{"id":55461,"date":"2020-01-20T10:30:00","date_gmt":"2020-01-20T09:30:00","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55461"},"modified":"2020-01-20T00:02:56","modified_gmt":"2020-01-19T23:02:56","slug":"55461","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55461","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<p>di <strong>MARX XXI (Salim Lamrani)\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">L&#8217;accademico Salim Lamrani risponde a dieci domande sulle conseguenze della riforma delle pensioni del presidente Macron<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<strong>1.- Quando \u00e8 stato creato l&#8217;attuale sistema pensionistico?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;attuale sistema pensionistico in Francia \u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 della Liberazione, ottenuta grazie al Consiglio Nazionale della Resistenza. Si basa sul principio della solidariet\u00e0 tra le generazioni. Cos\u00ec un paese distrutto e rovinato da sei anni di guerra \u00e8 riuscito a stabilire un sistema volto a garantire un livello dignitoso di pensione agli anziani. Nel 1945, la creazione del sistema di previdenza sociale &#8220;rispondeva all&#8217;ambizione di costruire un sistema pensionistico che coprisse l&#8217;intera popolazione&#8221;. Ecco le ragioni dell&#8217;ordinanza del 1945: &#8220;La sicurezza sociale \u00e8 la garanzia data ad ogni persona che in ogni circostanza avr\u00e0 le risorse necessarie per assicurare il proprio sostentamento e quello della sua famiglia in condizioni dignitose. \u00c8 giustificata da una elementare preoccupazione per la giustizia sociale ed \u00e8 una risposta al desiderio di liberare i nostri concittadini dall&#8217;incertezza del futuro&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\n<strong>2.- Quali sono i principi di base?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;attuale sistema pensionistico si basa su quattro principi. \u00c8 obbligatorio, cio\u00e8 ogni persona attiva contribuisce automaticamente. Funziona in base al principio di ripartizione, il che significa che l&#8217;importo totale dei contributi versati ogni anno dai dipendenti serve a pagare le pensioni degli attuali pensionati. Si basa sulla solidariet\u00e0 e tiene conto di: periodi di disoccupazione, malattia, disabilit\u00e0, numero di figli, lunghe carriere e situazioni di handicap. \u00c8 contributiva, poich\u00e9 la rendita \u00e8 calcolata sulla base dei contributi versati durante la carriera lavorativa. La pensione di base funziona in anni e i diritti acquisiti vengono conteggiati in trimestri. \u00c8 uno dei migliori sistemi al mondo, poich\u00e9 il tasso di povert\u00e0 degli anziani in Francia \u00e8 uno dei pi\u00f9 bassi al mondo.<\/p>\n<p><strong>3.- C&#8217;\u00e8 urgenza di riformare il sistema attuale?<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente il deficit annuale \u00e8 compreso tra i 7 e i 17 miliardi di euro all&#8217;anno. Secondo il\u00a0Pensions Guidance Council, che \u00e8 un&#8217;entit\u00e0 legata al Primo Ministro, sar\u00e0 demograficamente riassorbita e il sistema diventer\u00e0 eccedente a partire dal 2040. Inoltre, va ricordato che le riserve complessive per le pensioni del regime generale e del regime privato, il cui ruolo \u00e8 quello di compensare un eventuale deficit, ammontano a oltre 150 miliardi di euro. Quindi non c&#8217;\u00e8 alcuna urgenza. Inoltre, a partire dal 2025, il deficit della previdenza social,e a cui il Fondo di alleggerimento del debito sociale dedica 17 miliardi di euro all&#8217;anno sar\u00e0 assorbito, e lo Stato avr\u00e0 a disposizione questa somma da dedicare al sistema pensionistico, fino a quando non trover\u00e0 il suo equilibrio nel 2040.