{"id":54813,"date":"2019-12-12T11:30:57","date_gmt":"2019-12-12T10:30:57","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54813"},"modified":"2019-12-08T11:31:43","modified_gmt":"2019-12-08T10:31:43","slug":"la-chiusura-della-mente-americana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54813","title":{"rendered":"La chiusura della mente americana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Nel corso di un dibattito sui mali della nostra societ\u00e0, al termine dell\u2019intervento di chi scrive, un ascoltatore che aveva dato ampi segni di approvazione delle tesi esposte, non si trattenne e url\u00f2: \u00e8 tutta colpa dei comunisti. Il riflesso condizionato di chi \u00e8 di destra \u00e8 l\u2019attribuzione di ogni male al lupo rosso. Non \u00e8 cos\u00ec: l\u2019infezione proviene dalle culture di matrice americana. I marxisti hanno fatto la loro parte nell\u2019assecondare il processo di dissoluzione civile e culturale; le loro responsabilit\u00e0, per quanto gravi, sono tuttavia inferiori a quelle dell\u2019americanismo, da essi hanno ammirato in segreto per anni, eletto come modello dopo la caduta del comunismo reale. Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare. Come disse Re Lear, sciagurati i tempi in cui i pazzi guidano i ciechi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019America \u00e8 partito e si \u00e8 propagato l\u2019incendio, l\u00ec \u00e8 l\u2019origine dei veleni che hanno intossicato le nostre societ\u00e0. La chiusura della mente americana \u00e8 il titolo di un saggio dirompente di Allan Bloom, convinto che la cultura Usa \u2013 e per contagio dell\u2019Europa occidentale \u2013 vive dagli anni sessanta una crisi profonda, dietro l\u2019apparenza di liberazione e creativit\u00e0. Dalle universit\u00e0 americane \u00e8 partito l\u2019attacco che ha scardinato sistemi secolari. Il mondo culturale non \u00e8 un luogo di libert\u00e0, ma il magazzino delle influenze pi\u00f9 nocive, prime fra tutte il relativismo e un malinteso senso dell\u2019uguaglianza (il multiculturalismo), uniti in un\u2019intenzione morale. Le merci avariate sono rapidamente giunte in Europa, scalzando l\u2019intero edificio della nostra tradizione, estenuatadopo la prima guerra mondiale, la guerra civile intra europea vinta dalle potenze che chiamarono sul campo l\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In base al vento americano, la verit\u00e0 non esiste; crederci non \u00e8 un errore, bens\u00ec un segno di intolleranza. Il relativismo, porta spalancata sul nichilismo, \u00e8, agli occhi dell\u2019americanismo culturale, il nutrimento di una mente \u201caperta\u201d, riflesso della societ\u00e0 aperta teorizzata da Karl Popper. Tutte le culture sono equivalenti, le religioni sono opinioni senza rapporto con la conoscenza. La presunzione di \u201capertura\u201d si risolve nel contrario: chiusura intollerante al sapere, ai principi, alle differenze, ai fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dall\u2019universit\u00e0 di Berkeley venne, gi\u00e0 nel 1950, il primo siluro, La personalit\u00e0 autoritaria, opera a pi\u00f9 mani coordinata da Theodor W. Adorno, ebreo tedesco che port\u00f2 in America la Scuola di Francoforte. Attraverso gli strumenti critici del marxismo, essa elabor\u00f2 una decostruzione della famiglia, delle strutture gerarchiche, dell\u2019estetica, formulando altres\u00ec il concetto di cultura di massa. I francofortesi esercitarono una gigantesca influenza, utilizzando categorie della psicanalisi e di una sociologia nuova che condussero allo sviluppo della cosiddetta controcultura, affermatasi nel tempo come paradigma del pensiero occidentale sino a diventare la voce ufficiale dell\u2019ultimo mezzo secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A Berkeley e negli altri grandi atenei americani nacquero il pacifismo, il femminismo e si svilupparono le culture