{"id":54688,"date":"2019-12-04T08:00:39","date_gmt":"2019-12-04T07:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54688"},"modified":"2019-12-04T07:23:37","modified_gmt":"2019-12-04T06:23:37","slug":"per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54688","title":{"rendered":"Per l\u2019aumento del numero e della qualit\u00e0 dei parlamentari"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.ilponterivista.com\/wp-content\/uploads\/tempi-moderni-charlie-chaplin-milano-laverdi.jpg\" \/><\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>di IL PONTE (Luca Baiada)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per Costituzione, deputati e senatori non hanno vincolo di mandato, il suffragio \u00e8 universale, c\u2019\u00e8 il bicameralismo, le modifiche costituzionali richiedono tempi e maggioranze particolari. Tutto si regge. La Carta ha debiti illustri: Risorgimento, Repubblica romana, moti popolari, socialismo e molto altro. Ci sono dentro Garibaldi, Mazzini, Cattaneo, Cavour, Beccaria, come si sente in una vecchia registrazione di Piero Calamandrei, col frusc\u00eco di fondo, in un discorso agli studenti nel 1955. C\u2019\u00e8 dentro anche il bisogno di antidoti contro il pi\u00f9 orrendo retaggio della storia italiana: fascismo, dittatura, sostituzione del cittadino col burattino, della politica col partito-caserma.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La modifica del 2019 \u2013 si pu\u00f2 ancora sottoporla a referendum \u2013 riduce il numero complessivo dei parlamentari da 945 a 600. Oltre un terzo di meno. Un ridimensionamento era gi\u00e0 nel Piano di rinascita democratica della loggia massonica P2<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\">1<\/a><\/sup>. Gli incappucciati di Licio Gelli erano meno avari: 450 deputati e 250 senatori, totale 700. Ce ne lasciavano cento in pi\u00f9.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Si insiste sull\u2019efficienza e sulla produttivit\u00e0 delle Camere, come se fossero aziende e se occorresse una celerit\u00e0 da\u00a0<em>Tempi moderni<\/em>, con l\u2019operaio negli ingranaggi. Le approvazioni sono gi\u00e0 veloci, quando serve a certi interessi: l\u2019introduzione del pareggio di bilancio nella Costituzione, voluta dalla finanza e dalla Germania, nel 2012 \u00e8 stata fatta alla svelta, con discussioni misere e senza ostacoli. Quella vicenda \u00e8 la prova che deputati e senatori non sono troppi, ma pochi e inadeguati.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La saggia misura costituzionale di un Parlamento ampio e bicamerale previene colpi di testa e di mano, e anzi, forse non \u00e8 neppure abbastanza prudente. Per aprire la strada a Berlusconi, dopo le bombe ai magistrati e nelle piazze, c\u2019\u00e8 un referendum bovino che liquida il sistema proporzionale; chiusa quella stagione, una votazione asinina imbriglia la Costituzione pi\u00f9 propositiva del mondo (articolo 3, \u00ab\u00c8 compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale\u2026\u00bb), privandola di mezzi. Eppure, Calamandrei nel 1955 lo disse bene: le carte costituzionali di solito sono polemiche col passato, la nostra \u00e8 polemica col presente: vuole cambiarlo. Col pareggio di bilancio si tolgono gli strumenti per farlo, fingendo di chiudere il tempo della brigata spendereccia.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Nella Costituzione il sistema elettorale proporzionale non c\u2019\u00e8: da questa falla, nei contraccolpi della caduta del blocco socialista, passa il sabotaggio del sistema democratico. Col referendum del 1993, appunto, si cade nella trappola: il sistema maggioritario rende talmente sovrarappresentati Berlusconi e i suoi alleati, compresi i fascisti, da permettere un governo banditesco, subito sostituito da compromessi appena pi\u00f9 presentabili, ma ligi alle stesse esigenze e sostenuti da una sinistra che si crede furba.