{"id":54755,"date":"2019-12-09T09:00:45","date_gmt":"2019-12-09T08:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54755"},"modified":"2019-12-06T18:02:53","modified_gmt":"2019-12-06T17:02:53","slug":"no-al-fondo-salva-stati-se-non-cambia-la-logica-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54755","title":{"rendered":"No al Fondo Salva-Stati se non cambia la logica europea"},"content":{"rendered":"<p><strong>di ECONOMIA E POLITICA (di Redazione)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"td-post-featured-image\"><a class=\"td-modal-image\" href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/000547B4-mes.jpg\" data-caption=\"\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"entry-thumb\" title=\"000547B4-mes\" src=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/wp-content\/uploads\/000547B4-mes-640x375.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"375\" \/><\/a><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>LETTERA APERTA:<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">I governi europei stanno discutendo due importanti riforme ed entrambe, per come al momento sono strutturate, possono avere per l\u2019Italia conseguenze molto gravi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella che \u00e8 giunta alle ultime battute e dovrebbe essere approvata entro breve riguarda l\u2019<em><strong>European Stability Mechanism<\/strong> <\/em>(Esm), il cosiddetto Fondo Salva-Stati. Questo Fondo, istituito nel settembre del 2012, dovrebbe intervenire in soccorso degli Stati che si trovassero in grave difficolt\u00e0. L\u2019aiuto agli Stati in linea con i parametri stabiliti dalle regole del Fondo non richiede particolari requisiti, mentre per quelli non in linea \u00e8 previsto solo a patto di pesanti condizionalit\u00e0, tra le quali giudizi sulla sostenibilit\u00e0 del debito e sulla capacit\u00e0 di rimborsarlo, in seguito ai quali pu\u00f2 essere richiesta allo Stato in questione una ristrutturazione del debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Osserviamo che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I parametri scelti sono tali da escludere a priori che l\u2019Italia possa soddisfarli; ci si riferisce invece tra l\u2019altro a \u201cun saldo di bilancio strutturale pari o superiore al valore minimo di riferimento\u201d: il metodo di calcolo del saldo strutturale \u00e8 da tempo contestato dal nostro paese, ed \u00e8 oggetto di una campagna promossa da economisti di vari paesi che ne ha dimostrato l\u2019assoluta inaffidabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dunque l\u2019Italia dovesse ricorrere all\u2019Esm, sarebbe sottoposta ai giudizi sul <strong>debito<\/strong> e potrebbe esserle richiesto di ristrutturarlo. In questo caso subirebbero perdite non solo i possessori privati dei nostri <strong>titoli di Stato<\/strong>, ma soprattutto i bilanci delle banche, facendo precipitare tutto il sistema creditizio in una grave crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si dice che non ci sono automatismi che prevedano la ristrutturazione, ed \u00e8 vero; ma il solo fatto che ve ne sia la possibilit\u00e0 costituisce agli occhi dei mercati un fattore di rischio, a fronte del quale gli investitori chiederanno interessi pi\u00f9 elevati. La recente risalita dello spread\u00a0 costituisce gi\u00e0 un segnale di inquietudine dei mercati che non sembra opportuno alimentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019insorgere di una crisi in seguito a un cambiamento delle regole \u00e8 gi\u00e0 avvenuto nel 2010, dopo che la cancelliera tedesca e il presidente francese annunciarono la decisione di coinvolgere i privati nelle conseguenze della crisi greca. E comunque questo pu\u00f2 sempre accadere in occasione di situazioni di instabilit\u00e0 dei mercati che abbiano magari origine lontano dall\u2019Italia. Il problema non \u00e8 dunque quali probabilit\u00e0 ci siano che l\u2019Italia sia costretta a ristrutturare il debito: il fatto che venga rafforzata la possibilit\u00e0 che ci\u00f2 accada \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente ad aumentare il rischio-paese. Cos\u00ec, uno strumento che dovrebbe aumentare la capacit\u00e0 di affrontare le crisi pu\u00f2 trasformarsi nel motivo scatenante di una crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ministro dell\u2019Economia <strong>Roberto Gualtieri<\/strong> afferma che rispetto alle regole gi\u00e0 in vigore le variazioni sono minime. Vanno per\u00f2 nella direzione di facilitare una eventuale ristrutturazione del debito, fatto che pu\u00f2 essere percepito negativamente dai mercati, a prescindere dalla probabilit\u00e0 che questa eventualit\u00e0 si presenti.