{"id":55091,"date":"2019-12-18T11:00:12","date_gmt":"2019-12-18T10:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55091"},"modified":"2019-12-17T11:49:31","modified_gmt":"2019-12-17T10:49:31","slug":"che-cose-la-dipendenza-da-smartphone-e-come-si-combatte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55091","title":{"rendered":"Che cos\u2019\u00e8 la dipendenza da smartphone e come si combatte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di THE SUBMARINE (Filippo Ferro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/thesubmarine.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/dipendenza-telefono.jpg\" alt=\"Risultati immagini per the submarine Che cos\u2019\u00e8 la dipendenza da smartphone e come si combatte\" \/><\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\"><em>Spesso si parla di dipendenza da smartphone, da internet o dai social media in maniera generica o per sentito dire. Ma quanto \u00e8 diffuso il fenomeno, e come ci si muove per contrastarlo?\u00a0<\/em><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutti abbiamo uno smartphone. E ci facciamo di tutto: telefoniamo a un amico per chiedergli come sta o gli mandiamo un messaggio per chiedergli se gli va una birra, cerchiamo chi era il presidente degli Stati Uniti nell\u2019anno dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, scattiamo una foto al nostro cane e la pubblichiamo, paghiamo le bollette tramite l\u2019app della banca, paghiamo il conto del ristorante dopo aver prenotato un tavolo e controllato le sue recensioni, controlliamo che tempo far\u00e0 domani e qual \u00e8 il percorso pi\u00f9 veloce per arrivare in centro con i mezzi anche se c\u2019\u00e8 sciopero. Alcuni sono in grado anche di diagnosticarsi malattie a seconda dei sintomi e prescriversi una terapia adeguata. Basta una ricerca su Google. E questa massa di informazioni \u00e8 subito reperibile, da (quasi) qualsiasi posto, in qualsiasi ora. Sicuramente tu, che leggi queste parole, hai lo smartphone in tasca o in mano.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><b>Quanto usiamo lo smartphone<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/wearesocial.com\/it\/digital-2019-italia\">Secondo il report 2019 di We Are Social<\/a>, il tempo che noi italiani passiamo su internet, da qualsiasi dispositivo, \u00e8 mediamente poco pi\u00f9 di 6 ore al giorno. Significa che se 8 ore le passiamo a dormire pi\u00f9 di un terzo del tempo restante lo passiamo connessi. E i dati che si leggono in giro, principalmente riportati dai quotidiani da qualche anno a questa parte , sono inquietanti:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/prevenzione\/2017\/12\/01\/news\/non_solo_millennials_anche_i_genitori_sono_schiavi_del_web-182714197\/\">giovani che controllano il telefono 75 volte e adulti circa 50 volte al giorno<\/a>, o\u00a0<a href=\"https:\/\/www.cosmopolitan.com\/it\/lifestyle\/a19492028\/dipendenza-da-internet-social-media-addiction-depressione\/\">addirittura 100<\/a>, mentre\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/salute\/2017\/06\/16\/news\/il-5-degli-adolescenti-in-italia-ha-una-dipendenza-dai-siti-internet-1.34584230\"><i>la Stampa<\/i><\/a><i>,<\/i>\u00a0supportata dai dati della rivista\u00a0<i>Neuropsychiatry<\/i>,\u00a0parla di \u201cdisturbo patologico,\u201d \u201cquadro allarmante,\u201d \u201ccrisi d\u2019astinenza.\u201d In Cina, \u00e8 noto che da qualche anno esistono\u00a0<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/world\/2017\/aug\/28\/electronic-heroin-china-boot-camps-internet-addicts\">veri e propri centri di riabilitazione<\/a>\u00a0per combattere la dipendenza da social media.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><b>Ma \u00e8 giusto parlare di dipendenza?<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/l41Ygr7sR5limRkek\/giphy.gif\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gif di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.getaloadageo.co.uk\/GIF-Gallery\">Geo Law<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Se effettivamente c\u2019\u00e8 una dipendenza da smartphone, come \u00e8 possibile riconoscerla in una societ\u00e0 dove tutti ne hanno uno? \u00c8 una dipendenza collettiva? Come facciamo a capire se ne siamo dipendenti e soprattutto come facciamo a curarci? Come si inserisce all\u2019interno delle altre dipendenze? Per avere un\u2019idea chiara, anche solo su\u00a0<i>che cosa sia<\/i>\u00a0davvero una dipendenza da smartphone, mi sono confrontato con una sociologa, una psicologa e i responsabili di due progetti nati quest\u2019anno sul territorio milanese per contrastare le dipendenze: uno del Comune e uno privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Valentina Di Liberto, sociologa e presidente del\u00a0<a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2017\/07\/04\/hikikomori-la-riconquista-del-fuori\/\">centro