{"id":55123,"date":"2019-12-20T09:00:20","date_gmt":"2019-12-20T08:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55123"},"modified":"2019-12-18T11:15:30","modified_gmt":"2019-12-18T10:15:30","slug":"il-crack-annunciato-e-arrivato-la-crisi-della-popolare-di-bari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55123","title":{"rendered":"Il crack annunciato \u00e8 arrivato:  la crisi della Popolare di Bari"},"content":{"rendered":"<p><strong>di STRISCIA ROSSA (Rinaldo Gianola)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi giorni che portano al Natale presentano un copione politico ed economico che conosciamo bene, perch\u00e9 lo abbiamo gi\u00e0 vissuto in passato. Ci sono gli ultimi scontri sulla manovra di <strong>bilancio<\/strong>, tra piccoli ricatti e veti inviolabili che scompaiono all\u2019improvviso, le tensioni di una maggioranza mal combinata ma che non pu\u00f2 sciogliersi se non vuole rischiare il ritorno a casa, e poi ci sono le solite emergenze sociali ed economiche. Il commissariamento della <strong>Banca Popolare di Bari<\/strong>, con la deflagrazione di un altro scandalo bancario fatto di interessi privati e gestioni allegre, indebite commistioni tra manager e clienti, personalismi e privilegi ingiustificati, \u00e8 un evento tanto eccezionale quanto atteso. Anzi, bisognerebbe chiedersi come mai solo oggi la Banca d\u2019Italia arriva a questo intervento quando almeno <strong>dal 2015<\/strong> la situazione patrimoniale della popolare barese era preoccupante e i giornali scrivevano delle pessime condizioni dell\u2019istituto e della gestione familistica, poco trasparente. Certo avrebbe dovuto creare almeno qualche sospetto una banca guidata da una vita dalla famiglia <strong>Jacobini<\/strong>, padre e figli, riveriti e ringraziati nelle processioni del santo patrono della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-37243 alignleft\" src=\"http:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/conte_al_senato-300x186.jpg\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" srcset=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/conte_al_senato-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/conte_al_senato-768x476.jpg 768w, https:\/\/www.strisciarossa.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/conte_al_senato.jpg 1332w\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"186\" \/>Cos\u00ec come era successo con la crisi del Monte dei Paschi, poi di Banca Etruria e associate, quindi delle banche venete e poi di Carige, il crollo della popolare di Bari fa emergere tutti i limiti e i mali di una classe politica che invoca interventi severi, pene durissime per i responsabili, commissioni d\u2019inchiesta e tutto l\u2019armamentario di una facile <strong>propaganda<\/strong>, salvo poi cercare con i soldi dei <strong>contribuenti<\/strong> di tutelare piccoli o grandi interessi di parte, perch\u00e9 alla fine tutti teniamo famiglia. Il governatore della Puglia, il magistrato <strong>Michele Emiliano<\/strong>, ha subito dichiarato battaglia \u201cper difendere la banca della nostra regione\u201d e ricorda toni e parole del presidente del Veneto Luca <strong>Zaia<\/strong> quando protest\u00f2 contro le ispezioni di Bankitalia alla popolare di Vicenza e a Veneto Banca intimando \u201cgi\u00f9 le mani dalle nostre banche\u201d. In questa emergenza politico-creditizia tutto si tiene e nulla cambia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi della Popolare di Bari apre un\u2019altra ferita in una regione che gi\u00e0 deve soffrire il caso <strong>ex-Ilva<\/strong>, con i suoi ventimila occupati diretti e indiretti a rischio, tanto che il sindaco di Bari <strong>Antonio Decaro<\/strong> avverte che senza intervento del governo sulla popolare \u201c\u00e8 a rischio il tessuto economico\u201d. Pi\u00f9 generale, il caso pugliese richiama ancora l\u2019attenzione sullo stato del sistema bancario, che vive una crisi dopo l\u2019altra (ma le grandi banche macinano profitti da record distribuendo dividendi miliardari, non senza tagliare migliaia di occupati in nome della rivoluzione digitale), e le sue relazioni con il mondo economico e politico. Il governo interviene con un <strong>decreto<\/strong> (salvataggio da 900 milioni di euro e partecipazione al capitale tramite Invitalia), annunciando un progetto di \u201cnazionalizzazione\u201d (dice il ministro Di Maio) e di \u201ccreazione di una grande banca del Sud\u201d (sostiene il premier Conte). I salvataggi pubblici delle banche non deve stupire, anche in Germania hanno appena messo in sicurezza una banca con i fondi dello Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa aspirazione a costituire una nuova <strong>banca pubblica<\/strong> per il Mezzogiorno non \u00e8 nuova, spesso torna nel dibattito pubblico e nei programmi di governo con maggioranze molto diverse perch\u00e9 \u00e8 ancora forte il desiderio politico di poter contare su istituzioni che distribuendo credito creano <strong>consenso<\/strong>. Il potere, almeno una volta, si esercitava contando sulle banche e sui giornali. I giornali contano sempre meno, e anche le banche, uno scandalo dopo l\u2019altro, sono state costrette a cambiare, a rispettare le regole, mai troppo perfette, del mercato e le autorit\u00e0 di controllo piuttosto che i referenti locali. Anche <strong>Berlusconi<\/strong> e <strong>Tremonti<\/strong> volevano la banca del Sud, ci sono studiosi che pensano alla riproposizione della Cassa del Mezzogiorno in versione aggiornata <strong>2.0<\/strong>, altri ricordano con qualche nostalgia il Banco di Sicilia, qualcuno rimpiange Ferdinando Ventriglia e il glorioso Banco di Napoli che consentiva, tra l\u2019altro, al Napoli Calcio di comprare Maradona e pure di finanziare importanti gruppi editoriali. Meglio non rivangare il passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra Alitalia, ex-Ilva, ora la popolare di Bari emerge la tendenza a un intervento della mano <strong>pubblica<\/strong>, un intervento spesso <strong>necessario<\/strong>, richiesto e sollecitato anche dai privati che non vogliono sobbarcarsi il peso sociale e i costi enormi di ristrutturazioni e rilanci. L\u2019idea di studiare e implementare nuove politiche pubbliche di investimento in settori strategici dell\u2019economia nazionale ha un suo valore (si torna a ipotizzare il nuovo Iri\u2026), anche se sarebbe meglio preparare questi cambiamenti non sotto la pressione di drammatiche crisi industriali, creditizie e sociali ma sulla base di <strong>coerenti<\/strong> e <strong>ragionate<\/strong> scelte politiche. Sarebbe un bel tema per un programma di governo di centrosinistra.<\/p>\n<div class=\"widget-container post-tag-container uncont text-left\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.strisciarossa.it\/il-crack-annunciato-e-davvero-arrivato-la-crisi-della-popolare-di-bari\/\">https:\/\/www.strisciarossa.it\/il-crack-annunciato-e-davvero-arrivato-la-crisi-della-popolare-di-bari\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di STRISCIA ROSSA (Rinaldo Gianola) Questi giorni che portano al Natale presentano un copione politico ed economico che conosciamo bene, perch\u00e9 lo abbiamo gi\u00e0 vissuto in passato. 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