{"id":55542,"date":"2020-01-21T10:30:47","date_gmt":"2020-01-21T09:30:47","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55542"},"modified":"2020-01-20T23:11:11","modified_gmt":"2020-01-20T22:11:11","slug":"perche-le-imprese-europee-sono-deluse-dalla-via-della-seta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55542","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le imprese europee sono deluse dalla Via della Seta"},"content":{"rendered":"<p>di <strong>FORMICHE (Gabriele Carrer)<\/strong><\/p>\n<header class=\"entry-header aa\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/formiche.net\/timthumb.php?src=https%3A%2F%2Fformiche.net%2Ffiles%2F2018%2F07%2FImagoeconomica_1113251.jpg&amp;h=580&amp;w=950&amp;a=c&amp;bid=10051&amp;zc=1\" alt=\"Perch\u00e9 le imprese europee sono deluse dalla Via della Seta\" \/><\/p>\n<div id=\"ec-excerpt\" style=\"text-align: justify\">Un documento della Camera di commercio dell&#8217;Ue in Cina afferma: le aziende europee sono marginali e schiacciate dalle imprese statali cinesi. Si parla di &#8220;ruoli di nicchia&#8221; e perfino di &#8220;impossibilit\u00e0 di accedere alle informazioni sulle gare di appalto&#8221;<\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<div id=\"entry-content-wrapper\">\n<div id=\"ec-content\">\n<p style=\"text-align: justify\">Sulla Via della seta \u201cl\u2019Italia \u00e8 arrivata prima\u201d, diceva a marzo di un anno fa l\u2019allora ministro allo Sviluppo economico\u00a0<strong>Luigi Di Maio<\/strong>. Otto mesi pi\u00f9 tardi, durante una visita a Shangai in qualit\u00e0 di ministro degli Esteri, prometteva che il 2020 sarebbe stato \u201cl\u2019anno in cui raccoglieremo i frutti\u201d. Di \u201cintesa limpida\u201d, \u201cbenefici\u201d, \u201ccollaborazione equilibrata\u201d e \u201cpreziose opportunit\u00e0 per le nostre imprese\u201d parlava invece il premier Giuseppe Conte. Sulla stessa lunghezza d\u2019onda il sottosegretario agli Esteri\u00a0<strong>Manlio Di Stefano<\/strong>\u00a0che soltanto a dicembre promuoveva,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agenzianova.com\/a\/5df3b3948dc021.01593127\/2734463\/2019-12-13\/asia-centrale-di-stefano-a-nova-cooperazione-esempio-nostro-ruolo-centrale-in-nuova-via-della-seta\">intervistato dall\u2019Agenzia Nova<\/a>, l\u2019infrastruttura cinese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u00c8 filato tutto liscio? Non proprio. E non soltanto perch\u00e9\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istat.it\/it\/files\/\/2019\/12\/COE-extra-UE_novembre2019.pdf\">i dati Istat raccontano di una diminuzione dell\u2019export italiano verso la Cina del 15,4% a novembre su base annua<\/a>. Ma anche perch\u00e9 la Via della seta pare non essere l\u2019eldorado. \u00c8 quanto emerge da un report pubblicato oggi dalla Camera di Commercio dell\u2019Unione europea in Cina intitolato The Road Less Travelled, che potremmo tradurre come \u201cLa strada meno battuta\u201d. Sono due i risultati fondamentali di questa indagine condotta su 132 imprese. Primo: le aziende europee hanno un ruolo marginale nella Via della seta. Secondo: la concorrenza europea \u00e8 schiacciata dalle imprese cinesi di propriet\u00e0 statale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Raccontando il rapporto, il\u00a0<i>South China Morning Post<\/i>, scrive: \u201cLe aziende europee fanno fatica a superare le barriere di ingresso all\u2019infrastruttura globale cinese nonostante le promesse di inclusione di Pechino\u201d. L\u2019approccio \u00e8 stato \u201cprofondamente sconcertante\u201d per le imprese europee perch\u00e9 ha impedito una concorrenza significativa e ha sollevato dubbi su trasparenza, qualit\u00e0 e costi. Tra le difficolt\u00e0 evidenziate dal rapporto, perfino \u201cl\u2019impossibilit\u00e0 di accedere alle informazioni sulle gare di appalto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Le societ\u00e0 europee