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il proporzionale non c\u2019\u00e8, nella Carta, ma i parlamentari sono parecchi per permettere una larga rappresentanza. Anche piccoli gruppi, espressione di convinzioni minoritarie o esigenze territoriali, possono aver voce. Il loro peso nelle votazioni \u00e8 trascurabile, il loro punto di vista si ascolta come un ronzio nelle consultazioni per la formazione del governo, ma la democrazia si alimenta anche di opinioni marginali, questioni sul confine dell\u2019indicibile, proteste e ripicche, persino fanatismi. Lasciato scorrere, il fiume delle inquietudini si dilata e si scioglie; chiuso in canali, si riempie d\u2019acque velenose e prende forza senza disperderle.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">In Parlamento i gruppi ampi hanno la forza del numero, ma anche formazioni ridottissime possono fare gioco, se pochi caparbi insistono e trovano sponda nella comunicazione. Battaglie d\u2019avanguardia possono ricevere contributi importanti: la questione ambientalista, quella sessuale, le autonomie locali, sono state valorizzate da formazioni sparute, in momenti in cui relazioni pericolose invischiavano i partiti convinti di essere grandi, mentre erano solo grossi.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Con meno parlamentari i gruppi si riducono di spessore, non necessariamente di numero, ma certamente i capigruppo esercitano pi\u00f9 controllo. Gi\u00e0 adesso il protagonismo \u00e8 vistoso, sorretto da chi nel giornalismo trova comodo raccogliere solo la battuta del capogruppo chiacchierino. La vecchia abitudine democristiana di sottovalutare gli eletti in provincia, magari non allineati alla segreteria, con la riduzione del numero si pu\u00f2 rafforzare.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Le apparenze ingannano: una formazione che, fra 945 parlamentari, ne ha abbastanza per un tresette, sembra insignificante ma \u00e8 stata votata da almeno cinquantamila persone. Cio\u00e8, riducendo il numero, \u00e8 come se una citt\u00e0 di media grandezza perdesse il diritto di voto, o fosse costretta a votare per un programma che non vuole. Questo tipo di elezione di scarto, che va per esclusione e produce esclusi, stride con gli articoli 56 e 58 della Carta: il suffragio \u00e8 universale e\u00a0<em>diretto<\/em>, mentre se si \u00e8 costretti a votare per i votati dagli altri, diventa sostanzialmente indiretto. C\u2019\u00e8 da chiedersi se questa modifica sia una revisione contraria alla forma repubblicana, quindi vietata dall\u2019articolo 139. Si sa che quel divieto non impedisce solo il ritorno della monarchia.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il numero influisce sulla struttura censitaria del voto. Pi\u00f9 sono gli eletti, pi\u00f9 si estende la rappresentanza. Con la riduzione gli abbienti influenzano meglio la politica, grazie al linguaggio che parlano con pi\u00f9 disinvoltura: il denaro. La Commissione d\u2019inchiesta sulla P2 nota nel Piano di rinascita democratica, \u00abcalata in una prospettiva genericamente tecnocratica, l\u2019immagine chiusa e non priva di grigiore di una societ\u00e0 dove si lavora molto e si discute poco. [\u2026] La logica del controllo contrapposta a quella del governo balza qui in evidenza con tutta la cinica conseguenzialit\u00e0 di una visione politica che tende a situare il potere negli apparati e non nella comunit\u00e0 dei cittadini, politicamente intesa\u00bb<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote2sym\" name=\"sdendnote2anc\">2<\/a><\/sup>.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Si compromette l\u2019attivit\u00e0 d\u2019inchiesta: si provi a immaginare commissioni, proprio come quella sulla P2, o sul caso Moro, senza la partecipazione dei partiti piccoli o delle correnti minoritarie: probabilmente avrebbero prodotto solo relazioni aggiustate.