<\/p>\n<p><strong>4. Dato che il numero dei pensionati \u00e8 in aumento, la riforma non \u00e8 indispensabile?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;argomento del numero crescente di pensionati rispetto al secolo scorso \u00e8 molto evocato. Nel 1970, c&#8217;erano tre persone attive per ogni pensionato. Oggi ci sono 1,7 persone attive per ogni pensionato. Ci\u00f2 che non viene menzionato, tuttavia, \u00e8 che un dipendente oggi produce per ben tre persone attive degli anni Settanta. Quindi, da un punto di vista economico, il sistema attuale \u00e8 ancora pi\u00f9 vitale di quanto non fosse 50 anni fa. Perch\u00e9 allora il sistema \u00e8 in deficit? Semplicemente perch\u00e9 la distribuzione della ricchezza prodotta tra lavoro e capitale \u00e8 disuguale. Oggi gli azionisti sono pagati molto pi\u00f9 dei dipendenti. Negli anni &#8217;80, la remunerazione degli azionisti rappresentava solo nove giorni di produzione all&#8217;anno. Oggi rappresenta 45 giorni ed \u00e8 fatto a scapito degli aumenti salariali. Se sia i dipendenti che gli azionisti fossero remunerati in proporzione, il sistema pensionistico sarebbe in gran parte eccedente rispetto alle esigenze.<\/p>\n<p><strong>5.- Quali sono i rischi del sistema a punti che il governo Macron vuole imporre?<\/strong><\/p>\n<p>In base al sistema attuale, ogni lavoratore attivo sa quando potr\u00e0 far valere i propri diritti a una pensione di vecchiaia e ne conosce l&#8217;importo. Oggi, per poter andare in pensione con una pensione completa, \u00e8 necessario contribuire con 43 anni e raggiungere l&#8217;et\u00e0 di 62 anni. Con un sistema a punti nessuno potr\u00e0 conoscere l&#8217;importo della sua futura pensione di vecchiaia o quando potr\u00e0 smettere di lavorare, poich\u00e9 il valore del punto pu\u00f2 essere modificato dalla maggioranza del governo in qualsiasi momento.<\/p>\n<p>Fran\u00e7ois Fillon, ex primo ministro del presidente Nicolas Sarkozy, \u00e8 stato franco sull&#8217;argomento durante un discorso ai grandi imprenditori francesi nel marzo 2016: &#8220;Ci sono troppi politici che giocano con la questione delle pensioni e promettono riforme formidabili, per esempio la pensione a punti. I francesi non devono essere indotti a credere che questo risolver\u00e0 il problema delle pensioni. Il sistema a punti permette in realt\u00e0 una cosa che nessun politico osa ammettere: permette di abbassare il valore del punto ogni anno e quindi di ridurre il livello delle pensioni.<\/p>\n<p>In tutti i paesi in cui \u00e8 stato applicato il sistema a punti, le pensioni sono diminuite e il tasso di povert\u00e0 degli anziani \u00e8 aumentato. In Svezia, ad esempio, con l&#8217;adozione di un sistema pensionistico a punti, il tasso di povert\u00e0 degli anziani \u00e8 raddoppiato in nove anni. L&#8217;attuale sistema pensionistico produce la minore povert\u00e0 tra gli ultrasessantacinquenni. \u00c8 del 6,5% mentre in Svezia \u00e8 del 17%.<\/p>\n<p><strong>6.- Come viene calcolata la pensione nel progetto di riforma e a quale et\u00e0 i lavoratori potranno andare in pensione?<\/strong><\/p>\n<p>La riforma prevede che l&#8217;importo della pensione di anzianit\u00e0 sia calcolato non sui migliori 25 anni per il settore privato e gli ultimi sei mesi per il settore pubblico come avviene attualmente, ma sull&#8217;intera carriera. La conseguenza matematica \u00e8 che l&#8217;importo delle rendite sar\u00e0 ridotto perch\u00e9 si terr\u00e0 conto dei periodi di disoccupazione o di bassa retribuzione, soprattutto all&#8217;inizio della carriera.