{"id":55471,"date":"2020-01-22T08:00:52","date_gmt":"2020-01-22T07:00:52","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55471"},"modified":"2020-01-22T08:04:40","modified_gmt":"2020-01-22T07:04:40","slug":"colonialismo-berlino-1885-berlino-2020-e-il-turno-della-libia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55471","title":{"rendered":"Colonialismo, Berlino 1885 &#8211; Berlino 2020: \u00e8 il turno della Libia"},"content":{"rendered":"<p><strong>di SINISTRAINRETE (Fulvio Grimaldi)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bombe inesplose tra Tehran e Tripoli<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/Africa_coloniali.jpg\" alt=\"Africa coloniali\" width=\"300\" height=\"320\" \/><\/p>\n<p>Le notizie-bomba che vi nascondono sono: 1) Un cyberattacco USA che con ogni probabilit\u00e0, secondo il NYT, nella notte dell\u20198 gennaio ha abbattuto il Boeing 737-800 ucraino sopra Tehran, con i suoi 176 passeggeri ed equipaggio e che forse dar\u00e0 il via alla battaglia finale tra patrioti e vendipatria iraniani; 2) Il generale Soleimani, che aveva lo status diplomatico, era in missione di pace con piena consapevolezza USA. Era stato invitato a Baghdad dal premier iracheno Abdul Mahdi per mediare nella contesa tra Iraq e Arabia Saudita. Gli americani ne erano al corrente e ne hanno approfittato per allestire la trappola e ucciderlo. 3) il regime fantoccio dei Fratelli musulmani a Tripoli, difeso dagli stessi tagliagole Isis e Al Qaida che, per conto Usa-Nato-Turchia, hanno imperversato in Siria, Iraq, Nigeria e a cui corrono in soccorso gli sponsor neocolonialisti che pretendevano di combatterli. Allora servivano a frantumare Siria e Iraq, oggi li si impiega per spartirsi la Libia, come si progetta dai convenuti a Berlino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si abbattono torri, si abbattono aerei&#8230;<\/strong>.<\/p>\n<p>La prova degli occultamenti relativi all\u2019abbattimento dell\u2019aereo sopra Tehran nella notte della risposta iraniana all\u2019assassinio del generale Qassem Soleimani, viene pubblicata nientemeno che dal New York Times, standard aureo del giornalismo imperiale e guerrafondaio. Pur di vantarsi di un crimine riuscito, a volte i suoi apologeti si scordano della riservatezza. Di Libia e degli irresponsabili e fieri sguatteri Nato, Conte, Di Maio e Guerini, che cianciano di interventi pi\u00f9 o meno armati, pi\u00f9 o meno nazionali o internazionali, parliamo dopo.<\/p>\n<p>Ho partecipato a una conferenza in video su Iran e Libia dell\u2019ottima web-tv<em>\u00a0\u201cByoblu\u201d<\/em>\u00a0dell\u2019amico Claudio Messora (mercoled\u00ec 15 gennaio, ore 18). Oltre a me c\u2019erano un competente ex-capo di Stato Maggiore e due propalatori di versioni Nato degli avvenimenti nel mondo. Doveroso negare qualsiasi attenzione alle panzane atlanticistico-sioniste che sparavano in faccia agli spettatori. Per riassumerle ne bastano due.\u00a0<strong>Nella prima si diceva che l\u2019aereo ucraino era stato abbattuto dai Guardiani della Rivoluzione perch\u00e9, con ogni probabilit\u00e0, vi si trovava a bordo un qualche personaggio poco gradito al regime. Per cui valeva la pena ammazzare 176 persone di cui 90 concittadini.<\/strong>\u00a0La seconda, ancora meglio, supponeva che il missile fosse partito dal ditino di un ragazzetto inesperto dei Pasdaran. E\u2019 la stampa, baby. E solo disponendo di un audience di gente in coma neanche tanto vigile, pu\u00f2 sfidare il ridicolo a tal punto. Non credo sia il caso del pubblico di\u00a0<em>Byoblu<\/em>, per fortuna.