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Si favorisce, ed \u00e8 fra i rischi peggiori, l\u2019avventurismo di ulteriori riforme istituzionali; ridurre il numero senza elevare il quorum per le modifiche della Carta, di fatto \u00e8 come abbassarlo, perch\u00e9 il potere dei gruppi organizzati si addensa, si concentra in misura pi\u00f9 che proporzionale alla loro controllabilit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Sono in gioco la separazione dei poteri e l\u2019equilibrio nei loro rapporti. Un Parlamento efficientista viene disabituato alle scelte che presuppongono il confronto di opinioni ad armi pari, quindi \u00e8 naturalmente portato allo sfavore verso un potere diffuso come la magistratura. Camere a ranghi ridotti fanno quadrato meglio, contro le indagini scomode sui loro membri.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">D\u00e0 fastidio l\u2019assenza di vincolo di mandato: l\u2019idea che un eletto stia l\u00ec per prendere decisioni, senza essere un pupazzo, sembra un ingombro nel nome dello spirito popolare. Ma un numero significativo di parlamentari permette discussioni pi\u00f9 ricche, confronti, sfumature. Se comanda lo spirito del popolo, inteso non si sa da quale sciamano, bastano poche bocche per riferirlo, e s\u2019intende che devono parlare a tono e pensare poco. Si comincia con gli sciamani, si prosegue con gli apprendisti stregoni, si finisce con spettri che non tornano nell\u2019alambicco.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">I paragoni con i sistemi in uso all\u2019estero si possono fare e rifare all\u2019infinito. Sono sempre disomogenei, specie quando si limitano a tenere conto da un lato della popolazione con cittadinanza, dall\u2019altro del numero degli eletti. Per raffronti seri bisogna considerare gli effettivi votanti, non gli aventi diritto, e molti fattori: la distribuzione del potere fra strutture locali e parlamento nazionale, il peso effettivo di ciascun eletto, l\u2019efficacia della funzione rappresentativa e legislativa. Comunque sono paragoni che irrigidiscono la questione su dati freddi.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Livellare la storia significa cancellarla: questo \u00e8 il paese della pizza, del pizzo e del pizzino, qui si parla la lingua che ha dato al mondo\u00a0<em>mafia<\/em>\u00a0e\u00a0<em>fascismo<\/em>. Qui rappresentanza e cittadinanza devono essere curate come si prevengono le infezioni sulle navi e il contagio negli ospedali. Una novit\u00e0 fu il fascismo, straordinario doveva essere l\u2019impianto della partecipazione nell\u2019Italia democratica. Il fascismo aveva piegato lo Statuto Albertino alla dittatura, dentro un addestramento del costume nazionale. Ed ecco che Statuto, dittatura e costumi dovevano essere spazzati via con la Costituzione. L\u2019esercizio del voto \u00e8 dovere civico, sta ancora scritto nell\u2019articolo 48, e fino agli anni Novanta era prevista per i riottosi una nota sul certificato di buona condotta: \u00abNon ha votato\u00bb. Certo, la partecipazione popolare non si tira, le sanzioni non servono e se ci fossero, a questo punto, colpirebbero una folla. Ma la storia non la fanno il destino e gli oroscopi, e credere che dipenda dagli \u2013<em>ismi<\/em>\u00a0non \u00e8 pi\u00f9 solido che avere fiducia nelle macchinette da scommesse che hanno invaso bar e tabaccherie.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La partecipazione popolare, se non si tira, si pu\u00f2 spingere, e si \u00e8 fatto di tutto contro. C\u2019\u00e8 chi frequenta proposte come il sorteggio dei parlamentari, o consultazioni permanenti con tecnologie non verificabili. Al fondo, resta la questione dell\u2019amore per gli altri e per s\u00e9. Nessuna tecnica di selezione del personale politico funziona, se i cittadini non sentono come propria la vita collettiva, se per le funzioni parlamentari non scelgono con cura persone conosciute, incontrabili nel quartiere o sul posto di lavoro. Magari, che si possono aspettare sotto casa, giusto per fare due chiacchiere. Non c\u2019\u00e8 nessuna democrazia se i lavoratori non si organizzano sul territorio dove vivono, mangiano, respirano. La storia di Taranto, con la sua falsa scelta fra disoccupazione e malattia, ribadisce cosa giova al padrone e avvelena la sua folla. Eppure, la stessa Costituzione dichiara la Repubblica fondata sul lavoro e dice che \u00abtutela il paesaggio\u00bb. Nel 1948 ci fecero una vignetta: un bimbo che orina all\u2019aria aperta. Ma su questa norma, giuristi coraggiosi costruirono i primi contrasti alla devastazione ambientale, mezzo secolo prima che l\u2019ecocidio fosse evidente.