>France 2<\/i>, affermando senza mezzi termini: \u201cChirac deve pagarla cara a Washington! Deve pagare un conto salatissimo. E, a Washington, si \u00e8 naturalmente deciso di fargliela pagare. Sulla scena diplomatica Chirac ha voluto mangiare e abbuffarsi a spese degli Stati Uniti e, ovviamente, la pagher\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>In preda al panico, Jacques Chirac cambia bandiera e si schiera a favore di tutte le iniziative statunitensi, arrivando persino a mettere a disposizione la propria ambasciatrice a Tbilisi, Salome Zurabishvili, come ministro degli Esteri della Georgia durante la \u201cRivoluzione delle Rose\u201d (dicembre 2003), e a prendere parte al rapimento del presidente di Haiti, Jean-Bertrand Aristide, facendolo sequestrare nella Repubblica centrafricana (marzo 2004)\u00a0[<a id=\"nh2\" class=\"spip_note\" title=\"\u00ab Coup d\u2019\u00c9tat en Ha\u00efti \u00bb, \u00ab Paris rel\u00e2che le pr\u00e9sident ha\u00eftien \u00bb, par Thierry\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article208462.html#nb2\" rel=\"footnote\">2<\/a>].<\/p>\n<p>Seguendo la stessa linea di condotta, Chirac e il suo amico miliardario Rafiq Hariri stilano la Risoluzione 1559 per esigere il ritiro dal Libano delle forze di pace siriane e il disarmo di tutte le milizie libanesi, tra cui Hezbollah e i gruppi palestinesi. A differenza di altre milizie, al servizio di un capo feudale o sovvenzionate da uno Stato straniero, Hezbollah \u00e8 una rete di resistenza contro il colonialismo israeliano, ispirata alla rivoluzione iraniana e armata dalla Siria. Tale risoluzione si rivela inapplicabile, a meno che non si desiderasse aprire il territorio libanese all\u2019esercito israeliano. Inoltre, Chirac decide di boicottare l\u2019omologo libanese \u00c9mile Lahoud, che non \u00e8 neppure invitato al Vertice della Francofonia.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178864 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-6-3-ae4e9.jpg\" alt=\"JPEG - 49.3 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178864 spip_doc_titre\"><strong>Il miliardario saudita-libanese Rafiq Hariri ha generosamente finanziato tutte le campagne elettorali di Jacques Chirac, a partire dall\u2019elezione a sindaco di Parigi.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>Il 14 febbraio Hariri, che all\u2019epoca non \u00e8 pi\u00f9 primo ministro, viene assassinato presumibilmente per mezzo di una carica esplosiva piazzata all\u2019interno di un furgone\u00a0[<a id=\"nh3\" class=\"spip_note\" title=\"\u201cRivelazioni sull\u2019assassinio di Rafiq Hariri\u201d, di Thierry Meyssan, \u041ednako\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article208462.html#nb3\" rel=\"footnote\">3<\/a>].<\/p>\n<p>Jacques Chirac si precipita a Beirut, ma non per partecipare al funerale, n\u00e9 per incontrare qualche funzionario. Trascorre infatti un giorno intero in compagnia degli avvocati del defunto per firmare documenti commerciali privati. Torna poi a Parigi mentre la \u201cRivoluzione dei Cedri\u201d libanese \u00e8 in pieno svolgimento, sotto la discreta supervisione degli uomini di Gene Sharp, gli agitatori serbi di Washington.<\/p>\n<p>Jacques Chirac, facilmente influenzabile, condivide la posizione certa secondo cui Bashar al-Assad ed \u00c9mile Lahoud abbiano pianificato l\u2019omicidio dell\u2019amico e socio d\u2019affari Rafiq Hariri. Di conseguenza appoggia la Commissione delle Nazioni Unite, incaricata di indagare sul crimine al posto della magistratura libanese. Per diversi anni seguono accuse mosse dall\u2019ONU, l\u2019ostracismo mondiale verso Bashar al-Assad e l\u2019arresto dei quattro generali pi\u00f9 vicini al presidente \u00c9mile Lahoud. Viene creato un \u201ctribunale\u201d internazionale sotto l\u2019egida del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon \u2013 senza l\u2019approvazione del Parlamento libanese \u2013 per giudicare i due presidenti \u201cassassini\u201d.