<\/p>\n<p>Ma la stampa \u00e8 anche, ahinoi, il \u201cNew York Times\u201d, standard aureo del giornalismo che si finge di sinistra, sta con il Partito Democratico, col Pentagono, con i ben 16 servizi di Intelligence Usa e immancabilmente con tutto ci\u00f2 che queste nobili forze di pace e diritti umani producono. Quello che, nella foga di uno scoop, oppure nella tracotanza di chi sa se stesso e i suoi referenti impuniti, parrebbe uno scivolone del quotidiano a direzione talmudica, al mondo stupefatto dovrebbe apparire come un\u2019ammissione agghiacciante. Riassumo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Miracolo: beccare con la fionda una mosca in cima alla Torre di Pisa\u2026.<\/strong><\/p>\n<p>Un cronista investigativo e video-esperto del NYT, Christian Triebert, ottiene da un dissidente iraniano, Nariman Gharib, molto popolare da quelle parti per il suo ruolo di fustigatore delle malefatte del regime degli Ayatollah, un video di 19 secondi girato da un anonimo video-maker a Tehran. E lo pubblica sul NYT. Triebert e Gharib sono anche collaboratori del sito \u201c<em>Bellingcat<\/em>\u201d, definitosi di giornalismo investigativo e, con ogni evidenza, megafono dei seminatori di sesquipedali balle antirusse. Non per nulla viene ospitato anche dal \u201cFatto Quotidiano\u201d. Che cosa c\u2019\u00e8 nel video?<\/p>\n<p>L\u2019esatto momento in cui un missile e poi un altro colpiscono e fanno esplodere il Boeing ucraino uccidendo 179 persone, di cui 90 giovani iraniani, perlopi\u00f9 in viaggio di studio. Ebbene? I cellulari oramai sono miliardi e i videomaker pronti per qualsiasi evenienza, pochi di meno. Tutto normale? Anche che l\u2019anonimo videomaker si trovasse alla periferia di Tehran, in una zona industriale derelitta, poco prima dell\u2019alba, con tanto di telecamera professionale, puntata sul punto del cielo notturno dove sarebbe passato l\u2019aereo e dove lo avrebbe colpito il missile. Prendere quel punto in quell\u2019istante era come da terra beccare una mosca in cima alla Torre di Pisa. Culo? O precognizione?<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-lLA8Ayp46UA\/XiCylUQLQYI\/AAAAAAAAPdY\/NwvZpcM0qJYbXHPCWarNhHFWtZvX79iTQCLcBGAsYHQ\/s1600\/video%2Bmissile.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/images\/stories\/stories9\/video_missile.jpg\" alt=\"video missile\" width=\"580\" height=\"360\" data-original-height=\"360\" data-original-width=\"640\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u2026.\u00a0<strong>o con la camera un puntino che esplode nel cielo buio della notte<\/strong><\/p>\n<p>Le compagnie aeree avevano sospeso in quelle ore i decolli e gli atterraggi a Tehran, Poche ore prima, missili iraniani avevano disfatto due basi USA in Iraq. L\u2019unico aereo decollato in pieno marasma notturno era il Boeing della Ucraina Airlines. Chi si \u00e8 messo di notte a puntare un punto preciso nel buio, sapeva. Chi ha fatto decollare 176 sicure vittime, sapeva? Di certo sapevano i comandi militari USA in Iraq che, poche ore prima, sarebbero arrivati su quelle basi oltre 20 missili iraniani. Li aveva avvertiti il governo iracheno che, a sua volta, era stato avvisato da Tehran. Tanto che i militari USA e della Coalizione, compresi i nostri professionisti, ebbero modo di mettersi al sicuro. E qualcosa sapevano anche i numerosi aerei statunitensi che ronzavano attorno ai confini aerei dell\u2019Iran nei momenti precisi dell\u2019abbattimento dell\u2019aereo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guerra cibernetica: non \u00e8 la prima volta<\/strong><\/p>\n<p>In Iran si ricordano i casi del tutto analoghi dell\u2019Il-20 russo abbattuto