{"id":54733,"date":"2019-12-06T10:30:56","date_gmt":"2019-12-06T09:30:56","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54733"},"modified":"2019-12-05T09:13:25","modified_gmt":"2019-12-05T08:13:25","slug":"nato-breve-storia-dellalleanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54733","title":{"rendered":"NATO &#8212; Breve storia dell\u2019alleanza"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Manlio Dinucci)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In occasione del 70\u00b0 anniversario della fondazione della NATO (North Atlantic Treaty Organization) pubblichiamo su questo numero due brevi saggi scritti per Patria, che esprimono punti di vista diversi sulla storia dell\u2019alleanza. Qui il testo del geografo, ricercatore e saggista Manlio Dinucci<\/p>\n<p><strong>Le origini<\/strong><\/p>\n<p>Gli eventi che preparano la nascita della NATO iniziano con la Seconda guerra mondiale. Nel giugno 1941 la Germania nazista invade l\u2019URSS con 5,5 milioni di soldati, 3.500 carrarmati e 5.000 aerei, concentrando in territorio sovietico 201 divisioni, equivalenti al 75% di tutte le sue truppe, cui si aggiungono 37 divisioni dei satelliti tra cui l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019URSS chiede ripetutamente agli Alleati di aprire un secondo fronte in Europa, ma Stati Uniti e Gran Bretagna lo ritardano, mirando a scaricare la potenza nazista sull\u2019URSS per indebolirla e avere cos\u00ec una posizione dominante al termine della guerra. Il secondo fronte viene aperto con lo sbarco anglo-statunitense in Normandia nel giugno 1944, quando ormai l\u2019Armata Rossa e i partigiani sovietici hanno sconfitto le truppe tedesche assestando il colpo decisivo alla Germania nazista.<\/p>\n<p>Il prezzo pagato dall\u2019Unione Sovietica \u00e8 altissimo: circa 27 milioni di morti, per oltre la met\u00e0 civili, corrispondenti al 15% della popolazione, in rapporto allo 0,3% degli USA in tutta la Seconda guerra mondiale; circa 5 milioni di deportati in Germania; oltre 1.700 citt\u00e0 e grossi abitati, 70mila piccoli villaggi, 30 mila fabbriche distrutte.<\/p>\n<p>La guerra fredda, che divide di nuovo l\u2019Europa subito dopo la Seconda guerra mondiale, non viene provocata da un atteggiamento aggressivo dell\u2019URSS, uscita in gran parte distrutta dalla guerra, ma dal piano di Washington di imporre il dominio statunitense nel dopoguerra. Anche qui parlano i fatti storici. Il bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki viene effettuato dagli Stati Uniti nell\u2019agosto 1945 non tanto per sconfiggere il Giappone, ormai allo stremo, quanto per uscire dalla Seconda guerra mondiale con il massimo vantaggio possibile soprattutto sull\u2019Unione Sovietica. Ci\u00f2 \u00e8 reso possibile dal fatto che, in quel momento, gli Stati Uniti sono gli unici a possedere l\u2019arma nucleare.<\/p>\n<p>Appena un mese dopo il bombardamento nucleare di Hiroshima e Nagasaki, nel settembre 1945, al Pentagono gi\u00e0 calcolano che occorrono oltre 200 bombe nucleari per attaccare l\u2019URSS. Nel 1946, quando il discorso di Churchill sulla \u00abcortina di ferro\u00bb apre ufficialmente la guerra fredda, gli USA hanno 11 bombe nucleari, che nel 1949 salgono a 235, mentre l\u2019URSS ancora non ne possiede. Ma in quell\u2019anno l\u2019URSS effettua la prima esplosione sperimentale, cominciando a costruire il proprio arsenale nucleare. In quello stesso anno, il 4 aprile 1949, gli Stati Uniti creano la NATO.<\/p>\n<p>L\u2019Alleanza sotto comando USA comprende durante la guerra fredda 16 paesi: Stati Uniti, Canada, Belgio, Danimarca, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Gran Bretagna, Grecia, Islanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Turchia. Sei anni dopo la NATO, il 14 maggio 1955, nasce il Patto di Varsavia, comprendente Unione Sovietica, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Repubblica Democratica Tedesca, Romania, Ungheria, Albania (questa dal 1955 al 1968).<\/p>\n<p><strong>Il confronto nucleare<\/strong><\/p>\n<p>Mentre inizia il confronto nucleare tra USA e URSS, Gran Bretagna e Francia, entrambe membri della NATO, si muovono per dotarsi anch\u2019esse di armi nucleari. La prima a riuscirvi \u00e8 la Gran Bretagna, che nel 1952 effettua in Australia una esplosione sperimentale. Il vantaggio della NATO aumenta ulteriormente quando, il 1\u00b0 novembre dello stesso anno, gli Stati Uniti fanno esplodere la loro prima bomba H (all\u2019idrogeno). Nel 1960 i paesi NATO in possesso di armi nucleari salgono a tre, quando la Francia fa esplodere in febbraio, nel Sahara, la sua prima bomba nucleare.<\/p>\n<p>Di pari passo con la crescita del proprio arsenale, il Pentagono mette a punto dettagliati piani operativi di guerra nucleare contro l\u2019URSS e la Cina. Un dossier di 800 pagine \u2013 reso pubblico nel 2015 dall\u2019archivio del governo USA \u2013 contiene una lista (fino a quel momento\u00a0top secret) di migliaia di obiettivi in URSS, Europa Orientale e Cina che gli USA si preparavano a distruggere con armi nucleari durante la guerra fredda. Quale avvertimento della sua capacit\u00e0 di risposta, l\u2019URSS fa esplodere, in un test condotto nel 1961, la pi\u00f9 potente bomba all\u2019idrogeno mai sperimentata, la \u00abZar\u00bb da 58 megaton, equivalente a quasi 4.500 bombe di Hiroshima.<\/p>\n<p>Mentre \u00e8 in pieno svolgimento la corsa agli armamenti nucleari, scoppia nell\u2019ottobre 1962 la crisi dei missili a Cuba: dopo la fallita invasione armata dell\u2019isola nell\u2019aprile 1961 ad opera di fuoriusciti sostenuti dalla CIA statunitense, l\u2019URSS decide di fornire a Cuba missili balistici a gittata media e intermedia. Gli Stati Uniti effettuano il blocco navale dell\u2019isola e mettono in allerta le forze nucleari. Gli Stati Uniti dispongono in quel momento di oltre 25.500 armi nucleari, cui se ne aggiungono circa 210 britanniche, mentre l\u2019URSS ne possiede circa 3.350. La crisi, che porta il mondo sulla soglia della guerra nucleare, viene disinnescata dalla decisione sovietica di non installare i missili, in cambio dell\u2019impegno statunitense a togliere il blocco e rispettare l\u2019indipendenza di Cuba.<\/p>\n<p>\u00c8 in questa fase che l\u2019Europa viene trasformata in prima linea nel confronto nucleare tra le due superpotenze. Tra il 1976 e il 1980 l\u2019URSS schiera sul proprio territorio missili balistici di gittata intermedia. Sulla base del fatto che dal territorio sovietico essi possono colpire l\u2019Europa occidentale, la NATO decide di schierare in Europa, a partire dal 1983, missili nucleari statunitensi a gittata intermedia: 108 missili balistici Pershing 2 in Germania e 464 missili da crociera (Cruise) lanciati da terra, distribuiti tra Gran Bretagna, Italia, Germania occidentale, Belgio e Paesi Bassi.