{"id":55274,"date":"2020-01-15T11:30:14","date_gmt":"2020-01-15T10:30:14","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55274"},"modified":"2020-01-14T19:41:24","modified_gmt":"2020-01-14T18:41:24","slug":"come-la-salute-della-sanita-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55274","title":{"rendered":"Com\u2019\u00e8 la salute della sanit\u00e0 in Italia?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di\u00a0<strong>STARTMAG(Stefano Biasioli)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-thumbnail margin-bottom-30\">\n<div class=\"post-thumbnail\">\n<div class=\"thumb-w\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image lazyloaded\" src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/sanita.jpg\" alt=\"sanit\u00e0 digitale\" width=\"530\" height=\"350\" data-lazy-srcset=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/sanita.jpg 530w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/sanita-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/sanita-150x99.jpg 150w\" data-lazy-sizes=\"(max-width: 530px) 100vw, 530px\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.startmag.it\/wp-content\/uploads\/sanita.jpg\" data-was-processed=\"true\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify\"><strong><em>Il post di Stefano Biasioli sulla sanit\u00e0 in Italia<\/em><\/strong><span id=\"more-89363\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Nei giorni scorsi i giornali hanno pubblicato i risultati relativi alla valutazione che la Commissione Nazionale Lea ha dato alle diverse regioni, sulla base di 33 diversi indicatori di assistenza sanitaria.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">LA COMMISSIONE LEA<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">La Commissione Lea (livelli essenziali di assistenza) nasce da lontano, ossia \u00e8 il frutto di una serie di disposizioni normative che riassumiamo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">-D.Lgs. 56\/2000 (art.9); Legge 208\/2015 (c.556); DM 16\/06\/2016; DPCM 12\/01\/17\u2026e s.m.i.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da chi \u00e8 composta la Commissione: dal Ministro della Salute e dai rappresentanti di Mef, Consiglio superiore di sanit\u00e0, Istituto superiore di sanit\u00e0, Aifa, Agenas, Regioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non \u00e8 dato di sapere (il sito del Ministero non riporta queste informazioni) i nominativi degli attuali commissari\u2026 Perch\u00e9?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Compiti della Commissione: molteplici e, tra i molti, anche quello di \u201cvalutare che l\u2019applicazione dei Lea avvenga in tutte le Regioni con lo stesso standard di qualit\u00e0 e includa tutte le prestazioni\u201d.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">RISULTATI 2018<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">Il Veneto risulta al primo posto nella classifica 2018 delle Regioni che assicurano le migliori cure ai cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In dettaglio il Veneto ha ottenuto 222 punti su 225, seguono Emilia Romagna (221), Toscana (220), Piemonte (218), Lombardia e Liguria (211 Lazio ( 190) Puglia (186) Molise (180) Sicilia (171) Campania (170) Calabria (162).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Come sopra prospettato, spetta al Comitato Lea la verifica permanente dei livelli essenziali di assistenza ossia il compito di verificare come siano erogati i servizi sanitari in termini di appropriatezza e di efficienza nell\u2019utilizzo delle risorse.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">DUBBI E PERPLESSIT\u00c0<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">In teoria, l\u2019attivit\u00e0 della Commissione dovrebbe essere fondamentale, per verificare lo stato di salute della sanit\u00e0 italiana, disarticolata perch\u00e9 affidata ad una organizzazione regionale molto variegata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma le cose, forse, non sono cos\u00ec semplici e scontate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Prima cosa strana: la classifica riguarda solo le regioni a statuto ordinario e non quelle a statuto speciale ad eccezione della Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi, i cittadini italiani non debbono conoscere le caratteristiche della sanit\u00e0 di Trento, Bolzano, Val D\u2019Aosta, Sardegna. Perch\u00e9? Queste sanit\u00e0 \u201d autonome\u201d non sono forse a carico di chi paga le tasse, anche se abita in regioni a statuto ordinario?