{"id":54853,"date":"2019-12-10T13:32:08","date_gmt":"2019-12-10T12:32:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54853"},"modified":"2019-12-10T13:32:08","modified_gmt":"2019-12-10T12:32:08","slug":"momento-populista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=54853","title":{"rendered":"\u201cMomento populista\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">Di<strong> TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Cosa significa che l&#8217;occidente \u00e8 entrato, da tempo, in un \u2018<em>momento populista<\/em>\u2019?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Per provare a rispondere sul piano empirico, partiamo da una lettura del biennio 2016-18. In quegli anni giunge a maturazione il profondo smottamento sociale, innescato dal brusco \u2018spostamento di carico\u2019 che l&#8217;economia del debito subisce a partire dalla crisi del 2008-10 (Lehman, Atene); una crisi che distrugge definitivamente l&#8217;equilibrio politico della globalizzazione. Scheletricamente si pu\u00f2 provare a dire che termina il compromesso sociale del \u2018trickle down\u2019[1], nel quale salari stagnanti erano accompagnati simbolicamente da consumi a buon mercato, ottenuti a spese del buon lavoro stabile ed a totale vantaggio dei ceti mobili e interconnessi (in grado di intermediare i flussi e per quello saldamente al potere)[2]. Una componente essenziale di questo assetto era la delega fiduciaria e la disattivazione politica, privata della salda base di identit\u00e0 sociali solide e di ambienti comunitari nei quali formarsi. La sua proiezione spaziale \u00e8 quel che chiamiamo dagli anni novanta \u201c<em>la globalizzazione<\/em>\u201d[3].<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nHo chiamato l\u2019evento uno \u2018<em>spostamento di carico<\/em>\u2019 perch\u00e9 come accade in una nave investita da un&#8217;onda anomala il carico del debito in quegli anni si \u00e8 bruscamente spostato dai privati, che lo avevano accumulato nei container dell&#8217;alta finanza, allo Stato, chiamato ovunque a salvare le banche che lo detenevano[4]. Attraverso la catena di distribuzione della spesa pubblica il peso del riaggiustamento \u00e8 stato allora spostato sulle spalle dei ceti intermedi, salvando il segmento mobile ed interconnesso dei mediatori[5]. Strumento di questo salvataggio \u00e8 stato l&#8217;azione concertata delle Banche Centrali. Invece il meccanismo dello spostamento di carico \u00e8 stato attivato dalla riduzione della spesa e dalla catena degli effetti sulla domanda interna. Si \u00e8 avuto in questo modo uno spostamento complessivo di una decina di punti nella distribuzione del reddito, il raddoppio dei cittadini in condizioni di povert\u00e0 o ad alto rischio, la perdita di un terzo della classe media, l&#8217;aumento drastico della disoccupazione e, non per caso, dell&#8217;immigrazione (che svolge un essenziale effetto compensativo, sia verso le imprese in difficolt\u00e0, sia le famiglie e la media borghesia). Dall&#8217; \u2018<em>equilibrio del Trickle Down<\/em>\u2019 degli anni novanta e zero si sta passando in questo modo all&#8217; \u2018<em>equilibrio della a-societ\u00e0 servile<\/em>\u2019.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nQuesto immane smottamento sociale, salto di fase ed accelerazione della lunga erosione della mondializzazione, ha prodotto effetti politici inevitabili. Anche qui si tratta di un giungere a maturazione di tendenze molto lunghe: la disattivazione, la ritirata della politica nelle sue casematte, il discredito e disincanto che hanno fatto dire a molti che si era nell&#8217;epoca della sfiducia[6], dell&#8217;antipolitica, della post-democrazia[7], della direttezza[8], hanno prodotto le ondate reattive del Movimento 5 Stelle a partire dal 2013, di Podemos e di Marine le Pen nel 2014, poi l&#8217;affermazione di Corbyn, molto pi\u00f9 tradizionale, nel 2015 ed, infine, l&#8217;esplosione del 2016.