{"id":54666,"date":"2019-12-05T11:30:32","date_gmt":"2019-12-05T10:30:32","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54666"},"modified":"2019-12-02T18:30:20","modified_gmt":"2019-12-02T17:30:20","slug":"obiettivi-e-rischi-del-mes-sui-titoli-di-stato-lanalisi-di-polillo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54666","title":{"rendered":"Obiettivi e rischi del Mes sui titoli di Stato. L\u2019analisi di Polillo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>GIANFRANCO POLILLO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/Esm-710x355.jpg\" alt=\"Mes\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong style=\"font-style: italic\">Il Mes (Meccanismo europeo di stabilit\u00e0), la rinegoziazione accelerata sul debito e gli effetti potenziali sui titoli di Stato. L\u2019analisi di Gianfranco Polillo<\/strong><span id=\"more-85506\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La filosofia che ispira le nuove regole del Mes \u00e8 abbastanza evidente, seppure nascosta in un tecnicismo giuridico di non facile lettura. Basti contare i rimandi legislativi contenuti nel<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/mondo\/la-riforma-del-trattato-istitutivo-del-meccanismo-europeo-di-stabilita-prima-parte\/\">\u00a0testo<\/a>, che non riguardano solo le altre norme dei vari Trattati. Ma una stratificazione che affonda le sue radici in oltre dieci anni di tentativi, pi\u00f9 o meno riusciti, di dare al sistema una governance unitaria. Sarebbe comunque auspicabile che si potesse giungere ad un testo coordinato, per cercare di accendere un po\u2019 di luce in un labirinto complicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questa complessit\u00e0 spiega, almeno in parte, le divergenze di opinioni che si sono registrate in Italia circa la sua portata. C\u2019\u00e8 chi sostiene che nulla cambia. Altri che pongono l\u2019accento su alcuni aspetti positivi indubbi: l\u2019assicurazione contro l\u2019eventuale default bancario. Altri ancora che gridano al golpe di un\u2019Europa cattiva che vorrebbe strozzare la sovranit\u00e0 nazionale. Insomma un grande bailamme in cui non \u00e8 facile orientarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La ragione di tutto ci\u00f2 \u00e8 che, al di l\u00e0 di aspetti settoriali pure importanti e degni di nota, sfugge la logica pi\u00f9 profonda del provvedimento. Che, almeno a nostro avviso, si pu\u00f2 provare cos\u00ec a riassumere. Finch\u00e9 le cose marciano pi\u00f9 o meno bene, l\u2019interlocutore di ogni singolo Paese, resta la Commissione europea. Organo politico e pertanto sospetto per i teorici del rigore innanzitutto. Critiche abbastanza evidenti nei confronti sia di Jean Claude Junker che di Pierre Moscovici. Troppo teneri nell\u2019accettare le ragioni degli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma se le cose non dovessero andare, anche per ragioni indipendenti dalla volont\u00e0 del singolo Paese (uno shock esterno), ecco allora che l\u2019ago della bilancia \u00e8 destinato a spostarsi. Entra in gioco il Mes, che affianca la Commissione europea nella diagnosi e cura successiva. Un rapporto anche complicato, vista la difficile convivenza tra il \u201cpresunto\u201d rigore tecnico delle misure \u201cconvenzionali\u201d ed il pi\u00f9 alto gioco della politica. Alla fine, comunque, qualcuno decider\u00e0. E non sar\u00e0 certo a favore del malato. Al contrario, l\u2019obiettivo principale sar\u00e0 quello di stroncare, il pi\u00f9 possibile, ogni pericolo di contagio a danno di altri Paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 naturalmente una logica in tutto questo. Ma non si pu\u00f2 non notare, come questa nouvelle vague contrasti fortemente con la politica innovativa della Bce, al tempo di Mario Draghi. Il ritorno a misure di carattere \u201cconvenzionali\u201d rappresenta una sorta di restaurazione, rispetto ai tentativi, posti in essere, dalla navigazione \u201cin acque incognite\u201d. Con l\u2019aggiunta di un pizzico di perfidia. Draghi aveva pi\u00f9 volte invitato i Paesi che potevano permetterselo \u2013 soprattutto Olanda e Germania \u2013 ad avere politiche espansive, sul fronte della spesa pubblica. Perch\u00e9 mantenere forti attivi delle partite correnti della bilancia dei pagamenti, quando il resto dell\u2019economia entrava in una fase di ristagno? Nuove \u201cprediche inutili\u201d per dirla con Luigi Einaudi.