<\/p>\n<p>In Italia, alla met\u00e0 degli Anni Ottanta, oltre a 112 testate nucleari sui missili da crociera schierati a Comiso, vi sono altre armi nucleari statunitensi per un totale stimato in circa 700. Esse sono costituite per la maggior parte da mine da demolizione atomica, proiettili nucleari di artiglieria e missili nucleari a corto raggio, destinati ad essere usati sul territorio italiano. Ci\u00f2 indica che l\u2019Italia \u00e8 considerata dal Pentagono una semplice pedina da sacrificare, un terreno di battaglia nucleare da trasformare in deserto radioattivo.<\/p>\n<p>Dal 1945 al 1991 vengono fabbricate circa 125.000 testate nucleari: di queste, oltre il 53% (pi\u00f9 di 66.500) dagli Stati Uniti, il 44% (55.000) dall\u2019Unione Sovietica. Ciascuna delle due superpotenze si dota, in tal modo, di un arsenale nucleare che le d\u00e0 la capacit\u00e0 di distruggere l\u2019altra: \u00e8 la strategia della \u00abmutua distruzione assicurata\u00bb (nell\u2019acronimo inglese, \u00abmad\u00bb, \u00abpazza\u00bb). Circa 3.500 armi nucleari vengono fabbricate complessivamente da Francia, Gran Bretagna, Cina, Pakistan, India, Israele e Sudafrica. Quest\u2019ultimo Paese \u00e8 l\u2019unico che, quando Nelson Mandela assume la presidenza, rinuncia alle armi nucleari. Successivamente anche la Corea del Nord si dota di alcune bombe nucleari.<\/p>\n<p>Durante la guerra fredda, dal 1945 al 1991, si accumula nel mondo un arsenale nucleare che, negli anni Ottanta, raggiunge probabilmente i 15.000 megaton, equivalenti a oltre un milione di bombe di Hiroshima. \u00c8 come se ogni abitante del pianeta fosse seduto su 3 tonnellate di tritolo. Si crea, per la prima volta nella storia, una forza distruttiva che pu\u00f2 cancellare dalla faccia della Terra, non una ma pi\u00f9 volte, la specie umana e quasi ogni altra forma di vita.<\/p>\n<p><strong>Il dopo-guerra fredda<\/strong><\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 degli anni Ottanta il clima della guerra fredda comincia a cambiare. Il primo segnale di disgelo \u00e8 firmato a Washington. L\u20198 dicembre 1987 i presidenti Gorbaciov e Reagan firmano il Trattato sulle forze nucleari intermedie (INF), che elimina tutti i missili di tale categoria. Questo importante risultato \u00e8 dovuto sostanzialmente all\u2019\u00aboffensiva del disarmo\u00bb lanciata dall\u2019Unione Sovietica di Gorbaciov: il 15 gennaio 1986, essa propone non solo di eliminare i missili sovietici e statunitensi a gittata intermedia, ma di attuare un programma complessivo per la messa al bando delle armi nucleari entro il 2000. A Washington sanno che Gorbaciov vuole davvero la completa eliminazione di tali armi, ma sanno anche che nel Patto di Varsavia e nella stessa Unione Sovietica \u00e8 in atto un processo di disgregazione, processo che gli Stati Uniti e i loro alleati favoriscono con tutti i mezzi possibili.<\/p>\n<p>Dopo il crollo del Muro di Berlino nel novembre 1989, nel luglio 1991 si dissolve il Patto di Varsavia: i sei Paesi dell\u2019Europa centro-orientale che ne facevano parte non sono ora pi\u00f9 alleati dell\u2019URSS. Nel dicembre 1991 si dissolve la stessa Unione Sovietica: al posto di un unico Stato se ne formano quindici.<\/p>\n<p>La scomparsa dell\u2019URSS e del suo blocco di alleanze crea, nella regione europea e centro-asiatica, una situazione geopolitica interamente nuova.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, la disgregazione dell\u2019URSS e la profonda crisi politica ed economica che investe la Federazione Russa segnano la fine della superpotenza in grado di rivaleggiare con quella statunitense.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti approfittano immediatamente della \u00abdistensione\u00bb in Europa per concentrare le loro forze nell\u2019area strategica del Golfo Persico dove, con un\u2019abile manovra, preparano le condizioni per scatenare quello che il Pentagono definisce \u00abil primo conflitto del dopo guerra fredda, un evento determinante nella leadership globale degli Stati Uniti\u00bb. La NATO, pur non partecipando in quanto tale alla guerra del Golfo, fornisce l\u2019appoggio di tutta la sua infrastruttura alle forze della coalizione.<\/p>\n<p>La nuova strategia viene ufficialmente enunciata, sei mesi dopo la fine della guerra del Golfo, nella\u00a0National Security Strategy of the United States\u00a0pubblicata dalla Casa Bianca nell\u2019agosto 1991. Concetto centrale \u00e8 che \u00abgli Stati Uniti rimangono il solo Stato con una forza, una portata e un\u2019influenza in ogni dimensione \u2013 politica, economica e militare \u2013 realmente globali: non esiste alcun sostituto alla leadership americana. La nostra responsabilit\u00e0, anche nella nuova era, \u00e8 di importanza cardinale e ineludibile\u00bb. Un documento del Pentagono, redatto nel febbraio 1992, chiarisce che \u00abil nostro obiettivo primario \u00e8 impedire il riemergere di un nuovo rivale, o sul territorio dell\u2019ex Unione Sovietica o altrove, che ponga una minaccia nell\u2019ordine di quella posta precedentemente dall\u2019Unione Sovietica\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abUna questione chiave \u2013 sottolinea la Casa Bianca nella\u00a0National Security Strategy1991\u00a0\u2013 \u00e8 come il ruolo dell\u2019America di leader dell\u2019Alleanza, e in effetti le nostre stesse alleanze, saranno influenzati, specialmente in Europa, dalla riduzione della minaccia sovietica\u00bb. In altre parole: gli alleati europei potrebbero fare scelte divergenti da quelle degli Stati Uniti, mettendo in discussione la leadership statunitense o addirittura uscendo dalla NATO, ormai superata dalla nuova situazione geopolitica. \u00c8 quindi della massima urgenza per gli Stati Uniti ridefinire non solo la strategia, ma il ruolo stesso della NATO.<\/p>\n<p>Il 7 novembre 1991, i capi di Stato e di governo dei sedici Paesi della NATO, riuniti a Roma nel Consiglio atlantico, varano \u00abil nuovo concetto strategico dell\u2019Alleanza\u00bb. Anche se da un lato \u00ab\u00e8 scomparsa la monolitica, massiccia minaccia che \u00e8 stata la principale preoccupazione dell\u2019Alleanza nei suoi primi quarant\u2019anni, \u2013 afferma il documento \u2013 i rischi che permangono per la sicurezza dell\u2019Alleanza sono di natura multiforme e multidirezionali. La dimensione militare della nostra Alleanza resta perci\u00f2 un fattore essenziale, ma il fatto nuovo \u00e8 che sar\u00e0 pi\u00f9 che mai al servizio di un concetto ampio di sicurezza\u00bb. In tal modo l\u2019Alleanza Atlantica ridefinisce il suo ruolo, fondamentalmente lungo le linee tracciate dagli USA.<\/p>\n<p><strong>La guerra contro la Jugoslavia<\/strong><\/p>\n<p>Il \u00abnuovo concetto strategico\u00bb della NATO viene messo in pratica nei Balcani, dove la crisi della Federazione Jugoslava, dovuta ai contrasti tra i gruppi di potere e alle spinte centrifughe delle repubbliche, ha raggiunto il punto di rottura. Nel novembre 1990, il Congresso degli Stati Uniti approva il finanziamento diretto di tutte le nuove formazioni \u00abdemocratiche\u00bb della Jugoslavia, incoraggiando cos\u00ec le tendenze secessioniste. Lo stesso fa l\u2019Europa dei 12, in particolare la Germania. Inizia contemporaneamente l\u2019intervento NATO. Nel febbraio 1994, aerei NATO abbattono aerei serbo-bosniaci che volano sulla Bosnia. \u00c8 la prima azione di guerra dalla fondazione dell\u2019Alleanza. Con essa la NATO viola l\u2019art. 5 della sua stessa carta costitutiva, poich\u00e9 l\u2019azione bellica non \u00e8 motivata dall\u2019attacco a un membro dell\u2019Alleanza ed \u00e8 effettuata fuori dalla sua area geografica.