{"id":55231,"date":"2020-01-08T14:30:08","date_gmt":"2020-01-08T13:30:08","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55231"},"modified":"2020-01-04T14:26:56","modified_gmt":"2020-01-04T13:26:56","slug":"la-libia-ancora-nella-morsa-di-scisto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55231","title":{"rendered":"La Libia ancora nella morsa di scisto"},"content":{"rendered":"<p>Di\u00a0<strong>COMIDAD<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto apparentemente nuovo nella crisi libica \u00e8 l\u2019ingresso plateale della Turchia di Erdogan nel ruolo di salvatore del governo Sarraj minacciato dalle milizie del generale Haftar. \u00c8 improbabile che Erdogan non fosse gi\u00e0 coinvolto da tempo nella vicenda del caos libico; ora per\u00f2 il dato assume il tono di una rivalsa storica, poich\u00e9 la Tripolitania e la Cirenaica, prima di diventare colonie italiane nel 1911 col nome romano di Libia, erano province dell\u2019impero turco Ottomano.<br \/>\nIn Italia uno dei mestieri pi\u00f9 futili e frustranti \u00e8 quello di ministro degli Esteri e, non a caso, l\u2019incarico \u00e8 stato affidato ad un personaggio come Luigi di Maio, che ha la vocazione del parafulmine, del colpevole di professione. Adesso che avrebbe il compito di preservare gli interessi dell\u2019ENI in Libia dall\u2019offensiva turca, Di Maio si trova esposto ai mordaci commenti degli analisti di politica estera che si divertono a prenderlo per i fondelli. Prima gli si consiglia di agire di concerto con la mitica Europa, poi lo si ridicolizza dicendo che ha perso il suo tempo, visto che l\u2019Europa non conta nulla; gli si contesta di puntare su un cavallo sbagliato come Sarraj e dopo gli si rimprovera di far\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/esteri\/2019\/12\/17\/news\/in-libia-di-maio-sceglie-la-politica-dei-due-forni-vuoti-la-triangolazione-tardiva-293017\/?underPaywall=true\">politiche dei \u201cdue forni\u201d<\/a>\u00a0prendendo contatti con Haftar; e via di questo passo, a furia di consigli e sfott\u00f2.<br \/>\nCi\u00f2 che manca nei commenti mediatici \u00e8 un minimo di valutazione realistica sui moventi dei principali attori. Se dopo otto anni dalla caduta di Gheddafi, la destabilizzazione in Libia non vede pause, c\u2019\u00e8 da sospettare che il caos faccia comodo a qualcuno.<br \/>\nI colossali investimenti statunitensi nel costosissimo petrolio ricavato dalla frantumazione delle rocce di scisto, potevano apparire del tutto antieconomici; ed in effetti, in condizioni di mercato stabili, lo sarebbero stati. La destabilizzazione delle tradizionali aree petrolifere come il Vicino-Medio Oriente e il Venezuela, con la conseguente incertezza cronica delle forniture, ha invece spalancato la strada al business statunitense del petrolio di scisto. Quest\u2019anno per la prima volta dopo molti decenni, gli USA sono diventati\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2019\/11\/30\/petrolio-per-la-prima-volta-dagli-anni-40-gli-stati-uniti-esportano-piu-greggio-e-prodotti-derivati-di-quelli-che-importano\/5587720\/\">esportatori netti di petrolio<\/a>. Si tratta del primo vero segnale positivo per la bilancia commerciale USA, il cui gigantesco passivo non era stato scalfito dalla pioggia di dazi del cialtrone Trump. Ovviamente i media ci raccontano che, essendo diventati energeticamente indipendenti, gli USA non sono pi\u00f9 tanto interessati al Vicino e Medio Oriente. La realt\u00e0 \u00e8 l\u2019opposto: gli USA hanno uno specifico interesse commerciale a destabilizzare tutte le aree petrolifere tradizionali.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 persino da avanzare qualche dubbio sulla sincerit\u00e0 delle preoccupazioni dei media italiani per le sorti dell\u2019ENI in Libia. Nel 2011 i media nostrani furono compatti nel sostenere la destabilizzazione del regime di Gheddafi. Con la modesta eccezione di Vittorio Feltri (che pure negli anni precedenti aveva condotto una campagna di odio contro il \u201cbeduino\u201d Gheddafi), l\u2019appoggio alla guerra umanitaria in Libia fu unanime. Per mettere a tacere le \u201csinistre\u201d e i \u201cpacifisti\u201d di ogni sfumatura fu sufficiente allestire un \u201cdibattito\u201d su MicroMega (se c\u2019\u00e8 stato il \u201cdibattito\u201d, allora si pu\u00f2 digerire tutto). La neonata creatura di Corradino Mineo, Rainews24, si distinse per zelo nella propaganda anti-Gheddafi. Per aver espresso un\u2019opinione dissonante, il povero Oliviero Beha si trov\u00f2 ad essere ostracizzato dagli schermi Rai per tutti gli anni che gli restavano da vivere. In quel contesto di disinformazione anti-Gheddafi, ogni accenno agli interessi dell\u2019ENI evocava semmai un passato di osceni e colpevoli compromessi col tiranno.