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">Improvvisamente le mappe politiche si sono colorate di toni uniformi: in Inghilterra, con la Brexit, e subito dopo in Usa, con le rivolte delle periferie per Trump e Sanders, ha fatto irruzione un voto anti- establishment, orientato emotivamente dal basso e contro. In Italia abbiamo avuto, sul finire di quell&#8217;anno straordinario il referendum, ma gi\u00e0 prima avevamo avuto numerose e convergenti sconfitte elettorali locali del partito di equilibrio di sistema, il Pd. Il momento di massima spinta di questo movimento \u00e8 stato nel 2017 in Francia, con M\u00e9lenchon e Macron (anche essa vittoria populista) e in Italia nel 2018, con la sorprendente doppia vittoria giallo-verde.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\n\u201c<em>Momento populista<\/em>\u201d \u00e8 questa perdita di equilibrio e si nutre ambiguamente dello stesso veleno che la provoca: la disgregazione sociale, l\u2019individualismo \u2018post-materialista\u2019[9], il dominio dei nuovi media disintermedianti, il discredito delle \u00e9lite, la snellezza, il leaderismo. Esso proviene socialmente dalla distruzione delle classi medie e dalla polarizzazione sociale e spaziale, ma al contempo si nutre del clima antipolitico nel quale questa \u00e8 stata resa possibile (in un rapporto di coevoluzione tra il sociale ed il culturale), tendendo paradossalmente ad accettarlo nelle premesse e nei moduli comunicativi ed a rafforzarlo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\n<em>Si tratta di una profonda contraddizione.<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nLa domanda che ci dobbiamo fare \u00e8 se \u00e8 possibile un \u2018<em>populismo di sinistra<\/em>\u2019[10]\u00a0e che\u00a0<em>cosa significa<\/em>. In altri termini, l&#8217;unica politica possibile, in epoca di perdita di ogni riferimento sociale e politico e di identificazione fondata su valori post-materialisti, \u00e8 basata sulla comunicazione identitaria e simbolica? E questa comunicazione deve muovere necessariamente dal perimetro del \u2018senso comune\u2019? Non \u00e8 questa in fondo una forma di T.i.n.a. che comporta, necessariamente[11], quando letto \u2018da sinistra\u2019, l&#8217;adesione ad un campo valoriale ed affettivo disegnato a priori sul modello di chi \u00e8 dal lato \u2018giusto\u2019 della mondializzazione (modernismo, progressismo, linguaggio politicamente corretto, multiculturalismo, individualismo, &#8230;)? Il senso comune da sinistra infatti muove molto profondamente, in particolare nella versione liberale dominante da quasi quaranta anni, da questo substrato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nPer rispondere dobbiamo partire dalla consapevolezza che il \u201cmomento populista\u201d non \u00e8 cessato. Permangono e si rafforzano le sue condizioni\u00a0<em>sociali\u00a0<\/em>di attivazione, e queste parlano di una\u00a0<em>netta contrapposizione di interessi<\/em>\u00a0in una frattura in allargamento tra due parti della societ\u00e0 che sempre pi\u00f9 faticano a parlarsi ed a capirsi. Anzi, il tono della comunicazione pubblica, non certo solo in Italia, vede in modo crescente un reciproco\u00a0<em>rigetto fuori dell\u2019umano<\/em>. Estetiche, linguaggi, priorit\u00e0 e valori, senso di s\u00e9 e identit\u00e0 di gruppo, si stanno ripolarizzando su assi di classe (anche se inconsapevoli). Ovvero da un assetto post-materialista si sta tornando ad un fondo materialista delle contrapposizioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\"><em>Porsi dalla parte del torto<\/em>\u00a0(che oggi significa da quello dei \u2018servi\u2019) ma al contempo rifiutarsi di aderire allo schema antipolitico che \u00e8 il primo presidio dell\u2019ordine dato, quindi parlare di socialismo, di spesa pubblica, di nazionalizzazioni, di sovranit\u00e0 monetaria e indipendenza, di autodeterminazione e democrazia effettiva, identificando nessi e meccaniche, pu\u00f2 ancora significare essere \u2018populisti di sinistra\u2019? Si pu\u00f2 essere insieme materialisti e \u2018populisti\u2019? Si pu\u00f2 stare nel \u2018momento populista\u2019 con un atteggiamento di fondo anti-populista e, per questo, davvero capace di costruzione del \u2018popolo\u2019\u00a0<em>capace di fare la differenza<\/em>? Un atteggiamento che rifiuta le mimesi gattopardesche che abbiamo costantemente sotto gli occhi? La fuga in sempre nuove versioni della politica dell\u2019identit\u00e0, post-materialista, sostanzialmente individualista, che abbiamo avuto sotto mano in questi anni, ed \u00e8 costantemente fallita, man mano che la durezza delle cose si \u00e8 manifestata?