<\/p>\n<p>Spento l\u2019incendio in Bosnia (dove il fuoco resta sotto la cenere della divisione in Stati etnici), la NATO getta benzina sul focolaio del Kosovo, dove \u00e8 in corso da anni una rivendicazione di indipendenza da parte della maggioranza albanese. Attraverso canali sotterranei in gran parte gestiti dalla CIA, un fiume di armi e finanziamenti, tra la fine del 1998 e l\u2019inizio del 1999, va ad alimentare l\u2019UCK, braccio armato del movimento separatista kosovaro-albanese. Mentre gli scontri tra le forze jugoslave e quelle dell\u2019UCK provocano vittime da ambo le parti, una potente campagna politico-mediatica prepara l\u2019opinione pubblica internazionale all\u2019intervento della NATO, presentato come l\u2019unico modo per fermare la \u00abpulizia etnica\u00bb serba in Kosovo.<\/p>\n<p>La guerra, denominata \u00abOperazione Forza Alleata\u00bb,\u00a0inizia il 24 marzo 1999. Determinante \u00e8 il ruolo dell\u2019Italia, che mette il proprio territorio, in particolare gli aeroporti, a disposizione delle forze armate degli Stati Uniti e di altri membri della NATO. Per 78 giorni, decollando soprattutto dalle basi italiane, 1.100 aerei effettuano 38mila sortite, sganciando 23 mila bombe e missili. Il 75 per cento degli aerei e il 90 per cento delle bombe e dei missili vengono forniti dagli Stati Uniti. Statunitense \u00e8 anche la rete di comunicazione, comando, controllo e\u00a0intelligenceattraverso cui vengono scelti gli obiettivi. Vengono distrutte le strutture e infrastrutture della Serbia, compresi impianti chimici, provocando vittime soprattutto tra i civili. I danni che ne derivano per la salute e l\u2019ambiente sono inquantificabili.<\/p>\n<p>Ai bombardamenti partecipano anche 54 aerei italiani, che attaccano gli obiettivi indicati dal comando statunitense. L\u2019Italia \u2013 partecipando alla guerra contro la Jugoslavia, Paese che non aveva compiuto alcuna azione aggressiva n\u00e9 contro l\u2019Italia n\u00e9 contro altri membri della NATO \u2013 conferma di aver adottato una nuova politica militare e, contestualmente, una nuova politica estera. Questa, usando come strumento la forza militare, viola il principio costituzionale, affermato dall\u2019Articolo 11, che \u00abl\u2019Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libert\u00e0 degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali\u00bb.<\/p>\n<p><strong>L\u2019espansione della NATO ad Est<\/strong><\/p>\n<p>Mentre \u00e8 in corso la guerra contro la Jugoslavia, viene convocato a Washington, il 23-25 aprile 1999, il vertice che ufficializza la trasformazione della NATO. Da alleanza che, in base all\u2019articolo 5 del Trattato del 4 aprile 1949, impegna i Paesi membri ad assistere anche con la forza armata il Paese membro che sia attaccato nell\u2019area nord-atlantica, essa viene trasformata in alleanza che, in base al \u00abnuovo concetto strategico\u00bb, impegna i Paesi membri anche a \u00abcondurre operazioni di risposta alle crisi non previste dall\u2019Articolo 5, al di fuori del territorio dell\u2019Alleanza\u00bb. In altre parole, la NATO si prepara a proiettare la propria forza militare al di fuori dei propri confini non solo in Europa, ma anche in altre regioni del mondo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non cambia, nella mutazione della NATO, \u00e8 la gerarchia al suo interno. \u00c8 sempre il Presidente degli Stati Uniti a nominare il Comandante Supremo Alleato in Europa, che \u00e8 sempre un generale statunitense, mentre gli alleati si limitano a ratificare la scelta. Lo stesso avviene per gli altri comandi chiave.<\/p>\n<p>Il documento che impegna i Paesi membri a operare al di fuori del territorio dell\u2019Alleanza, sottoscritto dai leader europei il 24 aprile 1999 a Washington, ribadisce che la NATO \u00absostiene pienamente lo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 europea della difesa, all\u2019interno dell\u2019Alleanza\u00bb. Il concetto \u00e8 chiaro: l\u2019Europa occidentale pu\u00f2 avere una sua \u00abidentit\u00e0 della difesa\u00bb, ma essa deve restare all\u2019interno dell\u2019Alleanza, ossia sotto comando Usa. Viene cos\u00ec confermata e consolidata la subordinazione dell\u2019Unione Europea alla NATO. Subordinazione stabilita dal Trattato di Maastricht del 1992, che riconosce il diritto degli Stati UE di far parte della NATO, definita fondamento della difesa dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Nel 1990, alla vigilia dello scioglimento del Patto di Varsavia, il Segretario di stato USA James Baker assicura il Presidente dell\u2019URSSMikhail Gorbaciov che\u00a0\u00abla NATO non si estender\u00e0 di un solo pollice ad Est\u00bb.\u00a0Ma in vent\u2019anni, dopo aver demolito la Federazione Jugoslava, la NATO si estende da 16 a 29 Paesi (30 se ingloba la Macedonia), espandendosi verso la Russia.<\/p>\n<p>Nel 1999 ingloba i primi tre Paesi dell\u2019ex Patto di Varsavia: Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. Nel 2004, si estende ad altri sette: Estonia, Lettonia, Lituania (gi\u00e0 parte dell\u2019Urss); Bulgaria, Romania, Slovacchia (gi\u00e0 parte del Patto di Varsavia); Slovenia (gi\u00e0 parte della Federazione Jugoslava). Nel 2009 ingloba l\u2019Albania (un tempo membro del Patto di Varsavia) e la Croazia (gi\u00e0 parte della Federazione Jugoslava) e, nel 2017, il Montenegro; nel 2019 firma il protocollo di adesione della Macedonia del Nord quale 30\u00b0 membro. Altri tre Paesi \u2013 Bosnia Erzegovina (gi\u00e0 parte della Federazione Jugoslava), Georgia e Ucraina (gi\u00e0 parte dell\u2019Urss) \u2013 sono candidati a entrare nella NATO.<\/p>\n<p><strong>L\u2019invasione dell\u2019Afghanistan e dell\u2019Iraq<\/strong><\/p>\n<p>Gli Stati Uniti attaccano e invadono l\u2019Afghanistan, nel 2001, con la motivazione ufficiale di dare la caccia a Osama bin Laden, indicato come mandante degli attacchi terroristici dell\u201911 settembre 2001 (sulla cui versione ufficiale vi sono fondati dubbi). Osama bin Laden \u00e8 una figura ben nota a Washington: appartenente a una ricca famiglia saudita, aveva collaborato attivamente con la CIA quando, dal 1979 al 1989, essa aveva addestrato e armato oltre 100 mila mujaidin per la guerra contro le truppe sovietiche cadute nella \u00abtrappola afghana\u00bb (come la definir\u00e0 successivamente Zbigniew Brzezinski, precisando che l\u2019addestramento dei mujaidin era iniziato in Pakistan nel luglio 1979, cinque mesi prima dell\u2019invasione sovietica dell\u2019Afghanistan).