alternative nella musica, nell\u2019arte, nelle lotte per il multiculturalismo, nei primi movimenti omosessuali. Si diffuse la rivoluzione sessuale, vissuta nel mito del\u00a0<em>\u201ctrip\u201d<\/em>, il viaggio psichedelico alla ricerca di esperienze estreme attraverso il potenziamento delle facolt\u00e0 fisiche e intellettuali indotte dalle droghe. Le sostanze, a cominciare dal popolarissimo LSD \u2013 acido lisergico- furono sintetizzate in laboratori finanziati dagli apparati di sicurezza americani. Alcuni movimenti d\u2019avanguardia, come l\u2019espressionismo astratto nella pittura, furono impostidalle strutture riservate del potere americano per contrastare il \u201crealismo socialista\u201d sovietico, forma d\u2019arte retorica, ridondante e propagandistica, che almeno richiedeva agli artisti di padroneggiare le tecniche, conoscere i materiali e rappresentare la realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019America impressiona per il gigantismo, ma non seduce per la sua bellezza. Scriveva il filosofo francese Rougier negli anni Trenta del secolo scorso: \u201cla civilt\u00e0 americana, cos\u00ec ricca di beni materiali, \u00e8 profondamente inestetica. Delle sue origini ebree e puritane ha mantenuto l\u2019indifferenza alla bellezza. In tre secoli, l\u2019America non \u00e8 riuscita a fondare una scuola d\u2019arte originale. Ha ricalcato, ingrandendoli con il pantografo, i modelli che le proponeva la vecchia Europa\u201c. Le cose sono cambiate in peggio. L\u2019architettura si \u00e8 ridotta alla ricerca dell\u2019immenso e del pi\u00f9 alto, senza riguardo per la forma, l\u2019ordine e la bellezza, estremizzando i messaggi della Secessione viennese e di Bauhaus con l\u2019aggiunta della strumentalit\u00e0. I committenti sono i nuovi ricchi d\u2019Oltreoceano, industriali e banchieri, spesso incolti, desiderosi di stupire, gareggiare nelle dimensioni di edifici sedi delle loro fabbriche, uffici e residenze private.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per la prima volta, in ossequio al modo di pensare americano, l\u2019architettura lavora per il presente e non per lasciare una duratura impronta nel tempo. Sua forma \u00e8 lo smisurato, la geometria sino al prefabbricato da montarsi rapidamente ovunque. New York, Filadelfia o Berlino diventano simili, indistinguibili, come centri commerciali ed aeroporti, non-luoghi, templi atei del materialismo misurabile in denaro. Gli americani sono grandi frequentatori di musei e sale di esposizione \u2013 anch\u2019essi aziende da cui trarre profitti, attratti da ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 recente \u2013 il nuovo metafora del progresso \u2013 oltrech\u00e9 dalle opere dal prezzo pi\u00f9 elevato sul mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019agenda culturale \u00e8 stata a lungo dettata da europei attirati negli Usa da favorevoli opportunit\u00e0 economiche. Gli stessi francofortesi hanno dominato il panorama filosofico dalle cattedre offerte dall\u2019universit\u00e0 americana. Poich\u00e9 tutto laggi\u00f9 dipende dalla volont\u00e0 dei privati, cio\u00e8 dal loro denaro, \u00e8 evidente che i temi e le idee diffuse dai laboratori di pensiero universitari sono gradite alle oligarchie economiche statunitensi, padrone della politica, proprietarie dell\u2019enorme macchina di spettacolo e intrattenimento\u00a0<em>made in Usa<\/em>, suggeritrici delle onnipotenti agenzie riservate del cosiddetto \u201cstato profondo\u201d a cui assicurano i finanziamenti e il coordinamento con l\u2019apparato industriale e tecnologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La controcultura di ieri \u00e8 diventata pensiero ufficiale per volont\u00e0 e scelta dell\u2019<em>establishment<\/em>, in ossequio al progetto di nuovo ordine mondiale globalista distillato nei raffinati pensatoi\u00a0<em>(think tank<\/em>) del sistema. Mode, tendenze, comportamenti, modi