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;text-align: justify\">\nQuesta mi pare la domanda da farsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[1]\u00a0&#8211; Che pu\u00f2 anche essere descritto come \u201cgrande moderazione\u201d, per inquadrarla bisogna capire lo stato delle cose come l\u2019opposto in un certo senso di\u00a0una crisi economica, tanto meno \u201cfinanziaria\u201d. Si tratta di una\u00a0<em>condizione strutturale di stagnazione-contrazione<\/em>, espressione conseguente di un cambio di assetto nell\u2019equilibrio dei poteri che affonda le sue radici nella soluzione ai problemi egemonici maturati negli anni sessanta e settanta del secolo scorso.\u00a0A\u00a0partire dagli anni settanta si rafforzano a vicenda:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0<em>una crisi degli assetti di potere mondiali<\/em>, con l\u2019egemonia americana sfidata dagli effetti della decolonizzazione ed i maggiori \u201ccosti di protezione\u201d (l\u2019esempio principe \u00e8 la guerra del Vietnam) che ne conseguono;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0<em>l\u2019avvio di una trasformazione strutturale profonda nelle tecnologie produttive<\/em>, che si pu\u00f2 sintetizzare nel termine \u201cinformatizzazione\u201d, e che non \u00e8 solo meccanizzazione ed automazione, ma soprattutto standardizzazione e comunicazione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0<em>gli effetti di una crisi di accumulazione<\/em>, per l\u2019effetto della concorrenza e della pressione fiscale e sociale indotta dal mondo del lavoro, al termine di un lungo e vittorioso ciclo di lotte in tutto l\u2019occidente, che determina una \u201cinsopportabile\u201d (dal punto di vista del capitale) caduta del saggio di profitto;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0<em>le conseguenze di un\u2019acuta crisi fiscale<\/em>, che deriva dalla crescente difficolt\u00e0 a gestire gli squilibri determinati dalla crescita e dalla trasformazione in corso dell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[2]\u00a0&#8211; Il modello pu\u00f2 essere descritto come\u00a0<em>un nuovo compromesso sociale<\/em>\u00a0a rapporti di forza invertiti, rispetto a quello del \u201cwelfare state\u201d. Nel contesto di un\u2019impostazione economica essenzialmente deflattiva, si crea la condizione per un allargamento della base produttiva, con il coinvolgimento di centinaia di milioni di nuovi lavoratori, che produce effetti molteplici sia sulla distribuzione sociale sia sui costi dei beni industriali e quindi sul consumo. A partire dagli anni settanta, e via via pi\u00f9 velocemente, calano i prezzi relativi dei beni industriali di massa e questo, malgrado l\u2019erosione del reddito della parte attiva della popolazione, crea sia una sensazione crescente di ricchezza diffusa sia il fenomeno sociale e culturale del \u201cconsumismo\u201d. Dunque le condizioni per la creazione di un consenso su nuove basi:\u00a0<em>sul consumo anzich\u00e9 sul lavoro<\/em>.\u00a0Questa trasformazione, incoraggiata dalla gestione del debito e del credito (a sua volta effetto logico e operativamente conseguente della presa di centro della finanza nel sistema di produzione-mondo post Bretton Woods e post deregolazione), crea le condizioni ideali per l\u2019azione delle grandi aziende multinazionali che si moltiplicano in numero e capacit\u00e0 di influenza. In questi anni si verifica in sostanza un\u2019esplosione dell\u2019investimento diretto all\u2019estero e, in conseguenza, di nuove aree economiche bersaglio di tali investimenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La perdita di quota salari, e l\u2019aumento dell\u2019ineguaglianza, in occidente (ma aumenta anche nei paesi di convergenza\u00a0per lo pi\u00f9)\u00a0determinata dalla concorrenza estera caricata sul lavoro (mentre il capitale si sposta liberamente), viene attenuata e gestita da due dinamiche concorrenti: la deflazione dei prezzi dei beni prodotti all\u2019estero, e la facilitazione del debito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per qualche anno questo nuovo equilibrio (che \u00e8 anche un compromesso sociale, che Bernake ancora nel 2004 elogi\u00f2 come\u00a0\u201cGrande moderazione\u201d) cammina e sembra avere successo. Ma cos\u00ec si crea e consolida un