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La motivazione economica della riduzione non convince. Si \u00e8 provato a fare il conto: con la riduzione da 945 a 600, ogni italiano risparmia una tazzina di caff\u00e8 all\u2019anno. Sono calcoli opinabili, le Camere spendono per le strutture, che sono burocratiche logistiche amministrative comunicative culinarie eccetera. Sono gli apparati che hanno invaso Roma occupando palazzo dopo palazzo, piazza dopo piazza, scavando sottoterra per collegare antichi edifici, ristrutturati con gusto dubbio. Si pu\u00f2 star certi che, con una riduzione del numero, i pochi fortunati non vedrebbero l\u2019ora di ridurre quei metri cubi di lusso pagato dagli altri, rinunciando a stare pi\u00f9 larghi. Il men\u00f9 del ristorante diventerebbe sicuramente frugale. Quando si \u00e8 in pochi, quel che conta \u00e8 la compagnia.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La questione \u00e8 di fondo, non di spesa. Il pregiudizio per cui la democrazia \u00e8 un lusso imperversa, e non solo in Italia. \u00c8 falso: le dittature sono pi\u00f9 costose. Le dichiarazioni di guerra al liberalismo sono bravate che piacciono a molte correnti politiche perch\u00e9 danno voce alla voglia di padrone. Una voglia che vide la prima uscita fisica a Roma nel 1994, per la vittoria di Berlusconi, quando i suoi elettori festeggiarono in strada con gli schiamazzi l\u2019arrivo del nuovo Priapo. Ma il Priapo originale, il Cuce, almeno ebbe un Carlo Emilio Gadda a lisciarlo con la carta vetrata.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Resta il problema di come costruire un ceto politico rappresentativo, e qui il discorso di Calamandrei agli studenti, \u00abla libert\u00e0 \u00e8 come l\u2019aria, ci s\u2019accorge di quanto vale quando comincia a mancare\u00bb, riguarda anche la rappresentanza e la partecipazione. Il punto \u00e8, che la mancanza dell\u2019aria \u00e8 insopportabile, quella della partecipazione la presentano come un\u2019ovviet\u00e0, un portato normale della vita moderna, mentre \u00e8 frutto e contorno di un cambiamento brutale dei rapporti di forza nella societ\u00e0, nei posti di lavoro, nelle amministrazioni, negli spazi di cultura.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il firmatario della prima proposta per l\u2019attuale modifica, Gaetano Quagliariello, nel 2018 ha esordito al Senato citando Cesare Balbo e mettendo in secondo piano la legge elettorale, secondo lui sopravvalutata, per proporre grandi cose. Un assaggio: \u00abAppare ora inevitabile la presa di consapevolezza che sia necessaria una riforma pi\u00f9 ampia che investa il Parlamento e soprattutto la forma di governo e soltanto a valle, e in modo coerente, la legge elettorale\u00bb. Chiaro: meno rappresentanza, meno contrappesi, pi\u00f9 dirigismo. Ma tenendo sottobanco la legge elettorale si rischia un voto con le carte truccate, per eleggere un Parlamento mutilato, con gli esiti di un gioco baro.