<\/p>\n<p>Le ossessioni di Jacques Chirac non inficiano per\u00f2 la cooperazione franco-siriana. Dal 2003 fino all\u2019interruzione delle relazioni diplomatiche nel 2012, i servizi siriani continuano a tenere informati i loro omologhi d\u2019Oltralpe in merito ai giovani francesi che vogliono partire per l\u2019Iraq o che gi\u00e0 vi combattono contro l\u2019occupazione americana. Se, per caso, questi entrano in Siria vengono arrestati e rimpatriati in Francia, con discrezione e su aerei militari. La cooperazione permette alla Francia di mantenere l\u2019ordine pubblico e di evitare eventuali attentati entro i propri confini. Tra i jihadisti estradati dalla Siria compaiono Boubaker el Hakim (assassino del leader tunisino Chokri Belaid) e Sabri Essid (fratellastro di Mohammed Merah, che in seguito diventer\u00e0 un boia dell\u2019ISIS). Tuttavia, la Francia non si limiter\u00e0 a interrompere il rapporto durante la \u201cPrimavera araba\u201d, ma liberer\u00e0 gli imputati in virt\u00f9 dell\u2019alleanza con i Fratelli musulmani.<\/p>\n<p>Il governo di Jacques Chirac si interrompe il 2 settembre 2005, dopo che il presidente ha riportato una grave lesione cerebrale; non sarebbe pi\u00f9 in grado di gestire la carica anche se, in apparenza, continua a ricoprirla. Per due anni il suo governo si divide tra i gollisti della cerchia del premier Dominique de Villepin e gli atlantisti dell\u2019entourage del ministro degli Interni Nicolas Sarkozy.<\/p>\n<p>In occasione dell\u2019attacco israeliano al Libano nell\u2019estate del 2006, Villepin appoggia Hezbollah, che Chirac aveva chiesto di disarmare. Una volta giunto al termine il suo mandato, senza preoccuparsi dei guai giudiziari cui pu\u00f2 andare incontro, Chirac si trasferisce in un lussuoso appartamento messogli a disposizione \u2013 per la sua vecchiaia da pensionato \u2013 dalla famiglia Hariri. Gli succede Sarkozy, con l\u2019appoggio della signora Chirac.<\/p>\n<h3 class=\"spip\">NICOLAS SARKOZY, \u201cL\u2019AMERICANO\u201d<\/h3>\n<dl class=\"spip_document_178865 spip_documents spip_documents_left\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L210xH210\/206774-7-3-408a0.jpg\" alt=\"JPEG - 12 Kb\" width=\"210\" height=\"210\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178865 spip_doc_titre\"><strong>Figlio di uno dei cinque fondatori della CIA, l\u2019ambasciatore Frank G. Wisner ha cresciuto il figliastro adolescente, Nicolas Sarkozy, a New York e poi l\u2019ha introdotto alla CIA, che ne ha favorito l\u2019elezione alla presidenza francese.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>Nicolas Sarkozy viene eletto presidente della Repubblica francese nel maggio 2007, ma non per il suo programma: i francesi lo considerano l\u2019uomo in grado di rilanciare un paese dormiente e bloccato, ignorando per\u00f2 che \u00e8 cresciuto a New York, fino all\u2019adolescenza, con la terza moglie del padre. Christine de Ganay allora si era risposata con l\u2019ambasciatore Frank G. Wisner, figlio del fondatore dei servizi segreti promossi da CIA\/NATO, l\u2019organizzazione Gladio. \u00c8 cos\u00ec che, da allora, Sarkozy \u00e8 sponsorizzato da Washington perch\u00e9 diventi presidente della Repubblica francese\u00a0[<a id=\"nh4\" class=\"spip_note\" title=\"\u201cOperazione Sarkozy : come la CIA ha piazzato uno dei suoi agenti alla\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article208462.html#nb4\" rel=\"footnote\">4<\/a>].