{"id":55562,"date":"2020-01-22T10:00:11","date_gmt":"2020-01-22T09:00:11","guid":{"rendered":"http:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55562"},"modified":"2020-01-22T08:00:24","modified_gmt":"2020-01-22T07:00:24","slug":"lindustria-bellica-capitalizza-a-wall-street-i-venti-di-guerra-in-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/appelloalpopolo.it\/?p=55562","title":{"rendered":"L&#8217;industria bellica capitalizza a Wall Street i venti di guerra in Iran"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><strong>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Sarah Anderson)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-55563\" src=\"http:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/e5b926b1555590a9be69cc6576b3b7df_XL-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/e5b926b1555590a9be69cc6576b3b7df_XL-300x180.jpg 300w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/e5b926b1555590a9be69cc6576b3b7df_XL-768x461.jpg 768w, https:\/\/appelloalpopolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/e5b926b1555590a9be69cc6576b3b7df_XL.jpg 770w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify\">Il capitale e la guerra: un vecchio binomio che viene riconfermato dagli eventi di questi giorni. Azionisti e amministratori delle grandi aziende dell\u2019apparato militar-industriale statunitense stanno gi\u00e0 beneficiando della possibile guerra con l\u2019Iran grazie all\u2019aumento di valore dei loro titoli in borsa.<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Le prospettive di\u00a0<strong>guerra in Iran<\/strong>\u00a0sono terrificanti. Gli esperti prevedono milioni di morti se le attuali tensioni dovessero sfociare in una guerra aperta. Altri milioni diventerebbero rifugiati riversandosi in tutto il\u00a0<strong>Medio Oriente<\/strong>, mentre le famiglie dei lavoratori negli USA sosterranno, come sempre, il costo in termini di vittime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Ma c\u2019\u00e8 una classe sociale che \u00e8 pronta a beneficiare dell\u2019<em>escalation<\/em>\u00a0del conflitto: gli amministratori delle grandi imprese committenti delle\u00a0<strong>forze armate degli Stati Uniti<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Di questo si \u00e8 avuta evidenza nell\u2019immediato seguito dell\u2019assassinio da parte USA dell\u2019alto ufficiale militare iraniano il 2 gennaio. Non appena l\u2019informazione ha raggiunto i mercati finanziari, il corso dei titoli azionari di queste aziende \u00e8 schizzato verso l\u2019alto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Gli intermediari di\u00a0<strong>Wall Street<\/strong>\u00a0sanno bene che una guerra con l\u2019Iran significherebbe contratti redditizi per i fabbricanti di armi statunitensi. Poich\u00e9 gli amministratori e gli alti dirigenti di queste aziende ricevono parte dei loro compensi sotto forma di pacchetti azionari, essi beneficiano anche a titolo personale quando il valore delle azioni della loro azienda aumenta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Abbiamo verificato i pacchetti azionari detenuti dagli amministratori delegati dei cinque principali gruppi fornitori del\u00a0<strong>Pentagono<\/strong>:\u00a0<em>Lockheed Martin, Boeing, General Dynamics, Raytheon e Northrop Grumman<\/em>. Secondo gli ultimi dati disponibili abbiamo potuto stimare che questi\u00a0<strong>cinque alti dirigenti\u00a0<\/strong>detenevano azioni delle rispettive aziende da loro amministrate per un valore complessivo di circa\u00a0<strong>319 milioni di dollari<\/strong>\u00a0USA pochi giorni prima del raid del drone americano che ha ucciso il generale iraniano Qassem Soleimani. Alla chiusura della sessione di trattazioni del mercato azionario del giorno dopo tale valore era gi\u00e0 salito a 326 milioni di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">I\u00a0<strong>profitti da guerra<\/strong>\u00a0non rappresentano niente di nuovo. Nel 2006, nel culmine della guerra in Iraq, analizzando i compensi percepiti dagli amministratori delegati delle 34 grandi imprese committenti delle forze armate dell\u2019epoca era emerso che questi erano aumentati considerevolmente dopo gli attentati dell\u201911 settembre. Tra il 2001 e il 2005\u00a0<strong>i compensi degli amministratori delegati<\/strong>\u00a0di imprese fornitrici delle forze armate erano\u00a0<strong>aumentati in media