{"id":55392,"date":"2020-01-17T08:45:27","date_gmt":"2020-01-17T07:45:27","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55392"},"modified":"2020-01-17T08:32:30","modified_gmt":"2020-01-17T07:32:30","slug":"il-libro-insostenibile-breve-difesa-di-la-distruzione-della-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55392","title":{"rendered":"Il Libro Insostenibile: Breve difesa di La Distruzione della ragione"},"content":{"rendered":"<p>Di <strong>LE PAROLE E LE COSE (Mimmo Cangiano)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">tende a questo fine: dedurre dalla gnoseologia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">l\u2019\u00abeternit\u00e0\u00bb della societ\u00e0 capitalistica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Gy\u00f6rgy Luk\u00e1cs<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Esiste un motivo centrale e ricorrente, un topos spesso ignorato, che attraversa la letteratura, il cinema, e pi\u00f9 in generale un gran numero delle pi\u00f9 svariate macchine narrative tardo-ottocentesche e novecentesche. Si manifesta quando, durante la lettura o la visione, all\u2019improvviso l\u2019autore ci svela che le azioni di un personaggio, fatte per ragioni dichiarate come ideologiche, etiche o connesse a una sfera comunque idealistica, collegate soprattutto a motivazioni storiche, collettive, sono in realt\u00e0 eseguite per puri scopi e motivi personali (siano questi abietti o nobili ora non \u00e8 importante). \u00c8 un momento fondante nella ricezione di un plot. \u00c8 il momento in cui il personaggio si abbassa al livello del fruitore, e il fruitore pu\u00f2 riconoscere nel personaggio se stesso. Qui il lettore liberale sorride tranquillizzato, rassicurato nella sua coscienza che niente di collettivo sia realmente possibile, che dietro le grandi narrazioni, dietro i punti di vista totalizzanti, e finanche dietro la Storia, non vi sia altro che l\u2019individuo, coi suoi obiettivi, bisogni e desideri: inevitabilmente separato dai suoi simili. Quel sorriso, per dirla con Gramsci, \u00e8 il ghigno di Gwynplaine, perch\u00e9 \u00e8 il momento in cui l\u2019alienazione del lettore dai suoi simili trova conforto, tristissimo conforto, nell\u2019alienazione del personaggio, elevato a simbolo di una condizione che al nostro immaginato lettore liberale neanche appare pi\u00f9 storica, ma quasi naturale: questi siamo, \u201cquesto schifo qui\u201d, dice se \u00e8 in fase pessimista o se ha digerito male, il resto \u00e8 ideologia.<span id=\"more-37473\"><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Luk\u00e1cs ha lottato per tutta la vita contro la naturalizzazione di ci\u00f2 che con Marx definiva, di questo si tratta, atomizzazione (un grande rimosso dal dibattito politico corrente). Ha lottato contro la controparte culturale di questa, che ha scorto in opere letterarie (i suoi concetti di \u201ctipico\u201d e \u201crealismo\u201d nascono in questa lotta), in tradizioni filosofiche e nei sintomi della vita quotidiana. E in quel libro che \u201cnon possiamo prendere sul serio\u201d (Susan Sontag) ha creduto di poter inchiodare sulla pagina circa due secoli di difesa culturale dell\u2019atomizzazione, in una tradizione che ha definito, creando numerose incomprensioni, \u201cirrazionalismo\u201d. Si trattava, secondo lui, di tutti quei tentativi culturali fatti al fine di rinchiudere il movimento storico all\u2019interno della coscienza soggettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Perch\u00e9 parlare di un libro pubblicato nel 1954? Un testo che, come ogni studioso dabbene sa, \u00e8 emerso dalle ombre sinistre dell\u2019ultima fase staliniana ed \u00e8 lontano non solo dal tanto amato giovane Luk\u00e1cs, ma anche dal fiero \u201ctribuno del popolo\u201d della rivoluzione di B\u00e9la Kun, dal libero hegelo-marxista di\u00a0<em>Storia e coscienza di classe\u00a0<\/em>(1922)? Potrei evitare problemi e dire che dobbiamo parlarne perch\u00e9 ha inciso in maniera determinate su alcuni sviluppi culturali del secondo \u2018900 (e sulla nostra critica letteraria), ma credo ci sia di pi\u00f9. Credo che la domanda e la risposta che Luk\u00e1cs scrive all\u2019inizio del lungo volume parli ancora di noi. La domanda era \u201cPerch\u00e9 a un certo punto la gnoseologia, la teoria della conoscenza, diventa la forma filosofica dominante?