<\/p>\n<p>A differenza di Jacques Chirac, che nel 2003 si era dimostrato un audace gollista prima di trasformarsi in un pragmatico affarista, Washington considera Nicolas Sarkozy un suo agente. E viene subito ascritto ai piani statunitensi.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 ancora ministro degli Interni, Nicolas Sarkozy prende contatti con Abdullah Senussi, capo dell\u2019intelligence interna libica e cognato di Muammar Gheddafi. Senussi era stato condannato in contumacia in Francia per il ruolo che aveva svolto nell\u2019attentato contro il volo UTA 772 che aveva causato 170 vittime nel 1989, durante la guerra del Ciad. La Libia si offre di finanziare la campagna elettorale di Sarkozy in cambio della promessa di un\u2019amnistia o della fine delle indagini. Un ministro delegato e uomo di fiducia di Sarkozy, Brice Hortefeux, tratta il prezzo con il colonnello Gheddafi. Alla fine, a detta dell\u2019alto funzionario libico che ha sovrinteso la transazione, l\u2019uomo d\u2019affari franco-libanese Ziad Takieddine porta a Parigi 57 milioni di euro.<\/p>\n<p>Nel corso della campagna elettorale, la Libia nota che anche la candidata socialista S\u00e9gol\u00e8ne Royal potrebbe vincere. Senussi contatta quindi l\u2019ex ministro socialista degli Esteri, Roland Dumas, che, sempre secondo la stessa fonte, ritira a Tripoli 25 milioni di euro, circa la met\u00e0 della somma offerta al suo concorrente.<\/p>\n<p>La legge francese vieta che le campagne elettorali siano finanziate da Stati esteri. Peraltro, il costo di tali campagne non raggiunge mai simili cifre. Sarkozy e la Royal non possono promettere di far cessare le indagini giudiziarie, se non ignorando la giustizia e la sua indipendenza. Possono per\u00f2 optare per un\u2019amnistia, ma non negoziarla per questioni personali. Roland Dumas lo sa molto bene, essendo stato presidente del Consiglio costituzionale (1995-2000), con il compito di garantire il corretto svolgimento delle elezioni. La giustizia francese in seguito avvier\u00e0 indagini sugli illeciti di Sarkozy, ma non su quelli della Royal\u00a0[<a id=\"nh5\" class=\"spip_note\" title=\"Deposizione dell\u2019autore al giudice Tournaire, 24 marzo 2018. Avec les\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article208462.html#nb5\" rel=\"footnote\">5<\/a>].<\/p>\n<p>Gli affari tra Gheddafi e Sarkozy proseguono anche dopo l\u2019avvento di quest\u2019ultimo all\u2019Eliseo. La premi\u00e8re dame C\u00e9cilia Sarkozy ha il compito di porre fine al processo delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese detenuti da otto anni. Nel 1999, nell\u2019ospedale di Bengasi sono stati infettati con il retrovirus dell\u2019AIDS oltre 400 bambini. Gli islamisti accusano Muammar Gheddafi di trascurare la citt\u00e0 di Bengasi e di aver ordito un complotto per uccidervi i bambini residenti. Il procuratore locale, per scagionarlo, preferisce accusare gli operatori medici stranieri, ai quali sar\u00e0 estorta una confessione con brutali torture.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178866 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-8-3-64b51.jpg\" alt=\"JPEG - 48.5 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178866 spip_doc_titre\"><strong>Quando era procuratore, Robert Mueller accus\u00f2 la Libia di essere responsabile dell\u2019attentato di Lockerbie. In seguito, la giustizia scozzese stabil\u00ec che Mueller si era basato su una prova falsa, piazzata sul luogo della catastrofe da un agente della CIA.