\u00a0 Inoltre bisogna considerare che si rafforzano i poteri di un organismo assolutamente coerente con l\u2019impostazione che ha prevalso nell\u2019Unione, secondo cui gli obiettivi essenziali della politica economica, quelli su cui si concentrano le regole del Fiscal compact non a caso richiamate in questa riforma, sono essenzialmente il consolidamento dei conti pubblici e la riduzione del debito: in altre parole la <strong>politica di austerit\u00e0<\/strong>. Ai fini della crescita questa concezione non prevede altro che le \u201criforme strutturali\u201d, che dovrebbero stimolare le forze spontanee del mercato. Il fatto che ci\u00f2 non sia avvenuto e che non stia avvenendo viene del tutto ignorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre l\u2019Esm \u00e8 stato istituito per fungere da prestatore di ultima istanza, un ruolo che in ogni Stato \u00e8 svolto dalla banca centrale, mentre alla <strong>Bce<\/strong> \u00e8 stato vietato. Ma una banca centrale ha risorse illimitate, l\u2019Esm no, e questo agli occhi della speculazione fa la differenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Esm \u00e8 un organismo per noi inutile: non ne abbiamo bisogno e comunque ricorrervi peggiorerebbe la nostra situazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda riforma in discussione \u00e8 il completamento dell\u2019unione bancaria con l\u2019istituzione di una garanzia comune dei depositi. Il ministro delle Finanze tedesco <strong>Olaf Scholz<\/strong> ha di recente riproposto una condizione a cui da tempo l\u2019Italia si oppone, ossia quella di attribuire un coefficiente di rischio ai titoli sovrani posseduti dalle banche. Una scelta che causerebbe all\u2019Italia \u2013 e questo senza alcun margine di incertezza \u2013 una doppia crisi, sia bancaria che del debito, provocata esclusivamente da motivi regolamentari.\u00a0 Non vogliamo pensare che la strada individuata dai nostri partner europei per forzare una riduzione del debito pubblico italiano sia quella di provocare una crisi che spingerebbe a una inevitabile ristrutturazione; osserviamo per\u00f2 che la combinazione tra la riforma dell\u2019Esm e la proposta sui titoli pubblici \u00e8 suscettibile di essere interpretata dai mercati proprio in questo modo. Non si pu\u00f2 non concluderne che chi sostiene questa linea dimostra di non aver appreso le lezioni del passato riguardo alle dinamiche dei mercati finanziari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A nostro parere l\u2019Italia non dovrebbe sottoscrivere la riforma dell\u2019Esm . L\u2019obiezione che in questo modo il nostro paese si troverebbe politicamente isolato \u00e8 singolare: l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 politicamente isolata, altrimenti non saremmo in questa situazione. E d\u2019altronde in una situazione analoga ci troveremo quando si stringer\u00e0 sulla seconda riforma, quella sulla garanzia dei depositi: non potremo mai accettare la condizione posta da Scholz, che equivarrebbe a tuffarci nel default.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al veto sull\u2019Esm bisogna dare il significato di un rifiuto della logica che ha finora prevalso in <strong>Europa<\/strong> e che si \u00e8 rivelata perdente dal punto di vista dell\u2019efficacia. I compromessi sono possibili e auspicabili, ma si raggiungono quando ciascuna delle parti tiene conto delle posizioni e delle necessit\u00e0 delle altre, cosa che finora non \u00e8 avvenuta. L\u2019Italia avanzi delle proposte alternative su tutto il pacchetto delle riforme, dimostrando che riduzione del rischio e crescita non sono due obiettivi antitetici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Adesioni:\u00a0<\/em><em>Nicola Acocella (univ. Roma La Sapienza),\u00a0<\/em><em>Sergio Bruno (univ. Roma La Sapienza), Sergio Cesaratto (univ. Siena), Carlo Clericetti (giornalista),\u00a0<\/em><em>Massimo D\u2019Antoni (univ. Siena), Antonio Di Majo (univ. Roma 3), Giovanni Dosi\u00a0(Scuola superiore Sant\u2019Anna), Sebastiano Fadda (univ. Roma 3), Maurizio Franzini (univ. Roma La Sapienza),\u00a0<\/em><em>Andrea Fumagalli (univ. Pavia), Mauro Gallegati (univ. Politecnica delle Marche), PierGiorgio Gawronsky (economista), Claudio Gnesutta(univ. Roma La Sapienza), Riccardo Leoni (univ. Bergamo), Stefano Lucarelli (univ Bergamo), Ugo Marani (univ Napoli l\u2019Orientale), Massimiliano Mazzanti (univ. Ferrara), Domenico Mario Nuti (univ. Roma La Sapienza),\u00a0 Ruggero Paladini (univ. Roma La Sapienza), Marco Veronese Passarella (University of Leeds), Gabriele Pastrello (univ. Trieste), Anna Pettini (univ. Firenze), Paolo Pini (univ. Ferrara), Felice Roberto Pizzuti (univ. Roma La Sapienza), Riccardo Realfonzo (univ. del Sannio), Roberto Romano (economista), Guido Rey (Scuola superiore Sant\u2019Anna), Roberto Schiattarella (univ. Camerino), Alessandro Somma (univ. Roma La Sapienza), Antonella Stirati (univ. Roma 3), Leonello Tronti (univ. Roma 3), Andrea Ventura(univ. Firenze), Gennaro Zezza (univ. Cassino).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economiaepolitica.it\/2019-anno-11-n-18-sem-2\/no-al-fondo-salva-stati-se-non-cambia-la-logica-europea\/\">https:\/\/www.economiaepolitica.it\/2019-anno-11-n-18-sem-2\/no-al-fondo-salva-stati-se-non-cambia-la-logica-europea\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di ECONOMIA E POLITICA (di Redazione) &nbsp; &nbsp; LETTERA APERTA: I governi europei stanno discutendo due importanti riforme ed entrambe, per come al momento sono strutturate, possono avere per l\u2019Italia conseguenze molto gravi. Quella che \u00e8 giunta alle ultime battute e dovrebbe essere approvata entro breve riguarda l\u2019European Stability Mechanism (Esm), il cosiddetto Fondo Salva-Stati. Questo Fondo, istituito nel settembre del 2012, dovrebbe intervenire in soccorso degli Stati che si trovassero in grave difficolt\u00e0. 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