<\/p>\n<p>Scopo reale dell\u2019intervento militare USA in Afghanistan \u00e8 l\u2019occupazione di quest\u2019area di primaria importanza strategica. L\u2019Afghanistan \u00e8 al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale. In quest\u2019area (nel Golfo e nel Caspio) ci sono grandi riserve petrolifere. Vi si trovano tre grandi potenze \u2013 Cina, Russia e India \u2013 la cui forza sta crescendo e influendo sugli assetti globali. Come aveva avvertito il Pentagono nel rapporto del 30 settembre 2001, \u00abesiste la possibilit\u00e0 che emerga in Asia un rivale militare con una formidabile base di risorse\u00bb.<\/p>\n<p>La guerra inizia nell\u2019ottobre 2001 con il bombardamento effettuato dall\u2019aviazione statunitense e britannica. A questo punto il Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU autorizza la costituzione dell\u2019ISAF (Forza internazionale di assistenza alla sicurezza). Ma improvvisamente, nell\u2019agosto 2003, la NATO annuncia di aver \u00abassunto la leadership dell\u2019ISAF\u00bb. La missione viene in tal modo inserita nella catena di comando del Pentagono.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019Afghanistan \u00e8 il turno dell\u2019Iraq, Paese sottoposto dal 1991 a un ferreo embargo che ha provocato in dieci anni un milione e mezzo di morti, di cui circa mezzo milione tra i bambini. Il presidente Bush mette l\u2019Iraq, nel 2002, al primo posto tra i Paesi facenti parte dell\u2019\u00abasse del male\u00bb. Il segretario di Stato Colin Powell presenta al Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU una serie di \u00abprove\u00bb raccolte dalla CIA, che successivamente risulteranno false, sulla presunta esistenza di un grosso arsenale di armi chimiche e batteriologiche in possesso dell\u2019Iraq. La guerra inizia nel marzo 2003 con il bombardamento aereo di Baghdad e altri centri da parte dell\u2019aviazione statunitense e britannica e con l\u2019attacco terrestre effettuato dai marines entrati in Iraq dal Kuwait. In aprile truppe USA occupano Baghdad.<\/p>\n<p>L\u2019operazione, denominata \u00abIraqi Freedom\u00bb, viene presentata come \u00abguerra preventiva\u00bb ed \u00abesportazione della democrazia\u00bb. Le forze di occupazione statunitensi e alleate \u2013 comprese quelle italiane impegnate nell\u2019operazione \u00abAntica Babilonia\u00bb \u2013 incontrano una resistenza che non si aspettavano di trovare. Per stroncarla, l\u2019Iraq viene messo a ferro e fuoco da oltre un milione e mezzo di soldati, che il Pentagono vi disloca a rotazione insieme a centinaia di migliaia dicontractor\u00a0militari, usando ogni mezzo: dalle bombe al fosforo contro la popolazione di Falluja alle torture nella prigione di Abu Ghraib.<\/p>\n<p><strong>La guerra contro la Libia<\/strong><\/p>\n<p>Molteplici fattori rendono la Libia importante agli occhi degli Stati Uniti e delle potenze europee della NATO. Essa possiede le maggiori riserve petrolifere dell\u2019Africa, preziose per l\u2019alta qualit\u00e0 e il basso costo di estrazione, e grosse riserve di gas naturale. Su queste lo Stato libico mantiene prima della guerra un forte controllo, lasciando alle compagnie statunitensi ed europee limitati margini di profitto. Oltre all\u2019oro nero, la Libia possiede l\u2019oro bianco: l\u2019immensa riserva di acqua fossile della falda nubiana. Rilevanti sono i fondi sovrani, i capitali che lo Stato libico ha investito all\u2019estero, in particolare per dotare Africa di propri organismi finanziari e di una propria moneta.<\/p>\n<p>Alla vigilia della guerra del 2011, gli Stati Uniti e le potenze europee \u00abcongelano\u00bb, ossia sequestrano, i fondi sovrani libici, assestando un colpo mortale all\u2019intero progetto. Le\u00a0mail\u00a0di Hillary Clinton (segretaria di Stato dell\u2019amministrazione Obama nel 2011), venute alla luce successivamente, confermano quale fosse il vero scopo della guerra: bloccare il piano di Gheddafi di usare i fondi sovrani libici per creare organismi finanziari autonomi dell\u2019Unione Africana e una moneta africana in alternativa al dollaro e al franco CFA (la moneta che sono costretti a usare 14 Paesi africani, ex-colonie francesi). \u00c8 la Clinton \u2013 documenter\u00e0 in seguito il\u00a0New York Times\u00a0\u2013 a far firmare al presidente Obama \u00abun documento che autorizza una operazione coperta in Libia e la fornitura di armi ai ribelli\u00bb.<\/p>\n<p>Vengono finanziati e armati i settori tribali ostili al governo di Tripoli e gruppi islamici fino a pochi mesi prima definiti terroristi. Vengono allo stesso tempo infiltrate in Libia forze speciali, tra cui migliaia dicommandos\u00a0qatariani facilmente camuffabili. L\u2019intera operazione viene diretta dagli Stati Uniti, prima tramite il Comando Africa, quindi tramite la NATO sotto comando USA.<\/p>\n<p>Il 19 marzo 2011 inizia il bombardamento aeronavale della Libia. In sette mesi l\u2019aviazione USA\/NATO effettua 30mila missioni, di cui 10mila di attacco con impiego di oltre 40mila bombe e missili. A questa guerra partecipa l\u2019Italia con le sue basi e forze militari, stracciando il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra i due Paesi. Con la guerra USA\/NATO del 2011, viene demolito lo Stato libico che, sulla sponda sud del Mediterraneo di fronte all\u2019Italia, manteneva \u00abalti livelli di crescita economica\u00bb (come documentava nel 2010 la stessa Banca Mondiale), registrando \u00abalti indicatori di sviluppo umano\u00bb tra cui l\u2019accesso universale all\u2019istruzione primaria e secondaria e, per il 46%, a quella di livello universitario. Nonostante le disparit\u00e0, il tenore di vita della popolazione libica era notevolmente pi\u00f9 alto di quello degli altri Paesi africani. Lo testimoniava il fatto che trovavano lavoro in Libia oltre due milioni di immigrati, per lo pi\u00f9 africani.<\/p>\n<p>Vengono colpiti dalla guerra anche gli immigrati dall\u2019Africa subsahariana che, perseguitati con l\u2019accusa di aver collaborato con Gheddafi, sono imprigionati o costretti a fuggire. Molti, spinti dalla disperazione, tentano la traversata del Mediterraneo verso l\u2019Europa. Quelli che vi perdono la vita sono anch\u2019essi vittime della guerra con cui la NATO ha demolito lo Stato libico.<\/p>\n<p><strong>L\u2019attacco alla Siria<\/strong><\/p>\n<p>Dopo aver demolito lo Stato libico inizia, nello stesso anno 2011, l\u2019operazione USA\/NATO per demolire lo Stato siriano. Una delle ragioni \u00e8 il fatto che Siria, Iran e Iraq firmano nel luglio 2011 un accordo per un gasdotto che dovrebbe collegare il giacimento iraniano di South Pars, il maggiore del mondo, alla Siria e quindi al Mediterraneo. La Siria, dove \u00e8 stato scoperto un altro grosso giacimento presso Homs, potrebbe divenire in tal modo un\u00a0hub\u00a0di corridoi energetici alternativi a quelli attraverso la Turchia e altri percorsi, controllati dalle compagnie statunitensi ed europee.