{"id":5497,"date":"2012-01-13T08:23:33","date_gmt":"2012-01-13T08:23:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.appelloalpopolo.it\/?p=5497"},"modified":"2012-01-13T08:23:33","modified_gmt":"2012-01-13T08:23:33","slug":"ancora-sulleuropeismo-di-giulietto-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=5497","title":{"rendered":"Ancora sull&#039;europeismo di Giulietto Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di <strong>Carlo Fulgheri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito al dibattito inerente la permanenza dell&rsquo;Italia nella UE e nell&rsquo;euro, se mi &egrave; consentito, vorrei esprimere le valutazioni di un cittadino qualunque che si sforza di orientarsi nel marasma di disinformazione dilagante. Innanzitutto vorrei esternare la mia delusione per la posizione assunta recentemente da Giulieto Chiesa, per il quale nutro una grande stima, ma, devo dirlo con estrema franchezza, qualora la sua linea dovesse prevalere all&rsquo;interno di alternativa, ritengo inevitabile una scissione nel movimento e non potrebbe essere altrimenti, infatti,<span> <\/span>per coloro che hanno maturato la convinzione che le cause della nostra situazione attuale risiedano in quella scelta sciagurata, la necessit&agrave; di dare un seguito coerente alle proprie convinzioni<span> <\/span>non lascerebbe altra scelta che andare per proprio conto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo, ognuno ha il diritto di avere ed esprimere le opinioni che l&rsquo;esperienza gli consente di maturare, ma le ragioni di opportunit&agrave; non possono minare un<span> <\/span>progetto ancora in embrione, che si dichiara e vuole essere alternativo all&rsquo;attuale modello neoliberista, che si propone di attuare la costituzione repubblicana attualmente saccheggiata e stravolta proprio sull&rsquo;altare dell&rsquo;adesione ai trattati. Nel momento in cui riconosciamo nella UE gli embrioni atti a generare un regime autoritario e nell&rsquo;euro le cause della nostra disfatta; se siamo consapevoli che all&rsquo;interno di questi meccanismi &egrave; impossibile invertire le tendenze che privilegiano le caste, allora &egrave; chiaro che i velleitari non sono coloro che vogliono uscirne ma chi si propone di correggere le incongruenze dall&rsquo;interno,<span> <\/span>perch&eacute; le fondamenta sono costruite appositamente per raggiungere lo scopo che vogliamo combattere. Tanto varrebbe a questo punto entrare nel PD e saltare tutto l&rsquo;iter non certo roseo che ci separa dal raggiungimento di una massa tale da creare opinione, o addirittura incidere nella fase decisionale, considerato che anche all&rsquo;interno<span> <\/span>di quel partito non mancano i riformisti riguardo ai trattati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente sono del parere che le ragioni di opportunit&agrave; potrebbero essere comprensibili in un quadro che ci vedesse preponderanti per le decisioni che ci riguardano, ma non &egrave; il nostro caso, al contrario, non ritengo possibile un coagulo attorno alle nostre posizioni se non nel momento in cui dovesse andare tutto a catafascio, prospettando a quel punto la necessit&agrave; evidente di una nuova rinascita per il nostro paese, simile a quella conseguente alla fine della seconda guerra mondiale.<span> <\/span>Per quanto riguarda le affermazioni che vorrebbero le forze di destra prevalenti nel nostro paese mi permetto di esprimere dei dubbi. Certo, negli ultimi anni la sinistra non &egrave; certo stata egemone e sarebbe stato davvero un miracolo se ci&ograve; fosse avvenuto, considerate le forze politiche messe in campo e la visibilit&agrave; che gli consente le stampa mainstream, ma questo fenomeno non si &egrave; certo attenuato con il nostro ingresso<span> <\/span>nella UE, anzi, la svolta reazionaria di cui siamo testimoni non sarebbe stata possibile prima di quella data, o perlomeno, avrebbe generato reazioni ben pi&ugrave; massicce delle attuali. La verit&agrave; &egrave; che siamo in assenza di punti di riferimento credibili e di un progetto condivisibile, e ancor pi&ugrave; di un popolo consapevole con una sua identit&agrave;, gi&agrave; nel nostro paese; come possiamo sperare di creare una massa critica in Europa, dove le differenze, i particolarismi, le diffidenze si accentuano in maniera esponenziale?<span> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo prendere atto che non esiste un popolo europeo; non esiste solidariet&agrave; europea, esiste solo competizione, una peste che ci ha reso<span> <\/span>indifferenti alla tragedia del popolo greco e che fa presagire altrettanto nei nostri confronti e di tutti i perdenti di questa area geografica. Quando non esisteva ancora la UE i francesi erano nostri cugini e con i tedeschi intrattenevamo rapporti cordiali e una sorta di fratellanza ci univa agli altri popoli dell&rsquo;Europa. Adesso ci si guarda in cagnesco addebitando ai vecchi amici, ora rivali, responsabilit&agrave; e cialtronaggine e se la tragedia della seconda guerra mondiale aveva creato gli anticorpi che potevano evitare nuovi conflitti in Europa, ora, alla luce di ci&ograve; che &egrave; avvenuto nella ex Jugoslavia sappiamo che non possiamo pi&ugrave; escludere nemmeno questa possibilit&agrave;. Come si fa a credere possibile<span> <\/span>un ribaltamento degli attuali equilibri fidando nella sollevazione popolare, se i popoli sono cos&igrave; diversi e mossi da esigenze a volte contrapposte? E cosa dire degli effetti che talora provocano i movimenti, quando non hanno una identit&agrave; precisa e non effettuano una scelta di campo netta? In Spagna gli indignados per cui avevamo tanto simpatizzato, sono riusciti unicamente a far eleggere un parlamento di destra che sar&agrave; ancora pi&ugrave; solerte nell&rsquo; applicare le direttive della UE e da noi ogni scorreggia di Napolitano viene acclamata quasi fosse veramente il salvatore della patria e non<span> <\/span>il suo procuratore fallimentare ligio alle stesse direttive, e tutto ci&ograve; sta accadendo ora e probabilmente si accentuer&agrave; nell&rsquo;immediato, mentre siamo all&rsquo;interno della UE. E noi dovremmo preoccuparci di una svolta autoritaria qualora uscissimo dai trattati? Ci rendiamo conto o no, che la svolta &egrave; sotto i nostri occhi?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presa di posizione di Chiesa e di tutti coloro che lo sostengono mi risulta incomprensibile, nel momento in cui gli scettici e i contrari alla UE aumentano di numero e, ne sono certo, se dovesse prevalere, ci metterebbe fuori gioco nell&rsquo;inevitabile sequenza degli avvenimenti che si prospettano per il futuro: la frantumazione forzata, o l&rsquo;unione coatta contro gli interessi dei popoli, perci&ograve; mi auguro un ripensamento e una scelta di rotta che non lasci adito a perplessit&agrave;.<br \/>\n\t&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo di Carlo Fulgheri In merito al dibattito inerente la permanenza dell&rsquo;Italia nella UE e nell&rsquo;euro, se mi &egrave; consentito, vorrei esprimere le valutazioni di un cittadino qualunque che si sforza di orientarsi nel marasma di disinformazione dilagante. 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