\u201d La risposta (circa 800 pagine) aveva appunto a che fare con l\u2019intento ideologico della borghesia di soggettivizzare la Storia al fine di immobilizzarla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Partiamo per\u00f2 da casa nostra. Se aprite un libro italiano di critica letteraria scritto fra la fine degli anni\u2019 50 e l\u2019inizio degli anni \u201990, \u00e8 altamente probabile che vi imbattiate nella parola \u201cirrazionalismo\u201d. Numerosi studiosi hanno spesso fatto riferimento a tale concetto per definire tanto l\u2019attivit\u00e0 culturale quanto la produzione artistica di un numero elevatissimo di intellettuali, italiani e non. Negli ultimi vent\u2019anni circa, invece, col tramonto dell\u2019egemonia marxista all\u2019interno della cultura di sinistra, si \u00e8 verificato qualcosa di totalmente differente: in quegli stessi intellettuali (Pirandello ne \u00e8 ad esempio uno dei casi limite) si sono cominciati a esaltare quegli aspetti che, pertinenti alla sfera dell\u2019esistenzialismo, del nichilismo e della filosofia della vita, riferiscono all\u2019entrata in crisi della Metafisica, del\u00a0<em>logos<\/em>, della ragione sistematizzante e della stessa idea di oggettivit\u00e0. Gli elementi pertinenti ad una prospettiva grosso modo scettico-relativista sono stati celebrati quali corrosivi di quelle prospettive universalizzanti che concentrano in s\u00e9 le valenze dei discorsi di\u00a0<em>Potere<\/em>. Le stesse filosofie della crisi, col loro porsi a difesa del \u201cparticolare\u201d sotto attacco da parte di una metafisica ancora platonizzante e di una inglobante dialettica, sono spesso state esaltate a campione di una pluralistica,\u00a0<em>aperta<\/em>, corrosiva critica. Luk\u00e1cs ha perso la sua battaglia, e quelli che per lui erano i sintomi cardine dell\u2019irrazionalismo, sono addirittura diventati elementi politicamente e culturalmente progressivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019emergere di tale prospettiva \u00e8 per\u00f2 in parte ascrivibile proprio al lavoro della precedente generazione marxista, la quale ha utilizzato il concetto luk\u00e1csiano di \u201cirrazionalismo\u201d in modo indiscriminato e superficiale<a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=37473#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, riducendolo spesso a un vago misticismo, a uno spiritualismo mal chiarito, a propositi estetizzanti, banalmente anti-democratici o banalmente superomistici, sovrapponendolo all\u2019irrazionalismo crociano o addirittura equiparandolo a quello dell\u2019ultima generazione\u00a0<em>ottocentesca<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019irrazionalismo, secondo Luk\u00e1cs, consiste invece nel respingere ogni pretesa di conoscibilit\u00e0 razionale della realt\u00e0 oggettiva, secondo un modello che non concerne assolutamente solo la scienza (come poteva ancora essere per gli intellettuali tardo-ottocenteschi), ma che ingloba nell\u2019aporia conoscitiva tanto l\u2019arte quanto la religione e, naturalmente, la filosofia, salvo naturalmente quella filosofia proiettata a rivelare tale verit\u00e0 \u2013 a rivelare, cio\u00e8, l\u2019impossibilit\u00e0 dell\u2019approdo all\u2019oggettivit\u00e0, e dunque destinata a rimodularsi come garante di uno strano e nuovo tipo di oggettivit\u00e0, che \u00e8 ci\u00f2 che Luk\u00e1cs definiva \u201cil principio formale ordinatore del materiale\u201d, cio\u00e8 il busto teoretico delle prospettive nichiliste e para-nichiliste:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Questa artificiosa