<\/p>\n<p>La guerra coperta inizia con una serie di attentati terroristici, effettuati soprattutto a Damasco ed Aleppo. Eloquenti sono le immagini degli edifici devastati con potentissimi esplosivi: opera non di semplici ribelli, ma di professionisti della guerra infiltrati. Centinata di specialisti delle forze d\u2019\u00e9lite britanniche Sas e Sbs \u2013 riporta il\u00a0Daily Star\u00a0\u2013 operano in Siria, insieme a unit\u00e0 statunitensi e francesi.<\/p>\n<p>La forza d\u2019urto \u00e8 costituita da una raccogliticcia armata di gruppi islamici (fino a poco prima bollati da Washington come terroristi) provenienti da Afghanistan, Bosnia, Cecenia, Libia e altri Paesi. Nel gruppo di Abu Omar al-Chechen \u2013 riferisce l\u2019inviato del\u00a0Guardian\u00a0ad Aleppo \u2013 gli ordini vengono dati in arabo, ma devono essere tradotti in ceceno, tagico, turco, dialetto saudita, urdu, francese e altre lingue. Forniti di passaporti falsi (specialit\u00e0 CIA), i combattenti affluiscono nelle province turche di Adana e Hatai, confinanti con la Siria, dove la CIA ha aperto centri di formazione militare. Le armi arrivano soprattutto via Arabia Saudita e Qatar che, come in Libia, fornisce anche forze speciali.<\/p>\n<p>Da appositi centri operativi, agenti della CIA provvedono all\u2019acquisto delle armi con grossi finanziamenti concessi da Arabia Saudita, Qatar e altre monarchie del Golfo. Organizzano il trasporto delle armi in Turchia e Giordania attraverso un ponte aereo, le fanno infine arrivare attraverso la frontiera ai gruppi in Siria, gi\u00e0 addestrati in appositi campi allestiti in territorio turco e giordano.<\/p>\n<p>Un documento ufficiale del Pentagono, datato 12 agosto 2012 (desecretato il 18 maggio 2015 per iniziativa del gruppo Judicial Watch), afferma che c\u2019\u00e8 \u00abla possibilit\u00e0 di stabilire un principato salafita nella Siria orientale, e ci\u00f2 \u00e8 esattamente ci\u00f2 che vogliono le potenze che sostengono l\u2019opposizione, per isolare il regime siriano, retrovia strategica dell\u2019espansione sciita (Iraq e Iran)\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 in tale contesto che nel 2013 si forma l\u2019ISIS (o DAESH), che si autoproclama \u00abStato del califfato islamico\u00bb. Nel maggio 2013, un mese dopo aver fondato l\u2019ISIS, Ibrahim al-Badri \u2013 il \u00abcaliffo\u00bb noto col nome di battaglia di Abu Bakr al-Baghdadi \u2013 incontra in Siria il senatore statunitense John McCain, capofila dei repubblicani incaricato dal democratico Obama di svolgere operazioni segrete per conto del governo. L\u2019incontro \u00e8 documentato fotograficamente. L\u2019ISIS riceve finanziamenti, armi e vie di transito dai pi\u00f9 stretti alleati degli Stati Uniti: Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Turchia, Giordania, in base a un piano sicuramente coordinato dalla CIA. L\u2019ISIS svolge di fatto un ruolo funzionale alla strategia USA\/NATO di demolizione degli Stati.<\/p>\n<p>La campagna militare \u00abInherent Resolve\u00bb, formalmente diretta contro l\u2019ISIS, viene lanciata in Iraq e Siria nell\u2019agosto 2014 dagli USA e i loro alleati. Se Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna usassero i loro cacciabombardieri come avevano fatto contro la Libia nel 2011, le forze dell\u2019ISIS, muovendosi in spazi aperti, sarebbero facile bersaglio. Esse possono invece avanzare indisturbate con colonne di autoblindo cariche di uomini ed esplosivi. Se l\u2019ISIS avanza in Siria e Iraq, \u00e8 perch\u00e9 a Washington vogliono proprio questo. Lo scopo strategico di Washington \u00e8 la demolizione della Siria e la rioccupazione dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p>L\u2019intervento militare russo in Siria nel 2015, a sostegno delle forze governative, rovescia le sorti del conflitto. Gli Stati Uniti, spiazzati, giocano la carta della frammentazione della Siria, sostenendo gli indipendentisti curdi e altri.<\/p>\n<p><strong>Il colpo di stato in Ucraina<\/strong><\/p>\n<p>Dopo la disgregazione del Patto di Varsavia, l\u2019Ucraina \u2013 il cui territorio fa da cuscinetto tra NATO e Russia ed \u00e8 attraversato dai corridoi energetici tra Russia e UE \u2013 non entra direttamente nella NATO. Entra per\u00f2 a far parte, nel quadro della NATO, della \u00abPartnership per la pace\u00bb. Ma, nel 2010 il neoeletto presidente Yanukovych annuncia che, pur continuando la cooperazione, l\u2019adesione alla NATO non \u00e8 nell\u2019agenda del suo governo.\u00a0 Nel frattempo per\u00f2, fin dal 1991, la NATO ha tessuto una rete di legami all\u2019interno delle forze armate ucraine. Alti ufficiali partecipano per anni a corsi del NATO Defense College a Roma e a Oberammergau (Germania) a \u00aboperazioni congiunte per la pace\u00bb a guida NATO.<\/p>\n<p>Attraverso la CIA e altri servizi segreti vengono per anni reclutati, finanziati, addestrati e armati militanti neonazisti. Una documentazione fotografica mostra giovani militanti neonazisti ucraini di UNO-UNSO addestrati nel 2006 in Estonia da istruttori NATO, che insegnano loro tecniche di combattimento urbano ed uso di esplosivi per sabotaggi e attentati. Lo stesso metodo usato dalla NATO, durante la guerra fredda, per formare la struttura paramilitare segreta \u00abGladio\u00bb, attiva anche in Italia dove, a Camp Darby e in altre basi, venivano addestrati gruppi neofascisti preparandoli ad attentati e a un eventuale colpo di stato.<\/p>\n<p>La struttura paramilitare dei gruppi neonazisti ucraini entra in azione nel 2014, in piazza Maidan a Kiev. Una manifestazione anti-governativa, con giuste rivendicazioni contro la dilagante corruzione e il peggioramento delle condizioni di vita, viene rapidamente trasformata in un vero e proprio campo di battaglia: mentre gruppi armati danno l\u2019assalto ai palazzi di governo, cecchini (fatti venire appositamente a Kiev dalla Georgia) sparano con gli stessi fucili di precisione sia sui dimostranti che sui poliziotti. Il 20 febbraio 2014 il segretario generale della NATO si rivolge, con tono di comando, alle forze armate ucraine, avvertendole di \u00abrestare neutrali\u00bb, pena \u00abgravi conseguenze negative per le nostre relazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Il\u00a0putsch\u00a0di Piazza Maidan \u00e8 accompagnato da una campagna persecutoria, diretta in particolare contro il Partito comunista e i sindacati, analoga a quelle che segnarono l\u2019avvento del fascismo in Italia e del nazismo in Germania. Sedi di partito distrutte, dirigenti linciati, giornalisti seviziati e assassinati; attivisti bruciati vivi nella Camera del Lavoro di Odessa; inermi abitanti dell\u2019Ucraina orientale di origine russa massacrati a Mariupol, bombardati col fosforo bianco a Slaviansk, Lugansk, Donetsk.