Hikikomori<\/a>, ha trattato diversi casi di dipendenze sociali e ci spiega innanzitutto che parlare di dipendenza \u201cda smartphone\u201d \u00e8 improprio, almeno terminologicamente: vuol dire tutto e niente, \u00e8 troppo generale. Sicuramente inquadra un problema ma va sempre associato a qualche altra dipendenza: da internet, da social media, da videogiochi, da siti porno, da relazioni virtuali. Alla base, quasi sempre, si trovano forme di isolamento o ritiro sociale. Il cellulare diventa il dispositivo che consente di avere accesso a realt\u00e0 virtuali che vengono percepite dal soggetto come alternative a una realt\u00e0 concreta in cui non trova gratificazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non c\u2019\u00e8 da stupirsi quindi se i pi\u00f9 colpiti sono i ragazzi giovani, tra i 14 e i 15 anni, insomma i nativi digitali, a causa della loro altissima competenza tecnologica, che li rende pi\u00f9 esperti e pi\u00f9 fragili allo stesso tempo. \u201cIl telefono, per loro, \u00e8 parte integrante della vita quotidiana, \u00e8 come se fosse una parte del corpo, un prolungamento psico-tecnologico del proprio s\u00e9, un ponte di accesso verso un mondo virtuale parallelo a quello reale,\u201d spiega la dottoressa Di Liberto. La dipendenza \u00e8 connessa in genere a forme di disagio molto forti presenti nei soggetti pi\u00f9 esposti: emarginazione, isolamento, bullismo, situazioni traumatiche, deprivazione affettiva, che portano pian piano al disinvestimento rispetto al mondo reale verso una fuga nel virtuale percepito come pi\u00f9 gratificante.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><b>Gli effetti sul comportamento<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cUna persona \u2018dipendente\u2019 non riesce mai a disconnettersi, a spegnere i dispositivi: non ha controllo su di essi,\u201d continua Di Liberto. Uno stato ansioso da cui possono derivare meccanismi ossessivi che occupano uno spazio enorme nella vita quotidiana, fino ad arrivare, nei casi pi\u00f9 gravi, a fenomeni dissociativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Fattori comuni, come per molte dipendenze, sono la tendenza a minimizzare e la difficolt\u00e0 a riconoscere il problema. \u201cSolitamente sono i familiari ad accorgersi che qualcosa non va, i pi\u00f9 esposti al comportamento disfunzionale, in quanto l\u2019isolamento tipico della dipendenza da realt\u00e0 virtuale tocca per prime le relazioni interpersonali. I segnali sono principalmente due: l\u2019apatia e, appunto, l\u2019isolamento. La cura a questo disagio sta in una rete di persone, solitamente amici e familiari, che aiutino chi ne \u00e8 dipendente a prendere consapevolezza della sua condizione.\u201d<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><b>Modernit\u00e0 e dipendenza tecnologica\u00a0<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">Secondo Diana Medri, psicologa presso il Centro Clinico SPP, servizio di psicoterapia psicoanalitica dell\u2019adulto a Milano, queste nuove dipendenze rispondono a bisogni attuali quali la connessione con il mondo, la paura della solitudine, l\u2019aggiornamento costante: \u201cGli smartphone sono fortemente legati alla propria identit\u00e0, al proprio status di uomo moderno.\u201d I pi\u00f9 colpiti naturalmente sono i pi\u00f9 esposti, quelli che non sono mai stati abituati a vivere senza dispositivi, ma anche chi, ad esempio per lavoro, \u00e8 costretto a usarli in continuazione. Bisogna sempre considerare, anche del punto di vista psicologico, che una dipendenza \u201cpu\u00f2 scaturire da tanti fattori in concomitanza, non da uno solo come pu\u00f2 essere l\u2019et\u00e0 o l\u2019istruzione.\u201d E soprattutto funziona esattamente come tutte le altre dipendenze: \u201cUna persona che non pu\u00f2 smettere di bere ed \u00e8 sempre ubriaco \u00e8 un alcolista, una persona che non riesce a rinunciare ad un bicchiere di vino la sera non \u00e8 un alcolista. Tutto sta nella misura,\u201d spiega la dottoressa Medri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/media.giphy.com\/media\/3o7WIxvOqAQjtBhlQI\/giphy.gif\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><b>Lo sportello dipendenze del comune di Milano<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">A ottobre il Comune di Milano ha aperto uno sportello dipendenze,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.comune.milano.it\/-\/politiche-sociali.