{"id":55011,"date":"2019-12-17T10:30:55","date_gmt":"2019-12-17T09:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55011"},"modified":"2019-12-15T02:55:26","modified_gmt":"2019-12-15T01:55:26","slug":"i-due-veri-motivi-della-sconfitta-di-corbyn","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55011","title":{"rendered":"I due veri motivi della sconfitta di Corbyn"},"content":{"rendered":"<p>di<strong> Carlo Clericetti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti contenti, i finti progressisti nostrani, per la sconfitta del Labour di Jeremy Corbyn. Avesse vinto, con quel programma di sinistra vera, avrebbero dovuto ammettere che hanno sbagliato tutto nella vita (politica). Cos\u00ec, invece, possono dire che l\u2019\u201destrema sinistra\u201d \u00e8 inevitabilmente perdente, e continuare a trascinare l\u2019agonia di quei partiti che una volta rappresentavano quasi met\u00e0 del paese, e adesso se va bene un quinto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il fatto \u00e8 che la sinistra di Corbyn non \u00e8 \u201cestrema\u201d, \u00e8 socialdemocratica, mentre gli altri non lo sono pi\u00f9. E che ha perso per ben altri motivi, che non vede solo chi non li vuole vedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il motivo decisivo \u00e8 stato la Brexit. Una jattura per il Labour, che si \u00e8 trovato nell\u2019impossibilit\u00e0 di prendere una posizione netta. Doveva forse schierarsi a favore di una battaglia lanciata dalla destra? Ai tempo del referendum si \u00e8 schierato per il\u00a0<i>remain<\/i>, ma in modo tiepido. \u201cNon sono anti-europeo, ma questa Europa non mi piace\u201d, ha detto Corbyn. E non \u00e8 quello che qui in Italia dicono quasi tutti? Difficile mettersi con entusiasmo a difendere l\u2019appartenenza a una Unione che ha fatto dell\u2019<a href=\"http:\/\/nuke.carloclericetti.it\/LinkClick.aspx?link=486&amp;tabid=36\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ordoliberismo tedesco<\/a>\u00a0la sua religione. Quando poi si \u00e8 capito che il remain era minoritario nel paese, assai pi\u00f9 di quanto non mostrassero i sondaggi, farne una bandiera non avrebbe avuto senso. Cos\u00ec Corbyn si \u00e8 dovuto arrampicare sugli specchi, inventare fumose soluzioni intermedie per differenziarsi dal Tories. Ma le proposte fumose non portano voti, soprattutto quando l\u2019opinione pubblica si schiera sempre pi\u00f9 chiaramente per l\u2019uscita. E il segnale si \u00e8 avuto alle ultime elezioni europee, in cui il Brexit party messo su in quattro e quattr\u2019otto da Nigel Farage, ha ottenuto uno strabiliante 30,75%, risultando di gran lunga il primo partito. Davanti a chi? Ai liberali, quelli del remain, col 19,76. E da dove venivano questi voti? Ma dai laburisti e dai conservatori, naturalmente, che hanno ottenuto i primi il 13,72, gli altri adirittura l\u20198,85%, superati pure dai verdi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il voto europeo si era diviso principalmente tra brexiters e remainers, e si era visto chi aveva pi\u00f9 munizioni. In queste, che erano elezioni politiche e con un leader conservatore da sempre scatenato sulla Brexit,\u00a0 tutti quei voti si sono concentrati su di lui; il Brexit party non ha eletto neanche un deputato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Chi non ne fosse ancora convinto pu\u00f2 dare un\u2019occhiata a questo grafico, postato su Twitter dal docente di public policy allo London School Valentino Larcinese.\u00a0<a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/12\/Labour-e-Brexit.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-854\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/12\/Labour-e-Brexit.jpg\" alt=\"Labour-e-Brexit\" width=\"581\" height=\"332\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Inutile sforzarsi di leggere i nomi dei collegi, basta il colpo d\u2019occhio. A destra della linee verticali i collegi con maggioranza di Leave (cio\u00e8 Brexit) nel referendum; nel grafico di destra i collegi che in queste elezioni i Conservatori hanno strappato ai Laburisti: tutti tranne uno con una maggioranza di Leave. Pu\u00f2 bastare?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sempre su Twitter, ha osservato Stefano Fassina: \u201cLa drammatica sconfitta del Labour \u00e8 tutta spiegata dai collegi dei labour leavers: operai colpiti dal \u201clibero mercato\u201d europeo e globale hanno scelto i combattenti pro Brexit in alternativa alla sinistra rimasta cosmopolita e di fatto no-Brexit, nonostante Jeremy Corbyn\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gi\u00e0, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un secondo motivo della sconfitta del Labour, e cio\u00e8 il blairismo che non muore. Nel Regno Unito i parlamentari sono molto legati ai collegi, e la grande maggioranza di loro \u00e8 ancora espressione della politica della \u201cTerza via\u201d (quella, appunto, lanciata da Tony Blair), che ha sostituito il liberismo al socialismo. Corbyn riusc\u00ec a diventare segretario grazie a\u00a0<a href=\"http:\/\/nuke.carloclericetti.it\/Corbynritornoalfuturo\/tabid\/412\/Default.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">una riforma statutaria fatta dal suo predecessore,\u00a0<\/a>Ed Miliband, che toglieva peso al gruppo parlamentare a favore della base e dei sindacati. Poco dopo fu sfiduciato dai parlamentari, ma rieletto a furor di popolo. E nelle politiche del 2017 aveva portato il Labour al 40% (i sondaggi di qualche mese prima lo davano al 25) a un\u2019incollatura dal 42,5 dei Tories. I deputati sono rimasti senza armi, ma continuando a non sopportare lui e ancor meno il suo programma. Qualche mese fa alcuni di loro hanno fatto una scissione, i primi sondaggi dopo la quale davano il Labour in calo vertiginoso con gli scissionisti a poca distanza. Ma poco dopo il partito che questi ultimi avevano tentato di lanciare si \u00e8 sciolto come neve al sole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per queste elezioni Corbyn ha presentato un programma giudicato, appunto, \u201cestremista\u201d da quelli che la pensano in quel modo. La parte sull\u2019occupazione era opera di un gruppo di studio guidato da Robert Skydelsky, famoso economista e biografo di Keynes. Ma si pu\u00f2 immaginare con quale entusiasmo l\u2019abbiano presentato nei loro collegi i candidati, ancora in maggioranza blairiani. Non solo, quindi, la trappola del problema Brexit, ma anche la guerra interna di una vecchia guardia che non ha mai digerito il ritorno a un programma socialdemocratico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Eppure, grazie a quel programma, il Labour prende oltre il 60% dei voti di chi \u00e8 sotto i 30 anni. Ha raggiunto i 400.000 iscritti, in gran parte dell\u2019era Corbyn; ha un numero di attivisti come non si vedeva da tempo. Se il partito ha qualche speranza di tornare a vincere in futuro, \u00e8 solo se non abbandoner\u00e0 questa linea anche dopo che Corbyn avr\u00e0 lasciato.<\/p>\n<p><strong>Fonte :<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carlo Clericetti Tutti contenti, i finti progressisti nostrani, per la sconfitta del Labour di Jeremy Corbyn. Avesse vinto, con quel programma di sinistra vera, avrebbero dovuto ammettere che hanno sbagliato tutto nella vita (politica). 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