trasformazione della pretesta insolubilit\u00e0 in una soluzione, questa pretesa che nel ritirarsi e nello scantonare di fronte a una soluzione, in questa fuga di fronte ad essa, sia contenuta una soluzione positiva, un \u00abvero\u00bb raggiungimento della realt\u00e0, \u00e8 il contrassegno decisivo dell\u2019irrazionalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Per Luk\u00e1cs l\u2019irrazionalismo, che ha \u201ccome intento principale [\u2026] la radicale soggettivizzazione della storia\u201d, trova piena espressione fra gli ultimi anni dell\u2019800 e i primi del \u2018900 attraverso \u201cla riduzione della gnoseologia kantiana alla gnoseologia di Berkeley\u201d, cos\u00ec come prima sviluppata nell\u2019ambito dell\u2019epistemologia scientifica da autori quali Mach e Avenarius. La pretesa inconoscibilit\u00e0 della realt\u00e0 oggettiva trasferisce l\u2019oggettivit\u00e0 medesima all\u2019interno della soggettivit\u00e0, e questa \u00e8 presentata dalla gnoseologia come soggetta alle oscillazioni della psicologia, le quali necessariamente inficiano (la psicologia di un soggetto \u00e8 ovviamente mobile) ogni possibile e stabile approdo conoscitivo: \u201cil cancellare i confini fra gnoseologica e psicologia fa parte delle caratteristiche essenziali dell\u2019irrazionalismo moderno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sbilanciato il rapporto fra soggetto e realt\u00e0 a favore del primo termine, ogni approdo conoscitivo si riduce a pseudo-oggettivit\u00e0, a ci\u00f2 che Mach definisce \u201ceconomia di pensiero\u201d o \u201celemento\u201d. Attraverso autori quali Nietzsche, W. James, Bergson, tali presupposti esulano poi dal campo dell\u2019epistemologia scientifica e si trasferiscono su un pi\u00f9 generale piano filosofico, presentando il continuo fallimento dell\u2019elaborazione concettuale tanto come espressione dello stadio ultimo della gnoseologia, quanto come caratteristica ineludibile dell\u2019esistenza in generale (non di un fase storica di questa). L\u2019immobilizzazione del progresso storico (necessit\u00e0 del pensiero borghese contro l\u2019avanzare del proletariato e della sua ideologia dialettica e materialista) non passa pi\u00f9 ora, secondo Luk\u00e1cs, dalla proposizione di valori immutabili e assoluti (\u00e8 anzi proprio la borghesia, nella sua fase rivoluzionaria, che distrugge i vecchi valori assoluti), ma viene a basarsi proprio sul presupposto di un\u00a0<em>divenire\u00a0<\/em>continuo \u2013 di una mobilit\u00e0 inarrestabile e preclusa a ogni calcificazione \u2013 che per\u00f2 esclude il movimento in avanti. Non lo esclude, naturalmente, sul piano dell\u2019utilit\u00e0 reale (la scienza deve ad esempio avanzare in quanto necessaria alla produzione), ma lo esclude sul piano generalizzato della teoria filosofica, dove l\u2019intellettuale si fa custode e rivelatore della nuova gnoseologia; colui che, avendo \u201ccapito il giuoco\u201d, riconduce i presupposti scettici della gnoseologia sul piano di una legge generale (il busto teoretico). Questa legge abbassa ogni progresso conoscitivo al livello di apparenza, illusione, o metafisica, e riconduce i movimenti sociali che seguono differenti modelli conoscitivi (come ad esempio il materialismo) ad attardati difensori di sistemi di pensiero che la moderna gnoseologia avrebbe gi\u00e0 mostrato vani. La mobilit\u00e0 estrema che l\u2019intreccio fra psicologia e gnoseologia farebbe presupporre \u00e8 cos\u00ec in realt\u00e0 del tutto immobile perch\u00e9 viene a corrispondere alla realt\u00e0 antropologica (sovrastorica) dell\u2019uomo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">In gioco non \u00e8 pi\u00f9, per Luk\u00e1cs, il classico contrasto fra fenomeno ed essenza, ma solo perch\u00e9 la nuova dominante culturale passa a identificare nella \u2018contraddizione\u2019, contraddizione fra le nostre capacit\u00e0 conoscitive e il reale, l\u2019unico carattere concreto (vero) della natura stessa. Si