nel 2018 dalla contraerea siriana mentre pensava di colpire un caccia israeliano che si nascondeva dietro a quello russo e quello del MH-17 malese colpito nel 2014 sopra il Donbass da un missile Thor russo (in dotazione agli ucraini dal tempo dell\u2019URSS). E si parla di guerra elettronica e di attacco cibernetico. Che gli Usa abbiano sviluppato la tecnologia dei cyber-attacchi di questo tipo \u00e8 noto e ammesso. Che con tale tecnologia si possa interferire nei radar altrui, facendo apparire minacce volanti e che i comandi degli aerei possono essere controllati dall\u2019esterno \u00e8 altrettanto noto e assodato. Che l\u2019operatore notturno di Tehran, puntando la sua camera su un punto nero nel cielo in quel momento sapesse cosa stava per avvenire \u00e8 ancora pi\u00f9 assodato. Qualcuno dei nostri eroi dell\u2019informazione libera e democratica vi ha sottoposto almeno qualche dubbio su quanto avvenuto nella notte di Tehran, dopo che il segretario di Stato Pompeo e il ministro della Guerra Esper avevano fregato Trump imponendogli di attribuirsi l\u2019assassinio di Soleimani e l\u2019Iran aveva risposto devastando due basi USA?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Gli schieramenti che si confrontano in Iran. Quelle vere e quelle viste in Occidente<\/strong><\/p>\n<p>Non meno interessante, ma riguarda l\u2019Iran, \u00e8 quanto succede dopo la tragedia. I comandi militari e quelli dei Guardiani della Rivoluzione si sono riservati un comunicato definitivo. Il presidente Rouhani e il ministro degli Esteri Zarif hanno invece subito condiviso la versione accreditata in Occidente, del missile iraniano che ha preso l\u2019aereo per errore della contraerea. E sollecitano i militari a chiedere scusa. Ne hanno preso spunto le Sardine sorosiane di Tehran per rimettersi in piazza contro il \u201cregime\u201d e per far calare l\u2019ombra mediatica sui sette milioni che avevano seguito la bara di Qassem Soleimani nella sola capitale.<\/p>\n<p>I \u201cbravi analisti\u201d, gli stessi che il taumaturgo Trump fa tutto lui e ignavi segretari di Stato e Consiglieri della Sicurezza neocon gli vanno dietro come pecorelle, vedono in Iran l\u2019eterna divisione tra \u201cultraconservatori\u201d (alla Khamenei e Ahmadinejad) e \u201cmoderati o progressisti\u201d (tipo Khatami, Rouhani, Zarif). Curiosamente, sotto Ahmadinejad, oltre al riscatto delle classi lavoratrici e dei poveri, c\u2019\u00e8 stato anche il pi\u00f9 forte allentamento delle prescrizioni islamiche, tipo sull\u2019abbigliamento delle donne, mentre, con i \u201cmoderati\u201d, si \u00e8 tornati alle restrizioni clericali.<\/p>\n<p>Per una contrapposizione meno banale, consentitami anche dalla conoscenza diretta dell\u2019Iran, del suo popolo e delle sue istituzioni, va chiarito che in Iran c\u2019\u00e8 la classica e immancabile divisione di classe. Da un lato chi esprime la volont\u00e0 e i bisogni delle classi popolari, le pi\u00f9 colpite dalle criminali sanzioni, e chi quelli dell\u2019alta borghesia e dei grossi\u00a0<em>bazari\u00a0<\/em>ansiosi di scambi a largo raggio e a qualsiasi costo politico. I primi, i presunti ultraconservatori, costituiscono la base elettorale di presidenti laici come Ahmadinejad, di segno sociale e patriottico e dunque antimperialista. I quartieri alti producono dirigenti come Khatami, Rouhani, o il famigerato speculatore Rafsanjani, detto \u201clo Squalo\u201d, tutti pronti alla mediazione, al compromesso, ansiosi di neoliberismo. Sono gli autori del tafazziano accordo sul nucleare voluto dall\u2019astuto Obama per bloccare, con l\u2019annullamento del nucleare