del 108%<\/strong>\u00a0a fronte di un aumento medio del 6% dei loro omologhi nelle grandi aziende di altri settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Il Congresso deve intervenire per prevenire una guerra catastrofica in Iran. Far rientrare le attuali tensioni \u00e8 la priorit\u00e0 immediata. Ma il Congresso dovrebbe anche prendere l\u2019iniziativa per porre fine ai profitti derivanti dalla guerra. Nel 2008 John McCain, allora candidato presidenziale repubblicano, aveva proposto di porre un\u00a0<strong>tetto ai compensi degli amministratori delegati delle aziende beneficiarie di piani di salvataggio pubblici<\/strong>, sostenendo che tali amministratori, in quanto supportati dai soldi dei contribuenti non avrebbero dovuto guadagnare pi\u00f9 di $ 400.000 dollari annui, che rappresenta lo stipendio del Presidente degli USA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Un principio analogo dovrebbe essere esteso a tutte le aziende che beneficiano di massicce entrate derivanti da contratti sostenuti da fondi pubblici. Il Sen.\u00a0<strong>Bernie Sanders<\/strong>, ad esempio, ha proposto un piano per escludere dai contratti federali quelle aziende che retribuiscono eccessivamente i loro amministratori. E ha proposto di fissare un\u00a0<strong>limite ai compensi degli alti manager<\/strong>\u00a0ad una soglia di 150 volte il salario tipico di un lavoratore della stessa azienda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Attualmente non ci sono limiti ai compensi degli amministratori di queste imprese e il settore della difesa \u00e8 il primo a distinguersi in tal senso.\u00a0<strong>I cinque principali committenti del Pentagono<\/strong>\u00a0hanno pagato i propri alti dirigenti una media di\u00a0<strong>22,5 milioni di dollari annui<\/strong>\u00a0nel 2018.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Le restrizioni ai compensi degli amministratori delegati si dovrebbero estendere ai vertici di tutte le altre aziende committenti pubbliche, che attualmente non sono tenute a rivelare il livello delle buste paga dei propri alti dirigenti. \u00c8 questo il caso della\u00a0<strong><em>General Atomics<\/em><\/strong>, azienda che produce il drone MQ-9 Reaper che ha eseguito l\u2019assassinio di Soleimani. Nonostante i\u00a0<strong>2,8 miliardi di dollari\u00a0<\/strong>di contratti pubblici nel 2018, all\u2019azienda \u00e8 consentito di mantenere segreta l\u2019informazione sui compensi dei propri alti dirigenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">Secondo delle stime rese note dalla rivista Forbes sappiamo che l\u2019amministratore delegato di\u00a0<em>General Atomics<\/em>, Neal Blue, ha prosperato sui soldi pubblici con un patrimonio personale di circa 4,1 miliardi di dollari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">La guerra \u00e8 una cosa brutta per quasi tutti. Ma finch\u00e8 continueremo a consentire ai capi della nostra economia privata di guerra di ottenere compensi illimitati, la loro sete di profitto per una guerra in Iran &#8211; o in qualunque altro luogo &#8211; persister\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"justify\">&#8212;<\/p>\n<p align=\"justify\"><em>L\u2019autrice dell\u2019articolo dirige il Global Economy Project presso l\u2019Institute for Policy Studies ed \u00e8 co-editrice del sito Inequality.org. Questo articolo \u00e8 tratto da OtherWords.org in regime di CC (Creative Commons).<\/em><\/p>\n<p align=\"right\"><em>Pubblicato su:\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/www.peoplesworld.org\/article\/wall-street-weapons-company-ceos-cash-in-on-iran-war-danger\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>People\u2019s World<\/em><\/a><em>, 9 gennaio 2020<\/em><br \/>\n<em>Traduzione per La Citt\u00e0 Futura di Zosimo<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\" align=\"right\"><strong>Fonte:\u00a0<\/strong><strong><a href=\"https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/l-industria-bellica-capitalizza-a-wall-street-i-venti-di-guerra-in-iran\">https:\/\/www.lacittafutura.it\/esteri\/l-industria-bellica-capitalizza-a-wall-street-i-venti-di-guerra-in-iran<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di LA CITT\u00c0 FUTURA (Sarah Anderson) Il capitale e la guerra: un vecchio binomio che viene riconfermato dagli eventi di questi giorni. 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