di vita, suggestioni culturali e artistiche, propagati nel mondo come epidemie sono sempre espressioni delle oligarchie statunitensi. L\u2019esito \u00e8 la preferenza per ci\u00f2 che \u00e8 vistoso, superficiale, la predilezione per il pratico rispetto all\u2019elegante, il colore alla sfumatura. Impressiona la fascinazione per chi \u00e8 famoso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Andy Warhol, icona della\u00a0<em>pop art<\/em>, omosessuale praticante cattolico, rappresenta il tipico intellettuale americano. La sua frase pi\u00f9 celebre\u00e8 il distillato dell\u2019americanismo: nel futuro ognuno sar\u00e0 famoso in tutto il mondo per quindici minuti. L\u2019opera di Warhol \u00e8 incomprensibile. La sua indifferenza a quanto essa rappresenta la spoglia di qualsiasi intento comunicativo. Che cosa pu\u00f2 significare il barattolo di conserve Campbell riprodotto centinaia di volte? Inutile cercare di rintracciare un valore estetico o un senso etico. Non vi \u00e8 critica all\u2019omogeneizzazione della societ\u00e0 che impone alimenti preconfezionati uguali per tutti, giacch\u00e9 egli attribuiva valore positivo alla societ\u00e0 americana per il suo livellamento. Il bello degli americani, disse, \u00e8 che mangiamo tutti le stesse cose, dal presidente al barbone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Evidente \u00e8 l\u2019adesione al mito dell\u2019<em>american way of life\u201d,\u00a0<\/em>la favola di Cenerentola, paradiso dei vincenti, il cui obiettivo \u00e8 l\u2019attimo di fama e il conseguente successo economico, unico parametro di distinzione ammesso. L\u2019intento era di accogliere le tendenze dissacratorie del dadaismo e di Marcel Duchamp, i cui\u00a0<em>\u201cready made\u201d\u00a0<\/em>sono oggetti qualunque di cui il cosiddetto artista si appropria privandoli della funzione specifica, aggiungendo un titolo o una didascalia. Opera su di essi una manipolazione: esposti, conferisce loro statuto di opera d\u2019arte. Follia, prestidigitazione, inganno collettivo: \u00e8 la storia, molto americana, di gran parte dell\u2019artecontemporanea dalle patate fritte e dai sedili di gabinetto di Claes Oldenburg alle lampadine elettriche colate nel bronzo di Jasper Johns. Il visivo ha definitivamente sostituito l\u2019estetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nella musica, le forme autenticamente americane sono il jazz e i generi espressi dalla popolazione di colore. La musica\u00a0<em>pop e rock\u00a0<\/em>\u00e8 divenuta fenomeno mondiale in America dopo essere partita dalla Gran Bretagna nei primi anni 60. Si \u00e8 trasformata in pilastro della cultura giovanile a partire dal celebre raduno di Woodstock del 1970, i tre giorni di \u201cpace, amore e musica\u201d (e acido lisergico) che hanno cambiato la percezione del mondo dei giovani occidentali. Riconvertita in mercato, \u00e8 il pi\u00f9 potente fenomeno di omogeneizzazione globale dell\u2019ultimo mezzo secolo. Ha distruttogli altri generi musicali, livellato verso il basso la qualit\u00e0 dei prodotti e il gusto di massa, orientato al ritmo, alla percussione, talora al rumore fine a se stesso, allo scatenamento della sfera istintuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tipicamente americano \u00e8 il fumetto, facile da leggere, immediato, dai colori stridenti e con protagonisti i cui sentimenti sono ridotti a \u201cfrasi scheletro\u201d, fortemente caratterizzati nel bene e nel male. Ne \u00e8 simbolo Walt Disney con i suoi eroi, Topolino, il buon americano tutto legge e ordine, Paperino moderatamente trasgressivo, e poi Superman, Batman, gli eroi muscolosi e mascherati dalla doppia identit\u00e0. Pi\u00f9 recentemente i Peanuts, le strisce psicanalitiche dei bambini simbolo delle manie americane, Linuscon la coperta, l\u2019oggetto \u201ctransizionale\u201d degli psicologi, Charlie Brown tendente alla sconfitta, innamorato