anello autorafforzante:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>riduzione quota salari e deregolazione\/flessibilizzazione;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>stagnazione e deflazione dei prezzi;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>disinvestimento in occidente nei settori produttivi, creazione di capitale mobile eccedente derivante dai profitti ed investimento diretto all\u2019estero;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<em>riciclaggio di parte della finanza eccedente in credito facile per sostenere i consumi;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">&#8211;\u00a0\u00a0<em>creazione del consenso necessario per proseguire con flessibilizzazione, deregolazione e contenimento costi ai fini della competizione sui mercati esteri<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo anello, progressivamente, erode le condizioni di vita di parte sempre maggiore della popolazione attiva in occidente e rende alla fine instabili le nostre societ\u00e0. Man mano che guadagna forza, come un tornado, risucchia le forze e determina un colossale spreco di vite e risorse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[3]\u00a0&#8211; Si veda, \u201cLa globalizzazione come crisi continua\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[4]\u00a0&#8211; Per una lettura classica di questo meccanismo di acquisto di tempo si pu\u00f2 leggere Wolfgang Streeck, \u201c<em>Tempo guadagnato<\/em>\u201d, 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[5]\u00a0&#8211; Si pu\u00f2 vedere Christophe Guilluy, \u201c<em>La societ\u00e0 non esiste<\/em>\u201d, 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[6]\u00a0&#8211; Pierre Rosanvallon, \u201c<em>La politica nell\u2019et\u00e0 della sfiducia<\/em>\u201d,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[7]\u00a0&#8211; Colin Crouch, \u201c<em>Postdemocrazia<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[8]\u00a0&#8211; Nadia Urbinati, \u201c<em>Democrazia in diretta<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[9]\u00a0&#8211; Si veda Ronald Inglehart, \u201c<em>La societ\u00e0 postmoderna<\/em>\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[10]\u00a0&#8211; Il termine \u00e8 rivendicato con una certa nettezza dalla scuola di Ernesto Laclau, \u201c<em>Il momento populista<\/em>\u201d, e sua moglie Chantal Mouffe, \u201c<em>Per un populismo di sinistra<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">[11]\u00a0&#8211; Si veda quello che altrove ho chiamato \u201c<em>Dilemma Kuzmanovic-Autain<\/em>\u201d, ad esempio in \u201cAppunti sulla questione del partito: oltre il primo populismo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 40px\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/12\/momento-populista.html?m=1\">http:\/\/tempofertile.blogspot.com\/2019\/12\/momento-populista.html?m=1<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di TEMPO FERTILE (Alessandro Visalli) Cosa significa che l&#8217;occidente \u00e8 entrato, da tempo, in un \u2018momento populista\u2019? Per provare a rispondere sul piano empirico, partiamo da una lettura del biennio 2016-18. In quegli anni giunge a maturazione il profondo smottamento sociale, innescato dal brusco \u2018spostamento di carico\u2019 che l&#8217;economia del debito subisce a partire dalla crisi del 2008-10 (Lehman, Atene); una crisi che distrugge definitivamente l&#8217;equilibrio politico della globalizzazione. Scheletricamente si pu\u00f2 provare a dire&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":38863,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/A.Visalli.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-egJ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54853"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=54853"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54853\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":54855,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/54853\/revisions\/54855"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/38863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=54853"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=54853"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=54853"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}