-nasce-sostienimi-la-nuova-help-line-dedicata-alla-lotta-alle-dipendenze\">SostieniMi<\/a>, aperto tutti i giorni dalle 9 alle 17 e il marted\u00ec e il gioved\u00ec dalle 13 alle 21. Si tratta di una linea telefonica, un servizio di messaggistica istantanea e una mail che offrono un primo ascolto a chi riconosce di avere un problema e si trova quindi in una situazione di naturale disorientamento. Il servizio \u00e8 gestito dal Centro Ambrosiano di solidariet\u00e0 \u2014 selezionato dal Comune attraverso un avviso pubblico di co-progettazione \u2014 che ha messo a disposizione un\u2019equipe multidisciplinare con adeguata formazione (un coordinatore e tre operatori sociali tra educatori e psicologi, impegnati in una turnazione settimanale) supervisionata da uno psicoterapeuta esperto in problematiche legate alle dipendenze e in\u00a0<i>counselling<\/i>\u00a0telefonico. SostieniMi collabora inoltre con i Ser.D (servizi pubblici per le dipendenze patologiche), gli SMI (Servizi Multidisciplinari Integrati), i NOA (servizi alcologia), ATS e le altre realt\u00e0 del Terzo Settore che fanno parte della rete di contrasto alle dipendenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nel corso dei primi tre mesi di attivit\u00e0 \u2014 ci ha raccontato l\u2019ufficio stampa dell\u2019assessore alle politiche sociali e abitative Gabriele Rabaiotti \u2014 soltanto tre contatti hanno dichiarato di avere una dipendenza da smartphone, a riprova che spesso \u2014 non essendo ancora percepita come tale \u2014 risulta difficile riconoscere di avere una dipendenza e quindi chiedere aiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A seconda del tipo di richiesta e del mezzo utilizzato (mail, messaggio WhatsApp, telefonata) questa pu\u00f2 essere gestita nell\u2019immediato o nel primo giorno di apertura del servizio (per esempio se \u00e8 stato lasciato un messaggio in orario notturno). Solitamente la prima telefonata coincide con una richiesta di informazioni o di semplice ascolto. Se si verificano successivi contatti e si riscontra un bisogno allora si indica all\u2019utente il servizio pi\u00f9 indicato, come pu\u00f2 essere il Ser.D o lo SMI. Sull\u2019efficacia del servizio si aspetta la conclusione della fase sperimentale, a gennaio 2020, per pronunciarsi e per decidere come proseguire.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify\"><b>Digital Life Coaching<\/b><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify\">Il 24 giugno di quest\u2019anno Cerba Healthcare Italia ha presentato il progetto\u00a0<a href=\"https:\/\/www.deltamedica.net\/it\/digital-life-coaching-0\">Digital Life Coaching<\/a>\u00a0per affrontare le dipendenze da internet e videogiochi. La psicologa Maria Rosaria Montemurro si occupa di dipendenze da almeno un decennio e spesso si \u00e8 imbattuta in questo disagio che, sottolinea, \u201caltro non \u00e8 che un sintomo di un disturbo sottostante, una patologia gi\u00e0 esistente, che va poi a interferire con la qualit\u00e0 della vita del soggetto.\u201d L\u2019ambulatorio propone un percorso psicoterapeutico che attraverso un lavoro sul soggetto permette di ristabilire un equilibrio nella vita di tutti i giorni. Il primo passo \u00e8 la consapevolezza di se stessi e della propria situazione, per poi valorizzare le risorse positive del soggetto sulla base di una valutazione clinica, e approdare infine a \u201cun nuovo modo di stare in relazione con s\u00e9 e con gli altri, in maniera pi\u00f9 funzionale.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per chi usa la tecnologia in maniera scorretta invece \u00e8 previsto un percorso di coaching a supporto del\u00a0<i>Digital Detox<\/i>. \u201cChi ha una dipendenza da internet,\u201d spiega la dottoressa Montemurro, \u201cnon frequenta la rete per necessit\u00e0 o svago ma per rispondere a un impulso incontenibile (<i>craving<\/i>) che lo spinge alla totale perdita di controllo. Il comportamento \u00e8 patologico quando la relazione che si instaura tra il soggetto e un oggetto (sia esso una sostanza stupefacente sia essa una tossicomania oggettuale: gioco d\u2019azzardo, internet, videogiochi) diventa compulsiva e reiterata, incontrollabile.\u201d A causa dell\u2019ansia astinenziale di quando si ritrova offline il soggetto si ritrova invalidata sia la vita sociale che quella lavorativa, senza considerare i disturbi dell\u2019alimentazione, i problemi visivi e l\u2019alterazione del ritmo circadiano. Oltre all\u2019ambulatorio Cerba Healthcare ha avviato progetti nelle scuole e nelle aziende, al fine di sensibilizzare direttamente i giovanissimi, ma anche i genitori, a una corretta educazione digitale, unica vera prevenzione di queste dipendenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"https:\/\/thesubmarine.it\/2019\/12\/16\/dipendenza-da-smartphone\/\">https:\/\/thesubmarine.it\/2019\/12\/16\/dipendenza-da-smartphone\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di THE SUBMARINE (Filippo Ferro) Spesso si parla di dipendenza da smartphone, da internet o dai social media in maniera generica o per sentito dire. Ma quanto \u00e8 diffuso il fenomeno, e come ci si muove per contrastarlo?\u00a0 Tutti abbiamo uno smartphone. 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