{"id":55163,"date":"2019-12-20T08:30:37","date_gmt":"2019-12-20T07:30:37","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55163"},"modified":"2019-12-19T23:51:43","modified_gmt":"2019-12-19T22:51:43","slug":"il-perche-delle-differenze-di-mobilitazione-tra-italia-e-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55163","title":{"rendered":"Il perch\u00e9 delle differenze di mobilitazione tra Italia e Francia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di DOMENICO MORO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da diversi giorni in Francia \u00e8 in atto una mobilitazione straordinaria in opposizione alla contro-riforma delle pensioni progettata dal governo Macron. Dal confronto con la Francia emerge la differenza con l\u2019Italia, dove movimenti di tale portata, generalit\u00e0 e radicalit\u00e0 sono assenti da molto tempo, nonostante la situazione economica e sociale sia peggiore di quella francese e le contro-riforme dei vari governi abbiano scavato pi\u00f9 a lungo e pi\u00f9 in profondit\u00e0 nel tessuto vivo della societ\u00e0.<br \/>\nSarebbe, quindi, utile ragionare sul perch\u00e9 ci sia questa differenza nella mobilitazione tra Italia e Francia. Le ragioni sono molte anche perch\u00e9 si tratta di Paesi differenti come struttura socio-economica e come storia lontana e recente, eppure mi pare che ci siano almeno due o tre fattori che distinguono maggiormente i due Paesi e che potrebbero spiegare questa grande differenza nella capacit\u00e0 di mobilitazione popolare. A questo proposito, dal mio punto di vista, \u00e8 interessante notare i seguenti aspetti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a) il ruolo storicamente pi\u00f9 combattivo del sindacato francese, in particolare della Cgt;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b) la minore pervasivit\u00e0 nella societ\u00e0 francese del condizionamento dei vincoli del Fiscal compact e dei trattati europei;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A proposito di questi due punti bisogna ricordare che la riforma Fornero e il governo Monti non sollevarono alcun movimento di opposizione e generarono una reazione sindacale molto debole, anche perch\u00e9 nella societ\u00e0 italiana prevaleva l\u2019idea che Monti stava salvando l\u2019Italia dalla d\u00e9bacle dei conti pubblici e che le \u201criforme\u201d fossero inevitabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quello che voglio dire \u00e8 che il ricatto del debito e la \u201cnecessit\u00e0\u201d di rispettare i vincoli europei in Italia agiscono come \u201ccalmiere\u201d della mobilitazione sociale. In Francia questo funziona meno anche se la contro-riforma pensionistica \u00e8 collegata dal governo alla necessit\u00e0 di rendere sostenibile il debito pubblico. Bisogna aggiungere che proprio il sindacato in Italia \u00e8 particolarmente sensibile al richiamo europeo del vincolo esterno. I principali sindacati in Italia hanno un orientamento europeista e concertativo con la controparte padronale e con il governo. Alcuni mesi fa la triplice sindacale, CGIL, CISL e UIL, firmarono con la Confindustria un manifesto, l\u2019Appello per l\u2019Europa, in cui si diceva che l\u2019integrazione europea andava difesa, perch\u00e9 continuava a garantire \u201cla coesione tra Paesi\u201d e \u201cbenefici tangibili e significativi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma le organizzazioni dei maggiori penalizzati dall\u2019euro e dai Trattati europei, i lavoratori salariati, continuano a difendere la Ue e l\u2019euro. Come abbiamo spiegato in un altro articolo su questo giornale, questo atteggiamento non \u00e8 un fulmine a ciel sereno ma affonda le radici nella storia del sindacato e in particolare della CGIL, che sin dagli anni \u201970 ha pi\u00f9 volte accettato la logica dei sacrifici proprio in un\u2019ottica di riequilibrio dei conti con l\u2019estero e accettazione del vincolo esterno, cio\u00e8 della concorrenza internazionale in un libero mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c) Inoltre, si deve considerare il fatto che in Francia non \u00e8 esistito un movimento come il M5S che abbia catalizzato la protesta e l\u2019abbia indirizzata verso la dimensione elettorale. Questo contribuisce allo sviluppo in Francia di movimenti di piazza e di lotta come i gilet gialli e ora il movimento contro la riforma delle pensioni. A questo proposito vorrei aggiungere che in Italia prevale, molto pi\u00f9 che in Francia, una opinione secondo cui le ragioni delle difficolt\u00e0 sociali sono da ricondursi alla corruzione e all\u2019inefficienza del ceto politico (alla casta), piuttosto che alle scelte di politica economica nazionali e internazionali e ai rapporti di forza tra classi sociali. Pi\u00f9 di recente, in settori importanti della societ\u00e0 e della sinistra, il tema della contrapposizione alla casta \u00e8 stato sostituito dalla contrapposizione al populismo e al sovranismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nInfatti, molto significativa di quanto abbiamo detto \u00e8 la differenza tra il movimento francese contro la riforma delle pensioni e il contemporaneo movimento italiano delle sardine. Quest\u2019ultimo fa della mancanza di un programma chiaro, dal punto di vista della politica economica e sociale, il suo punto di forza e mentre in Francia si lotta contro il governo e di fatto contro i vincoli europei, in Italia la lotta \u00e8 contro l\u2019opposizione leghista, interpretata come lotta contro il sovranismo e contro il populismo, e come se fossimo davanti al pericolo strisciante di un nuovo fascismo. Si assiste cos\u00ec al paradosso che l\u2019unico movimento di piazza esistente in Italia \u00e8 un movimento implicitamente filo-governativo e esplicitamente filo-Ue, sostenuto dai media e nato non a caso nell\u2019Emilia-Romagna dove il Pd si gioca una partita decisiva contro la Lega di Salvini e dove l\u2019endorsement a Stefano Bonaccini \u00e8 gi\u00e0 stato dato da Mattia Santori, il leader pi\u00f9 rappresentativo delle sardine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\nStante quanto abbiamo parzialmente e velocemente detto, \u00e8 evidente che lo sviluppo di un movimento come quello francese \u00e8 nell\u2019immediato impossibile in Italia, per lo meno nelle dimensioni che sta assumendo oltralpe. Tuttavia, \u00e8 possibile costruire le condizioni sulla lunga distanza per lo sviluppo di lotte sociali e politiche radicali. Ma questo pu\u00f2 essere fatto soltanto soltanto affrontando i nodi che in qualche modo abbiamo toccato, la critica alla Ue, la costruzione di un sindacato combattivo, la capacit\u00e0 di superare le lotte parziali e particolari, e, infine, la definizione di contenuti e obiettivi precisi e legati alle contraddizioni reali che milioni di lavoratori e disoccupati, giovani e non, affrontano in questa fase storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.laboratorio-21.it\">http:\/\/www.laboratorio-21.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di DOMENICO MORO Da diversi giorni in Francia \u00e8 in atto una mobilitazione straordinaria in opposizione alla contro-riforma delle pensioni progettata dal governo Macron. Dal confronto con la Francia emerge la differenza con l\u2019Italia, dove movimenti di tale portata, generalit\u00e0 e radicalit\u00e0 sono assenti da molto tempo, nonostante la situazione economica e sociale sia peggiore di quella francese e le contro-riforme dei vari governi abbiano scavato pi\u00f9 a lungo e pi\u00f9 in profondit\u00e0 nel tessuto&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":77,"featured_media":55164,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/profile_picture-1.jpeg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-elJ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55163"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/77"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55163"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55165,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55163\/revisions\/55165"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/55164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}