tratta cio\u00e8 di un relativismo che tende a fare eterno il proprio limite. Ma allora non siamo poi cos\u00ec lontani da\u00a0<em>Storia e coscienza di classe<\/em>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Ogni relativismo [\u2026] che rende \u00abeterno\u00bb il limite da esso fissato, introduce, involontariamente, proprio per via di questa concezione del relativismo, l\u2019assoluto, il principio \u00abatemporale\u00bb del pensiero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">La dissoluzione del reale ad opera dell\u2019irrazionalismo consiste nella dissoluzione \u2018soggettiva\u2019 di un\u2019oggettivit\u00e0 che per\u00f2 passa a essere considerata sulla base delle istanze soggettivistiche, dove appunto i modi di conoscenza del reale del soggetto (gnoseologia) precedono gli effetti che dal reale ricadono sul soggetto medesimo. Sono tali istanze soggettivistiche che, affermando la vanit\u00e0 di ogni cosa concreta quando questa \u00e8 in relazione con la psicologia mobile dell\u2019individuo che la\u00a0<em>conosce<\/em>, risolvono la realt\u00e0 in gioco rappresentativo, dove nessuna \u2018possibilit\u00e0\u2019 ha pi\u00f9 valore dell\u2019altra, tutte si presentano come convertibili, ma anche tutte si rapportano alla teoria gnoseologica che le astrae vanificandole. La conoscenza non \u00e8 pi\u00f9 intesa come oggettivit\u00e0 teoretico\/culturale che \u00e8 espressione e approssimazione di determinati rapporti storico-sociali, ma meramente come comprensione dell\u2019eterna (non-storica) impossibilit\u00e0 stessa di una reale conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">L\u2019oggetto che la rappresentazione gnoseologica (anche in campo artistico) porta in scena, non \u00e8 allora un momento (come pure \u00e8 stato scritto) dell\u2019allegoria benjaminiana che alla perduta\u00a0<em>autenticit\u00e0<\/em>\u00a0allude per contrasto, ma il primo step di una liberazione soggettiva che altera il rapporto soggetto-oggetto assegnando a quest\u2019ultimo i \u2018sintomi\u2019 (storici) del primo. Vuole cio\u00e8 mettere in scacco l\u2019oggettivit\u00e0 del reale al fine di teorizzare l\u2019opposizione agonistica fra chi ha visto la realt\u00e0 del mondo (che \u00e8 eterno e sempre inarrestabile\u00a0<em>movimento<\/em>) e chi persiste nell\u2019accecamento essenzialistico\/sostanzialistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 chiaro che a questo punto la risposta, per Luk\u00e1cs, non risiede pi\u00f9 nelle postulate e\u00a0<em>intere\u00a0<\/em>certezze della sua giovent\u00f9, ma questo proprio perch\u00e9 il relativismo dominante non \u00e8 il contropolo delle antiche metafisiche, delle antiche Verit\u00e0, ma la loro versione corrente (anche i miti nazi-fascisti sorgono del resto per Luk\u00e1cs dall\u2019ipostatizzazione della gnoseologia). Ci\u00f2 che li accomuna \u00e8 il rifiuto di quel rapporto dialettico fra teoria e prassi (cio\u00e8 la Storia) che impedisce a qualsiasi limite dato storicamente di ritenersi eterno. E siamo ancora con\u00a0<em>Storia e coscienza di classe<\/em>: \u201cNel momento in cui si \u00e8 giunti ad unificare la teoria con la praxis \u00e8 divenuta possibile la modificazione della realt\u00e0, l\u2019assoluto ed il suo contropolo relativistico hanno esaurito nello stesso tempo il loro ruolo storico\u201d. Il pensiero dominante (egemonico) nel \u2018900 non si barrica pi\u00f9 per Luk\u00e1cs, se non in rari e subalterni casi, dietro una presunta atemporalit\u00e0, ma naturalizza \u2013 immobilizza \u2013 il principio stesso del\u00a0<em>movimento\u00a0<\/em>che i comunisti gli contrappongono. La frammentazione sociale \u00e8 solo superata nelle modalit\u00e0 di un\u00a0<em>intero\u00a0<\/em>che non include n\u00e9 la prospettiva storica n\u00e9 quella prammatica, e che quindi ripropone lo stesso desiderio di staticit\u00e0 che \u00e8 alla base del modo di funzionamento del sociale. Il pensiero borghese non riesce ad uscire dalle