civile, peraltro legalissimo, l\u2019intero sviluppo industriale e sociale dell\u2019Iran, come era stato promosso dal laico Ahmadinejad. Tra questi due schieramenti si gioca il destino del grande paese, della sua resistenza, come del Vicino e Medio Oriente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Da una Berlino all\u2019altra: corsi e ricorsi coloniali<\/strong><\/p>\n<p>A Berlino, tra il 1984 e il 1885, le restaurate monarchie d\u2019Europa riunirono, sotto il cancelliere Otto von Bismarck, i portatori dei loro interessi vetero-feudali e neo-capitalisti per muoversi a un nuovo assalto al Sud del mondo, Africa nello specifico, e spartirsi territori, risorse e vie strategiche. Che la conferenza sulla Libia veda coinvolti gli stessi predatori di allora, associati al nuovo protagonista imperialista USA e a Stati di contorno, \u00e8 il segno della tracotanza impunita con cui, sotto la maschera benevola dei diritti umani, come allora sotto quella della civilt\u00e0 e del progresso, le potenze dell\u2019Occidente si apprestano a nuove aggressioni, devastazioni, genocidi, rapine a mano armata, liberista, missionaria e ONG. Oggi come ieri, nel segno e con la benedizione della Croce.<\/p>\n<p>Tutto procedeva da anni nel tran-tran di chi deplorava l\u2019attacco e la distruzione della pacifica e prospera Libia unita, da esso stesso commessi; per poi approfittare del controllo dei Fratelli musulmani di Al Serraj su segmenti del tripolitano con il suo business dei migranti. Business sia promosso (dalle Ong e referenti politici globalizzanti), sia avversato (dai cercatori di elettori spaventati). Ci si adattava alla spartizione nei fatti della Libia; si calcolavano la porzioni di idrocarburi da spartire e si contava sul caos libico perch\u00e9 la ricolonizzazione del Sahel da parte di Francia e compari non fosse disturbata da un ritorno a una Libia forte e autonoma. Tutto questo, sotto copertura di un governo riconosciuto dalla \u201ccomunit\u00e0 internazionale\u201d (un sesto dell\u2019umanit\u00e0) e dall\u2019ONU, era la ricaduta benefica di un graditissimo colpo di Stato islamista dei jihadisti misuratini, che aveva costretto l\u2019ultimo parlamento e governo legittimi, eletti democraticamente, a rifugiarsi a Tobruq. Governo di cui il generale Khalifa Haftar, comandante del Esercito Nazionale Libico (ENL), e il legittimo ministro degli Esteri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Guai se non ci fossero i cari fratellini musulmani<\/strong><\/p>\n<p>I Fratelli Musulmani, come s\u2019\u00e8 visto in molte occasioni, recentemente col presidente Morsi in Egitto, cacciato da una rivoluzione di popolo che poi si sono intestati i militari, sono, da quando furono inventati dai britannici negli anni \u201920, la Quinta Colonna del colonialismo occidentale nel mondo arabo, prima europeo, poi Usa-Nato. Quando un movimento civile e militare, diretto da Tobruk, \u00e8 riuscito a ottenere il consenso della maggioranza delle trib\u00f9, compresa quella di Gheddafi e il controllo sull\u201980% del territorio nazionale e stava per realizzare la liberazione di Tripoli, ecco che tutti si sono svegliati di soprassalto. E\u2019 partita, prima piano, poi con accelerazione frenetica, la girandola degli incontri diplomatici (con Conte e Di Maio che ridicolmente si rincorrevano di capitale in capitale), delle conferenze di mediazione, dei soccorsi al fidato burattino Fayez al Serraj che, guarda il caso, \u00e8 di origine etnica turca. A Erdogan questo \u00e8 bastato per rivendicare a s\u00e9 la \u201cprovincia ex-ottomana\u201d, spostarvi da Idlib migliaia di scuoiatori e stupratori jihadisti di Isis e Al Qaida e concordare con il socio di minoranza turco-libico il possesso delle acque tra Turchia e Libia e degli idrocarburi ivi contenuti (con tanti saluti, oltrech\u00e8 a Grecia e Cipro, a Greta e al\u00a0<em>Green New Deal<\/em>).