<\/p>\n<p>Un vero e proprio colpo di stato sotto regia USA\/NATO, col fine strategico di provocare in Europa una nuova guerra fredda per colpire e isolare la Russia e rafforzare allo stesso tempo l\u2019influenza e la presenza militare degli Stati Uniti in Europa. Di fronte al colpo di stato e all\u2019offensiva contro i russi di Ucraina, il Consiglio supremo della Repubblica autonoma di Crimea \u2013 territorio russo passato all\u2019Ucraina in periodo sovietico nel 1954 \u2013 vota la secessione da Kiev e la richiesta di riannessione alla Federazione Russa, decisione che viene confermata con il 97% dei voti favorevoli da un referendum popolare. In questo momento critico, quando si teme un attacco di Kiev contro i russi di Crimea, le sue infrastrutture vengono presidiate da militari senza insegna probabilmente inviati dalla Russia. Il 18 marzo 2014 il presidente Putin firma il trattato di adesione della Crimea alla Federazione Russa con lo\u00a0status\u00a0di repubblica autonoma. A questo punto la Russia viene accusata dalla NATO e dalla UE di aver annesso illegalmente la Crimea e sottoposta a sanzioni. La Russia risponde con controsanzioni che colpiscono soprattutto le economie della UE, compresa quella italiana.<\/p>\n<p>In tale quadro l\u2019Ucraina \u00e8 divenuta il \u201cvivaio\u201d del rinascente nazismo in Europa. Emblematica la storia del battaglione Azov. Esso \u00e8 stato fondato nel 2014 da Andriy Biletsky, noto come il \u00abF\u00fchrer bianco\u00bb, in quanto sostenitore della \u00abpurezza razziale della nazione ucraina, impedendo che i suoi geni si mischino con quelli di razze inferiori\u00bb\u00bb. Per il battaglione Azov Biletsky ha reclutato militanti neonazisti gi\u00e0 sotto il suo comando quale capo delle operazioni speciali di Pravy Sektor (\u201cSettore Destro\u201d, organizzazione politico-militare ucraina di ispirazione neonazista). L\u2019Azov si \u00e8 distinto subito per la sua ferocia negli attacchi alle popolazioni russe di Ucraina, in particolare a Mariupol.<\/p>\n<p>Nell\u2019ottobre 2014 il battaglione \u00e8 stato inquadrato nella Guardia Nazionale, dipendente dal Ministero degli Interni, e Biletsky \u00e8 stato promosso a colonnello e insignito dell\u2019\u00abOrdine per il coraggio\u00bb. L\u2019Azov \u00e8 stato trasformato in reggimento di forze speciali, dotato dei carrarmati e dell\u2019artiglieria della 30a Brigata meccanizzata. Ci\u00f2 che ha conservato in tale trasformazione \u00e8 l\u2019emblema, ricalcato da quello delle SS Das Reich, e la formazione ideologica delle reclute modellata su quella nazista. Quale unit\u00e0 della Guardia Nazionale, il reggimento Azov \u00e8 stato addestrato da istruttori USA e da altri della NATO.<\/p>\n<p>L\u2019Azov \u00e8 non solo una unit\u00e0 militare, ma un movimento ideologico e politico. Biletsky \u2013 che ha creato nell\u2019ottobre 2016 un proprio partito, \u00abCorpo nazionale\u00bb \u2013 resta il capo carismatico in particolare per l\u2019organizzazione giovanile che viene educata, col suo libro \u00abLe parole del F\u00fchrer bianco\u00bb, all\u2019odio contro i russi e addestrata militarmente.<\/p>\n<p>Contemporaneamente, Azov, Pravy Sektor e altre organizzazioni ucraine reclutano neonazisti da tutta Europa (Italia compresa) e dagli USA. Dopo essere stati addestrati e messi alla prova in azioni militari contro i russi del Donbass, vengono fatti rientrare nei loro Paesi, mantenendo evidentemente legami con i centri di reclutamento e addestramento. Da una indagine, sfociata nel 2018 in alcuni arresti, risulta inoltre che esponenti italiani della destra ultr\u00e0 si siano arruolati come mercenari per combattere dalla parte dei russi del Donbass, in una operazione dai contorni non chiari. Ci\u00f2 avviene nel quadro di una guerra scatenata nel cuore dell\u2019Europa, in Ucraina, partner della NATO, di fatto gi\u00e0 suo membro sotto comando USA.<\/p>\n<p><strong>L\u2019escalation USA\/NATO in Europa<\/strong><\/p>\n<p>La \u00abnuova missione\u00bb della NATO viene ufficializzata dal Summit del settembre 2014 nel Galles, varando il \u00abReadiness Action Plan\u00bb il cui scopo ufficiale \u00e8 quello di \u00abrispondere rapidamente e fermamente alle nuove sfide alla sicurezza\u00bb, attribuite alla \u00abaggressione militare della Russia contro l\u2019Ucraina\u00bb. Il Piano viene definito dal segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, \u00abil pi\u00f9 grosso rafforzamento della nostra difesa collettiva dalla fine della guerra fredda\u00bb.<\/p>\n<p>In appena tre mesi la NATO quadruplica i cacciabombardieri, a duplice capacit\u00e0 convenzionale e nucleare, schierati nella regione baltica (un tempo parte dell\u2019URSS); invia aerei radar AWACS sull\u2019Europa orientale e accresce il numero di navi da guerra nel Mar Baltico, Mar Nero e Mediterraneo; dispiega in Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania forze terrestri statunitensi, britanniche e tedesche; intensifica le esercitazioni congiunte in Polonia e nei Paesi baltici, portandole nel corso dell\u2019anno a oltre 200.<\/p>\n<p>In quattro anni, dal 2014 al 2018, gli Stati Uniti spendono 10 miliardi di dollari per la \u00abIniziativa di rassicurazione dell\u2019Europa\u00bb (ERI), il cui scopo ufficiale \u00e8 \u00abaccrescere la nostra capacit\u00e0 di difendere l\u2019Europa contro l\u2019aggressione russa\u00bb. Viene trasferita in Polonia dagli USA, nel 2017, la 3a Brigata corazzata composta da 3.500 uomini, 87 carrarmati, 18 obici semoventi e altri mezzi. Essa viene successivamente rimpiazzata da un\u2019altra unit\u00e0, cos\u00ec che forze corazzate statunitensi siano permanentemente dislocate in territorio polacco. Nelle basi di \u00c4mari (Estonia) e Graf Ignatievo (Bulgaria), vengono dislocati cacciabombardieri USA e NATO, compresi Eurofighter italiani, per il \u00abpattugliamento aereo\u00bb del Baltico. L\u2019operazione prevede inoltre \u00abuna persistente presenza nel Mar Nero\u00bb, con la base aerea di Kogalniceanu (Romania) e quella addestrativa di Novo Selo (Bulgaria). Il generale Curtis Scaparrotti, capo del Comando Europeo degli Stati Uniti e allo stesso tempo Comandante Supremo Alleato in Europa, assicura che \u00able nostre forze sono pronte e posizionate per contrastare l\u2019aggressione russa\u00bb.<\/p>\n<p>Il piano \u00e8 chiaro. Dopo aver provocato col\u00a0putsch\u00a0di Piazza Maidan un nuovo confronto con la Russia, Washington (nonostante il cambio di amministrazione dal presidente Obama al presidente Trump) persegue la stessa strategia: trasformare l\u2019Europa in prima linea di una nuova guerra fredda, a vantaggio degli interessi degli Stati Uniti e dei loro rapporti di forza con le maggiori potenze europee.<\/p>\n<p><strong>La portaerei Italia sul fronte di guerra<\/strong><\/p>\n<p>Le Forze armate statunitensi posseggono in Italia (secondo il rapporto ufficiale del Pentagono\u00a0Base Structure Report) pi\u00f9 di 1.500 edifici, con una superficie complessiva di oltre 1 milione di metri quadri, e hanno in affitto o concessione altri 800 edifici, con una superficie di circa 900mila m2. Si tratta, in totale, di oltre 2300 edifici con una superficie di circa 2 milioni di metri quadri, sparsi in una cinquantina di siti. Ma questa \u00e8 solo una parte della presenza militare statunitense in Italia.