<br \/>\nIl problema \u00e8 che sebbene l\u2019ENI, con i suoi oltre settanta miliardi di fatturato, sia la prima azienda italiana, \u00e8 comunque per dimensioni di tre volte inferiore alla multinazionale francese Total. Rispetto alla britannica BP, l\u2019Eni \u00e8 addirittura pi\u00f9 piccolo di cinque volte. Ci\u00f2 spiega la mancanza di \u201csoft power\u201d dell\u2019ENI, dato che \u00e8 il potere dei soldi ad affascinare i media ed a condizionarne i giudizi, senza neppure bisogno che arrivino ordini dall\u2019alto. Il concetto di \u201clegge del pi\u00f9 forte\u201d \u00e8 di solito frainteso nel senso che il pi\u00f9 forte si imponga di forza, mentre invece il fattore da considerare \u00e8 il conformismo. Ogni posizione di forza comporta una rendita di posizione, che consiste nel riscuotere gli spontanei consensi di chi ritiene suo interesse o suo dovere morale adeguarsi al volere dei potenti di turno.<\/p>\n<p>Si \u00e8 detto giustamente che \u00e8 sempre stato l\u2019ENI a dettare la politica estera italiana sulle questioni energetiche e, in effetti, gli accordi con la Russia e con la Libia furono condotti sia dai governi di Prodi che dai governi del Buffone di Arcore. Il punto \u00e8 che davanti ad una pressione internazionale, l\u2019ENI non \u00e8 assolutamente in grado di allineare la politica, le burocrazie, la magistratura, le forze armate e i servizi segreti ai propri interessi. Dove la prepotenza ed il bullismo dell\u2019Eni possono invece esercitarsi senza ostacoli \u00e8 all\u2019interno, come nel caso della povera Basilicata, depredata del suo petrolio senza nemmeno potersi avvantaggiare delle briciole. C\u2019\u00e8 da dubitare perci\u00f2 che la vera priorit\u00e0 degli ultimi governi italiani sia stata davvero quella di tutelare gli interessi dell\u2019ENI e non sia sempre quella di barcamenarsi tra le pressioni divergenti dei vari \u201calleati\u201d. Anche nel 2011 tra le giustificazioni della partecipazione diretta dell\u2019Italia all\u2019aggressione contro la Libia, una delle giustificazioni fu la necessit\u00e0 di sedersi al tavolo dei vincitori per salvare gli impianti ENI; ma \u00e8 molto pi\u00f9 probabile che il vero movente di Napolitano e del Buffone fosse di non contraddire la NATO e gli USA. Il barcamenarsi tra spinte coloniali diverse pu\u00f2 dare a volte la falsa impressione di scelte autonome da parte dei governi italiani; ma comunque si tratta di ingerenze esterne.<br \/>\nSi parla molto della competizione tra ENI e Total per la Libia; si parla meno invece del ruolo della BP. Sta di fatto che la presenza di truppe speciali britanniche delle SAS era stata segnalata in Libia ai primi di marzo del 2011. La vicenda fu minimizzata dai media per la buffa circostanza che gli uomini delle SAS erano stati\u00a0<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/world-middle-east-12658054\">catturati da miliziani di Bengasi<\/a>\u00a0che li sospettavano di essere al servizio di Gheddafi; ma, al di l\u00e0 del piccolo incidente, questa presenza di truppe britanniche anticipava ci\u00f2 che sarebbe avvenuto pochi giorni dopo, cio\u00e8 l\u2019avvio delle operazioni militari di Regno Unito e Francia contro Gheddafi.<br \/>\nA questo punto non ci si stupir\u00e0 di scoprire che la BP \u00e8 una delle multinazionali pi\u00f9 addentro al business del petrolio di scisto negli USA. Dopo l\u2019acquisizione dell\u2019azienda petrolifera statunitense Amoco nel 1998, la BP \u00e8 largamente presente nella produzione americana. Quest\u2019anno la BP deve il suo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.economymag.it\/news\/2019\/08\/02\/news\/bp-migliora-i-conti-grazie-agli-scisti-petroliferi-usa-5925\/\">incremento nei profitti<\/a>\u00a0proprio al petrolio di scisto.<\/p>\n<p><strong>Fonte:\u00a0<a href=\"http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=934\">http:\/\/www.comidad.org\/dblog\/articolo.asp?articolo=934<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di\u00a0COMIDAD Il fatto apparentemente nuovo nella crisi libica \u00e8 l\u2019ingresso plateale della Turchia di Erdogan nel ruolo di salvatore del governo Sarraj minacciato dalle milizie del generale Haftar. \u00c8 improbabile che Erdogan non fosse gi\u00e0 coinvolto da tempo nella vicenda del caos libico; ora per\u00f2 il dato assume il tono di una rivalsa storica, poich\u00e9 la Tripolitania e la Cirenaica, prima di diventare colonie italiane nel 1911 col nome romano di Libia, erano province dell\u2019impero&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":97,"featured_media":47877,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/comidad.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-emP","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55231"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/97"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55231"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55234,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55231\/revisions\/55234"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/47877"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}