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da ghignare sul fatto che per molti che avevano dato del macellaio a Erdogan per la cacciata dei curdi dai territori siriani,da questi invasi e occupati con l\u2019aiuto Usa, ora lo vedono di buon occhio, perch\u00e9 promette di bloccare, magari far fuori, il generale amico di Al Sisis, \u201c<em>dittatore egiziano e assassino di Regeni<\/em>\u201d. Per altri, la venuta dei turchi \u00e8 benvenuta nella misura in cui il sultano non se ne approfitti troppo e lasci ad altri porzioni del bottino petrolifero, idrico e geopolitico. Il congresso di Berlino, di cui l\u2019assonanza con quello del 1885 \u00e8 chiaramente voluta, \u00e8 a questo che punta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il cattivo anticurdo diventa il buono anti-Haftar<\/strong><\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 che a Mosca, Putin, lo \u201cZar\u201d &#8211; che ha appena avviato una riforma costituzionale mirata a democratizzare l\u2019assetto istituzionale con un premier eletto dalla Duma e non pi\u00f9 nominato dal presidente (riforma ovviamente letta in Occidente, \u201cmanifesto\u201d &amp; Co, come ulteriore spinta dello \u201cZar\u201d all\u2019autocrazia) &#8211; ha sparigliato facendo sottoscrivere una tregua a Erdogan e al pesantemente pressato Serraj. Ma non a Haftar, che ha considerato la proposta irriguardosa e offensiva nei riguardi del popolo libico e del suo parlamento. E non a torto. Le tregue che, dagli incontri di Astana in qua, Mosca ha concordato con il neo-ottomano, dalle aree di\u00a0<em>de-escalation<\/em>\u00a0in Siria, al governatorato di Idlib zeppo di tagliatori di gola da cento paesi, fino a questa, sono\u00a0<em>tutte\u00a0<\/em>servite e serviranno, anche contro le intenzioni russe, a far riprendere fiato ai jihadisti in difficolt\u00e0 e a farli rifornire di armi e uomini. N\u00e9 dei tagliagole, n\u00e9 dei loro protettori (USA, Nato e Turchia) c\u2019\u00e8 mai stato da fidarsi. Ne ce ne sar\u00e0 in Libia. La buona figura mediatrice e pacificatrice che Putin ha tutti i tioli per rivendicare rispetto alla psicopatologia bellica degli USA e dei loro ascari, a volte comporta un prezzo troppo alto. Lo sanno i siriani quando guardano a Idlib, alla cosiddetta \u201cfascia di sicurezza\u201d presa dai turchi, o alla regione del Nord Est sotto occupazione USA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lasciateci almeno i migranti e un po\u2019 di petrolio<\/strong><\/p>\n<p>Gli italianuzzi senza arte n\u00e9 parte, ma con un solido e sanguinario passato coloniale in Libia, si danno un gran e inutile da fare. Con Haftar potrebbe rinascere una Libia unita e indipendente. Se avessimo avuto l\u2019intelligenza di stare con colui che ha ragione e non con i fantoccio Isis di Tripoli e i cacciatori di neri di Misurata, l\u2019ENI avrebbe avuto la migliore delle chance rispetto ai concorrenti (ENI, che fa la vera politica estera italiana, scevra dai servilismi partitici e perci\u00f2 viene demonizzata dagli atlantistico-sionisti alla Travaglio e Stefano Feltri-Bilderberg).