<\/p>\n<p>Alle basi militari USA si aggiungono quelle della NATO sotto comando USA e quelle italiane a disposizione delle forze USA\/NATO. Si stima che, in totale, siano oltre cento. L\u2019intera rete di basi militari in Italia \u00e8, direttamente o indirettamente, agli ordini del Pentagono. Essa rientra nell\u2019\u00abarea di responsabilit\u00e0\u00bb dello United States European Command (EUCOM), il Comando Europeo degli Stati Uniti, con a capo un generale statunitense che ricopre allo stesso tempo la carica di Comandante Supremo Alleato in Europa. L\u2019\u00abarea di responsabilit\u00e0\u00bb dell\u2019EUCOM, uno dei sei \u00abcomandi combattenti unificati\u00bb con cui gli USA ricoprono il globo, comprende l\u2019intera regione europea e tutta la Russia (compresa la parte asiatica), pi\u00f9 alcuni Paesi dell\u2019Asia Occidentale e Centrale: Turchia, Israele, Georgia, Armenia e Azerbaigian.<\/p>\n<p>Nella base aerea di Aviano (Pordenone) \u00e8 schierata la\u00a031st Fighter Wing, la squadriglia USA pronta all\u2019attacco con circa 50 bombe nucleari B61 (numero stimato dalla FAS, la Federazione degli Scienziati Americani). Nella base aerea di Ghedi (Brescia) \u00e8 schierato il 6\u00b0 Stormo dell\u2019Aeronautica italiana, pronto all\u2019attacco sotto comando USA con circa 20 bombe nucleari B61 (sempre secondo le stime della FAS). Alle armi nucleari USA dislocate sul territorio italiano, il cui numero effettivo \u00e8 segreto, si aggiungono quelle a bordo di unit\u00e0 della Sesta Flotta la cui base principale \u00e8 a Gaeta in Lazio. La Sesta Flotta dipende dal Comando delle Forze Navali USA in Europa, il cui quartier generale \u00e8 a Napoli-Capodichino.<\/p>\n<p>A Vicenza ha base la 173a Brigata Aviotrasportata dell\u2019Esercito USA, che fornisce forze di rapido intervento al Comando Europeo, al Comando Africa e al Comando Centrale (la cui \u00abarea di responsabilit\u00e0\u00bb comprende Medioriente e Asia Centrale). Forze della 173a Brigata, gi\u00e0 impiegate in Iraq nel 2003, vengono inviate a rotazione in Afghanistan, in Ucraina e altri Paesi dell\u2019Europa Orientale.<\/p>\n<p>Nell\u2019area Pisa\/Livorno c\u2019\u00e8 Camp Darby, il pi\u00f9 grande arsenale USA nel mondo fuori della madrepatria. \u00c8 la base logistica dell\u2019Esercito USA che rifornisce le forze terrestri e aeree statunitensi e alleate in Europa, Medioriente e Africa. Nella base vi \u00e8 l\u2019intero equipaggiamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata, che pu\u00f2 essere rapidamente inviato in zona di operazioni attraverso l\u2019aeroporto di Pisa (Hub\u00a0aereo militare nazionale) e il porto di Livorno (a cui possono attraccare anche unit\u00e0 a propulsione nucleare). Qui fanno scalo mensilmente enormi navi di compagnie private che trasportano armi per conto del Pentagono, collegando i porti statunitensi a quelli mediterranei, mediorientali e asiatici.<\/p>\n<p>In un\u2019area di Camp Darby prima adibita ad attivit\u00e0 ricreative, formalmente restituita all\u2019Italia, viene trasferito nel 2019 dalla caserma Gamerra di Pisa il Comando delle forze speciali dell\u2019Esercito italiano (COMFOSE), che riunisce sotto comando unificato quattro reggimenti. Ci\u00f2 permette di integrare a tutti gli effetti le forze speciali italiane con quelle statunitensi, impiegandole in operazioni coperte sotto comando USA. Il tutto sotto la cappa del segreto militare.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 non venire a mente, a questo punto, la storia delle operazioni segrete di Camp Darby: dalle inchieste dei giudici Casson e Mastelloni \u00e8 emerso che Camp Darby ha svolto sin dagli anni Sessanta la funzione di base della rete golpista costituita dalla CIA e dal SIFAR nel quadro del piano segreto Gladio. Le basi USA\/NATO \u2013 scriveva Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione \u2013 hanno fornito gli esplosivi per le stragi, da Piazza Fontana a Capaci e Via d\u2019Amelio. In queste basi \u00absi riunivano terroristi neri, ufficiali della NATO, mafiosi, uomini politici italiani e massoni, alla vigilia di attentati\u00bb (Ferdinando Imposimato,\u00a0La Repubblica delle stragi impunite, Newton Compton, 2012).<\/p>\n<p>A Lago Patria (Napoli) ha sede il Comando della Forza Congiunta Alleata (JFC Naples). Il suo nuovo quartier generale, inaugurato nel 2012, ha una superficie coperta di 85mila metri quadri, circondata da una vasta area recintata predisposta per future espansioni. Il personale, in aumento, \u00e8 composto da oltre 2.500 militari e civili. Il JFC Naples della NATO \u00e8 agli ordini di un ammiraglio statunitense, che comanda allo stesso tempo le Forze Navali USA in Europa (da cui dipende la Sesta Flotta) e le Forze Navali USA per l\u2019Africa. Ogni due anni il JFC Naples assume il comando operativo della \u00abForza di risposta NATO\u00bb (NRF), una forza congiunta \u00abaltamente flessibile e capace\u00bb composta da 40mila uomini, che ha il compito di condurre operazioni militari nell\u2019\u00abarea di responsabilit\u00e0 del Comandante Supremo Alleato in Europa e al di l\u00e0 di tale area\u00bb. Nel quartier generale di Lago Patria \u00e8 in funzione, dal settembre 2017, l\u2019\u00abHub di Direzione Strategica NATO per il Sud\u00bb, un centro di intelligence, ossia di spionaggio, \u00abconcentrato sulle regioni meridionali comprendenti Medioriente, Nordafrica e Sahel, Africa Subsahariana ed aree adiacenti\u00bb.<\/p>\n<p>In Sicilia, la Naval Air Station (NAS) Sigonella, con un personale di circa 7.000 militari e civili, costituisce la maggiore base navale e aerea USA e NATO della regione mediterranea. La NAS \u2013 si legge nella presentazione ufficiale \u2013 \u00abospita aerei USA e NATO di tutti i tipi\u00bb. Tra questi droni-spia Global Hawk, che da Sigonella effettuano missioni di ricognizione su Medioriente, Africa, Ucraina orientale, Mar Nero ed altre zone. Per attacchi mirati (quasi sempre segreti) decollano da Sigonella droni Predator, armati di missili e bombe a guida laser e satellitare.<\/p>\n<p>L\u2019altra maggiore installazione statunitense in Sicilia \u00e8 la stazione MUOS di Niscemi (Caltanissetta). Il MUOS (Mobile User Objective System) \u00e8 un sistema di comunicazioni satellitari militari ad altissima frequenza, composto da quattro satelliti e quattro stazioni terrestri: due in territorio statunitense, in Virginia e nelle Hawaii, una in Australia e una in Sicilia, ciascuna dotata di tre grandi antenne paraboliche di 18 metri di diametro. Tale sistema permette al Pentagono di collegare a un\u2019unica rete di comando e comunicazioni sottomarini e navi da guerra, cacciabombardieri e droni, veicoli militari e reparti terrestri, mentre sono in movimento in qualsiasi parte del mondo si trovino.