<\/p>\n<p>Inoltre, l&#8217;et\u00e0 pensionabile, che attualmente \u00e8 di 62 anni, sar\u00e0 innalzata a 64 anni. Tuttavia, quasi il 50% di coloro che sono attivi all&#8217;attuale et\u00e0 pensionabile sono disoccupati. In Francia ci sono 300.000 disoccupati di et\u00e0 superiore ai 60 anni. Qual \u00e8 la conseguenza dell&#8217;innalzamento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile? I disoccupati non avranno contributi sufficienti per richiedere una pensione completa. Vale la pena ricordare che il candidato Emmanuel Macron si era impegnato solennemente durante la campagna presidenziale: &#8220;Non toccheremo l&#8217;et\u00e0 pensionabile n\u00e9 il livello delle pensioni&#8221;. Tuttavia, con la proposta di modifica dell&#8217;et\u00e0 pensionabile e l&#8217;adozione di un sistema a punti sar\u00e0 impossibile mantenere questa promessa.<\/p>\n<p><strong>7.- Non ci sono altre alternative per colmare l&#8217;attuale deficit economico del sistema pensionistico?<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono molte possibilit\u00e0 di azzerare il deficit attuale che, date le riserve finanziarie dei vari sistemi pensionistici &#8211; 150 miliardi di euro &#8211; non \u00e8 motivo di preoccupazione. Ammettendo che venga confermata l&#8217;alta stima del deficit, ovvero 17 miliardi di euro all&#8217;anno &#8211; questo \u00e8 lo scenario peggiore &#8211; le riserve sono sufficienti per 10 anni, nell&#8217;ipotesi che non vengano adottate altre misure. Tuttavia, ci sono diverse alternative:<\/p>\n<p>&#8211; la prima possibilit\u00e0 &#8211; ed \u00e8 un peccato che ci\u00f2 non sia stato ancora applicato nella Francia del XXI secolo &#8211; \u00e8 che le donne siano pagate allo stesso modo degli uomini. Ricordiamoci che il cuore del nostro motto repubblicano \u00e8 l&#8217;uguaglianza. Questa misura compenserebbe immediatamente il deficit corrente grazie ai contributi generati dall&#8217;aumento salariale.<\/p>\n<p>-La seconda possibilit\u00e0 sarebbe quella di aumentare i salari modestamente del 5%, cio\u00e8 del 75% al mese per un reddito di 1 500 euro. Met\u00e0 della popolazione attiva in Francia ha uno stipendio mensile inferiore a 1.500 euro. Ci\u00f2 consentirebbe di raccogliere ogni anno 18 miliardi di contributi per i fondi pensione.<\/p>\n<p>&#8211; Una terza soluzione sarebbe quella di seguire la raccomandazione del\u00a0Pension Guidance Board\u00a0di aumentare l&#8217;aliquota di contribuzione all&#8217;1%. Potremmo moltiplicare gli esempi.<\/p>\n<p><strong>8.- Il deficit attuale non potrebbe essere il risultato di decisioni politiche?<\/strong><\/p>\n<p>In effetti, le politiche governative sono in parte responsabili del deficit attuale. Cos\u00ec, la defiscalizzazione degli straordinari priva lo Stato di un reddito che gli consenta di equilibrare il sistema.<\/p>\n<p>Inoltre, secondo il\u00a0Pensions Guidance Council, l&#8217;abolizione di 120.000 posti nella pubblica amministrazione annunciata dal governo ha un forte impatto sul deficit del sistema pensionistico: &#8220;La politica dello Stato \u00e8 determinante. Se elimineranno un milione di posti di lavoro pubblici in Francia, realizzeranno risparmi di bilancio molto significativi, ma metteranno in bancarotta il regime pensionistico attuale&#8221;. In una parola, mantenere o aumentare il numero di funzionari pubblici in settori bisognosi come la sanit\u00e0 o l&#8217;istruzione permetterebbe di risolvere il problema del deficit.