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>Tuttavia la Bulgaria, che da poco ha aderito all\u2019Unione Europea, sollecita la Commissione di Bruxelles affinch\u00e9 negozi con Tripoli il rilascio dei suoi cittadini. La Libia si ritrova ad affrontare gli stessi funzionari che l\u2019avevano accusata di aver fatto esplodere il volo Pan Am 103 sopra a Lockerbie (Scozia), provocando 270 morti, nel 1988. Anche se Muammar Gheddafi ha sempre negato di essere coinvolto, la Libia accetta di risarcire le famiglie delle vittime con 2,7 miliardi di dollari, per risolvere cos\u00ec l\u2019ultimo contenzioso che la mette in contrasto con l\u2019Occidente. Ben sapendo di dover scendere a patti con le fantasie degli islamisti, Gheddafi decide di sfruttare l\u2019infezione nosocomiale per recuperare ci\u00f2 che \u00e8 stato ingiustamente costretto a pagare per Lockerbie. Chiede quindi la restituzione di quel denaro in cambio del ritiro delle sue forze da alcuni Stati africani e del rilascio delle infermiere e del medico. Alla fine, gli Stati Uniti versano la somma al Qatar, che la restituisce alla Libia sotto il controllo dell\u2019Unione Europea. Il ministro della Giustizia, il Fratello musulmano Mustafa Abdel Gelil, che aveva coperto le torture durante il suo mandato da presidente della Corte d\u2019Appello di Tripoli, incontra allora gli emissari del presidente Sarkozy. Sempre a detta dell\u2019alto funzionario libico, C\u00e9cilia riceve una gratifica \u201cproporzionale\u201d da parte della Libia (2,7 milioni di dollari). Nicolas Sarkozy le dona il denaro in fase di divorzio, una somma con la quale lei e il nuovo marito potranno aprire una societ\u00e0 di pubbliche relazioni in Qatar. La Bulgaria gioisce per la liberazione dei propri cittadini, pur aggrottando le sopracciglia sulla modalit\u00e0 di conclusione dell\u2019accordo.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178867 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-9-3-a6834.jpg\" alt=\"JPEG - 33.8 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178867 spip_doc_titre\"><strong>Dopo aver sposato il futuro animatore di punta televisivo Jacques Martin e, in seguito, il futuro presidente della repubblica Nicolas Sarkozy, C\u00e9cilia Ciganer si \u00e8 risposata con il lobbysta e regista dei Forum di Davos, Richard Attias.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>Ormai \u201crispettabile\u201d, Gheddafi intraprende un tour in Europa e si trattiene cinque giorni in Francia. Suscita scandalo installando la propria tenda nei giardini dell\u2019Hotel Marigny, residenza degli ospiti di Stato, ma soprattutto dichiara a\u00a0<i>France 24<\/i>\u00a0che la Libia \u00e8 un paese pi\u00f9 democratico della Francia. La provocazione non \u00e8 cos\u00ec insensata, come scopriremo in seguito. Infatti, la Francia non \u00e8 pi\u00f9 una democrazia, dato che n\u00e9 il popolo n\u00e9 i suoi rappresentanti vengono effettivamente consultati per molte decisioni, in particolare in materia di politica estera e difesa. La Libia, invece, \u00e8 una democrazia diretta ispirata alle esperienze degli utopisti francesi del XIX secolo. Anche questo sistema, per\u00f2, \u00e8 un inganno: la societ\u00e0 libica, infatti, si basa sull\u2019appartenenza tribale e quindi le opinioni personali hanno relativamente poco peso. Del resto, questa \u00e8 la realt\u00e0 sociale che permette a Gheddafi di esercitare la funzione di capo di Stato, che ufficialmente non esiste. La grande differenza tra i due paesi \u00e8 un\u2019altra: negoziando con gli Stati Uniti, la Libia fa cessare ogni forma di ingerenza nei paesi vicini, mentre la Francia v\u00ecola allegramente la Carta delle Nazioni Unite, in particolare in Africa e presto anche in Medio Oriente. Ma, soprattutto, Gheddafi ha proclamato l\u2019emancipazione di ogni uomo e ha messo fine alla schiavit\u00f9, mentre la Francia \u2013 che non la pratica pi\u00f9 sul suo territorio dal 1848 \u2013 non ha alcun problema ad allearsi con stati schiavisti come Arabia Saudita e Qatar.