{"id":55093,"date":"2019-12-19T10:00:01","date_gmt":"2019-12-19T09:00:01","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55093"},"modified":"2019-12-17T11:59:11","modified_gmt":"2019-12-17T10:59:11","slug":"corbyn-il-perche-di-una-sconfitta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55093","title":{"rendered":"Corbyn, il perch\u00e9 di una sconfitta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di L&#8217;INTERFERENZA (Alberto Benzoni)<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/static.globalist.it\/foto\/2019\/12\/02\/000549AC-corbyn.jpg\" alt=\"Risultato immagini per Corbyn immagini&quot;\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>Fonte foto: Globalist (da Google)<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alla domanda sul perch\u00e9 avessero perso, i dirigenti laburisti hanno risposto senza girarci intorno ma in modo assolutamente opposto. Il che fa intravedere una spaccatura profonda e tale da mettere a rischio il futuro stesso del movimento.\u00a0 Alcuni hanno messo sotto accusa Corbyn per il suo atteggiamento sulla Brexit ma anche e soprattutto per la sua politica e per la sua stessa personalit\u00e0. Altri hanno puntato il dito sulla Brexit e cio\u00e8 sul contesto in cui si \u00e8 svolta la campagna elettorale; l\u2019unico elemento, a loro dire, suscettibile di giustificare il fatto che un leader in grado di coinvolgere, per quello che era ed \u00e8, centinaia di migliaia di nuovi iscritti e, successivamente, di portare il suo consenso elettorale su livelli appena appena inferiori\u00a0 a quelli del primo Blair sia stato, a due anni data, nettamente sconfitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Personalmente, considero Corbyn un fratello; o pi\u00f9 esattamente una persona per cui provo un\u2019empatia esistenziale. Rimane, per\u00f2, il fatto che la sua sconfitta era segnata in partenza; a partire da un contesto che, se due anni fa era orientato, in buona parte, a suo favore, oggi gli era completamente ostile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Parliamo della assoluta centralit\u00e0 del tema della Brexit.\u00a0 Di una proposta, corretta di per s\u00e9 ma oramai fuori tempo. Dell\u2019atteggiamento dell\u2019establishment e dei media. E , infine, e forse soprattutto, \u00a0di un antagonista del tutto diverso da quello tradizionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cGet Brexit done\u201d, liberamente tradotto; \u201cabbiamo fatto una scelta; portiamola a termine\u201d. Questo lo slogan con cui Boris Johnson ha costruito e stravinto la sua campagna elettorale, radendo al suolo le roccaforti operaie da sempre laburiste. A riprova del fatto che, al dunque, la questione dell\u2019identit\u00e0 o, se preferite, dell\u2019appartenenza nazionale prevale sempre, dico sempre, su quella di classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su questo tema i laburisti partivano svantaggiati anche per un altro motivo. I conservatori si sono presentati al voto avendo praticamente cacciato dal governo e dalle liste i sostenitori del \u201cremain\u201d. Ma perch\u00e9 avevano messo in conto e considerato sostenibile il rischio di perdere anche i loro voti. Primo perch\u00e9 se lo potevano permettere, data l\u2019entit\u00e0 delle loro maggioranze in tutta l\u2019\u201dInghilterra profonda\u201ddei sobborghi, dei piccoli centri e delle grandi campagne; e a fronte del guadagno certo derivante dalla mancata presentazione delle liste di Farage. Anche l\u2019elettorato di Corbyn era composto, in maggioranza, da sostenitori della Brexit; ma, a differenza di Johnson, per vincere aveva assoluto bisogno di mantenere quello europeista. E, a ricordarglielo, c\u2019era nella direzione e in Parlamento, un nutritissimo gruppo di persone pronte a fargli la pelle se se ne fosse dimenticato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da qui la sua proposta non solo equilibrista ma anche equilibrata: prendere atto del fatto compiuto ma\u00a0 per negoziare un nuovo accordo pi\u00f9 sociale nei\u00a0 suoi