hanno preso soltanto le \u201cbriciole dal tavolo, anche se piuttosto grandi\u201d, ha dichiarato un dirigente di una delle aziende intervistate. Si parla di aziende di servizi di sicurezza, ispezione e certificazione, ma anche spedizione e logistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Tuttavia, chi \u00e8 riuscito a entrare nei progetti lo ha fatto come subappaltatore o interpretando \u201cruoli di nicchia\u201d con tecnologie specifiche o\u00a0<i>know-how\u00a0<\/i>che non potevano essere soddisfatti dalle societ\u00e0 cinesi. A tal proposito la nota stampa della Camera di commercio \u00e8 molto diretta: \u201cQuesto riflette la realt\u00e0 che la Via della seta \u00e8 in gran parte business as usual per le aziende europee che operano in Cina, ormai abituate a perseguire opportunit\u00e0 che sono limitate e selettive\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">\u201cI colossi nazionali cinesi \u2013 forti di aiuti di Stato e del denaro a basso costo \u2013 si stanno assicurando una fetta sproporzionata di contratti rispetto ai piani di sviluppo multilaterale\u201d, ha commentato\u00a0<strong>Joerg Wuttke<\/strong>, presidente della Camera di commercio dell\u2019Unione europea in Cina. Per questo, \u201cl\u2019Europa deve decidere come rispondere a questa esportazione del modello cinese per proteggersi dalle distorsioni del mercato e rimanere competitiva nei mercati dei Paesi terzi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Unione europea e Cina, si legge nella nota, dovrebbero trovare modi per riformare la Via della seta in senso multilaterale, aperto e trasparente in quanto essa \u201cpromette sviluppo globale, maggiore connettivit\u00e0 e buoni affari\u201d. Il report sembra avere un destinatario specifico, la nuova Commissione europea guidata dalla tedesca\u00a0<strong>Ursula von der Leyen<\/strong>. Infatti si legge: \u201cTuttavia, l\u2019Ue non pu\u00f2 permettersi di continuare ad aspettare che la Cina migliori unilateralmente la Via della seta e dovrebbe esaminare attentamente la creazione di meccanismi in grado di controllare le distorsioni che provengono dall\u2019iniziativa proteggendo le normali attivit\u00e0 commerciali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Il report racconta la frustrazione delle imprese europee davanti a una Cina restia ad aprirsi, \u201cforse a causa delle crescenti richieste di trasparenza delle gare d\u2019appalto\u201d ma sottolinea anche come Pechino si muova a suon di accordi bilaterali con i 17 Paesi europei del formato 17+1. Come risolvere questo problema? \u201cDato che ci\u00f2 rispetta la politica One-China, nei numerosi settori in cui l\u2019Unione europea ha competenza sugli Stati membri, la Cina dovrebbe ricambiare e adottare una politica One-Eu, piuttosto che cercare di dividere l\u2019Ue attraverso accordi bilaterali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Su questa frase conclusiva del report, per\u00f2, vanno fatte due osservazioni. La prima: la Cina non pu\u00f2 adottare una politica One-Eu, visto che manca all\u2019Unione europea. La seconda: essendo il rapporto molto economico ma anche piuttosto politico, il riferimento a One-China sembra invitare la nuova Commissione a seguire le scelte dei predecessori riconoscendo questa politica (non avendo quindi, per esempio, rapporti diplomatici e politici con Taiwan), a differenza di quanto fatto dagli Stati Uniti di\u00a0<strong>Donald Trump.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Fonte :<a href=\"https:\/\/formiche.net\/2020\/01\/imprese-europee-cina-report\/\">https:\/\/formiche.net\/2020\/01\/imprese-europee-cina-report\/<\/a><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di FORMICHE (Gabriele Carrer) Un documento della Camera di commercio dell&#8217;Ue in Cina afferma: le aziende europee sono marginali e schiacciate dalle imprese statali cinesi. 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