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178868 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH221\/206774-10-3-4052a.jpg\" alt=\"JPEG - 28.3 Kb\" width=\"400\" height=\"221\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178868 spip_doc_titre\"><strong>Avendo riallacciato i rapporti con gli Stati Uniti ed essendosi piegato a tutte le esigenze del presidente Bush, l\u2019ex rivoluzionario Muammar Gheddafi \u00e8 diventato rispettabile.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>La prima iniziativa del presidente Sarkozy nei confronti della Siria \u00e8 quella di organizzare, nel marzo 2008, la fuga del principale falso testimone del caso Hariri, Mohammed Zuhair as-Siddiq, al quale fornisce un falso passaporto ceco\u00a0[<a id=\"nh6\" class=\"spip_note\" title=\"\u201cSarkozy ha organizzato la fuga di Mohammed Zuhair As-Siddiq\u201d, Rete Voltaire,\u00a0(...)\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/article208462.html#nb6\" rel=\"footnote\">6<\/a>]. Naturalmente crolla l\u2019accusa di omicidio mossa a \u00c9mile Lahoud e Bashar al-Assad, ma rimane il mistero sull\u2019organizzatore di tale farsa. Come se nulla fosse, Sarkozy si reca in visita ufficiale a Damasco per rilanciare i rapporti tra i due paesi e assicurarsi che la Siria non si intrometta pi\u00f9 nella vita politica libanese.<\/p>\n<p>A maggio il primo ministro libanese e agente dei servizi segreti giordani, Fouad Siniora, apre un conflitto con Hezbollah cercando di neutralizzare il ponte aereo tra l\u2019Iran e la Resistenza e il suo sistema di comunicazione interno, di modo che Stati Uniti e Arabia Saudita possano prendere il controllo del paese e attaccare la Siria. Ma \u00e8 Hezbollah ad attaccare. Nel giro di poche ore crolla il sistema di sicurezza di Siniora, che \u00e8 costretto a battere in ritirata.<\/p>\n<p>A Doha vengono avviati alcuni negoziati di pace. Qatar e Francia impongono un nuovo presidente in Libano, che \u00e8 sprovvisto di un capo dalla fine del mandato di \u00c9mile Lahoud, quindi da sei mesi. Parigi sceglie il capo di Stato maggiore, il generale Michel Suleiman, uomo facilmente manipolabile: costui, infatti, aveva fatto \u2013 per s\u00e9 e la sua famiglia \u2013 carte false per acquisire la doppia cittadinanza francese. La nomina a presidente del Libano gli lascia sospesa sopra la testa, come una spada di Damocle, la causa gi\u00e0 pendente. Preoccupato dalla possibile reazione siriana, il Qatar regala al presidente al-Assad \u2013 che nulla aveva chiesto \u2013 un aereo e auto ufficiali.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178869 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH300\/206774-11-3-d2bf3.jpg\" alt=\"JPEG - 41.3 Kb\" width=\"400\" height=\"300\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178869 spip_doc_titre\"><strong>Michel Suleiman (in alto a sinistra) giura di difendere \u201cl\u2019indipendenza\u201d del Libano, sotto lo sguardo benevolo dell\u2019emiro del Qatar (in alto a destra), che presiede la cerimonia, e del ministro francese degli Esteri, che l\u2019ha messa in scena.