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Quanto a Cesare Balbo, il suo\u00a0<em>Sommario della storia d\u2019Italia<\/em>, prima edizione 1846, \u00e8 da rivalutare. Massimo D\u2019Azeglio a Giuseppe Giusti: \u00abAnche a me la\u00a0<em>Storia<\/em>\u00a0di Balbo parmi il pi\u00f9 bello ed utile lavoro sull\u2019Italia di quanti se ne son fatti\u00bb<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote3sym\" name=\"sdendnote3anc\">3<\/a><\/sup>. Balbo, sulla Roma antica repubblicana: \u00abLo spendere per il pubblico, il capitalizzare il lavoro delle generazioni presenti a pro delle avvenire, \u00e8 proprio sempre di tutte le generazioni forti, che han fiducia nel proprio avvenire\u00bb<sup><a class=\"sdendnoteanc\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote4sym\" name=\"sdendnote4anc\">4<\/a><\/sup>. Traduzione nel 2019: ricevuta in eredit\u00e0 la Costituzione, a chi viene dopo bisogna consegnarla attuata, non svuotata. Altro che Quagliariello.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Nel 1947 i collegamenti con Roma erano affidati a ferrovie, torpedoni malmessi, strade antiquate e un piccolo aeroporto nato per i dirigibili (quello moderno \u00e8 stato fatto molti anni dopo). Dalla seconda met\u00e0 del Novecento l\u2019attivit\u00e0 legislativa si \u00e8 intensificata e in certi periodi \u00e8 stata frenetica; la democrazia vuole pi\u00f9 attenzione popolare e pi\u00f9 intensit\u00e0 del lavoro politico. I nuovi mezzi di trasporto e comunicazione permettono Camere con pi\u00f9 rappresentanti.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Fra il 1947 e oggi la popolazione \u00e8 aumentata di oltre quattordici milioni, cio\u00e8 quasi di un terzo; adesso 945 rappresentanti sono pochi, non troppi: il rapporto eletto\/popolazione \u00e8 inferiore a uno per sessantamila. Un semplice adeguamento, che mantenesse la proporzione del 1947, porterebbe il numero a 1.260. Perci\u00f2 l\u2019attuale riduzione a 600, in realt\u00e0, \u00e8 un dimezzamento.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">\u00c8 una questione sociale, di giustizia, di autostima. Insomma: d\u2019amore. Sette secoli fa, nel cielo degli spiriti innamorati, un poeta scacciato come un cane, il pi\u00f9 caparbio degli esuli, si fa interrogare da Carlo Martello e parlano di cittadinanza: \u00ab\u201cOr d\u00ec: sarebbe il peggio \/ per l\u2019omo in terra, se non fosse cive?\u201d. \/ \u201cS\u00ec\u201d, rispuos\u2019io; \u201ce qui ragion non cheggio\u201d\u00bb. Ecco, appunto.<\/p>\n<div id=\"sdendnote1\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\">1<\/a>\u00a0Piano di rinascita democratica, voce\u00a0<em>Programmi<\/em>\u00a0\u2013\u00a0<em>Medio e lungo termine<\/em>, punto a3),\u00a0<em>Ordinamento del Parlamento<\/em>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote2anc\" name=\"sdendnote2sym\">2<\/a>\u00a0Camera dei deputati, Senato della Repubblica, IX legislatura,\u00a0<em>Relazione della Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sulla loggia massonica P2<\/em>, pp. 147 e 149.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote3\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote3anc\" name=\"sdendnote3sym\">3<\/a>\u00a0Massimo D\u2019Azeglio a Giuseppe Giusti,\u00a0<em>Epistolario di Giuseppe Giusti ordinato da Giovanni Frassi e preceduto dalla vita dell\u2019autore<\/em>, Felice Le Monnier, Firenze 1863, vol. II, p. 236.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote4\">\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt\"><a class=\"sdendnotesym\" href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/#sdendnote4anc\" name=\"sdendnote4sym\">4<\/a>\u00a0Cesare Balbo,\u00a0<em>Sommario della storia d\u2019Italia<\/em>, Sansoni, Firenze 1962, p. 54.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<\/div>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/\">https:\/\/www.ilponterivista.com\/blog\/2019\/12\/02\/per-laumento-del-numero-e-della-qualita-dei-parlamentari\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di IL PONTE (Luca Baiada) &nbsp; Per Costituzione, deputati e senatori non hanno vincolo di mandato, il suffragio \u00e8 universale, c\u2019\u00e8 il bicameralismo, le modifiche costituzionali richiedono tempi e maggioranze particolari. 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