<\/p>\n<p>Inoltre il rapporto Delevoye di 132 pagine, che costituisce la base dell&#8217;attuale progetto di riforma, prevede anche l&#8217;esenzione dai contributi pensionistici per l&#8217;elevato reddito di oltre 120 000 euro all&#8217;anno e l&#8217;abbassamento dell&#8217;aliquota dal 28% al 2,8%. Secondo Agirc-Arrco, un ente pensionistico complementare per i dipendenti del settore privato, questa misura priverebbe il sistema pensionistico di 4-7 miliardi di euro di contributi ogni anno. Non \u00e8 possibile allo stesso tempo aumentare il deficit e cercare di combatterlo. Inoltre, gli investimenti effettuati in un sistema pensionistico a capitalizzazione darebbero allo Stato il diritto a un&#8217;esenzione fiscale del 70%, che impoverirebbe ulteriormente lo Stato privandolo di entrate.<\/p>\n<p>Infine, la quota del PIL destinata alle pensioni \u00e8 attualmente del 13,8%, pari a 330 miliardi di euro. Nel corso della storia, la percentuale del PIL destinata alle pensioni \u00e8 sempre stata adattata alle fluttuazioni della composizione demografica per garantire un livello dignitoso di pensione. Era del 5% nel 1960, del 9,4% nel 1975, dell&#8217;11,6% nel 2000, del 13% nel 2007 e sar\u00e0 del 14% nel 2025. Il\u00a0Pension Guidance Council\u00a0osserva a questo proposito che &#8220;la quota della spesa pensionistica sul PIL non subir\u00e0 fluttuazioni significative, indipendentemente dagli scenari economici&#8221;, cio\u00e8 anche in caso di crescita molto bassa. Tuttavia, il governo ha deciso di limitare questa quota al 14% anche dopo il 2025, mentre la quota dei pensionati passa dal 22% nel 2025 al 27% nel 2060. La conseguenza inevitabile sar\u00e0 una diminuzione delle pensioni. Al contrario la quota del PIL dovrebbe essere adeguata all&#8217;andamento demografico. Cos\u00ec, se il 16% del PIL fosse destinato al sistema pensionistico, il deficit scomparirebbe automaticamente.<\/p>\n<p>Un altro esempio: l&#8217;evasione fiscale costa alla Francia 100 miliardi di euro all&#8217;anno. Se il paese dovesse adottare misure per combattere questo flagello, ci\u00f2 risolverebbe tutti i problemi di deficit della nazione e consentirebbe di investire massicciamente per rimediare alla disoccupazione e aumentare i salari. Ci\u00f2 porterebbe meccanicamente ad una diminuzione della spesa pubblica in termini di indennit\u00e0 di disoccupazione e ad un aumento del reddito grazie alle imposte ottenute dai posti di lavoro creati. Questi nuovi dipendenti, con un reddito, consumerebbero di pi\u00f9, il che riempirebbe i registri degli ordini delle aziende, che a loro volta assumerebbero nuovi lavoratori per rispondere alla domanda, il che creerebbe un circolo virtuoso che renderebbe la societ\u00e0 francese pi\u00f9 egualitaria.<\/p>\n<p><strong>9.- Non si dovrebbe creare un regime universale e abolire i regimi speciali?<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;argomentazione del regime universale non \u00e8 sostenibile perch\u00e9 il Governo ha gi\u00e0 accettato il fatto che diverse categorie, come la polizia, i militari, il personale aereo, i camionisti e altri, manterranno il loro regime specifico grazie alle mobilitazioni di queste corporazioni. In realt\u00e0, i regimi speciali &#8211; sono 42 &#8211; riguardano solo il 3% della popolazione attiva. Non possiamo seriamente pretendere di smantellare un sistema che funziona perfettamente solo perch\u00e9 il 3% dei lavoratori ha un regime speciale, spesso giustificato dalla specificit\u00e0 della loro professione. Perch\u00e9 se questa riforma \u00e8 sinonimo di progresso sociale &#8211; come sostiene il governo &#8211; dovrebbe privare queste categorie di questo privilegio? Questa affermazione non \u00e8 all&#8217;altezza del buon senso.