mai dichiarato dell\u2019invisibile ragazzina dai capelli rossi, il bracchetto Snoopy, cane saggio dai pensieri umani. Una cultura ridotta all\u2019osso, che non impegna l\u2019intelletto, ma lo indirizza verso la volont\u00e0 del potere, lo spirito gregario, l\u2019accumulazione, nega le sfumaturee rifiuta ogni approfondimento. All\u2019introspezione pensa il lettino dell\u2019analista e, per i meno abbienti, l\u2019infinita manualistica che spiega alle masse come diventare ricchi, famosi e felici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La lingua inglese americanizzata \u00e8 un simbolo di involuzione culturale. Superata, per le esigenze di immigrati delle pi\u00f9 disparate aree linguistiche, la distanza tra lingua scritta e parlata, \u00e8 diventata presto il riflesso dei ceti pi\u00f9 numerosi, meno istruiti, assumendo come modello la lingua della strada. La familiarit\u00e0 si \u00e8 curvata in volgarit\u00e0, adesione al credo che rifiuta le gerarchie. L\u2019idioma angloamericano \u00e8 una tecnica di comunicazione disseccata e semplificata. La lingua \u00e8 il riflesso della mentalit\u00e0 di chi l\u2019ha prodotta. L\u2019umanit\u00e0 non \u00e8 composta da individui simili che parlano lingue diverse, ma da persone che si esprimono in idiomi distinti poich\u00e9 sono diversi. Ci\u00f2 \u00e8 incomprensibile all\u2019americano, che chiede alla lingua semplicit\u00e0 e poche regole, riflesso della povert\u00e0 del suo animo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019inglese americano \u00e8 ottimo per discipline descrittive, tecniche, ma \u00e8 inadatto al pensiero concettuale, che rifiuta con fastidio. Oltre alla polisemia, figlia dei molteplici apporti, mostra la tendenza ad atrofizzarsi attraverso sigle, acronimi e monosillabi (pic per\u00a0<em>picture<\/em>,\u00a0<em>Baltie<\/em>\u00a0per Baltimora, una citt\u00e0 con il diminutivo, L.A. per Los Angeles), la grafia tende a riprodurre una pronuncia standardizzata. Diventato lingua franca dell\u2019economia sovrana del mondo, si sfarina in grugnito globale, lontano dalla ricchezza e dall\u2019armonia di Shakespeare ma anche della letteratura statunitense del secolo XIX.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019esteriorit\u00e0 semplificatrice americana spiega anche il successo della teoria psicologica diventata categoria interpretativa del mondo, il comportamentismo\u00a0<em>(behaviorism<\/em>). Ogni condotta umana \u00e8 ricondotta a reazioni a stimoli esterni. L\u2019essere umano \u00e8 una\u00a0<em>tabula rasa<\/em>, nulla \u00e8 innato o spontaneo. Base di tutto sono la ricompensa, ovvero il guadagno, e la frustrazione, la sua mancanza. Il behaviorismo finisce per negare l\u2019esistenza stessa della coscienza. La psicologia \u00e8 ridotta allo studio dei movimenti, cio\u00e8 alle forme esterne del comportamento. John B. Watson, il fondatore, sostenne che avrebbe potuto \u201cprodurre\u201dqualsiasi tipo di individuo opportunamente indirizzato dall\u2019et\u00e0 evolutiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">E\u2019 un principio terribile, che giustifica ogni manipolazione, tende all\u2019assoggettamento senza limiti delle forze della natura, totalitario e sottilmente ideologico. Gli uomini, per gli americani, sono simili a piante da trapiantare e innestare al fine di perfezionarle. L\u2019uguaglianza culturale \u00e8 perseguita accanitamente nella corsa verso il basso, insieme con uno sguardo interamente centrato sul presente, un\u2019odiernit\u00e0 che cristallizza l\u2019aggettivo moderno (al modo odierno). L\u2019America ha inventato una nuova classe sociale, quella degli esperti, diversi dagli uomini colti, il cui sapere \u00e8 considerato una perdita di tempo. Gli esperti iperspecializzati, specie nelle discipline tecnoscientifiche, sanno tutto su un pezzetto microscopico dello scibile umano, ma esercitano un potere che rende la