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Seconda cosa strana: gli indicatori presi in considerazione sono 33 e vanno dalla adesione agli screening oncologici al quantit\u00e0 e qualit\u00e0 dei parti cesarei, al tasso di vaccinazione e al numero dei ricoveri inappropriati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Ma 33 indicatori 33 non sono in grado \u2014 a nostro modesto parere \u2014 di identificare realmente lo stato della sanit\u00e0 italiana che risente profondamente di differenze quali\/quantitative non solo a livello regionale ma anche e soprattutto a livello provinciale, considerando che l\u2019organizzazione della sanit\u00e0 varia notevolmente da regione a regione sia per il numero delle aziende sanitarie\/regione, sia per il numero degli abitanti assistiti nelle singole aziende ma anche per la diversa articolazione delle unit\u00e0 operative (semplici, complesse, dipartimenti) da provincia a provincia, da azienda a azienda, da regione a regione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Siamo troppo \u201cvecchi\u201d per non sospettare che il fattore economico (costo\/prestazione) abbia un peso elevato, nel punteggio finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Terza considerazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Qualcuno si dimentica che la riforma del Servizio Sanitario Nazionale \u00e8 datata 1978. Sono passati 42 anni, \u00e8 caduto il muro di Berlino, abbiamo visto passare 3 pontificati, \u00e8 cambiato drasticamente il mondo occidentale ma sono soprattutto cambiate le patologie mediche ed il modo in cui la sanit\u00e0 moderna affronta le principali malattie sia dal punto di vista scientifico sia dal punto di vista organizzativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli anni \u201970 erano caratterizzati da una netta prevalenza delle patologie acute e da una modesta presenza di patologie croniche, tenuto anche conto della minore aspettativa di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Gli anni 2000 si caratterizzano invece per l\u2019esplosione delle cronicit\u00e0, per un aumento della medicina trapiantologica, per la comparsa di farmaci costosi ma efficaci, per l\u2019allungamento della vita e per una serie di necessit\u00e0 sanitarie legate alla presenza di un universo di \u201cpersone sole, con basso reddito, con scarsa possibilit\u00e0 di movimento e quindi con una reale difficolt\u00e0 di accesso alle cure\u201d soprattutto in ambito ospedaliero e in presenza di patologie che richiedano lunghi periodi di riabilitazione, periodici controlli specifici, assunzione di farmaci potenti ma potenzialmente gravati da pesanti effetti collaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerazioni ovvie, ma poco affrontate dai vari Ministri della Sanit\u00e0 degli ultimi venti anni e dai vari Governatori regionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un esempio su tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le recenti dichiarazioni di Luca Zaia, il \u201cvalido\u201d governatore di quel Veneto che \u00e8 posto oggi al primo posto della classifica Lea: \u201cLe scelte organizzative fatte e i continui investimenti in tecnologia hanno premiato [\u2026] \u00e8 una soddisfazione di squadra, una squadra che ringrazio per lo straordinario lavoro quotidiano dei grandi medici, dei loro team, dei bravi infermieri di tutti coloro che ogni giorno danno il loro contributo in corsia o dietro una scrivania. L\u2019obiettivo comune, il bene dei cittadini\u2026 rispettare 33 parametri di qualit\u00e0 con 222 punti su 225 significa erogare pressoch\u00e9 al 100% i livelli essenziali e rispettare la Costituzione che li prevede come obbligo della sanit\u00e0 concepita in modo universalistico. \u00c8 la promozione pi\u00f9 grande ma proprio per questo ci impone di lavorare per essere ancora pi\u00f9 performanti con altri progressi e investimenti in tecnologie e sul personale. La sanit\u00e0 veneta grazie a tutti i suoi protagonisti \u00e8 evidentemente riuscita a passare dall\u2019era analogica a quella digitale in un settore in continua evoluzione ad esempio con le prestazioni diagnostiche moltiplicate. Oggi abbiamo ospedali che hanno o richiedono la seconda e la terza Tac o la seconda e terza risonanza magnetica: la nostra risposta \u00e8 s\u00ec senza se e senza ma\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Considerazioni