<\/p>\n<p>Ma Haftar rischia anche di far seccare una fonte vitale di reddito, prestigio e propaganda di quella lobby plurilaterale che prospera sullo svuotamento dell\u2019Africa da depredare e dei nuovi schiavi con cui esaltare la fetta padronale del mercato del lavoro. Se prende Misurata e Tripoli, ha promesso di farla finita con la detenzione e il traffico di esseri umani che costituiscono il profitto e l\u2019arma di ricatto dei Fratelli musulmani e delle loro milizie armate \u201cgovernate\u201d, si fa per dire, da Serraj. Che ne sar\u00e0 delle Ong di Soros e Merkel, delle speronatrici di navi militari italiane, delle cooperative, della Caritas, degli Angelus di Bergoglio, degli argomenti di Salvini, del profumo d\u2019incenso attorno ai buonisti della maggioranza?<\/p>\n<p>Di Maio e Conte farneticano di caschi bl\u00f9 europei (che non esistono) da mettere a guardia del bidone e salvare Serraj. Un mini-Pompeo italiota che fa il ministro della Difesa vorrebbe che quel dicastero fosse dell\u2019Offesa e pretende, insieme ai suoi generaloni, una \u201c<em>rimodulazione del nostro impegno militare in Libia<\/em>\u201d. Oltre ai 400 militari scandalosamente mescolati tra i bruti di Misurata. Hanno il coraggio di parlare di &#8220;Forza di interposizione&#8221;, che non significa altro che la sciagurata spartizione della Libia tra Cirenaica e Tripolitania. Colonialisti d&#8217;accatto. Qui, dopo i 600mila libici massacrati da Graziani e il paese distrutto con il concorso dei bombardieri di Giorgio Napolitano, noi non abbiamo che \u201c<em>una parola d\u2019ordine, categorica e imperativa per tutti\u201d<\/em>: starsene fuori dalle gonadi. A\u00ec vari occidentali, colpevoli delle peggiori tragedie inflitte all\u2019umanit\u00e0 nel Sud del mondo non spetta parola in capitolo. La Libia ai libici e la soluzione non pu\u00f2 che essere militare, come lo \u00e8 stata in Siria, Iraq, Vietnam. Gi\u00f9 le mani dal Sud del mondo. La \u201csoluzione politica\u201d, ai tempi delle lotte di liberazione, \u00e8 sempre e solo una fregatura. Non si pu\u00f2 che stare con Haftar. Anche perch\u00e9, se quelli di Serraj incarcerano e impiccano i gheddafiani, lui li ha riabilitati e accolti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>FONTE:<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/16783-fulvio-grimaldi-colonialismo-berlino-1885-berlino-2020-e-il-turno-della-libia.html\">https:\/\/www.sinistrainrete.info\/politica\/16783-fulvio-grimaldi-colonialismo-berlino-1885-berlino-2020-e-il-turno-della-libia.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di SINISTRAINRETE (Fulvio Grimaldi) &nbsp; Bombe inesplose tra Tehran e Tripoli Le notizie-bomba che vi nascondono sono: 1) Un cyberattacco USA che con ogni probabilit\u00e0, secondo il NYT, nella notte dell\u20198 gennaio ha abbattuto il Boeing 737-800 ucraino sopra Tehran, con i suoi 176 passeggeri ed equipaggio e che forse dar\u00e0 il via alla battaglia finale tra patrioti e vendipatria iraniani; 2) Il generale Soleimani, che aveva lo status diplomatico, era in missione di pace&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":99,"featured_media":26572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[32],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Schermata-2016-12-13-alle-15.57.26.png","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7ZaJ4-eqH","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55471"}],"collection":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/99"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55471"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55471\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55576,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55471\/revisions\/55576"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/26572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}