contenuti e pi\u00f9 europeo nei suoi rapporti; per sottoporlo ad un nuovo referendum. Proposta corretta. Ma fuori tempo massimo. E che, per diventare realistica, avrebbe dovuto avere il consenso del parlamento uscente e, soprattutto, degli oppositori di Johnson durante la campagna elettorale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Due obbiettivi mancati. Perch\u00e9 la Camera dei Comuni ha s\u00ec continuamente bocciato le proposte del governo sulla Brexit e sulla stessa gestione del negoziato; ma, contestualmente, ha bocciato tutte le proposte alternative nate in Parlamento. E, soprattutto, perch\u00e9 la classe dirigente liberal-liberista, dalla City, ai partiti, ai media, ha fatto di tutto per impedire quell\u2019intesa, anche tattica, suscettibile di sconfiggere Johnson ( sarebbe bastato l\u2019invito ad un voto tattico sul candidato che, in un determinato collegio, era il meglio piazzato per battere quello dei tories).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per capire il perch\u00e9 di tutto questo basta aver letto l\u2019Economist, il suo organo di riferimento. Prima della campagna elettorale, fari puntati sul Premier, sul suo dilettantismo sbruffone, sul suo disprezzo per le regole e sulla oggettiva pericolosit\u00e0 della sua strategia. Ma, nel corso del film, la sua figura appare sempre pi\u00f9 sfocata; per essere sostituita da quella di Corbyn, in una campagna d\u2019odio francamente senza precedenti contro il Nostro e i suoi compagni: incompetenti, tiranni, stalinisti, filo terroristi, stupidi, antisemiti, fanatici, rovinosi per l\u2019economia e per la societ\u00e0 e, chiss\u00e0, magari anche pedofili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Finch\u00e8\u00a0 si \u00e8 ragionato, tutto il discorso della rivista avrebbe dovuto portare ad una indicazione di voto a favore di tutti i partiti ostili alla Brexit dura e a Johnson e, quindi, alle loro intese magari solo tattiche; \u00a0ma davanti al drappo rosso sono saltati i nervi e si \u00e8 offuscato il cervello, con l\u2019invito a dare il voto ai liberaldemocratici,\u00a0 cos\u00ec da far vincere i conservatori senza pagare dazio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 detto per dovere di cronaca, l\u2019elemento nuovo e, questo s\u00ec, decisivo \u00e8 stato la reinvenzione del conservatorismo inglese. Qui siamo molto lontani sia dai Macmillan del primo ventennio postbellico, \u00a0tutori del welfare e della decolonizzazione e mediatori nati in omaggio allo spirito dei tempi. Ma anche dal revanscismo ringhioso alla Thatcher come dalle strette alla spesa pubblica dei governi pi\u00f9 recenti. Qui il candidato premier e i suoi pi\u00f9 stretti collaboratori dedicano tutto il loro tempo a visitare le terre care a Ken Loach promettendo una Brexit muscolare e, insieme, protezionistico, oltre a spese pubbliche, servizi e tutele di ogni genere ( ivi compreso l\u2019omaggio caloroso al National Health Service).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Di fronte a un avversario del genere, la sinistra\u00a0 si \u00e8 sinora dimostrata impotente. Sia nel modello incarnato dal Pd; sia in quello, opposto, di Corbyn. Questa la triste verit\u00e0. Questa, ahim\u00e8, la catastrofe storica; che richiede silenzio e riflessione e non capri espiatori e risse scomposte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/corbyn-perche-sconfitta\/\">http:\/\/www.linterferenza.info\/attpol\/corbyn-perche-sconfitta\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di L&#8217;INTERFERENZA (Alberto Benzoni) Fonte foto: Globalist (da Google) Alla domanda sul perch\u00e9 avessero perso, i dirigenti laburisti hanno risposto senza girarci intorno ma in modo assolutamente opposto. Il che fa intravedere una spaccatura profonda e tale da mettere a rischio il futuro stesso del movimento.\u00a0 Alcuni hanno messo sotto accusa Corbyn per il suo atteggiamento sulla Brexit ma anche e soprattutto per la sua politica e per la sua stessa personalit\u00e0. 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