<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"outbrain_widget_0\" class=\"OUTBRAIN\" data-src=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/obiettivi-e-rischi-del-mes-sui-titoli-di-stato-lanalisi-di-polillo\/\" data-widget-id=\"AR_2\" data-ob-mark=\"true\" data-browser=\"chrome\" data-os=\"win32\" data-dynload=\"\" data-idx=\"0\">\n<div class=\"ob-widget ob-one-column-layout AR_2\" data-dynamic-truncate=\"true\">\n<div class=\"ob-widget-section ob-first\">\n<ul class=\"ob-widget-items-container\">\n<li class=\"ob-dynamic-rec-container ob-recIdx-0 ob-p\" data-pos=\"0\"><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"ob_what\"><a href=\"https:\/\/www.outbrain.com\/what-is\/default\/it\" rel=\"nofollow\">Contenuti sponsorizzati da<\/a><\/div>\n<div class=\"ob-pixels\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">Ed oggi che la Bce ha una diversa governance, la rivincita \u00e8 stata immediata. La leva della finanza pubblica non \u00e9 pi\u00f9 vista come uno strumento ausiliario del quantitative easing, ma come vincolo per imporre politiche fortemente restrittive, nel caso in cui si dovesse ricorrere alla solidariet\u00e0 pelosa del Fondo salva Stati. Si potrebbe sostenere: peggio per chi \u00e8 vissuto nella spensieratezza. Ma non \u00e8 cos\u00ec semplice. Le politiche finora sperimentate, dopo la crisi del 2007, non solo non hanno risolto, ma aggravato, tutti i problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In Francia, Spagna e Portogallo, il rapporto debito-Pil \u00e8 aumentato ad un ritmo anche maggiore di quello italiano. Non ha fatto notizia, solo perch\u00e9 la base di partenza era molto minore. Su tutto ci\u00f2, come prescriveva l\u2019articolo 16 del Trattato istitutivo del Fiscal compact, era necessaria una verifica ed una riflessione. Ma quest\u2019impegno \u00e8 stato semplicemente disatteso, per consentire di ripetere, in forma ancora pi\u00f9 esasperata il mantra delle ricette convenzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma se queste ultime non funzionano, allora non resta, in caso di crisi, che ricorrere alla\u00a0<a href=\"http:\/\/www.startmag.it\/mondo\/riforma-mes-ritrutturazione-del-debito-piu-semplice-dossier-servizio-studi-senato\/\">rinegoziazione<\/a>\u00a0del debito. Con una procedura accelerata \u2013 il cosiddetto single limb \u2013 pensata nell\u2019esclusivo interesse dei nuovi finanziatori. Senza considerare che quell\u2019ipotesi rischia di trasformarsi in un potente strumento di speculazione, come avvenne agli inizi degli anni \u201890 con il crack del Sistema monetario europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Problemi di lungo, anzi lunghissimo periodo, come sembrano ragionare molti esponenti dell\u2019attuale Governo, prigionieri di una puro istinto di immediata sopravvivenza? Chi ragione cos\u00ec, ignora la logica del backdating. Il fatto cio\u00e8 che il mercato si muove in anticipo rispetto ad avvenimenti futuri. Negli ultimi giorni gli\u00a0<a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/economia\/2019\/11\/29\/spread-btp-bund-oggi-29-novembre.html\">spread<\/a>\u00a0sui titoli italiani si sono mossi, con un rinnovato nervosismo. Complice la complessa politica italiana. Ma non solo. Se il Trattato del Mes, dovesse essere varato, cambierebbero le garanzie offerte sui titoli emessi dopo il 2022.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Attualmente modificare le condizioni stabilite nel momento dell\u2019emissione \u00e8 possibile solo con l\u2019accordo della maggioranza dei sottoscrittori. Da quella data, invece, questa garanzia sar\u00e0 rimossa. Sennonch\u00e9 investire, oggi in Italia, in un titolo di stato, a dieci anni, comporta un rendimento annuo intorno all\u20191,5 per cento. Ma se, in prospettiva, aumenta il rischio, quanti saranno coloro ancora disposti a fare la puntata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/startmag.it\/economia\/obiettivi-e-rischi-del-mes-sui-titoli-di-stato-lanalisi-di-polillo\/\">http:\/\/startmag.it\/economia\/obiettivi-e-rischi-del-mes-sui-titoli-di-stato-lanalisi-di-polillo\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0GIANFRANCO POLILLO Il Mes (Meccanismo europeo di stabilit\u00e0), la rinegoziazione accelerata sul debito e gli effetti potenziali sui titoli di Stato. L\u2019analisi di Gianfranco Polillo La filosofia che ispira le nuove regole del Mes \u00e8 abbastanza evidente, seppure nascosta in un tecnicismo giuridico di non facile lettura. Basti contare i rimandi legislativi contenuti nel\u00a0testo, che non riguardano solo le altre norme dei vari Trattati. 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