condivisibili per l\u201980%. Ma che non tengono conto di tante criticit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"entry-stuff clear margin-bottom-15 hidden-print single-post-ads-between center-block text-center\" style=\"text-align: justify\">\n<div id=\"outbrain_widget_0\" class=\"OUTBRAIN\" data-src=\"https:\/\/www.startmag.it\/economia\/come-la-salute-della-sanita-in-italia\/\" data-widget-id=\"AR_2\" data-ob-mark=\"true\" data-browser=\"chrome\" data-os=\"win32\" data-dynload=\"\" data-idx=\"0\"><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify\">In primis, la limitatezza delle risorse, con creazione di \u201cbudget inadeguati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In secondo luogo, la carenza di medici specialisti (in Veneto, circa 1300) e di infermieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">In tertiis, gli aspetti organizzativi, ossia la risposta 2020 alle richieste di prestazioni sanitarie e la reale spesa individuale per ottenere le prestazioni sanitarie, anche \u201cbasilari\u201d. Quanti denari pagano, oggi, gli italiani e i veneti per ottenere prestazioni sanitarie, teoricamente gratuite? E, perch\u00e9 sborsano questi denari, oggi? Per colpa delle \u201creali\u201d liste di attesa o per sfizio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutto bello tutto perfetto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Non per noi che abbiamo lavorato nella sanit\u00e0 pubblica con compiti di responsabilit\u00e0 medica e sindacale (regionale e nazionale) per oltre 50 anni e che tocchiamo tutti i giorni con mano l\u2019insoddisfazione della gente che si reca nei vari ambulatori della Regione Veneto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Intendiamoci. La qualit\u00e0 delle prestazioni erogate dai medici e dai vari sanitari veneti \u00e8 certamente alta. Nessuno discute la professionalit\u00e0 dei medici e degli operatori del settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Molto spesso le rubriche, che i giornali dedicano alle lettere dei lettori, contengono ringraziamenti nei confronti di chi ha fornito prestazioni sanitarie in ambito pubblico e privato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">No, non ci sono grosse lamentele sulla qualit\u00e0 delle cure fornite ma ci sono grosse lamentele rispetto all\u2019organizzazione complessiva del sistema che rende praticamente impossibile un accesso tranquillo e sicuro alla maggior parte delle cosiddette prestazioni ambulatoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il riferimento voluto riguarda i tempi di attesa per tutta una serie di visite specialistiche: non solo quelle cardiologiche o quelle oculistiche ma anche e soprattutto gli esami radiologici, le visite endocrinologiche, le visite dermatologiche, le visite urologiche, le visite e la tempistica riabilitativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Sono solo alcuni esempi che evidenziano come, anche in tempi di digitalizzazione, la metodologia di accesso alle strutture ambulatoriali sia oggi largamente inadeguata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pensi all\u2019assenza di un \u201cdossier informatico-sanitario personale\u201d, che semplifichi l\u2019accesso alle diverse strutture e il lavoro dei medici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si pensi ai Cup provinciali che non sono coordinati tra loro e che costringono il paziente a dover scegliere, per la visita specialistica richiesta, tra diversi ospedali distanti anche decine di chilometri dalla sua residenza.<br \/>\nQuindi l\u2019eventuale \u201crisposta ottimale ai tempi di attesa teorici\u201d costringe il paziente a migrare da un ambulatorio all\u2019altro, cosa non sempre facile soprattutto se si tratta di persone anziane, sole, malate e con limitate possibilit\u00e0 di spostamento in automobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Quindi, i tempi di accesso alla singola prestazione specialistica possono essere teoricamente rispettati ma nella sostanza il paziente \u00e8 costretto ad un tour sanitario ed \u00e8 praticamente impossibilitato ad essere seguito, per una data patologia cronica, dallo stesso medico o dalla stessa struttura di riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Si tratta di una grossa ingiustizia che incide profondamente sul diritto sanitario e che \u00e8 legata non solo alla carenza di medici, non solo alla carenza di specialisti, non solo alle gravi responsabilit\u00e0 organizzative delle nostre universit\u00e0 ma anche soprattutto alla incapacit\u00e0 pluridecennale della politica di aver programmato un nuovo tipo di assistenza sanitaria basata non tanto e non solo sugli ospedali ma soprattutto su una enorme rete di poliambulatori specialistici, in grado di rispettare nella sostanza il diritto all\u2019assistenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Rispettare nella sostanza e non nella forma. Sappiamo bene che le risorse sanitarie non sono infinite e, sappiamo bene che esiste una carenza di medici ed infermieri.