societ\u00e0 intera sempre pi\u00f9 strumentale, intellettualmente chiusa, arida, disinteressata a ogni domanda di senso, paga del \u201ccome si fa\u201d, avida di consumo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dal punto di vista filosofico, l\u2019apporto americano \u00e8 il pragmatismo, che attribuisce valore all\u2019azione come unico criterio di verit\u00e0. Riduce la ricerca all\u2019interesse pratico volto alla realizzazione di obiettivi dati. Non crede nell\u2019esistenza della verit\u00e0: \u00e8 sufficiente la decisione. Per William James, \u201cciascuno deve agire come crede meglio; se ha torto, peggio per lui\u201d.\u00a0<em>American way of philosophy<\/em>. Quanto alle credenze, non valgono nulla, se non come segno della \u201cvolont\u00e0 di credere\u201d. A concezioni di questo tipo non poteva sfuggire il diritto. Il positivismo giuridico di Hans Kelsen, praghese emigrato in America, ha soppiantato le ideeche postulano l\u2019esistenza di principi eterni iscritti nel cuore dell\u2019uomo. Per i giuspositivisti, il diritto \u00e8 solo il prodotto della volont\u00e0 storica. La sua validit\u00e0 dipende esclusivamente dal fatto di essere posto attraverso procedure \u201clegali\u201d. Separa quindi la legalit\u00e0 dalla legittimit\u00e0, ovvero dalla dimensione etica, divenendo, in sostanza, pura forza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La minaccia americana \u00e8 metaculturale, rafforzata dal dominio che esercitano gli Usa e dal carattere messianico della sua visione del mondo. La forma pi\u00f9 perniciosa \u00e8 il mondialismo, misto di egalitarismo, universalismo e paradossale suprematismo oligarchico. Il mondialismo conduce all\u2019americanizzazione della parte di mondo, detta impropriamente Occidente, sottomessa, volente o nolente, all\u2019egemonia degli Stati Uniti. Per l\u2019Europa \u00e8 una prospettiva che significa la morte collettiva, la fine della sua civilt\u00e0. Il mondialismo livellatore nella forma dell\u2019americanizzazione forzata \u00e8 una minaccia che fa tremare. Al di l\u00e0 delle recriminazioni, deve far meditare, indurre a prendere le distanze da chi ci invade con i suoi modi di vita, la sua lingua, le false idee uscite dalle universit\u00e0, il politicamente corretto, il femminismo rivendicativo, l\u2019omosessualismo, la disgustosa menzogna della teorie di genere, il multiculturalismo relativista, il mercato misura di tutte le cose, la riduzione dell\u2019uomo a macchina desiderante, il nuovo schiavismo, il controllo sociale per via tecnologica e presto biochimica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non dobbiamo morire americani. I popoli che smarriscono l\u2019identit\u00e0 non sono in grado di difendere la propria sopravvivenza fisica, statuale e culturale. Colonizzati, isteriliti, muoiono di vecchiaia. Delle due l\u2019una: o ritroveremo noi stessi, o il mondo andr\u00e0 avanti senza di noi.L\u2019America non \u00e8 il destino. Troveremo, da questo lato del mare, chi riaprir\u00e0 le nostre menti chiuse, americanizzate, prigioniere di menzogne, e pronuncer\u00e0, come Fichte due secoli or sono alla nazione tedesca, parole di riscossa, risveglio, rinascita?<\/p>\n<p><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.qelsi.it\/2019\/la-chiusura-della-mente-americana\/\">https:\/\/www.qelsi.it\/2019\/la-chiusura-della-mente-americana\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso di un dibattito sui mali della nostra societ\u00e0, al termine dell\u2019intervento di chi scrive, un ascoltatore che aveva dato ampi segni di approvazione delle tesi esposte, non si trattenne e url\u00f2: \u00e8 tutta colpa dei comunisti. Il riflesso condizionato di chi \u00e8 di destra \u00e8 l\u2019attribuzione di ogni male al lupo rosso. Non \u00e8 cos\u00ec: l\u2019infezione proviene dalle culture di matrice americana. 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