<\/p>\n<p>In Sardegna vi sono i maggiori poligoni per l\u2019addestramento delle forze militari italiane e NATO: in particolare quelli di Salto di Quirra, Capo Teulada, Capo Frasca e Capo San Lorenzo. Qui viene usato, in esercitazioni a fuoco, circa l\u201980% delle bombe, delle testate missilistiche e dei proiettili impiegati nelle manovre militari che si svolgono in Italia, con gravi conseguenze per la salute della popolazione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa in prima linea nel confronto nucleare<\/strong><\/p>\n<p>Il 20 settembre 2017 \u2013 il giorno stesso in cui alle Nazioni Unite viene aperto alla firma il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari \u2013 la NATO lo boccia sonoramente. Il Trattato, votato all\u2019Assemblea Generale da una maggioranza di 122 Stati, impegna gli Stati firmatari a non produrre n\u00e9 possedere armi nucleari, a non usarle n\u00e9 a minacciare di usarle, a non trasferirle n\u00e9 a riceverle direttamente o indirettamente, con l\u2019obiettivo della loro totale eliminazione. Il Consiglio Nord Atlantico esautora cos\u00ec i parlamenti nazionali dei Paesi membri, privandoli della sovranit\u00e0 di decidere autonomamente se aderire o no al Trattato ONU sull\u2019abolizione delle armi nucleari.<\/p>\n<p>Il Consiglio Nord Atlantico assicura per\u00f2 \u00abil forte impegno della NATO per la piena applicazione del Trattato di non-proliferazione nucleare (TNP)\u00bb. In realt\u00e0 esso \u00e8 violato proprio dalla NATO. Gli Stati Uniti \u2013 violando l\u2019Articolo 1 che proibisce agli Stati militarmente nucleari di trasferire ad altri armi nucleari \u2013 hanno schierato bombe nucleari B61 in cinque Paesi membri dell\u2019Alleanza: Italia, Germania, Belgio, Olanda e Turchia. Questi violano il TNP, che all\u2019Articolo 2 proibisce agli Stati militarmente non nucleari di ricevere armi nucleari, ne\u0301 avere il controllo su tali armi direttamente o indirettamente.<\/p>\n<p>Una nuova bomba nucleare USA, la B61-12, sostituir\u00e0 tra breve la B61 oggi schierata in Italia ed altri paesi europei. La B61-12 ha una testata nucleare con quattro opzioni di potenza selezionabili: al momento del lancio, viene scelta la potenza dell\u2019esplosione a seconda dell\u2019obiettivo da colpire.\u00a0 A differenza della B61 sganciata in verticale sull\u2019obiettivo, la B61-12 viene lanciata a distanza e guidata da un sistema satellitare. Ha inoltre la capacit\u00e0 di penetrare nel sottosuolo, anche attraverso cemento armato, esplodendo in profondit\u00e0 per distruggere i bunker dei centri di comando e altre strutture sotterranee, cos\u00ec da \u00abdecapitare\u00bb il Paese nemico in un\u00a0first strike\u00a0nucleare.<\/p>\n<p>Il 2 luglio 2019 il segretario di stato Mike Pompeo annuncia, dopo sei mesi di sospensione, il definitivo ritiro degli Stati uniti dal Trattato sulle Forze nucleari intermedie (INF), accusando la Russia \u2013 senza alcuna prova \u2013 di averlo \u00abdeliberatamente violato, mettendo a rischio i supremi interessi Usa\u00bb.\u00a0 Il Trattato INF, firmato nel 1987 dai presidenti Gorbaciov e Reagan,\u00a0 aveva permesso di eliminare\u00a0 tutti i missili nucleari a gittata corta e intermedia (tra 500 e 5500 km) con base a terra, anzitutto i missili balistici Pershing 2, schierati dagli Stati Uniti in Germania Occidentale, e quelli da crociera lanciati da terra, schierati dagli Stati Uniti in Gran Bretagna, Italia, Germania Occidentale, Belgio e Olanda, e allo stesso tempo i missili balistici SS-20 schierati dall\u2019Unione Sovietica sul proprio territorio.<\/p>\n<p>La cancellazione del Trattato INF si inserisce in una nuova corsa agli armamenti, basata non tanto sulla quantit\u00e0 ma sulla qualit\u00e0 delle armi nucleari e dei loro vettori e sulla loro dislocazione. Fonti militari informano che gli Stati Uniti stanno mettendo a punto nuovi missili nucleari a raggio intermedio con base a terra, sia da crociera che balistici (questi capaci di colpire gli obiettivi in pochi minuti dal lancio), da schierare in Europa contro la Russia e in Asia contro la Cina. La Russia ha avvertito che, se verranno schierati in Europa, punter\u00e0 i suoi missili nucleari sui territori in cui saranno installati.<\/p>\n<p>In tale quadro va tenuto presente il fattore geografico: mentre un missile nucleare USA a raggio intermedio schierato in Europa, pu\u00f2 colpire Mosca, un analogo missile schierato dalla Russia sul proprio territorio pu\u00f2 colpire le capitali europee, ma non Washington. Rovesciando lo scenario, \u00e8 come se la Russia schierasse missili nucleari a raggio intermedio in Messico.<\/p>\n<p><strong>Nota conclusiva<\/strong><\/p>\n<p>Nel quadro della NATO, le Forze armate italiane sono impegnate in 35 operazioni in 22 Paesi, dall\u2019Europa orientale ai Balcani, dall\u2019Africa al Medioriente e all\u2019Asia. Sono le \u00abmissioni di pace\u00bb effettuate soprattutto l\u00e0 dove la NATO sotto comando USA ha scatenato, con l\u2019attiva partecipazione dell\u2019Italia, le guerre che hanno demolito interi Stati e destabilizzato intere regioni.<\/p>\n<p>L\u2019adeguamento delle nostre Forze armate e dei loro sistemi d\u2019arma a tale strategia richiede una crescente spesa militare. Nel 2018 la spesa militare italiana \u00e8 salita dal 13\u00b0 all\u201911\u00b0 posto mondiale, arrivando a una media di circa 70 milioni di euro al giorno, ma USA e NATO premono per un suo ulteriore aumento in funzione soprattutto della escalation contro la Russia. Lo scorso giugno il governo Conte I ha \u00absbloccato\u00bb 7,2 miliardi di euro da aggiungere alla spesa militare. Lo scorso ottobre, nell\u2019incontro del premier col Segretario generale della Nato, il governo Conte II ha assicurato l\u2019impegno ad aumentare la spesa militare di circa 7 miliardi di euro a partire dal 2020 (La Stampa, 11 ottobre 2019). Si sta cos\u00ec per passare da una spesa militare di circa 70 milioni di euro al giorno a una di circa 87 milioni di euro al giorno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte :<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/pace-e-guerra\/30162-nato-breve-storia-dellalleanza\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/pace-e-guerra\/30162-nato-breve-storia-dellalleanza<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Manlio Dinucci)\u00a0 In occasione del 70\u00b0 anniversario della fondazione della NATO (North Atlantic Treaty Organization) pubblichiamo su questo numero due brevi saggi scritti per Patria, che esprimono punti di vista diversi sulla storia dell\u2019alleanza. Qui il testo del geografo, ricercatore e saggista Manlio Dinucci Le origini Gli eventi che preparano la nascita della NATO iniziano con la Seconda guerra mondiale. Nel giugno 1941 la Germania nazista invade l\u2019URSS con 5,5 milioni di&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":98,"featured_media":44758,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/download.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eeN","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54733"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/98"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54733"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54733\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54735,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54733\/revisions\/54735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/44758"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}