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>L\u2019emiro del Qatar, Hamad bin Khalifa al-Thani, giunge in Libano per insediare il \u201cpresidente\u201d Suleiman al posto del predecessore \u00c9mile Lahoud, che non viene nemmeno invitato alla cerimonia. Nel corso dell\u2019evento, all\u2019Assemblea nazionale il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner non siede tra il pubblico, bens\u00ec tra i seggi del governo libanese. Si mostra irritato quando l\u2019ex presidente dell\u2019Assemblea sottolinea che l\u2019articolo 49 della Costituzione vieta a un capo di Stato maggiore di diventare presidente meno di due anni dopo aver lasciato l\u2019esercito. Senza neanche modificare il testo costituzionale \u2013 violando cos\u00ec la Costituzione \u2013, i parlamentari eleggono presidente Michel Suleiman.<\/p>\n<dl class=\"spip_document_178870 spip_documents spip_documents_center\">\n<dt><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/local\/cache-vignettes\/L400xH233\/206774-12-3-31180.jpg\" alt=\"JPEG - 32.3 Kb\" width=\"400\" height=\"233\" \/><\/dt>\n<dt class=\"crayon document-titre-178870 spip_doc_titre\"><strong>Nel 2008 la Francia riteneva che Bashar al-Assad, il capo di Stato pi\u00f9 popolare nel mondo arabo, sarebbe stato l\u2019uomo giusto per rimpiazzare l\u2019influenza francese nel Mediterraneo.<\/strong><\/dt>\n<\/dl>\n<p>Nel luglio 2008 Nicolas Sarkozy lancia l\u2019Unione per il Mediterraneo, una vasta operazione volta sia a competere con i partner europei, sia a reintegrare Israele nell\u2019intesa delle nazioni della regione. Ad assistere alla sfilata sugli Champs-\u00c9lys\u00e9es del 14 luglio vengono invitati sia Bashar al-Assad, sia il suo omologo israeliano, Shimon Peres, anche se i due si tengono relativamente alla larga. Per l\u2019occasione, comunque, il Libano e la Siria riescono a restaurare alcune relazioni diplomatiche (non avveniva dal 1943, anno del distacco dalla Francia). L\u2019Unione per il Mediterraneo si rivela comunque un fallimento, per gli stessi motivi per cui era fallito il processo di Barcellona avviato dall\u2019Unione Europea nel 1995: non \u00e8 possibile riunire tutti gli attori della zona finch\u00e9 non si risolve il conflitto israeliano.<\/p>\n<p>Sarkozy si reca una seconda volta in visita ufficiale in Siria nel gennaio 2009. Contattato dall\u2019amministrazione Obama, il presidente francese si astiene dal prendere qualsiasi decisione. Si tratta semplicemente di un viaggio di ricognizione.<\/p>\n<p>(Segue\u2026)<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><a class=\"titre_serif_3\" href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/auteur29.html?lang=it\"><span lang=\"fr\">Thierry Meyssan<\/span><\/a><\/div>\n<p class=\"texte_sans_3b\" style=\"text-align: justify\">Traduzione<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/auteur126494.html?lang=it\">Alice Zanzottera<\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.voltairenet.org\/auteur126121.html?lang=it\">Rachele Marmetti<\/a><br \/>\n<i><a class=\"spip_out\" href=\"http:\/\/www.giornaledibordo.org\/\" rel=\"external\">Giornale di bordo<\/a><\/i><\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/voltairenet.org\/article208462.html\">http:\/\/voltairenet.org\/article208462.html<\/a><\/strong><\/p>\n<\/article>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0THIERRY MEYSSAN Riprendiamo la pubblicazione del libro di Thierry Meyssan\u00a0Sotto i nostri occhi. La seconda parte \u2013 sulla politica francese \u2013 inizia con l\u2019entrata in scena di Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy. Poco per volta i piccoli favoritismi trasformano la politica estera di Parigi da funzione al servizio della Francia a sistema di accomodamenti personali fra amici. RETE VOLTAIRE\u00a0| DAMASCO (SIRIA)\u00a0| 2 DICEMBRE 2019\u00a0 Questo articolo \u00e8 estratto dal libro\u00a0Sotto i nostri occhi. 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