{"id":55405,"date":"2020-01-17T12:40:59","date_gmt":"2020-01-17T11:40:59","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55405"},"modified":"2020-01-17T12:31:34","modified_gmt":"2020-01-17T11:31:34","slug":"quando-si-conquistavano-i-diritti-come-nacque-lo-statuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55405","title":{"rendered":"Quando si conquistavano i diritti: come nacque lo Statuto"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">di <strong>Carlo Clericetti\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">A dieci anni dalla scomparsa di Gino Giugni, avvenuta il 4 ottobre del 2009, vari convegni ricordano la figura dello studioso e politico il cui nome \u00e8 legato a quella tappa fondamentale nel diritto del lavoro che \u00e8 lo <a href=\"https:\/\/www.cliclavoro.gov.it\/Normative\/Legge_20_maggio_1970_n.300.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Statuto dei lavoratori<\/a>. Di come nacque quella legge si \u00e8 parlato in un recente convegno della\u00a0<a href=\"https:\/\/www.fondazionenenni.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fondazione Nenni,<\/a>\u00a0in cui, oltre che di Giugni, si \u00e8 parlato del ruolo fondamentale che ebbe l\u2019allora ministro del Lavoro, Giacomo Brodolini, che mor\u00ec prima di vedere approvate quelle norme che aveva voluto con tanta forza. E di colui che port\u00f2 al traguardo la legge, il suo successore Carlo Donat Cattin. Socialisti i primi due, democristiano il terzo, ma tutti e tre decisi a \u201cfar entrare la Costituzione nelle fabbriche\u201d, come disse Brodolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">La genesi dello Statuto \u00e8 stata ricostruita dalla testimonianza di Giuseppe De Rita, che fece parte della commissione costituita da Brodolini a quello scopo, con a capo Giugni. Il testo che Giugni consegn\u00f2 al ministro, ha ricordato De Rita, era mirato soprattutto sul ruolo delle organizzazioni di rappresentanza, sindacali e padronali. Nella concezione di Giugni i diritti individuali sarebbero stati poi contrattati dalle parti, invece che definiti nella legge. Brodolini, invece, fece virare nettamente il testo nel senso dell\u2019attribuzione dei diritti personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/12\/Giugni-Brodolini.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-856\" src=\"http:\/\/cdn.gelestatic.it\/repubblica\/blogautore\/sites\/873\/2019\/12\/Giugni-Brodolini.jpg\" alt=\"Giugni-Brodolini\" width=\"414\" height=\"229\" \/><\/a><br \/>\nCome ha spiegato Giuliano Amato\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MmUkMwj-7Pg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in un altro convegno al Senato<\/a>, \u201cGino era per l\u2019autonomia dell\u2019ordinamento sindacale, che fondamentalmente significa che il mondo del lavoro si d\u00e0 le sue regole. Gino \u00e8 stato tra i socialisti pi\u00f9 vicini alla Cisl che alla Cgil. La Cisl \u00e8 sempre stata la pi\u00f9 diffidente verso l\u2019intervento della legge nelle questioni del lavoro, accettandolo magari come recepimento di un processo avvenuto tra le parti; la Cgil era un po\u2019 pi\u00f9 propensa ad utilizzare la legge\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">De Rita, sostenitore dell\u2019importanza fondamentale dei corpi intermedi, era contrario a quella svolta, ma Giugni dopo qualche tentennamento l\u2019accett\u00f2, e quindi and\u00f2 avanti il testo rivisto da Brodolini. Che, come detto, poco dopo venne a mancare. Ma il suo successore Donat Cattin sosteneva la legge con altrettanta convinzione. Anzi, secondo il segretario della Fondazione, Carlo Fiordaliso, si deve a lui la stesura di quello che sarebbe divenuto il simbolo e la disposizione pi\u00f9 contestata della legge, l\u2019articolo 18, che stabiliva l\u2019obbligo di reintegrare nel posto di lavoro chi fosse stato licenziato senza una giusta causa. In particolare sul quell\u2019articolo ci fu una dura opposizione non solo della Confindustria, ma anche dell\u2019ala pi\u00f9 moderata della Dc. Alla fine si giunse a un compromesso: l\u2019articolo 18 non sarebbe stato applicato nelle aziende con meno di 15 dipendenti. E fu quello il motivo principale, \u00e8 stato osservato, per cui il Pci neg\u00f2 il voto favorevole alla legge, decidendo per l\u2019astensione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Dice Antonio Lettieri, che allora ricopriva incarichi di primo piano nella Cgil e interagiva con i protagonisti di questa vicenda: \u201cNon c\u2019\u00e8 dubbio che fu Brodolini a volere lo Statuto. Affid\u00f2 la sua elaborazione al pi\u00f9 importante tra i giuslavoristi, qual era appunto Gino Giugni, ma gli diede la sua impronta. Mor\u00ec poco dopo, e il percorso fu completato dallo stesso Giugni e da Donat Cattin, che lo difese dai pesanti attacchi politici. Se fu quest\u2019ulultimo l\u2019estensore dell\u2019articolo 18? Non credo: i ministri danno gli imput politici, poi la stesura materiale viene affidata a chi possiede le competenze tecnico-giuridiche adeguate, come appunto Giugni\u201d. In fondo, un dettaglio di non grande rilievo. La paternit\u00e0 politica dello Statuto \u00e8 di certo di Brodolini, e Giugni e Donat Cattin lo portarono al traguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tutte interessanti le relazioni<a href=\"http:\/\/www.avantionline.it\/gino-giugni-lo-statuto-dei-lavoratori-e-la-stagione-dei-diritti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">\u00a0(qui l\u2019elenco)<\/a>, tra cui una testimonianza del popolare giornalista Giovanni Floris, che entr\u00f2 in contatto con il mondo sindacale per preparare la sua tesi sulle relazioni industriali e stabil\u00ec con Giugni un rapporto di collaborazione destinato a durare nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tra qualche mese lo Statuto compir\u00e0 50 anni (la legge porta la data del 20 maggio 1970). Rimane il simbolo di una stagione in cui il termine \u201criforme\u201d aveva il significato di un miglioramento delle condizioni dei lavoratori, mentre oggi solo sentir pronunciare quella parola provoca qualche brivido e molti timori, e si usa a sproposito il concetto di \u201cpopulismo\u201d per mescolare in un solo calderone le false promesse delle destre con le richieste di chi vorrebbe pi\u00f9 giustizia sociale. Distinguere le une dalle altre \u00e8 il passaggio necessario per poter sperare in un futuro migliore.<\/p>\n<p><strong>Fonte :<a href=\"http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/\">http:\/\/clericetti.blogautore.repubblica.it\/<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carlo Clericetti\u00a0 A dieci anni dalla scomparsa di Gino Giugni, avvenuta il 4 ottobre del 2009, vari convegni ricordano la figura dello studioso e politico il cui nome \u00e8 legato a quella tappa fondamentale nel diritto del lavoro che \u00e8 lo Statuto dei lavoratori. 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