<\/p>\n<p>Alcuni regimi speciali sono in deficit per motivi demografici con un aumento del numero di pensionati, ma anche a causa di decisioni politiche. Prendete il caso della societ\u00e0 ferroviaria SNCF. Trent&#8217;anni fa c&#8217;erano 300 000 lavoratori in questo settore. Oggi ce ne sono solo 150.000 perch\u00e9 lo Stato ha deciso di ridurre drasticamente il numero dei dipendenti nonostante le reali necessit\u00e0. \u00c8 quindi normale che ci sia un deficit, dato che ci sono il 50% di contribuenti in meno. Anche in questo caso, non si pu\u00f2 essere responsabili del deficit e poi puntare il dito contro di esso per giustificare lo smantellamento del sistema attuale.<\/p>\n<p><strong>10.- Qual \u00e8 il vero obiettivo di questa riforma?<\/strong><\/p>\n<p>In realt\u00e0, si tratta di una riforma ideologica il cui obiettivo \u00e8 quello di promuovere lo sviluppo di un sistema pensionistico complementare a capitalizzazione, al quale la popolazione attiva far\u00e0 logicamente ricorso a causa delle incertezze generate da un sistema a punti. Infatti, se i dipendenti e i funzionari pubblici non sanno quanto sar\u00e0 la loro pensione di vecchiaia, coloro che ne hanno la possibilit\u00e0 firmeranno un contratto di pensione a capitalizzazione con banche, fondi pensione e agenzie di assicurazione. Si tratta di permettere a questi soggetti privati, che da molti anni bramano le centinaia di miliardi di euro rappresentati dal settore pensionistico, di realizzare profitti succosi.<\/p>\n<p>Lo stesso rapporto Delevoye confessa che non vi \u00e8 alcuna urgenza economica nella riforma del sistema attuale. \u00c8 importante citarlo, pagina 6: &#8220;Il nostro sistema pensionistico permette di garantire ai nostri pensionati un tenore di vita soddisfacente, sia rispetto al resto della popolazione francese, sia rispetto alla situazione dei nostri vicini europei. Grazie agli sforzi compiuti negli ultimi 25 anni, \u00e8 ormai vicino all&#8217;equilibrio finanziario&#8221;.<\/p>\n<p>In conclusione, l&#8217;attuale progetto di riforma del sistema pensionistico \u00e8 una regressione sociale senza precedenti. Non \u00e8 in alcun modo giustificato, poich\u00e9 la Francia non \u00e8 mai stata cos\u00ec ricca in tutta la sua storia. In Francia ci sono due problemi principali ai quali il governo dovrebbe dedicarsi: la disoccupazione e l&#8217;iniqua distribuzione della ricchezza.<\/p>\n<p>Dottore in Studi iberici e latinoamericani presso l&#8217;Universit\u00e0 di Parigi Sorbona-Parigi IV,\u00a0Salim Lamrani\u00a0\u00e8 docente senior presso l&#8217;Universit\u00e0 della Reuni\u00f3n, specializzata nelle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. Il suo ultimo libro \u00e8:\u00a0Cuba, parola alla difesa, Hondarribia, Editorial Hiru, 2016.<\/p>\n<p><b>Fonte :<a href=\"http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/30244-dieci-domande-e-risposte-sul-progetto-di-riforma\">http:\/\/www.marx21.it\/index.php\/internazionale\/europa\/30244-dieci-domande-e-risposte-sul-progetto-di-riforma<\/a><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di MARX XXI (Salim Lamrani)\u00a0 L&#8217;accademico Salim Lamrani risponde a dieci domande sulle conseguenze della riforma delle pensioni del presidente Macron 1.- Quando \u00e8 stato creato l&#8217;attuale sistema pensionistico? L&#8217;attuale sistema pensionistico in Francia \u00e8 un&#8217;eredit\u00e0 della Liberazione, ottenuta grazie al Consiglio Nazionale della Resistenza. Si basa sul principio della solidariet\u00e0 tra le generazioni. 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