<br \/>\nSappiamo bene che facile brontolare ed \u00e8 difficile fare ma \u00e8 certo che l\u2019 attuale organizzazione delle strutture sanitarie non \u00e8 assolutamente pi\u00f9 adeguata alle necessit\u00e0 odierne, legate allungamento della vita e alle patologie croniche invalidanti cui vanno riservate o cui andrebbero riservate le maggiori attenzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Per quanto riguarda il Veneto c\u2019\u00e8 da chiedersi quante siano oggi le risorse sprecate per strutture ospedaliere non ancora totalmente dismesse. Alcuni nomi: vecchio ospedale di San Bonifacio e di Soave, vecchio ospedale di Cologna Veneta, ospedali di Schio e di Thiene, vecchio ospedale di San Bonifacio e di Soave, vecchio ospedale di Cologna Veneta, Caprino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">C\u2019\u00e8 da chiedersi se l\u2019attuale organizzazione delle AUSL\/ASL venete, basata su una struttura provinciale o semi provinciale, sia da ritenersi ottimale oppure sia fonte di una grande confusione e di dispersione di risorse tra Ospedali di dimensioni praticamente simili, con funzioni specialistiche simili e con primariati a scavalco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Oggi, purtroppo, ci sono medici ospedalieri che sprecano ore di lavoro per andare in auto da un ospedale all\u2019altro, perch\u00e9 sono responsabili di strutture specialistiche in ambiti ospedalieri diversi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Un esempio su tutti: quello del Direttore della Nefrologia della ASL di Verona che \u00e8 responsabile di tutte le strutture nefrologiche e dialitiche della provincia di Verona ad esclusione di quella a valenza universitaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Questo povero collega quanto tempo passa in macchina? Da Legnago a Caprino sono 77 Km, ossia almeno 70 minuti, per la sola andata. Ossia il 12,2% del tempo lavorativo di \u201cun Primario\u201d sprecato in viaggi. E quanti altri Colleghi sono costretti ad assumersi responsabilit\u00e0 medico legali per strutture sanitarie a loro affidate e che non sono in grado di gestire al 100%?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Vorremmo che qualcuno riflettesse e ci desse delle risposte.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: justify\">CRITICA COSTRUTTIVA<\/h4>\n<p style=\"text-align: justify\">La nostra \u00e8 sicuramente una critica costruttiva perch\u00e9 associata a proposte concrete che abbiamo formulato da tanti anni e che nessuno ha mai voluto recepire, finora. Una su tutte, il ritorno alla classificazione\/graduatoria funzionale delle strutture ospedaliere, com\u2019era negli anni 70.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La classificazione degli ospedali (zonali, provinciali e regionali) permetteva una chiara suddivisione delle competenze ospedaliere di base e delle competenze specialistiche, senza spreco di risorse e con ottimizzazione delle prestazioni mediche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Alcune volte, il ritorno al passato non \u00e8 una sconfitta ma una vittoria. La vittoria del buon senso e della prassi sulla teoria. Buon senso, come quello di chiamare medici i medici e \u201cDottori\u201d tutti gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><strong>Fonte<\/strong>:\u00a0<a href=\"http:\/\/startmag.it\/economia\/come-la-salute-della-sanita-in-italia\/\">http:\/\/startmag.it\/economia\/come-la-salute-della-sanita-in-italia\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0STARTMAG(Stefano Biasioli) Il post di Stefano Biasioli sulla sanit\u00e0 in Italia Nei giorni scorsi i giornali hanno pubblicato i risultati relativi alla valutazione che la Commissione Nazionale Lea ha dato alle diverse regioni, sulla base di 33 diversi indicatori di assistenza sanitaria. 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