modalit\u00e0 del corrente funzionamento di un societ\u00e0 che ha anzitutto il desiderio di evitare qualsiasi trasformazione sul piano della prassi. Si trova in ogni caso costretto a formalizzare un\u2019idea di staticit\u00e0, e la critica del possibile valore collettivo di idee e scopi \u00e8 appunto l\u2019esaltazione di un\u2019atomizzazione che si vuole eterna, dove il\u00a0<em>movimento\u00a0<\/em>\u00e8 solo l\u2019altra faccia dell\u2019accordo impossibile fra essere umani. E tale modello di staticit\u00e0 veicola appunto l\u2019idea di una non-trasformabilit\u00e0 del mondo in cui viviamo, cio\u00e8 del sistema capitalistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\">Lo scopo dell\u2019irrazionalismo non \u00e8 veicolare passate forme statiche di misticismo e lontane verit\u00e0 ultramontane, il suo scopo, per Luk\u00e1cs, \u00e8 immortalare nella stasi, come in una fotografia, le immagini dialettiche del movimento e della contraddizione, del plurale e del molteplice: \u201cdietro la seducente apparenza di una viva mobilit\u00e0 restaura proprio la statica conservatrice e reazionaria\u201d. Dall\u2019altro lato vi \u00e8 ovviamente la coscienza dialettica secondo cui i portati della gnoseologia contemporanea (e la stessa egemonia di questa) sono dettati da modificazioni avvenute sul piano della prassi sociale e collettiva, e possono dunque essere modificati, storicamente, modificando quella. Ci\u00f2 vuol dire (ed \u00e8 anche per questo che\u00a0<em>La distruzione della ragione\u00a0<\/em>mi pare parlarci ancora) che la corrente battaglia ideologico-culturale contro il concetto stesso di oggettivit\u00e0 (oggettivit\u00e0 storica, per carit\u00e0) potrebbe nascondere (e non lo nasconde effettivamente quando si proclama direttamente \u201cprassi\u201d? quando pensa di cambiare la realt\u00e0 per via culturalista?) lo stesso nucleo di quel gigantesco apparato culturale che Luk\u00e1cs ha definito \u201cirrazionalismo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=37473#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a>\u00a0Lo ha cos\u00ec utilizzato, crediamo, perch\u00e9 nel momento di una piena egemonia culturale marxista quel concetto risultava in fondo inutile, dal momento che attaccava un avversario al tempo non cos\u00ec potente. La sua fondamentale utilit\u00e0 \u00e8 tornata chiara solo recentemente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonte:<\/strong> <a href=\"http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=37473\">http:\/\/www.leparoleelecose.it\/?p=37473<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di LE PAROLE E LE COSE (Mimmo Cangiano) &nbsp; tende a questo fine: dedurre dalla gnoseologia l\u2019\u00abeternit\u00e0\u00bb della societ\u00e0 capitalistica Gy\u00f6rgy Luk\u00e1cs Esiste un motivo centrale e ricorrente, un topos spesso ignorato, che attraversa la letteratura, il cinema, e pi\u00f9 in generale un gran numero delle pi\u00f9 svariate macchine narrative tardo-ottocentesche e novecentesche. Si manifesta quando, durante la lettura o la visione, all\u2019improvviso l\u2019autore ci svela che le azioni di un personaggio, fatte per ragioni&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":92,"featured_media":51153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Le-parole-e-le-cose.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-epq","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55392"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/92"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55392"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55392\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55393,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55392\/revisions\/55393"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/51153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55392"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55392"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}